La Forgiatura di un'altra Milano.

13 Giugno Giu 2013 1147 13 giugno 2013 13 Giugno 2013 - 11:47

La trasformazione del territorio in Italia, come si sa, è più facile che offra lo spunto per esprimere sdegno e oltraggio piuttosto che entusiasmo, ed è per questo motivo che si rimane stupiti quando si scoprono tracce inaspettate di quella gloriosa imprenditoria illuminata che caratterizzava Milano come capitale morale negli anni del dopoguerra e che oggi si ritiene per lo più evaporata.

 

 

 

 


Un imprenditore, o entrepreneur è un individuo che organizza operazioni di varia natura prendendo dei rischi finanziari utilizzando i mezzi propri.

Un imprenditore necessita, in genere, di grandi doti di organizzazione, di reclutamento di persone e di leadership delle stesse.

Un imprenditore, per essere tale, non può essere estraneo né al processo creativo, né alla dinamica delle cose del mondo, che spesso interpreta e sfrutta per produrre benefici per sé e per la comunità più larga. In un certo senso si può dire che un imprenditore è un forgiatore (modellatore) di cose, situazioni, paesaggi, situazioni.

E' per tutti questi motivi che si chiama entrepreneur un innovatore di processi di sviluppo, o un business leader.

La sua 'attitude' è ben riassunta nella seguente formula: “He can do it, why can’t I?”


E' esattamene questa' attitude' a caratterizzare Pietro Guidobono Cavalchini e Stefano Sirolli, fondatori di REALSTEP―la società responsabile della riqualificazione ambientale del nuovo campus La Forgiatura in Via Varesina a Milano―e la caratterizzazione in termini imprenditoriali appare evidente a tutti coloro i quali dovessero incontrarli di persona, magari per fare un tour del loro nuovo progetto.

Progettata dall'architetto Giuseppe Tortato e dai paesaggisti Emanuele Bortolotti e Valerio Cozzi, La Forgiatura si pone come un caso abbastanza unico di archeologia industriale e riqualificazione urbana, dove l’industria cambia il modo di rapportarsi con la città, mantenendo le sue radici e la sua identità di luoghi in cui, appunto, si forgiavano acciai speciali.

Per chi fosse interessato ai dettagli dei molti meriti del master plan, si rimanda al sito (www.laforgiatura.it) in cui vengono molto ben spiegati. Ma si vuole qui cogliere l'occasione per portare un po' di attenzione su un modello di rinnovamento urbano di grande interesse messo in piedi da REALSTEP sulla base di una esperienza più che decennale di trasformazione urbana a scala medio grande.

La strategia di REALSTEP ha la forza delle intuizioni: concentrarsi su aree dismesse nella stessa area geografica della città per riqualificare isole di dimensione significativa ma maneggiabili in modo da formare un arcipelago di nuova qualità urbana, un arcipelago in cui la funzione e l'immagine della funzione produttiva originaria diventa un patrimonio culturale e funzionale al tempo stesso.

L'arcipelago viene completato nelle sue parti comuni mentre le singole unità produttive vengano lasciate al grezzo per poterle adattare ai bisogni degli utilizzatori finali.

L'uovo di Colombo di REALSTEP consiste nel non cambiare la destinazione d'uso―operazione che comporta spesso tempi e risultati imprevisti―ma nel rinnovarla in accordo con i bisogni della società e del mercato contemporanei.

Questo semplice atto permette di operare in regime di DIA secondo tempi di realizzazione comprensibile, e cioè tempi che, nel panorama usuale delle operazioni che interessano l'immobiliare, sono diventati incomprensibili, o inconcepibili.

In un paese in stato comatoso che ha perso ogni idea di come salvare il suo territorio―e cioè la sua ricchezza più importante― il messaggio imprenditoriale, la visione e l'entusiasmo dei soci di REALSTEP (che sembrano essere al corrente di tutti i dati strutturali e impiantistici del progetto fino a dare l'impressione di conoscere in prima persona il numero di bulloni utilizzati) si impongono come un raggio di sole, o come la forgiatura (possibile) di un'altra Milano.