La canzone dell'immortale di Paolo Pasi

25 Marzo Mar 2017 1824 25 marzo 2017 25 Marzo 2017 - 18:24

Siamo nel mondo trans-globalizzato di Paolo Pasi, un mondo meno buio di quello che ci descrive Philip K. Dick in Ubik e meno opprimente di quello che ci descrive David Foster Wallace in Infinite Jest ma pur sempre un mondo di sopraffazione, soprattutto psicologica, che viene dall’evoluzione, dalla commercializzazione di tutto, sentimenti compresi.

“Credere, obbedire, competere è il motto che unifica il sistema in una strenua lotta di tutti contro tutti che genera insoddisfazione ad alto contenuto energetico. Il motore è il rating esistenziale, carta d’identità del moderno cittadino. Più sei affidabile, più le tue credenziali aumentano. Dipende dallo stile di vita, dal successo, dall’età dal numero di contatti che chiamano amicizie, e da tante altre cose che non m’interessa ricordare. Mi sembra di vederli tutti, questi prodotti finanziari animati, ciascuno nel guscio di un satellite residenziale che ruota attorno al pianeta perduto.”

Siamo a pagina 13, appena all’inizio della storia, a breve si scopre che ci sono due protagonisti, un immortale che ha ottenuto un rating massimo, una tripla A, che ha un obiettivo: recuperare la memoria emotiva che l’immortalità gli ha tolto per conquistare una donna, Elisia (un nome un perché visto che il personaggio è immortale e il nome di questa donna ha una etimologia che ha decisamente a che fare con l’immortalità, infatti alcuni lo fanno derivare da Eliseo cioè El quindi Dio e isch salvezza oppure altri lo fanno derivare dal nome ebraico Elisabetta, il mio nome, Elisheba cioè El quindi Dio e Sheba sette un numero che indica la perfezione cioè il mio Dio è perfezione) con cui è entrato in contatto telepaticamente, gli immortali non hanno necessità di entrare fisicamente in contatto “comunichiamo in silenzio senza la fatica di guardarci in faccia” (leggiamo molto più avanti ).

Questo personaggio è il lato A del disco, perché l’altra particolarità di questa storia è che ogni capitolo ha un lato A e un lato B come in un disco e il titolo dei capitoli spesso è una citazione di una canzone, la musica è metafora della vita.

Il lato B è un personaggio “mortale” uno di serie B che si avvia verso un’età matura, ha paura di invecchiare, la sua carriera è in declino e rincorre la possibilità di una nuova opportunità.

“ Avevo da poco compiuto cinquant’anni, il corpo era meno resistente alle pressioni, le energie si affievolivano. Gli amici sparivano, le conoscenze occasionali e interessate ancora di più, il mio indice VM, Valore di Mercato, era decisamente in ribasso. Un tempo ci avevo creduto, ma da circa un anno avevo imboccato la strada della decrescente tutela del lavoro: meno sicurezze e meno soldi. Vivevo nel limbo della “reperibilità”: ti chiamavano quando faceva loro più comodo, e tu dovevi rispondere. Erano queste le avvilenti novità professionali per un cinquantenne in bilico: prendere o lasciare. Adesso mi trovavo nella zona morta dell’attesa non retribuita”.

Questa descrizione di Ricordi (questo è il nome del personaggio B) sembra lo stralcio di una intervista trasmessa in Tv, descrive perfettamente la situazione in cui oggi realmente si trovano migliaia di persone, un mondo trans-globalizzato ma molto simile al nostro, quello in cui viviamo.

Le domande che scaturiscono da questa storia sono molteplici, il mondo dei cittadini AAA, mi ha fatto pensare al mondo della rete, un mondo dove i rapporti sono gestititi dietro uno schermo, filtrati da immagini che non devono necessariamente essere testimonianza di un qualcosa di reale, gli avatar, i nick name possono diventare noti tanto quanto le persone reali senza l’obbligo di mostrare veri sentimenti. L’accumulo di “like”, di “followers” nelle propria rete è essenziale, per alcuni per motivi di lavoro, per altri per una conferma di sé, è un dato di fatto e potrei fare mille esempi di persone che conosco che puntano tutto sui grandi numeri della rete.

Raccontando di questo libro mi è venuto però spontaneo dire che qui l’immortale è un nichilista il che genera un vero e proprio paradosso.

Immortalità quindi non è salvezza eterna ma può diventare invece condanna, annichilimento.

Una scrittura ricercata quella di Paolo Pasi

“Una donna inespressiva come una segretaria di fiducia troncò la mi ispirazione e mi fece cenno di seguirla (…) facendomi strada con il minimo movimento dei fianchi”.

La letteratura è piena di autori che si sono fatti ispirare dalla musica, Joyce nell’Ulisse spesso inserisce nei pensieri dei personaggi ricordi musicali e lo fa in molte altre sue opere. Italo Svevo ne La coscienza di Zeno inserisce la musica mal suonata del violino di Zeno Cosini e che dire del jazz che trasuda dalle pagine di Kerouac o del rock di Don De Lillo!

Troviamo Paolo Conte con la Topolino amaranto, troviamo citazioni raffinate come Vincenzina e la fabbrica di Jannacci, Vedrai Vedrai e Lontano lontano di Tenco, Giudizi universali di Bersani, Fuoco sulla collina di Ivan Graziani.

Particolare il modo di percepire l’amore: per l’immortale un amore sensuale è qualcosa di prossimo alla morte, arrivare a godere di Elisia significa avvicinarsi alla morte ma anche rinascere. Amore è anche incontro di solitudini.

Il mortale ha una moglie, Laura, e una figlia, Caterina la prima è disamorata, rimprovera al marito lo stato di depressione e inettitudine, la seconda tiene in vita il legame tra i due e rappresenta l’amore incondizionato e la speranza, la seconda possibilità.

Una storia particolare davvero, cruda analisi di una realtà, suggestiva rappresentazione di un futuro che però è molto più prossimo di quanto si possa pensare.

Ma Paolo Pasi ci lascia una speranza? Dovete leggere il libro per saperlo.

La canzone dell'immortale - Paolo Pasi - Edizioni Spartaco 2017

P.S. oggi Paolo Pasi è al Book pride a Milano