Marco Zamperini il moltiplicatore di innovazione

14 Ottobre Ott 2013 0910 14 ottobre 2013 14 Ottobre 2013 - 09:10

Sono passati quattro anni dal nostro primo incontro, che oggi ricordo con particolare commozione. Il tempo poi, in questi anni, mi ha concesso e regalato altre occasioni per abbracciarti e sentirti parlare, ma quell'incontro ora lo ricorderò con ancora più trasporto emotivo.

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(foto di Alessio Jacona)

Era febbraio, un freddo e rigido febbraio di quelli che ogni anno ritornano in città. A Potenza c'era tanta di quella neve che quasi era impossibile camminare. Con Giovanni, allora un giovane "smanettone" ed oggi CEO di Waway, avevamo l'appuntamento di mattina presto per raggungere te e Paola in albergo e andare insieme verso la zona industriale di Tito, un piccolo centro a pochi kilometri da Potenza, dove con altri amici avevamo organizzato un evento di business ed innovazione.

Lì Marco, il Funky Porfessor, avrebbe tenuto una delle sue straordinarie lezioni di cultura digitale ed innovazione praticata. L'incontro fu sorprendente, nonostante la neve ed il disagio Marco sorrideva e infondeva ottimismo per il viaggio lungo la Basentana innevata. Ed anche quando salimmo sulla Multipla di Giovanni lui era divertito, non preoccupato e interessato a conoscere questo evento.

Lungo la strada la neve si faceva sempre più fitta e colmava l'asfalto da poco pulito dai mezzi di soccorso, io e Giovanni eravamo increduli ma molto felice di avere con noi uno dei pionieri dell'Internet italiano.

Quanta poesia in quel breve viaggio, quante parole cariche di futuro e di progresso. Ricordo anche che all'arrivo ci fermammo in uno dei tanti stand di questa manifestazione, a mangiare un pompelmo e ad ascoltare il racconto di Paola sulle possibili combinazioni culinarie di questo strano frutto.

E poi la foto con i peperoni "kruschki", piatto tipico della cucina lucana che poi ha sempre ricercato in ogni tappa lucana del suo incredibile viaggio dell'innovazione.


 

La lezione di Marco fu per noi il vero momento di svolta, le sue visioni ed i suoi studi ci aiutavano ad avere fiducia in noi e a credere che poteva essere il web la nuova via per inventarci un lavoro, per cambiare i destini personali e sperare in un cambio di passo di questo pezzo di Italia che, dal Sud, prova e riprova a stare al mondo.

Da quel giorno di febbraio del 2009, il 20 (giorno del mio compleanno), le occasioni di incontro si sono moltiplicate, così come il portato di innovazione che quel primo appuntamento ci aveva infuso.

Di strada ne abbiamo fatta, nonostante la neve e i pochi cavalli della nostra Multipla, ed oggi che possiamo fermarci a pensare a quanto abbiamo fatto, sappiamo che è anche grazie a Marco e a chi come lui ha permesso al Paese di conoscere e diffondere la cultura del rischio, della sperimentazione, del lavoro e della forza della rete.

Grazie Marco.