Tutti sconfitti, tranne uno. Il solito Matteo

Renzi e Monica Cirinnà

17 Febbraio Feb 2016 1414 17 febbraio 2016 17 Febbraio 2016 - 14:14

Il pasticcio tutto politico sul Cirinnà rischia di rivelarsi una pietra tombale per i diritti civili, per la fiducia nella politica, per il MoVimento 5 Stelle e per un sacco di altre cose, non ultima la pelle e le condizioni di vita di un sacco di gente che di quella legge ha bisogno urgente.

Hanno perso tutti. Tutti tranne uno: Matteo Renzi.

Se la legge passa sarà una sua clamorosa vittoria; se non passa sarà una sconfitta dei grillini e dei cattodem: il delitto perfetto.

Ed è giusto che sia così, perché:

-E' suo il governo che, secondo e unico dopo quello di Prodi, ha messo quanta faccia bastava su una legge a favore dei diritti degli omosessuali.

-E’ sua la (non) maggioranza che ci è arrivata a un passo. Mai nessuno era stato così vicino. Mancava un soffio.

-E’ una dei suoi quella Monica Cirinnà che ad oggi è la più amata dagli italiani, tutti gli italiani di buona volontà al netto di chi si addormenti al loro fianco.

-E’ suo il ruolo di quello che ci ha provato e che è stato affossato dai giochetti di palazzo: se lo è saputo cucire addosso, se lo è preso, non serve sia autentico.

-E’ suo il ruolo di paladino dei diritti dei gay, tema verso il quale, a onor del vero si è sempre detto 'timido', ma che ha, mi si passi il gioco di parole, ‘adottato’.

-E’ sua la vittoria morale di una battaglia che non si è dovuto nemmeno prendere la briga di combattere o di sposare.

-E’ sua la possibilità di arrivare nuovamente vergine sul tema alla prossima campagna elettorale: sarà inattaccabile sia da sinistra (‘che volete da me? Io la legge l’ho fatta, sono loro che non l’hanno votata), sia da destra (la legge, in fondo, si è fermata).

Ci sono cose che invece, di Renzi, non sono.

-Non è suo questo tentennante e pasticciato PD di lotta e di incenso, immobile, tentennante e retrivo in eterna crisi di identità.

-Non è suo il nome sull’atto di morte del Cirinnà. E’ di Alberto Airola, senatore grillino sconosciuto ai più fino all'altra sera. Quando fra cinquant'anni monteranno una puntata del Mixer del futuro ci saranno le immagine di lui che urla, non quelle di Renzi che perde.

-Non è sua la responsabilità di stralciare via dal testo la Stepchild, che va dritta sul conto dei Cattodem eletti con i voti del PD (vedi sopra).

-Non è sua la maggioranza rabberciata figlia delle elezioni del 2013.

-Non è sua la faccia di chi è stato sconfitto. Anzi la sua faccia non c'è proprio: se cercate su Google Immagini 'Renzi+Cirinnà' uscirà un solo risultato.

Davvero, se c’è uno che, come vada vada, ha vinto, è Renzi.

Ed è, vivaddio, giusto così.