Torna la Disobbedienza civile

13 Febbraio Feb 2018 0616 13 febbraio 2018 13 Febbraio 2018 - 06:16

Henry David Thoreau è forse il filosofo più amato negli Stati Uniti e famoso al grande pubblico a livello mondiale grazie al film into the wild tratto dal suo libro Walden. Oggi esce per Einaudi l’altra sua opera: Disobbedienza civile pubblicata per la prima volta nel 1849, un saggio in cui Thoreau spiega perché diventa necessario disobbedire al proprio Governo se si è contrari alla sua politica.

Le riflessioni contenute in quest’opera erano scaturite dopo una notte passata in carcere perché aveva rifiutato di pagare le tasse, un atto politico di protesta contro il governo Polk, sostenitore della schiavitu’, aberrante per il filosofo.

La filosofia di vita di Thoreau è diventata emblema per chi predica l’autodeterminazione dei popoli, per chi professa la necessità di vivere nel rispetto profondo della natura. Esempio per Gandhi e Martin Luther King e purtroppo anche per esaltati del calibro di Ted Kaczynski (il terribile Unabomber! Avete visto la serie su Netflix? ), Thoureau, nonostante la laurea ad Harvard, scelse di fare l’insegnante fondando una scuola con suo fratello John, credeva nella necessità di educare le nuove generazioni secondo un pensiero di pace e rispetto dei propri simili vivendo in armonia con la natura.

L’America in cui viveva era un Paese dilaniato dalla schiavitu’ che farà la terribile esperienza della guerra civile, un Paese che faticava ancora a farsi strada, con una sua identità, anche nel panorama letterario, Thoureau rappresentò un elemento di novità e di rottura.

Thoureau è uno dei protagonisti del cosiddetto Rinascimento americano, Disobbedienza civile in realtà era intitolato Resistance to Civil Government, uno scritto a cui l’autore non fece mai riferimento, fu invece Tolstoj a invitare gli americani a leggerlo comprendendone l’importanza.

Convinto antischiavista, Thoureau sosteneva la “disobbedienza civile “ nei confronti di un governo che si arrogava il diritto di decidere della libertà di un individuo, criticava aspramente anche la politica imperialistica che portò, in quegli anni, alla guerra del Messico.

La parità dell’individuo nei confronti della legge, il rispetto della dignità di ogni uomo, il rifiuto della violenza e la resistenza passiva erano i pilastri del suo pensiero, oltre, naturalmente, al profondo rispetto per la natura.

Disobbedienza civile è, dunque, un vademecum della resistenza pacifica a ogni forma di ingiustizia, nel pensiero di Thoureau gli uomini hanno il compito e il dovere di arrivare ad autogovernarsi, il miglior governo infatti è quello che governa poco o niente. Contrario all’esercito permanente (braccio armato del governo), lungi dall’essere anarchico (come potrebbe sembrare), ciò che davvero stava a cuore a Thoureau era il diritto all’insubordinazione quando le azioni e la politica del governo sono tali da non poter essere condivise dai cittadini.

Se una ingiustizia continua ad essere perpetrata perché “sostenuta” da leggi dello Stato, a quelle leggi bisogna opporsi, qualunque sia la conseguenza.

Dire no alle richieste dello Stato, dirlo in modo deciso e pacifico, dirlo tutti, questa è disobbedienza civile.

Curiosa di leggere questa nuova edizione che ci regala Einaudi.

Henry David Thoreau

La disobbedienza civile

seguita da La schiavitú nel Massachusetts

2018
eBook
pp. 104
€ 2,99
ISBN 9788858427989

Introduzione di Leonardo Caffo

Traduzione di Andrea Mattacheo