LinkedIn funziona ma non nel momento del bisogno (fatevene una ragione)

19 Maggio Mag 2017 0824 19 maggio 2017 19 Maggio 2017 - 08:24

Il vero problema di chi non riesce su LinkedIn è che "usa" LinkedIn.

Quando Claudio perse il lavoro, dopo 20 anni nella stessa azienda, gli fu consigliato di iscriversi su LinkedIn. Lo stesso consiglio venne dato a Paolo che da poco aveva finito l’università ed ancora non riusciva a trovare il suo primo impiego. Anche Chiara dopo alcuni dubbi non riuscì a resistere al richiamo del social dei professionisti, nel suo caso l'esigenza era quella di trovare clienti per la sua attività di consulenza.
Francesco invece continuava a ricevere inviti ad iscriversi tramite mail ma per queste cose non aveva tempo; la sua posizione lavorativa era più che florida.

Claudio, Paolo, Chiara e Francesco sono persone più reali di quanto possa sembrare e rappresentano bene l’approccio sulla piattaforma del lavoro e dei lavoratori. Bisognerebbe conoscere la loro storia e ricordarsene ogni qual volta si legge uno sfogo del tipo “LinkedIn non serve a niente”.

E’ vero: LinkedIn non serve a niente

Non serve se si continua a pensare un social come una medicina e come una medicina ad ogni male. Rimanendo in campo medico bisogna semplicemente capire che non tutto può essere guarito con un antidolorifico e che niente può curarsi se non si conoscono bene i sintomi e l’anamnesi del paziente.
Se hai un forte dolore allo stomaco non sempre è indigestione, potrebbe anche essere che hai appena preso un pugno ben piazzato.

Allo stesso modo LinkedIn può essere una grande opportunità o una grande delusione, ma la verità è che dipende più da te che dalla piattaforma.

Il consiglio è quello di non usare LinkedIn

Sono alcuni mesi che mi interrogo su un quesito linguistico: è corretto usare un social? La Crusca dice di sì ma non sono convinto che sia la cosa giusta da fare, tantomeno riguardo a LinkedIn.
Ogni qual volta usiamo e trattiamo LinkedIn in questo modo i risultati sono negativi, sempre inferiori alle aspettative, che invece sono esageratamente ottimistiche.

Il problema di usare è dato dal fatto che implica due grandi fattori:

  • - Il bisogno
  • - Un fine immediato

In questo caso i nuovi o (ri)nuovi utilizzatori di LinkedIn sono sempre persone in difficoltà: chi ha perso il lavoro, chi non riesce a trovarne uno, chi non riesce a trovare clienti. Insomma si tratta di Claudio, Paolo, Chiara e persino Francesco che anni dopo ha perso il lavoro anche lui e si è deciso ad usare LinkedIn.
Il fine immediato è ottenere un fine immediato, un veloce lieto fine, lavoro e clienti in tempo breve, meglio ancora brevissimo.

Il bisogno e la ricerca di un fine immediato causa inoltre un approccio sempre sbagliato: porta ad osare quando sarebbe meglio temporeggiare, aggredire quando sarebbe meglio conciliare, esporsi quando sarebbe meglio aspettare che siano gli altri a notarti. Porta insomma a tanta delusione e frustrazione che sfocia nel dire LinkedIn non serve a niente ma suona più come “lo ammetto, non ce la faccio”
Niente di buono.

La verità è che LinkedIn non si usa e non si usa nel momento del bisogno

Anche se molti non vogliono guardare in faccia la realtà, la situazione è davvero semplice: LinkedIn non c’entra nulla con LinkedIn, non è questione di formule e grandi foto.
Il vero significato di LinkedIn, la cifra, l’essenza è il networking. E qui dobbiamo ammettere che, specie in Italia, non ci capisce niente nessuno.

Il networking è quell’attività in cui imprenditori e uomini di affari si incontrano per creare rapporti commerciali ed opportunità di business. LinkedIn è questo. Il networking è una relazione reciproca di dare e avere ed è una questione di persone e tra persone.

Ogni qual volta usi LinkedIn è come se stai usando le persone. Ed usare le persone non porta mai niente di buono.
Il punto dunque è che tutte le persone che non riescono su LinkedIn non riescono perché lo usano.

Concentrarsi su come funziona LinkedIn, come usare LinkedIn è inutile o, se vogliamo, è utile quanto un corso di dattilografia per scrivere un grande romanzo.

No, LinkedIn non è questione di algoritmi ma questione di persone e di networking. E la verità, come ha scritto Osvaldo Danzi è che:

"Nella ricerca di un nuovo lavoro la possibilità di successo sarà proporzionale alla capacità di relazioni e networking che avrete instaurato nei 4 anni precedenti al momento del bisogno. (…) Cercare la rete solo quando si è in difficoltà è da perdenti."

Ed infatti Claudio, Paolo, Chiara e Francesco (e chiunque usi LinkedIn) sono destinati a perdere.

Il mio consiglio è dunque di usare coltello e forchetta a tavola, lo spazzolino per lavarsi i denti ed il fon per asciugare i capelli, specie in Inverno.
Su LinkedIn invece fai networking e parla con le persone.