"Il futuro è di chi se lo prende", parola di CEO

Giusi Gallotto, 35 anni, Ceo e lobbista di Reti - Quick Top SpA

18 Novembre Nov 2015 1523 18 novembre 2015 18 Novembre 2015 - 15:23

Donna, giovane, meridionale. A 35 anni Giusi Gallotto è a capo di uno dei più importanti gruppi nell'ambito delle relazioni istituzionali: Reti. Con Giusi, classe 1980, ho avuto modo di lavorare qualche anno addietro. Lei allora seguiva più l'amministrazione. Io, sotto la grandiosa supervisione di Micucci e Velardi, seguivo alcuni progetti di comunicazione. Una gran bella esperienza, davvero. A qualche anno di distanza, dopo un periodo di cooling off (così lo chiamano gli americani), rompo gli indugi con Giusi con questa conversazione.

Giusi se il futuro è donna, il presente cos'è?

Il presente e il futuro non hanno colore. Appartengono a chi sa costruirseli. E guadagnarseli. Viviamo in una società che dà più opportunità che nel passato. La classe dirigente di oggi è cambiata. I giovani e le donne governano, decidono, incidono. Non ho mai condiviso le posizioni di chi rivendica quote o i tentativi di difendere categorie in via d’estinzione. L’esperienza di molti – non solo la mia – dimostra che il Paese comincia ad investire sulle nuove generazioni.

Quanto contano i risultati in una carriera come la tua?

Ho avuto la fortuna di crescere e formarmi in un’azienda che sa dare fiducia e ti butta nella mischia. L’autonomia ti porta ad essere sin da subito responsabile ma anche molto severa con te stessa. I risultati diventano obiettivi condivisi e gratificazione personale. La valutazione delle performance rappresenta una condizione necessaria per andare avanti e per un’azienda che vuole essere leader sul mercato e investire sulle sue risorse.

Forse sbaglio, ma ti ho sempre visto come una persona introversa. Forse anche tu mi hai sempre visto così. Come si sposano introversione e leadership aziendale?

Sono una donna che non ama chiacchierare troppo. Spesso chi parla a vanvera deve innanzitutto convincere se stesso. La mia falsa introversione è modestia e determinazione. Amo molto il mio lavoro e la mia porta è sempre aperta. Ma su alcune regole non transigo e sono la prima a rispettarle. La leadership aziendale si esercita dando l’esempio.

Mi racconti la tua storia d'amore con Reti?

Il mio primo incontro con Reti risale ai tempi dell’università. Sono rimasta “folgorata” da un seminario tenuto da Velardi (lui forse neppure lo sa!) sul marketing politico. Ho capito che avrei potuto coniugare la mia passione per la politica con il mio futuro professionale. Così ho deciso di fare la tesi sulla campagna elettorale per le elezioni europee di Pia Locatelli e di frequentare un corso di formazione a Running. Dopo è arrivato lo stage. Ho coordinato progetti di formazione e sviluppato competenze in comunicazione ed events management. Ho proseguito con le relazioni istituzionali e infine ho lavorato alla direzione e ottimizzazione di tutte le attività operative e progettuali del gruppo. Oggi dirigo l’azienda.

Torniamo a te, Giusi: cosa consiglieresti a qualcuno che ambisce alla tua posizione o più semplicemente a diventare un bravo o una brava lobbista?

Studiare, studiare, studiare. Passione per la politica e rispetto per le istituzioni. Troppo spesso prevale la convinzione che per diventare ed essere lobbisti basta esibire relazioni e influenze vere o presunte. È premiata la logica del “chi conosci” invece di “cosa sai fare davvero”. Un professionista dei public affairs deve avere doti di analista politico, di comunicatore e insieme una solida conoscenza ed esperienza di diritto. Deve conoscere il funzionamento delle istituzioni e saperne – se possibile – più dei clienti a proposito degli interessi che rappresenta. Viviamo in una tempesta regolatoria e in un mondo che non è più governato dai decisori tradizionali dove i poteri sono dispersi in reti complesse. Non bastano network e relazioni. Servono contenuti, curiosità per le novità e capacità di lettura e approfondimento. Queste cose che ti dico, sono le stesse che i nostri docenti trasmettono, ormai da anni, ai corsisti che formiano con il corso “Comunicazione, lobby e politica” (la XXVII edizione inizierà il 27 novembre).

@√itokappa