Il 1992 inizio di una nuova era

13 Marzo Mar 2018 1744 13 marzo 2018 13 Marzo 2018 - 17:44

Grazie a Cosimo Micali (biografia alla fine), che torna con un pezzo su...Soros e Italia.

Circa ventisei anni fa George Soros, finanziere americano di origini ungheresi, si rese partecipe di un attacco alla lira, che gettò l’Italia sull'orlo del baratro. Secondo lo stesso Soros : “L'attacco speculativo alla lira fu una legittima operazione finanziaria. Inoltre – aggiunse il finanziere americano – gli speculatori fanno il loro mestiere, non hanno colpe, queste semmai competono ai legislatori che permisero tale speculazione”.

Dunque secondo Soros, l'operazione che costrinse Banca d'Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio, e svalutò la nostra lira di circa il 30% creando surplus valutari, fu permessa dal vulnus legislativo che legittimò tale operazione finanziaria.

Bisogna ricordare, per dovere di cronaca, che per rientrare nello SME il governo italiano fece una delle manovre finanziarie più pesanti, una cifra che si avvicinò ai 93 miliardi di lire, e che fece nascere l'imposta sulla casa ( Ici ) e vide protagonista, qualche mese prima ( un moderno Robin Hood, peccato che questa volta l'eroe in chiave – anni 90- rubò ai poveri per dare il tutto alla ricca finanza) l'allora presidente del consiglio Amato, il quale nella notte tra il 9 e il 10 luglio prelevò dai conti correnti degli italiani il 6/1000.

Ma vediamo di capire, in che modo il potere legislativo permise tutto ciò, difatti se è vero il fatto che Soros si accorse che la Lira entrata nel Sistema di cambi fissi ( SME), non era coperta dalla banca di riferimento ( Bundesbank), è altrettanto vero che l'accettazione del tasso fisso e la difesa di quest'ultimo da parte dei nostri governanti, fu – come sostenne a posteriori Cirino Pomicino – il tradimento della Repubblica.

Per comprendere le parole di Cirino Pomicino, bisogna andare al 1990 quando l’Italia aderì alla così detta : “ banda larga” dello SME, nel Gennaio del 1990 l'allora governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi decise di portare la Lira alla ”Banda Stretta”, il che significava che la Lira doveva avere una forza significativa a livello valutario, che obiettivamente non possedeva. Passando sul piano politico, non ci fu alcuna ragione politica né economica a supporto di questa azione; ricordiamo che l’Italia, in quel periodo conosceva uno dei tassi di disoccupazione più bassi dal Dopoguerra, e il tasso di crescita dal 1987 al 1991 era al 15,76% , nella classifica dei top del G6 eravamo sesti davanti alla Gran Bretagna, ed al 31/12/1991 eravamo al quinto posto molto vicini alla Francia.

Tutto ciò si concretizzò grazie allo smantellamento della classe politica del Trentennio precedente, puntando il dito sull’assenza di etica politica, e alla mancanza di onestà della classe dirigente di quel tempo. Ricordiamo che dal 1993 iniziarono le privatizzazioni ed iniziò il danneggiamento del nostro comparto industriale strategico. Cosa dite? Sembra di rivivere i giorni d'oggi? Certo una volta la cancellazione dell'espressione democratica avveniva con la magistratura politicizzata, oggi attraverso movimenti gatekeepers, che sostengono la depoliticizzazione e l'annientamento delle ideologie politiche, favorendo lo strapotere della finanza e le sue regole liberticide. Corsi e ricorsi della storia, direbbe Vico.

* Sono assistente universitario di Filosofia del Diritto, Principi Costituzionali del Diritto e Teoria generale del Diritto, all'università E-Campus di Novedrate ( CO), collaboro con CE.DIS ossia il centro studi e ricerche su politiche del diritto e sistema produttivo e dei servizi, presieduto dal Prof.Bolognini, che si occupa di ricerche interdisciplinari a livello universitario. A livello bibliografico ho diverse pubblicazioni soprattutto su giureconsulti del Sud America (Miguel Reale,Tobias Barreto, Carlo Cossio). Collaboro con Sovranisti Italiani, ass.Culturale economica, e La Contea Ass.Culturale novarese. Ho all'attivo diverse conferenze su temi quali: storia del pensiero gender, Globalizzazione, Economia e nuove figure professionali, Cyber bullismo e bullismo differenze e attinenze