Edili, imparate dall'agricoltura il significato di innovazione!

16 Giugno Giu 2016 1225 16 giugno 2016 16 Giugno 2016 - 12:25

Da imprenditore edile a innovatore e startupper dell'agrofood. La storia di Luigi Galimberti andrebbe raccontata e augurata a tutti, perché anche dal di dentro di un'apparente sconfitta si può accumulare l'esperienza necessaria per cambiare il mondo.

Il racconto di oggi parla di coltura idroponica, di serre ad altissima efficienza energetica, della bella e selvaggia Maremma in Toscana e di un fondo di investimento che ha riconosciuto una grande idea innovativa. Cosa c'entra con l'edilizia? Leggete tutto, poi ne parliamo...

Luigi, parlaci di Sfera...

Sfera è una Startup nata da BeeCo Farm incubatore/acceleratore d’imprese con sede in Maremma. BeeCo farm è verticalizzato su Ag Tech( agriculture techonoligies) ovvero è la parte nome smanettona dell’ecosistema. In BeeCo Farm si fa innovazione incrementale applicata al trattore e all’aratro. BeeCo Farm nasce da imprenditori per le MPMI e Startup, con un occhio attento al mercato. Progettare soluzioni che rispondono a reali esigenze di mercato e/o a problemi, bisogni non soddisfatti.

Con questo atteggiamento prende vita Sfera, nel nostro paese si importano dall’Olanda oltre 600 milioni di pomodori l’anno, e questo perché imprenditori con una visione del mercato diversa, mettono in campo azioni precise e puntuali. Sfera non è solo una serra, ma un concetrato di innovazione di prodotto e di processo, infatti non ci saranno solo le migliori tecnologie applicate, ma le migliori tecninche di management, sia per la gestione del processo sia sull’organizzaiozne stessa.

Sfera nasce da un processo imprenditoriale puro: c’è una opportunità, si fa un piano, vi valida l’idea e il prodotto e tutto quanto concerne la nascità della startup, secondo un percorso di accelerazione proprio delle startup. Insomma in Sfera non ci sono contadini.

Cos'è la coltura idroponica?

Di base Sfera utilizza i sisitemi idroponici per produrre ortaggi, ovvero senza suolo, infatti le piante sono immerse in una soluzione di acqua con dentro tutti i nutrienti che servono alla pianta per crescere. Questa tecnica ci permette di ottenere prodotti privi di metalli pesanti come il Nichel presente nel terreno. Inoltre gli ortaggi non essendo preda di acari, bruchi o piante infestanti non necessitano di trattamenti chimici, quindi alla fine risulteranno privi di residui.

Altro elemento è che nel 2050 saremo il doppio degli abitanti sulla terra con la metà delle risorse. Noi produrremo fino a 15 volte di più con solo il 10% del suolo e il 10% dell’acuqua rispetto al campo aperto.

Poi, la svolta. Il fondo di investimento che riconosce l'idea, giusto?

Sfera è destinata a segnare la storia dell’agricoltura, infatti aver convinto un fondo di Ventur Capital ad investire nel primario è una novità per il nostro paese. Vogliamo con Sfera dimostrare che si può guadagnare anche in agricoltura. Il progetto sin da subito è stato incetrato sul fatto che dovesse impattare sul territorio, non è vanità dell’imprenditore, ma il fatto che possiamo mettere in campo nouvi modelli di business, dove vincono tutti, gli imprenditori, i finanziatori, i dipendenti, i consumatori e soprattutto il territorio. Questo non è fantascienza, negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di molte società Benefits. Magari in agricoltura ancora no. La forte componenete di responsabilità sociale è stata all’inizio del percorso motivo di scherno da parte di alcuni investitori che hanno bocciato l’idea bollandola. Ma poi l’incontro con Oltre Venture ci ha aperto nuovi orizzonti. Quello che per noi era un obiettivo che avremo voluto raggiungere per Oltre è la mission, c’è sembrato un sogno ad occhi aperti. Un team che apprezzasse i valori del progetto ancor prima dei suoi numeri ci ha lasciato di stucco. Un team, infatti non solo investitori ma professionisti in grado di completare e supprotare il progetto dal punto di vista umano e professionale.

In che cosa consiste l'innovazione di questo progetto?

Sfera è innovativa per l’atteggiamento, il fine ultimo è quello di trovare nuove modi di produrre ortaggi di qualità sempre più buoni con sempre meno risorse nel mezzo ci sono i pomodori da vendere, per questo li produrremoe venderemo, non è solo filosofia.

