LinkedIn: cercasi storie dal gran finale. Ma sperare non basta.

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23 Febbraio Feb 2017 1655 23 febbraio 2017 23 Febbraio 2017 - 16:55

Possibile si, ci si può riuscire si, e sperare ( spera si) è più che giusto ma bisogna smetterla di raccontarsi la storia sbagliata.

Gli ultimi dati ufficiali parlano di 9 milioni di account linkedIn in Italia, in realtà dovremmo da poco aver superato i 10 milioni di iscritti.

Eppure la storia è diversa. Oltre il 75% degli account si sono persi, fanno giri enormi e non ritornano.

Soprattutto c’è qualcosa che i dati non dicono, lo si capisce solo passeggiando per il feed, sbirciando i profili, parlando con le persone. La gente mormora, le persone sono deluse.

Il social dove trovare lavoro non funziona. Non se pensiamo alla promessa fatta o da quello che si era capito, tipo che trovare lavoro non era mai stato così facile. Non lo è. O lo sai o te ne accorgi.

Possibile si, ci si può riuscire si, e sperare ( spera si) è più che giusto ma bisogna smetterla di raccontarsi la storia sbagliata.

Uno degli errori alla base, il più grande fraintendimento, è il concetto di visibilità. La maggior parte delle persone crede che si venga, letteralmente, trovati e che il trucco per riuscire (nel trovare lavoro, o un cliente) sia dunque essere visti da più persone possibili.

Sia chiaro non è niente di nuovo, la storia si ripete, in un certo senso è la storia del web. Quando ci penso mi viene in mente il famoso annuncio di Google.

"Qualcuno sta cercando un’attività come la tua" è più che convincente.

“Porca miseria ed io che non mi faccio vedere e trovare. Che pirla!”

Si molte volte è vero ma la maggior parte no. Non è sempre questione di visibilità o di esserci ma anche e soprattutto di essere al posto giusto ed essere la persona giusta.

Commenta qui e trova lavoro (un caso emblematico)

Un post lanciato da Silvia Vianello docente di marketing alla Bocconi, di recente è stato al centro di forti discussioni, spaccando a metà la piattaforma sull'effettiva utilità dell'iniziativa. L’idea molto semplice era questa:

Io ho tanta visibilità > tu commenti il mio post dicendo cosa cerchi e cosa offri > avrai più possibilità di essere “visto e scelto”.

Nel giro di poche ore il post è diventato virale, migliaia di visualizzazioni, like come se piovesse e soprattutto centinaia e centinaia di commenti in cerca del gran finale.

Iniziativa replicata da molti (a proposito di visibilità?) ed anche da volti noti; uno su tutti Alessandro Cecchi Paone che ha chiaramente amplificato la portata dell’iniziativa.

Senza entrare nel merito, solo un tantino, è davvero questa la strada?

Come disse una volta Garzya, “sono pienamente d'accordo a metà col mister”.

Anzi per niente. Influenzare la domanda con l’offerta può anche essere suggestivo ma in questo caso dubito possa funzionare.

Una delle entrate della piattaforma è rappresentata dagli account premium e recruiter, persone che hanno a disposizione filtri e funzionalità avanzate proprio per cercare le risorse necessarie e più adatte alle posizioni ricercate. Pensare che per caso non ci hanno visti, beh fa tanto Cenerentola.

Stesso discorso per chi cerca clienti

Un girotondo di link, mail, messaggi, spam, cose inutili. Guardando il feed viene una tristezza infinita. Post con “per il tuo sito web clicca qui”, per la tua contabilità “clicca là”, per dimagrire “chiamare ore pasti”.

Anche qui l’errore è lo stesso: credere ancora che esserci assicuri un gran finale. O che offrire sia garanzia di successo. #beataignoranza

Lost in Linkedin: ecco cosa fare

Per uscire dal buco nel quale ci siamo infilati e nel quale qualcuno si è perso, la soluzione è diversa.

Smettere di farsi vedere ed iniziare a farsi “notare”. Come una persona interessante, utile, con la quale si vorrebbe parlare o lavorare.

Non chiedersi se il mondo ti vede ma come ti vede. Alla fine, la storia è davvero più semplice di quanto si creda.

Un gran finale si ottiene più fando che sperando. E se non funziona, tornare indietro e riprovare. Smettere di lamentarsi ed iniziare a farsi le domande giuste.

“Se una persona dice che sei un cavallo, è un pazzo. Se lo dicono tre persone, c’è una cospirazione. Se dieci persone dicono che sei un cavallo, è il momento di acquistare una sella”.

Namastè alè :)