Era la guerra - Fabio Chiusi

14 Settembre Set 2017 1327 14 settembre 2017 14 Settembre 2017 - 13:27

Mi ha conquistata Fabio Chiusi, giornalista e poeta, un poeta che in dieci anni si è concentrato su un tema difficile: la guerra.

Le poesie di Fabio Chiusi danno voce a quei bisogni primordiali che l’essere umano ha nel momento in cui vive un dramma come la guerra. Versi scarni che sembrano urlare un desiderio, un bisogno urgente di sopravvivenza, di salvezza da un orrore che inaridisce l’animo.

Solitudine, precarietà, disillusione animano i versi di Fabio Chiusi, molto toccanti soprattutto le poesie brevi, la scelta delle parole è accurata, l’effetto deflagrante garantito.

Gli uomini, per natura, tendono a condividere più il dolore che le gioie, qui non si tratta di condividere una esperienza personale, credo, ma la bravura di Fabio Chiusi nella rappresentazione della guerra è davvero sorprendente.

Potesse nutrirmi lo spavento, dicevi, un filo di voce

mi avrebbe portato alle pendici del monte Olimpo; non sapevi dire «Olimpo», era tutto per te dannazione.

Potessi viaggiare finché ogni cosa si arrampica

alle pendici fallendo, sceglierei il luogo dove io

e il tormento troviamo casa: la misericordia

che hai lasciato in cima, tutto

pur di averti qui. Perché s’inventa per questi giorni un’attesa, perché si vibra con questa speranza

l’amo delle nostre condanne

per sempre lasciato ai tuoi piedi

a dibattersi.

La devastazione di una guerra spesso priva l’uomo di ogni sentimento, nelle poesie di Era la guerra io ho trovato ancora la forza della disperazione, l’incapacità della resa, una raccolta di pensieri profondi che spingono alla riflessione e alla malinconia conservando una bellezza delicata.

Fabio Chiusi – Era la guerra – Edizioni Interno Poesia