Giappone: cinque libri da leggere

YOSHIDA SHUICHI – L’uomo che voleva uccidermi (Feltrinelli, 2017), FUMIO SASAKI – Fai spazio nella tua vita (Rizzoli, 2016) , SEIGAKU – Lo Zen e l’arte di mangiar bene (Vallardi, 2016), MARIO VATTANI – La Via del Sol Levante (Idrovolante Edizioni, 2017), JAKE ADELSTEIN - Tokyo Vice (Einaudi 2011)

25 Dicembre Dic 2017 1715 25 dicembre 2017 25 Dicembre 2017 - 17:15

Fino a qualche giorno fa non avrei mai pensato di stilare una "classifica" dei libri sul Giappone o di letteratura giapponese che più mi sono piaciuti. Di fatto, però, la cosa si è resa in poco tempo necessaria e possibile. Necessaria perché in questo nippofermento che ha contagiato la penisola, in molti mi chiedono consigli sulla lettura di opere di qualità, e allora ecco qua la mia selezione. In più avrei voluto scrivere una recensione ad hoc per ogni libro che cito qui sotto, ma siccome non ce l’ho fatta ne approfitto per fare un sunto dei miei pensieri su queste opere che ho davvero molto amato. Possibile, poi, perché avendo un blog su uno dei siti di notizie più letti del paese, sarebbe uno spreco non sfruttarlo al meglio (grazie Direttore). E poi perché è Natale e in questi giorni di festa c'è più tempo, non dico per scrivere, ma almeno per leggere, sì. Spero dunque che i miei consigli vi possano essere utili. Buone Feste e buona lettura a tutti!

YOSHIDA SHUICHI – L’uomo che voleva uccidermi (Feltrinelli, 2017) – Bellissimo. Ho amato moltissimo questo libro che ho letto tutto d’un fiato. L’ho amato talmente tanto che avrei voluto proporvi l’intervista all’autore, che però non si è reso disponibile, peccato. Ambientato a Fukuoka, nella più profonda provincia giapponese, Yoshida sceglie la forma del giallo per dar voce nel suo romanzo alle storie di anime ai margini: una impiegata in un grande magazzino e le sue amiche, un carpentiere e la sua famiglia distrutta. Crudele e romantico allo stesso tempo, il romanzo psicologo è però solo una cornice che serve allo scrittore per dipingere il suo ritratto, limpido e spietato, di una parte della società giapponese che poco si conosce e di cui poco si parla. Ecco allora che attraverso la forma del giallo Yoshida indaga i grandi temi dell’epoca contemporanea: alienazione, incapacità di amare, solitudine. Nel 2010, da questo libro è stato tratto anche il film Akunin, che riprende il titolo originale dell’opera uscita in Giappone nel 2007. Da segnalare la bellissima traduzione italiana di Gala Maria Follaco. Lettura obbligata per chiunque voglia capire qualcosa del Giappone di oggi.

FUMIO SASAKI – Fai spazio nella tua vita (Rizzoli, 2016) – Appassionante. Un must per tutti coloro che siano interessati al fenomeno del minimalismo. Fumio Sasaki è stato uno dei “fondatori” del “minimimalismo pop” in Giappone e il suo libro è diventato un best-seller prima in patria poi all’estero. Ho avuto modo di incontrare Sasaki in occasione della stesura del mio reportage “Non ho niente, sono ricco", di intervistarlo e di comprendere il percorso che lo ha portato a scoprire una via sicuramente molto personale per raggiungere la felicità. Un po’ manuale, un po’ diario, un po’ zibaldone di riflessioni filosofiche sulla vita e sul mondo che ci circonda, Sasaki ci racconta la propria esperienza di vita e cosa ha imparato da essa riuscendo, allo stesso tempo, a sfatare luoghi comuni e facendoci scoprire anche nuove verità. Un libro che dovrebbero leggere tutti perché permette di riflettere noi stessi e sulle scelte che compiamo ogni giorno.

