Banca e territorio, una relazione circolare

2 Dicembre Dic 2017 2000 02 dicembre 2017 2 Dicembre 2017 - 20:00

Proprio pochi giorni fa ho partecipato al convegno “Efficientamento energetico: case a contatore zero” che si è svolto a Varese. Un pomeriggio nella splendida scenografia del centro congressi Ville Ponti al fianco di architetti, ingegneri, associazioni industriali e ambientaliste, istituzioni ed enti di formazione. Davanti ad una platea numerosa e particolarmente tecnica, abbiamo parlato di soluzioni edilizie, della necessità di investire in modo diverso puntando ad una riqualificazione dell’esistente, in una logica di sostenibilità e di risparmio.

Ecco. Evito di entrare nel merito dei contenuti per soffermarmi su un aspetto: il convegno in questione è stato promosso dalla mia Bcc. Che ci azzecchiamo noi, una banca, con tutto questo? Non potendo entrare nel merito dei Piani di Governo del Territorio e delle soluzioni tecniche adottabili, calcestruzzi, infissi o pannelli solari, una banca può,però, individuare le soluzioni migliori sotto il profilo del credito. Nulla di nuovo. La banca che fa la banca.

Ma la novità c’è, ed è tutta nel ruolo che il Credito Cooperativo si è ritagliato. Un nuovo modo di essere banca locale. Business, credito, impieghi vengono dopo. Prima viene il dialogo. O meglio, la relazione

Ma la novità c’è, ed è tutta nel ruolo che il Credito Cooperativo si è ritagliato. Un nuovo modo di essere banca locale. Business, credito, impieghi vengono dopo. Prima viene il dialogo. O meglio, la relazione. Già il sociologo Aldo Bonomi, quasi una quindicina di anni fa era andato a sottolineare «l’importanza primaria del rapporto tra banca e territorio» introducendo il suo concetto di geocomunità. Non che ce ne fosse bisogno: avesse guardato ad una Bcc lo avrebbe saputo. Per quelle stesse Bcc che sono nate, cresciute e si sono sviluppate mantenendo sempre un legame stretto – quasi una sorta di cordone ombelicale – con il territorio, oggi si propone un nuovo ruolo: essere strumento di dialogo, di confronto, di scambio di conoscenza. Nell’era della digitalizzazione dove spesso (e talvolta a sproposito) internet diventa la madre di ogni informazione, c’è fame di conoscenza vera, approfondita e meditata. Nell’era della comunicazione immediata, non ci si confronta, se non virtualmente. E raramente si fa in profondità, solitamente ci si ferma al cinguettio...

Nell’era della comunicazione immediata, non ci si confronta, se non virtualmente. C’è asimmetria informativa: molti hanno le conoscenze, ma pochi le condividono.

C’è asimmetria informativa: molti hanno le conoscenze, ma pochi le condividono. Mentre, oggi più che mai, è necessario mettere le informazioni sulla stessa linea d’onda, in modo che, individuato il tema, si possa tutti parlare la stessa lingua. Scomodo ancora il sociologo Bonomi che in un’intervista rilasciata al settimanale Vita un anno fa, ha detto: «Il problema è la comunità da ricostruire, come agente dal basso, come globalizzazione dal basso che parte dai territori, dai lavori, dalle periferie e chiede e sviluppa un meccanismo di compartecipazione rispetto ai grandi cambiamenti». E ancora, superando la questione di una sussidiarietà verticale, ha posto «la questione della sussidiarietà circolare. Si tratta di immettere nel circuito della circolarità. La sussidiarietà circolare significa che nei grandi salti d’epoca – e questo lo è tanto dal punto di vista del modello produttivo, quanto dell’informazione – nei grandi processi della politica e dell’economia bisogna essere in grado di mettere in mezzo la società».

Per quelle stesse Bcc che sono nate, cresciute e si sono sviluppate mantenendo sempre un legame stretto – quasi una sorta di cordone ombelicale – con il territorio, oggi si propone un nuovo ruolo: essere strumento di dialogo, di confronto, di scambio di conoscenza.

Mettersi tutti attorno a un tavolo per parlarsi e condividere. Una banca di credito cooperativo è anche questo: è luogo di confronto, occasione per parlarsi e scambiarsi conoscenze. È la relazione tra soggetti che, volendo bene al proprio territorio, si mettono insieme per trovare soluzioni. Semplice? Sicuramente no. Ma iniziamo col metterci in cerchio, così parliamo guardandoci bene in faccia.