Un progetto che sta con la testa in alto ma con i piedi per terra, anzi in campo.

l’innovazione di Sfera è semplice, nulla di trascendentale o che non si possa riprodurre, è a disposizione di tutti. Noi non inseguiamo l’innovaziona radicale, quella che vuole cambiare il mondo in un attimo, ma l’innovazione incrementale, quella del miglioramento continuo.

Di seguito, il Comunicato stampa con più info sul progetto:

Sfera, la serra iper-tecnologica per sfamare (davvero) il pianeta
Produrre molto di più consumando molto di meno: ci pensa una startup maremmana


Dentro Sfera si produrranno ortaggi utilizzando il 10% dell’acqua, il 10% del suolo ma con una resa 15 volte superiore che in campo aperto, nella totale assenza di pesticidi.
L’intuizione di una super serra nasce appena un anno fa da Luigi Galimberti, imprenditore maremmano: “abbiamo pensato a un luogo dove la tecnologia e l’innovazione di processo soppiantasse la manipolazione genetica per produrre di più e meglio, il tutto secondo principi di sostenibilità alimentare, economica ed energetica”.
Sì, perché la superficie di pianeta destinata all’agricoltura non può estendersi ulteriormente, e allora la produzione deve diventare intensiva, deve potersi adattare a ogni tipo di ambiente, ma garantendo la sicurezza e salvaguardando la biodiversità.

Attraverso approfonditi studi tecnici e di mercato, si è arrivati quindi a concretizzare il progetto Sfera-Waterfood: una serra idroponica altamente efficiente nata dal miglioramento sensibile delle attuali tecniche di coltivazione fuori suolo. Inoltre, il progetto coinvolge in un sistema integrato anche gli aspetti inerenti la produzione, la commercializzazione e la distribuzione.
Non ultimo, con Sfera si vuole recuperare l’autenticità dei sapori e le proprietà nutritive delle specie originarie: “in passato si è scelto di privilegiare varietà resistenti alle malattie, agli urti, o semplicemente che durassero di più sullo scaffale”, spiega Galimberti, “tutto ciò a discapito di caratteristiche come il profumo e il sapore. Grazie agli accordi con la GDO potremo ricominciare a lavorare varietà di ortaggi che negli ultimi anni erano scomparse”.

Al di là dell’ambizione e della portata che ne contraddistingue la vision, Sfera è pur sempre una startup, la prima di un nuovissimo incubatore e acceleratore d’impresa locato in provincia di Grosseto: BeeCo Farm. Si tratta di un laboratorio dell’innovazione specializzato in tecnologie per l’agricoltura, dove attraverso un modello operoso e collaborativo, come quello delle api da cui prende il nome, si vuole dare risposte concrete e integrate con il tessuto produttivo del territorio. “Per poter migliorare il trattore e l’aratro servono la conoscenza del campo, delle sue logiche e dinamiche, come pure la padronanza delle logiche dell’innovazione”, tende a precisare Galimberti, che di BeeCo Farm è presidente. Il messaggio che sottintende è chiaro: un modello di sviluppo che parli la lingua della terra, e non soltanto quello di app, web e social, che pure hanno un ruolo fondamentale nella comunicazione e nella creazione di network e opportunità.

Se il progetto Sfera non è solo un bel sogno, ma una realtà pronta a materializzarsi, lo si deve soprattutto all’incontro tra Galimberti e il fondo di investimento Oltre Venture.
“Con il Team di Oltre ed il Ceo Lorenzo Allevi c’è stata subito molta intesa sul progetto”, racconta l’imprenditore, “a loro è piaciuto da subito, e insieme è stato possibile centrare una mission condivisa. Non solo un partner finanziario, Oltre Venture rappresenta un valido team di professionisti che hanno saputo apprezzare e valorizzare alcuni aspetti del progetto, come l’importanza dell’impatto sociale sul territorio, sulle persone che faranno parte dell’azienda e su tutti gli stakeholders”.

Lo stato dell’arte attualmente vede la scelta ormai prossima del sito che accoglierà la prima Sfera in provincia di Grosseto: 13 ettari di estensione per circa 12 milioni di euro di investimento, nella quale si produrranno 5 varietà di pomodori, insalata, e fragole, e che darà occupazione a più di 90 persone, questi i numeri a regime.
Sfera parte sin da subito per affermarsi sul mercato e non come esperimento. Il lavoro svolto nel corso degli ultimi 6 mesi è stato quello di analizzare i competitor nazionali e internazionali, per realizzare un modello che da subito abbia elevate performance.
“Se verranno confermati i dati di previsione si procederà con il piano che prevede la costruzione di altre 4 Sfere in Italia, sempre privilegiando provincie sulle quali impattare positivamente” conclude Galimberti. “L’entusiasmo del board e del team di progetto è al massimo, infatti partiamo sin da subito con l’obiettivo della quotazione in borsa entro 5 anni”.