Analisi

Monti, legga bene: Moody’s ha paura di un’Italia senza di lui

Nelle pieghe dell’ultima bocciatura arrivata da Moody’s, c’è il declassamento del «Country ceiling»,

Roma, Quirinale, 26 novembre 2001. Romano Prodi e Silvio Berlusconi alla presentazione dell’euro

Il downgrade più importante di Moody’s forse non è quello sul rating sovrano, tagliato di due note a Baa2. L’agenzia di rating ha infatti declassato il «Country ceiling», abbassandolo a A2 dal precedente Aaa. Tale rating infatti valuta il rischio di un investimento in uno Stato sotto il profilo della libera circolazione dei capitali. In altre parole, calcola la possibilità che un Stato possa attuare delle misure per bloccare i capitali all’interno dei propri confini territoriali. Come successo per la Grecia, anche l’Italia è stata declassata. «Il declassamento riflette il maggiore rischio di un dislocazione finanziaria ed economica», avverte Moody’s. E potranno arrivare altri tagli.

Non c’è solo il rischio di un deterioramento della situazione politica. Non c’è solo il rischio di un peggioramento della recessione economica. No. Fra i rischi che Moody’s mette in evidenza, anche se per ora lo ritiene improbabile, c’è quello di un’uscita dell’Italia dalla zona euro o di una ridenominazione del debito esistente. In altra parole, o secessione o ristrutturazione del debito. Scritto nero su bianco al fondo della nota relativa al downgrade, Moody’s spiega quindi che è aumentato il rischio che l’Italia metta delle restrizioni sulla libera circolazione dei capitali. Il rischio politico di cui parla Moody’s è strettamente legato al taglio del rating del Country ceiling. Dalle elezioni nel 2013 potrebbero emergere spinte volte all’uscita dall’area euro, come hanno anche dimostrato le recenti dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non solo. Aumentano anche i timori che possa arrivare al potere un esecutivo con l’intenzione di introdurre una sorta di protezionismo economico-finanziario. «È forse la prima volta che succede per un Paese dell’eurozona, ha lasciato interdetti anche noi», spiega a Linkiesta un’analista di UniCredit. La conseguenza, come per ogni downgrade, sarà quella del riallineamento dei portafogli dei gestori di diversi fondi d’investimento, che non potranno più tenere titoli di Stato con un rating basso come quello italiano. Inoltre, è lecito attendersi nuovi declassamenti. L’outlook è stato mantenuto negativo, pertanto è possibile che nell’arco dei prossimi 12 mesi arrivi un ulteriore taglio, che porterebbe il rating italiano sempre più vicino allo status di “junk bond”, obbligazione spazzatura.

Gli studi delle banche d’investimento si dividono in due. Da un lato chi pensa che l’Italia sia troppo grande per fallire. Dall’altro chi ritiene che per porre fine al circolo vizioso del debito in cui è entrata Roma, qualcosa deve essere fatto. Nel primo gruppo rientra Goldman Sachs, che non solo pensa che «l’Italia non sarà il primo Paese a chiedere l’utilizzo del meccanismo anti-spread», ma vede poco probabile una ristrutturazione del debito. Con la banca guidata da Lloyd Blankfein troviamo anche Morgan Stanley e Nordea. Di contro, ci sono quelle che ipotizzano uno scenario simile a quello di Atene. Fra queste Bank of America - Merrill Lynch. I due strategist David Woo e Athanasios Vamvakidis, come riportato dal Wall Street Journal, hanno utilizzato la teoria dei giochi per valutare le probabilità che un Paese lasci la zona euro nei prossimi anni. Dall’analisi, pubblicata lo scorso 10 luglio, è emerso a sorpresa che Italia e Irlanda sono dati come i più papabili alla secessione. O almeno, più della Grecia. Merito della forza economica che hanno Roma e Dublino, ma non solo. «L’Italia ha più ragioni della Grecia per lasciare la moneta unica. Atene non avrebbe la forza di resistere all’urto», spiegano Woo e Vamvakidis. È per questo, sottolineano i due strategist, che la Germania «potrebbe “corrompere” l’Italia a rimanere». A Berlino non converrebbe Roma fuori. Tuttavia, come ricorda lo stesso studio, il potere negoziale di Berlino in questo campo è troppo basso per tramutare in realtà questa soluzione. Più probabile, invece, è la richiesta di accesso al fondo European stability mechanism (Esm) per trovare un sollievo. Dello stesso avviso è Citigroup, che da mesi avverte gli investitori del rischio di un bailout dell’Italia.

