L’amore bugiardo di Philippe Vilain - La ragazza dalla macchina rossa - Anteprima recensione

16 Aprile Apr 2018 0735 16 aprile 2018 16 Aprile 2018 - 07:35

Il perché uno scrittore quarantenne si sia innamorato di Emma Parker e di Céline Marchand è facile a dirsi, la descrizione rientra nel classico canone: giovane, bella, esuberante, intelligente. Tutti gli ingredienti per spingerlo verso un sentimento che non ha posto per la razionalità. In questo romanzo, l'intelligenza sensibile del cuore del protagonista, l'arbitrio preologico delle passioni, governa un mondo utopico in cui la coppia resiste a patto di rassegnarsi a piccole felicità custodite in modeste ambizioni.

"Era una ragazza vivace e irrequieta, una ragazza dal viso spigoloso, il cui sguardo malinconico poteva diventare ombroso. I capelli ondeggianti, sciolti sulle spalle che ricadevano ai lati del viso, insieme a una certa innocenza, la facevano assomigliare ad Anna Karina quando cantava Sous le soleil exactement. Dal carattere emergeva un certo nervosismo dissimulato dalla sua indole vivace. " Ecco Emma

"Céline era di quegli esseri che non hanno né la vanità né la serietà di assomigliare al loro ruolo, il cui spirito sembra addirittura diametralmente opposto all’attività che esercitano: era tanto seria quanto incostante, tanto disciplinata quanto pigra, tanto organizzata quanto disordinata; cosa che forse non vuol dire niente, se si considera che le contraddizioni formano un tutt’uno coerente e necessario. " Ecco Céline

Che cos’è l’amor si domanda Philippe Vilain, come Vinicio Capossela nella famosa canzone. Interrogarsi sui sentimenti è alla base delle riflessioni letterarie di Philippe Vilain che, in questo nuovo romanzo in uscita anche per noi lettori italiani giovedì 19 aprile “La ragazza dalla macchina rossa” (Gremese editore), torna ad analizzare le dinamiche delle scelte amorose e lo fa, ancora, senza fornire ai suoi protagonisti attenuanti.

La storia che ci racconta Philippe descrive accuratamente gli stilemi dei comportamenti socio culturali che vedono coinvolti un intellettuale, scrittore affermato e una studentessa che ne subisce (?) il fascino ma chi subisce cosa è tutto da scoprire.

Che donna è Emma e che donna è Céline? non la donna-madre e forse neppure la donna-amante, per il protagonista è una donna che finisce per essere emblema di un amore metafisico, nella prima parte della storia l’amore carnale cede il posto ad un amore fatto di devozione e deificazione. Lei è una dea da adorare e proteggere e la malattia si fa strumento per questo sentimento che arriva ad essere quasi platonico dunque avulso dall’istinto, lui è a sua volta un “santo” che trova compiacimento nell’accudire e rafforza il suo amore proprio in questo ruolo.

Il lettore si troverà a fare i conti però con dinamiche ancora più complesse perché il “sacrificio d’amore “ di lui non perderà potenza quando si rivelerà fondato su un grande bluf, pur sconvolto dalla verità che gli presenta una persona diversa da quella che ha imparato ad amare, si trova incapace di rinunciarvi, oramai “avvinto”, prigioniero di questa novella “Medusa” che ha “pietrificato “ i suoi sentimenti, la sua forza di volontà, rendendolo schiavo. I sogni più arditi verranno messi da parte per perseguire, attraverso la via del compromesso, obiettivi ben minori.

La difficile storia di una dipendenza affettiva, questo ho trovato io ne La ragazza dalla macchina rossa, una dipendenza dove di fatto la reciprocità forse non c’è mai stata e dove “l’amore bugiardo “ ha più possibilità di tenere in vita la coppia.

Chi è vittima di chi? C’è una vittima o solo due persone che in modo più o meno consapevole hanno dato vita alla rappresentazione delle loro esigenze di un momento?

Mi piacerebbe leggere Philippe Vilain in francese, l’ottima traduzione di Micol Bertolazzi ci restituisce una prosa elegante, uno stile impeccabile, una grande capacità di trasporre nel linguaggio astratto un’immagine concreta della complessità del tessuto sociale con i richiami culturali che ne derivano. Qui, la "lotta di classe", argomento spesso approfondito dall'autore, appare schiacciata in una conciliazione falsa.

Eccellente il plot che “inganna” il lettore e lo trascina in un “viaggio “ verso un amore “ideale”, così come lo intende il protagonista.

"Quando dico che facevo l’amore senza averne voglia, non intendo che non provassi piacere nel farlo, ma si trattava piuttosto di un desiderio astratto che, per così dire, non era rivolto a Céline, che invece continuavo a vedere come avevo visto Emma Parker, come una moribonda che aveva segnato molto presto le sorti della nostra vita sessuale. Le prime rappresentazioni restano impresse a lungo. La sua bugia aveva ucciso il mio desiderio facendomi conquistare il suo cuore; in poche parole, mi aveva castrato. "

Bravissimo ancora una volta Philippe Vilain a descrivere i sentimenti, le incertezze, le debolezze dell’animo umano.

Resta il dubbio su chi stesse davvero cercando il protagonista, “l’Eva-Madre”? La donna per eccellenza da cui si sviluppano tutte le dipendenze, la “base sicura” cui approdare o da cui non partire affatto?

La ragazza dalla macchina rossa - Philippe Vilain - Gremese editore 19 aprile 2018