La Buchmesse e il Ministro che dà buca

10 Ottobre Ott 2013 1605 10 ottobre 2013 10 Ottobre 2013 - 16:05
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Francoforte. Eppoi si levano i tristi lai quando i dati di una ricerca affiorano e rivelano che gli italiani sono gli ultimi su 24 Paesi per capacità e preparazione letteraria e matematica. Come riporta appunto il risultato della ricerca dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), diffusa martedì 8 ottobre dall'Isfol.

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Infatti, l'analisi mette in luce un risultato ben poco incoraggiante: l'Italia si piazza all'ultimo posto per competenze in lettura e al penultimo posto per competenze matematiche e per capacità di risolvere problemi attraverso le tecnologie digitali.

Che gli italiani leggano poco, non è una novità, sia libri che giornali. A suggello arriva la notizia che alla Buchmesse, la più grande fiera del libro al mondo, che si svolge in questi giorni a Francoforte, per la prima volta gli editori italiani presenti diminuiscono del 7 per cento. Sono a quota 210. Ma nessuno tra i politici pare preoccuparsene più di tanto. Eppure come ha detto il presidente degli Editori Marco Polillo: «In due anni il fatturato è diminuito del 14 per cento, ogni giorno abbiamo notizie di librerie che chiudono, la crisi di liquidità si aggrava, si vanno rideterminando gli equilibri competitivi nei canali commerciali del libro, anche l’export cala. Serve un dialogo serio, diretto, subito. Siamo a Francoforte, in un contesto internazionale, ed è naturale fare dei confronti.».

In Germania è tutta un’altra cosa. Nel 2012, il fatturato dei libri è stato di 9 miliardi e mezzo con un calo dello 0,8 per cento, ma sebbene la perdita sia irrisoria i tedeschi si preoccupano e cercano di reagire, cominciando dai ragazzi: «Il punto forte è l'editoria per l'infanzia e per i giovani», ha detto Jürgen Boos, 43 anni, il direttore della Buchmesse. Spesso accade che i temi che hanno avuto successo con gli adolescenti «passino» all'editoria per adulti. Resta il fatto comunque che in Germania, nel metro, alla fermata dell’autobus, nei caffé in moltissimi leggono, magari giornali popolari, ma leggono. Nessuno affronta un viaggio in treno senza un libro, in carta o in e-book da consumare col panino.

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Invece nella terra di Dante, la ricerca dell’Ocse rivela che la capacità degli adulti con un'età compresa tra i 15 e i 65 anni di, «comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità» è desolante. Non si tratta di un mero indice che valuta la capacità di leggere e scrivere, ma il modo di elaborare le informazioni e di applicarle nella vita quotidiana. L'analisi evidenzia un quadro impietoso. Il 28 per cento degli italiani si piazza - dopo Francia e Spagna - al livello più basso, o persino sotto tale livello, per le competenze in lettura.

Naturalmente - come detto - nessuno pare preoccuparsene più di tanto. Tant’è che il ministro della Cultura italiano (foto sopra) non si è fatto vedere qui a Francoforte, alla fiera del libro, la più grande del mondo benché avesse assicurato la sua presenza. Ma chi, l’ onorevole Massimo Bray del Pd? «Ma mi faccia il piacere!».  

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