MARIO VATTANI – La Via del Sol Levante (Idrovolante Edizioni, 2017) Necessario. Si fa tanto parlare di Giappone in questo periodo In Italia. Il Giappone è di moda, fa tendenza e tutti vorrebbero prendersene un pezzo: conoscere le storie giuste, parlare giapponese e andare a Tokyo un giorno sì e l’altro pure. Il Giappone finisce spesso per diventare un’ ispirazione, un’ idea, un sogno, un luogo fondamentalmente sconosciuto di cui si ignora storia e cultura. Ecco allora perché libri come La Via del Sol Levante di Mario Vattani diventano una lettura necessaria: Vattani, che il Giappone lo conosce davvero, con questo testo ci ricorda quante cose non sappiamo non solo sul Giappone ma anche sull'Italia e sul rapporto tra i due. La Via del Sol Levante si sviluppa come il racconto di un viaggio in moto compiuto in solitaria dallo stesso Vattani agli inizi degli anni 2000. Non esistevano ancora gli smartphone e Vattani si trova a fare presto i conti con una cartina geografica di carta e gli imprevisti di temporali improvvisi che gli permettono di vivere avventure inaspettate. Così, tappa dopo tappa, il suo viaggio personale si trasforma in un viaggio nella storia che lo porta a scoprire segni, resti e personaggi dimenticati ma che sono stati protagonisti della creazione dei rapporti tra Italia e Giappone. Grazie ad una prosa stringata e ben ritmata che già avevamo avuto modo di apprezzare nel suo primo romanzo, Doromizu – Acqua Torbida (Mondadori, 2016), la lettura scorre veloce e cattura il lettore. Vorrei chiudere con una piccola riflessione sulla poetica di Vattani scrittore, al quale sembra cara la tematica della “scelta”, presente in entrambe le opere e che, siamo certi, sarà la protagonista velata anche dei prossimi romanzi. Lettura necessaria per tutti, anche per coloro che non sono interessati al Giappone ma solo alla storia dell’Italia.

SEIGAKU – Lo Zen e l’arte di mangiar bene (Vallardi, 2016) – Gioiellino. Un libro che non dovrebbe mancare negli scaffali di tutti coloro che sono interessati ad approfondire la conoscenza del rapporto tra la cultura giapponese e il cibo. A metà tra guida e testo filosofico, il monaco buddhista Seigaku, che ho avuto modo di incontrare alla presentazione del libro a Milano e di pranzare con lui, propone una guida per nutrire il corpo e l’anima insieme. Bellissimo e giovanissimo, questo monaco zen che ha studiato al famoso Eiheiji, il più importante monastero Zen del Giappone, oggi vive a Berlino e viaggia per il mondo per divulgare le regole del mangiare secondo le regole dello Zen. È stato, infatti, il grande monaco Dogen, fondatore della scuola, a scrivere i trattati Tenzo Kyokun e Fushuku Hanpo, che Segaku cita nel suo libro e dove vengono codificate le regole delle buone maniere alla tavola giapponese e la preparazione della cucina Zen, la cucina vegetariana. Come nella più antica arte giapponese, la forma si fonde con la sostanza e le codificate regole della tavola diventano la via per onorare il cibo e l’universo che ci ha donato i suoi frutti, principi della cultura giapponese. Un galateo della tavola che fa bene anche all’anima.

JAKE ADELSTEIN – Tokyo Vice (Einaudi, 2011) – Fantastico. Uno dei libri più belli sul mondo “underground” del Sol Levante, che descrive gli intricati rapporti tra polizia, giornalismo e yakuza. Quando è uscito questo libro, qualche anno fa, ricordo di esserne stata così tanto affascinata da averne regalate almeno quattro copie ad alcuni colleghi. D’altra parte la storia di Tokyo Vice è la storia stessa di Jake Adelstein, giornalista americano che riesce a vincere il concorso per entrare a lavorare al più importante quotidiano giapponese, lo Yomiuri Shinbun, diventando così il primo straniero ad essere assunto da un quotidiano giapponese. Lì, Adelstein fa carriera, diventa un cronista di nera e intreccia la sua vita con quella del più spietato boss della yakuza, fino a rischiare la pelle per raccontare la verità. La situazione si esaspera così tanto che Adelstein è costretto a lasciare il Giappone ed a entrare nel programma di protezione testimoni. Tornato negli Usa diventa investigatore capo del Dipartimenti di Stato americano e per alcuni anni lavora a una colossale inchiesta sul traffico di donne nel Sol Levante. Attualmente è tornato a vivere in Giappone dove svolge l’attività di corrispondente per importanti tesate americane. Lettura necessaria per chiunque voglia saperne e capirne di più sui meccanismi del potere nella società giapponese e del mondo underground della yakuza.