L’altra via, come circola da tempo, è invece quella della ristrutturazione del debito esistente, in stile uruguaiano. Come ha spiegato anche Moody’s, il problema principale dell’Italia nei prossimi mesi, oltre alle tensioni politiche, sarà il rifinanziamento del debito. Fra 2012 e 2013 ci sono il Tesoro dovrà effettuare un rollover di circa 415 miliardi di euro. Tanto, specie considerando che la condizione del mercato obbligazionario europeo non gode di buona salute. Più si va avanti, spiega una nota di UBS, più l’Italia corre il rischio di dover fare come la Grecia. Del resto, il Fondo monetario internazionale (Fmi) nell’ultimo rapporto ha spiegato che il rapporto debito/Pil italiano passerà dal 120,1% fatto segnare lo scorso anno al 126,4% nel 2013.

Intanto, l’Italia è tornata sui mercati per collocare diverse tranche di titoli di Stato. L’ammontare massimo in emissione, 5,25 miliardi di euro, è stato integralmente coperto, ma i rendimenti hanno avuto un andamento misto. In calo sulle scadenze più vicine, come i Btp 2015, in aumento su quelle più elevate, come i Btp 2019. E il rendimento dei bond decennali italiani sul mercato obbligazionario secondario, dopo una breve parentesi sotto quota 6,00%, ha ripreso a salire. L’effetto Moody’s, per quanto fosse atteso dagli operatori, si è fatto sentire comunque.  

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

Comments

psynmhrm's picture
Inviato da: psynmhrm
13 April 2013 - 20:31

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seimaSem's picture
Inviato da: seimaSem
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Inviato da: Surfer
14 July 2012 - 02:18

C.A.R.I.S.S.I.M.O GORIA,

sORRy se vengo a [toc-TOC-toc-]oliar-!E!-TI (da un pò che n-o-n venivo !Q-U-I!, son SIN!C-ERO!, come sai).

... "Di contro, ci sono quelle che ipotizzano uno scenario simile a quello di Atene. Fra queste Bank of America - Merrill Lynch" ...

PER CHI HA LA MEMORIA CORT-iSSi-!-MA-!; aSSai-ma proprio-aSSai, "abbundandis in abbundandum" (!COME SEMPRE!, PURTROPPO).

- Merrill Lynch -

La Banca d'INVESTI-MENTO Americana nella Situazione Patrimoniale 2.0.0.6 (20-?..?-) aveva (!..!) CDO su Mutui Sub-PRIME per $ 41mlds, più dell'intero capitale azionario di $ 38mlds.

CIO-nonostante, !ha continuato ad indebitarsi! al punto che il debito a fronte dei titoli "A.A.A"

-[ascolta degli !a-ha! "Butterfly, Butterfly (The Last Hurrah)"]-

era arrivato all'80% di OGNI operazione.

"CHE QUESTA ENORME POSIZIONE NON SIA STATA COPERTA STUPISCE TUTTI A WALL STREET",

riferi-VA un articolo su FORTUNE MAGAZINE.

-[ Tully Shawn (Fortune editor-at-large), "Wall Street's money machine breaks down", November 12 2007: 12:13 PM EST - (per eSSere SEMPRE precisi, !come sai BENE!) ]-

Ad Ottobre 2007 Merrill Lynch annunciò $ 4.5mlds di perdite sui Mutui Sub-PRIME che dopo due settimane lievitarono a $ 7.9mlds, corrispondenti al 19% dei !BOND IN PORTAFOGLIO!.

- Bank of America -

The banks were (*) CONFIDENT (*) that the Government would not force A.I.G. into bakruptcy, and simply

!REFUSED!

requests that they accept anything less.

Neil Barofsky, the SPECIAL IN-SPECTOR GE-NERAL for T.A.R.P., later CRITICIZED the N.Y.FED, which he said

"REFUSED to use its considerable leverage"

!-TO NEGOTIATE BETTER TERMS-!

-[ The stre-!SS! tests INCLUDED eleven of the thirteen banks present at the March 27, 2.0.0.9, meeting at the !WHITE HOUSE!:

American Express, !BANK OF AMERICA!, Bank of N.Y. Mellon, Citigroup, Goldman Sachs, JP-Morgan-Chase, Morgan Stanley, PNC, State Street, US Bank, and Wells Fargo (Freddie Mac and Northern Trust were omitted).

The other eight Institutions subjected to the tests were BB&T, Capital One, Fifth Third, GMAC, KeyCorp, MetLife, Regions Bank, and Sun Trust ]-

For JP-Morgan-Chase, the

PAY-.-OFF

was blowout profits fueled by both its huge foot-PRINT in consumer banking and its growing INVESTMENT banking business.

!BANK OF AMERICA! and Citigroup, though still fundamentally troubled, managed to keep up the appearance of profits, in part through one-time asset SALES, in part through accounting gimmicks.

MOST SURPRISINGLY to the casual observer, the INVESTMENT banking business, which had seemed on the brink of death in SEPTEMBER 2.0.0.8, roared back to life (even if the major stand-alone INVESTMENT banks were now technically bank HOLDING C.O.M.P.A.N.I.E.S).

In the first quarter of 2.0.0.9 ,

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-[ If a TRADER wants to EXIT a large position quickly, he is at the mercy of the PEOPLE he is trading with, who can essentially name their price.

