Sui confini. Europa, un viaggio sulle frontiere

20 Marzo Mar 2017 0743 20 marzo 2017 20 Marzo 2017 - 07:43

Questa mi sembra la settimana giusta per parlare di Europa e per parlare di confini. Suggerisco un bel libro di Marco Truzzi.

Sui confini

Europa, un viaggio sulle frontiere

Marco Truzzi

Il tema del confine si intreccia inesorabilmente con la cronaca. Il libro è un viaggio sulle frontiere di un’Europa, quella di Schengen, che vacilla; ma non si limita alla cronaca dell’emergenza umanitaria. L’autore, negli ultimi tre anni, attraversa luoghi dove rimangono indizi di una storia recente, di frontiere in realtà ancora in essere.

Anteprima

da UN BARBIERE SUGLI SCOGLI

«Sei venuto subito qui, in mezzo agli scogli?». «No, prima sono andato in stazione, a Ventimiglia. C’è un sacco di gente là, in stazione. Anche adesso». «Ok… E dopo?». «Eh… E dopo niente. Mio fratello in stazione non c’era. Giravo con una sua foto in mano, la mostravo agli altri sudanesi che incontravo. È questa», dice tirando fuori dalla tasca una piccola fototessera sovraesposta. Sopra c’è la faccia di un ragazzino, la versione più giovane di John (in effetti potrebbe sembrare una sua foto di qualche tempo fa, ma non glielo diciamo).

«Ma quanti anni ha tuo fratello?», domandiamo. «Uhmmm, fatemi pensare…», riflette. «Quand’è nato noi stavamo ancora a casa nostra, cioè in quella che era la casa di mio padre… La guerra non c’era ancora, non così come adesso… Comunque, ecco, sì, dovrebbe avere quindici anni. Forse sedici. Non ricordo. Comunque non di più».

«Quindi lui si sarebbe fatto tutta quella strada a quindici anni?». «Sì, certo… È per questo che siamo preoccupati», risponde. Sono preoccupati. Meno male. In realtà sarebbe una cosa da collasso, ma la sparizione nel nulla in Sud Sudan è un evento piuttosto comune, purtroppo. «Comunque, tra quelli che ci sono in stazione nessuno l’ ha visto… Sfido, io. Nessuno viene dalle mie parti, tra quelli là».

«Nessuno?». «No, sono tutti… Vengono tutti da altri posti. Là ci sono anche i siriani. Anche loro scappano dalla guerra, vero?». «Sì, esatto. Anche loro». «Poi mi hanno detto di provare a venire qui, che forse il mio fratellino era qui in mezzo, tra questi che stavano sugli scogli. Invece niente, non c’è neanche qui».

«E quindi? Non puoi tornare indietro?». «No, non posso… Perché mentre ero da questa parte la Francia ha chiuso la frontiera e ha mandato qui tutti quei poliziotti che non fanno passare più nessuno».

«E i tuoi documenti? Avrai pure dei documenti con te… Come hai fatto a guidare fino a Nizza?».

«No, non li ho i documenti. Non li ho mai avuti. Ma in Olanda non li chiedono così facilmente, i documenti. Guido la macchina con la patente della mia ragazza, ma ok… Prima o poi riapriranno la frontiera e io tornerò di là».

«E intanto?». «E intanto taglio i capelli. Vengono anche degli italiani, sapete? Sono i ragazzi che ci sono in giro là sopra, quelli delle associazioni. Ci portano sempre qualcosa da mangiare. Soprattutto bottiglie d’acqua. A me fanno anche ricaricare la batteria del rasoio, così mi tengo in allenamento». Ride, John, mimando tagli di capelli in aria. Nel frattempo è arrivato un altro “cliente”.

Marco Truzzi – Sui confini – Exòrma Edizioni 2017