"Quanto è piccolo il mondo" anche su LinkedIn (e le opportunità ci sono!)

5 Maggio Mag 2017 0755 05 maggio 2017 5 Maggio 2017 - 07:55

Nel 1967 lo psicologo americano Stanley Milgram dimostrò quanto è piccolo il mondo.
Con un esperimento sociale, sottopose a forma empirica la “teoria dei sei gradi di separazione” nel mondo di tutti i giorni e nelle relazioni.

fonte: wikipedia

Selezionò in modo casuale un gruppo di persone del Midwest e chiese loro di spedire un pacchetto destinato ad un tizio in Massachusetts.
La difficoltà stava nel fatto che non veniva indicato l'indirizzo del destinatario ma ognuno doveva spedirlo ad una persona conosciuta che era probabile conoscesse il destinatario finale.
L’esperimento pur rudimentale funzionò tanto che, forse frettolosamente, venne pubblicato anche su Psychology Today. La teoria dei sei gradi di separazione venne poi resa famosa dall’omonimo film del 1993 dove tra gli altri compare anche un giovanissimo Will Smith.

Il mondo è piccolo
In effetti la tesi ha un senso e, nella vita di tutti i giorni, lo abbiamo quasi tutti sperimentato.
“Quanto è piccolo il mondo” è una delle espressioni ricorrenti. Capita quando troviamo di avere in comune percorsi ed amicizie in modo ed in luoghi improbabili. Unico requisito: bisogna parlare, approfondire la conoscenza con l’interlocutore di turno.

E sul web? Su LinkedIn?

Si arriva sul web in cerca di opportunità, sui social per lo stesso motivo, su LinkedIn anche di più.

La trappola, la grande illusione però è cercare di arrivare a tutti, alla massa, al grande pubblico senza parlare davvero con nessuno.

LinkedIn è il caso emblematico. E per molti anni, in un certo senso, abbiamo tutti dovuto mentire.

All’inizio nelle intenzioni degli sviluppatori bisognava connettersi solo con persone che realmente conoscevamo; persone incontrate fisicamente, colleghi di lavoro ed università.
Da qui i vari gradi di collegamento (primo, secondo e terzo grado) ed una direttiva che chiaramente non potevamo assecondare: connettersi solo con chi si conosce e farsi presentare alle restanti persone da qualcuno con il quale si è già in collegamento.

La situazione a questo punto è grottesca:
- ci si iscrive su LinkedIn per trovare nuove opportunità e ci si deve relazionare con chi già si conosce?
- Chi mi presenta chi?

Specie il secondo punto è pura teoria. Se vuoi testare quanto dico basta fare il seguente esperimento.
1) Scegli un tuo collegamento in modo casuale
2) Seleziona una decina dei suoi collegamenti (ai quali non sei collegato)
3) Chiedigli di presentarti

Cosa succede adesso?
Il risultato più probabile sarà un due di picche. Non per cattiveria ma per il semplice motivo che probabilmente neanche lui conosce realmente quei collegamenti o ha un livello di conoscenza così superficiale (di te e di loro) da non sentirsi libero di presentarti.

Se è vero che i mercati sono conversazioni, un social senza conversazioni non ha mercato. Sarò monotono nei miei discorsi ma l’unico modo per cavarci qualcosa di buono è parlare con le persone.

Vogliamo provarci? #linkedinchallengeitalia

Tempo fa Brynne Tillman ha lanciato una sfida simile, cerco di adattarla al contesto italiano ed al messaggio di questo articolo.
#linkedinchallengeitalia

1) Sicuramente tra i tuoi collegamenti hai almeno due persone con le quali hai parlato di recente o sei in buoni rapporti
2) Chiedi di presentarti a due dei suoi collegamenti con i quali ha lo stesso rapporto
3) Fissa una breve call
4) Presenta al nuovo interlocutore due collegamenti (uno dovresti averlo già, l’altro trovalo!!!)
5) Lui farà lo stesso con Te
6) Evviva le conversazioni, evviva le opportunità!

Secondo la teoria dei sei gradi di separazione, ogni persona potenzialmente riuscirebbe a mettersi in contatto persino con Trump. Forse è un tantino esagerato o potresti non averne voglia. Su LinkedIn invece il mondo è davvero piccolo e le opportunità sono ovunque. Se ti colleghi con le persone giuste, se ti relazioni e soprattutto se inizi davvero a parlare.

p.s. Condividi questo articolo su Linkedin con l’hashtag #linkedinchallengeitalia