Studiano per una vita, si allenano un anno per una maratona, ma se LinkedIn non funziona subito non vale la pena

8 Settembre Set 2017 1038 08 settembre 2017 8 Settembre 2017 - 10:38

Sintetizzando, è semplicemente quella domanda che ci frulla in testa e fa così: ma perché adesso dobbiamo preoccuparci anche di essere social? La risposta è che non dobbiamo affatto preoccuparci di essere social. In gioco c'è ben altro.

Mi è stato segnalato un coach americano che scrive grandi contenuti. Peccato che il primo articolo che ho visto diceva più o meno così “Mi spiace ma penso che scriverò meno articoli su LinkedIn, dato lo scarso coinvolgimento registrato, credo sia giusto tornare a fare il mio vero lavoro.”
Ora non è importante chi sia il coach in questione quanto invece il messaggio, un’opinione che inizia ad affiorare nella mente di tanti professionisti.

Sintetizzando, è semplicemente quella domanda che ci frulla in testa e fa così: ma perché adesso dobbiamo preoccuparci anche di essere social? La risposta è che non dobbiamo affatto preoccuparci di essere social. In gioco c'è ben altro.

LinkedIn: anche chi non ha un lavoro…in realtà ne ha due

C’è un articolo di Bruce Kasanoff, We All Need To Work Two Jobs, che risponde alla domanda, racconta il mondo in cui viviamo anche a coloro che non se ne sono accorti. Da oggi, o forse da ieri, non è più sufficiente fare bene il proprio lavoro, non basta nemmeno più essere bravi. Le opportunità nel web, sui social, su LinkedIn non sono date da quante persone puoi raggiungere ma da quante persone si avvicinano a te, credono in te, si fanno promotori delle tue idee.
Per riuscirci non ci sono altre strade se non prendere atto dei "due lavori", entrambi importanti ed inevitabili. Come dice Bruce:

Il tuo lavoro1 ti costringe (ma diciamo, rende necessario) ad essere centrato sul prossimo. Aiutare più che vendere.
“Come posso essere utile? Come di sostegno? Come posso rendere la giornata delle persone migliore?” è ciò che deve guidarti.
Il tuo lavoro2 è ciò che fai per pagare le bollette, ciò per il quale hai studiato e ti sei preparato una vita.

I due lavori non sono affatto in competizione, tutt'altro.

I "due lavori" ed il successo su LinkedIn

La linea che divide il successo dall’insuccesso, il “sentirsi costretto” dal "fare entrambi i lavori in modo spontaneo ed efficace" è ben marcata, segnata da sole due condizioni:

1) Comprendere che nonostante tutto non stai facendo beneficienza.

Dare è il miglior investimento che si possa fare. Torna sempre indietro anche se bisogna aspettare un po'.

2) Devi amare il tuo lavoro.

Su questo c’è un bellissimo articolo scritto ieri da Sebastiano Zanolli, che lo spiega alla perfezione.

“Se praticare lo sport che ami fosse come lavorare, i negozi come Decathlon sarebbero vuoti. Se lavorare fosse appassionante come praticare lo sport che ami credo che non esisterebbero la letteratura e i consulenti motivazionali. Se praticare lo sport che coltivi nei fine settimana e nelle pause pranzo, fosse privo di significato, come molti lavori che svolgi o hai svolto, credo che i negozi come Decathlon o Cisalfa sarebbero vuoti. Senza generalizzare, va detto che lo sport che pratichi per diletto te lo scegli, il lavoro che fai quasi mai. Il lavoro non è uno sport per la grande maggioranza delle persone.(…)

Per questo le stesse persone che corrono ultra-maratone nel weekend poi in ufficio ti rispondono di andartela a prendere tu la risma in magazzino per la fotocopiatrice che ha esaurito la carta.”

Il problema di LinkedIn: non capire cosa è LinkedIn

No, non è questione di profilo perfetto o scintillante, di scrivere come Hemingway o essere scaltro come Gordon Gekko. Si tratta semplicemente di comprendere dove ci troviamo; non è (solo) un social ma semplicemente il mondo messo on line. In gioco c'è più del tuo posto sui social.

Si tratta di relazioni e si tratta di lavoro.
Se sai relazionarti con le persone, allora ce la fai anche qui.
Se ami il tuo lavoro, se ci credi, allora ce la fai anche qui.
Se le due condizioni di sopra vengono rispettate, allora ce la fai di sicuro anche qui.
Se ti dai il tempo come fai con le cose nelle quali credi, niente potrà fermarti.

In caso contrario...beh niente ma forse è meglio cambiare “lavoro”.