La massoneria difende «il fratello» Berlusconi su Ruby

2 Luglio Lug 2013 1547 02 luglio 2013 2 Luglio 2013 - 15:47

Il Grande Oriente Democratico di Gioele Magaldi difende «il fratello» Silvio Berlusconi dopo la sentenza che lo ha condannato a 7 anni sul caso Ruby per concussione e prostituzione minorile. Lo si legge sul sito del God all'indomani della condanna del Cavaliere e fa comunque scalpore, perché la cosiddetta «massoneria democratica» non ha mai risparmiato critiche nei confronti dell'ex presidente del Consiglio. Eppure, in un lungo post - dove si tiene comunque a marcare una certa distanza da Berlusconi - viene contestata la decisione della magistratura per una decisione «spropositata, iniqua e irrazionale». 

Si legge ancora: «La questione è se un Paese civile sia degno di una condanna come quella comminata al cittadino Silvio Berlusconi dal Tribunale di Milano in data 24 giugno 2013. Per aver commesso quali orrendi reati? Per aver organizzato delle serate piccanti in casa sua? Per essere andato a letto con tante ragazze diverse nel corso dei mesi e degli anni? Perché a queste ragazze ha regalato soldi? Per essersi interessato della sorte di tale Ruby, una delle ragazze da lui frequentate, nelmomento in cui costei si trovava in commissariato? A onor del vero, la “trappola” in cui è incappato Berlusconi discende direttamente da quel clima di insopportabile moralismo sessuofobico ipocrita e falso che circonda in Italia il tema della prostituzione, minorile e non».

Berlusconi

Infine: «In uno Stato serio, però, con una legislazione compiutamente laica e garantista, il Fratello Berlusconi sarebbe stato assolto “perché i fatti ascritti non costituiscono reato” e/o perché tutto l’impianto accusatorio è di carattere meramente indiziario. Ma può essere definito serio uno Stato che condanna un ex presidente del consiglio a 7 anni di galera per essersi intrattenuto con le “olgettine” e commina soltanto tre anni e mezzo a quei mascalzoni criminali che assassinarono il giovanissimo Federico Aldrovandi?».