"During Jan/Feb/Mar would call up and just ask for complete unwind prices from the credit desk in the RELEVANT JURISDICTION. These were not SINGLE deal unwinds as are typically more price TRANSPARENT - these were whole portfolio unwinds. The size of these unwinds were (-S.I.C-) ENORMOUS, the quotes 've heard were !"we 've never done as big or as profitable trades - EVER!" ]

(*) in ENGLISH-YANKEE it ALWAYS is better aSSai (*)

See the next-NEXT-next time ... don't worry (quando ri-PASS !Q-U-I!).

!BUON LAVORO ED EFFERVESCENTI FERIE PROSSIME!

s-U-r-f-E-r

Paolo Frediani's picture
Inviato da: Paolo Frediani
14 July 2012 - 00:44

Caro Carlomaria, sono contento che ti piaccia Linkiesta. @FGoria, grazie a te! Il pezzo di Bloomberg l'ho trovato tra i tuoi tweet :)

Gurdulù's picture
Inviato da: Gurdulù
13 July 2012 - 19:29

"Dalle elezioni nel 2013 potrebbero emergere spinte volte all’uscita dall’area euro, come hanno anche dimostrato le recenti dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non solo. Aumentano anche i timori che possa arrivare al potere un esecutivo con l’intenzione di introdurre una sorta di protezionismo economico-finanziario"

Quindi la conseguenza logica sarebbe di rimandare le elezioni del 2013? L'inghilterra votò nel '45 con le macerie di Londra ancora fumanti, qui invece sempre con più insistenza si parla di rinvio delle elezioni per colpa di agenzie di rating e spread. Spero che i geni che governano il nostro paese e l'Europa abbiano parecchio pelo sullo stomaco, perchè io al loro posto mi dimetterei e me ne andrei a piantare fagioli.

Eli's picture
Inviato da: Eli
13 July 2012 - 18:29

Ops, questo non ci voleva proprio, tutto cio'. Metterà piu terrore agli investitori Esteri, mi chieo come possa aumentare la produzione con una politica che sega le gambe alle idee dei giovani, li scoraggia , ad intraprendere qualsiasi cammino, la farnero e monti con i loro guadagni da urlo stanno sereni, ma ricordiamo che vivo in u na region considerata, una volta ricca , Faenza con tradizioni per la ceramica, copiate come al solito dai giapponesi e le fabbriche moltissime, hanno chiuso, hanno trasferito le industrie in slovenia Cina, a 130 e al mese come fanno a vivere , mi chiedo quale possa essere la via di uscita , ci siamo accorti oggi che la tav forse non si doveva fare, ma apriamo gli occhi, e rispunta chi i ha messo nella m. A piu totale nella fossa fuori bèrlusconi viva grillo m, occorre istituzionalizzare quel partito al piu presto , e monti non se ne vada a lavoro incompiuto ,deve portarci dove aveva promesso .grazie eli

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
13 July 2012 - 19:19

Caro Paolo, quando parlo di Mucchetti e di tavola intendo quella da stiro. Di fronte ai muri d'acqua alti 20 metri se la dà a gambe levate. 

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
13 July 2012 - 15:17

Penso che, nonostante le tempistiche sospette del declassamento, una delle più grandi paure dei mercati sia quella di avere per le mani l'enorme debito di un "gigante senza testa", dopo che Monti avrà portato a termine il suo mandato. La "classe politica" non è cambiata di una virgola dal periodo pre-risanamento, per cui il rischio di lasciare un paese molto provato da questo sforzo in mano a degli elementi del genere, con politici che nel migliore dei casi sono più dediti a fare "free lunch" piuttosto che a governare un paese....fa paura anche a me.

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
13 July 2012 - 17:19

Paolo anche secondo me sei stato bravo (complimenti sinceri!) ma è ancora troppo presto e prematuro affinché Fabrizio Goria possa regalarti la sua tavola costruita da Bear per questo giorno indimenticabile. Solo una persona umile e al contempo grande poteva rispondere al tuo commento ringraziandoti per la tua osservazione. Solo certe cose accadono su Linkiesta!

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
13 July 2012 - 17:52

P.S.

Paolo, uno come Massimo Mucchetti oltre a non risponderti dalla rabbia ti spaccava la tavola in testa.

Fabrizio Goria's picture
Inviato da: Fabrizio Goria
13 July 2012 - 14:59

Verissimo Paolo, grazie per avermelo fatto notare. Il refuso, complice la fretta, era madornale.
Grazie.

FG

Paolo Frediani's picture
Inviato da: Paolo Frediani
13 July 2012 - 14:02

Bell'articolo. Ma c'è un'imprecisione che secondo me va sottolineata. Lo studio di BofA prevede che la Germania possa corrompere l'Italia per NON uscire dall'euro. Questo perché, stando ai due ricercatori, l'Italia otterrebbe importanti VANTAGGI dall'uscita dall'eurozona, e nel futuro potrebbe quindi voler seguire questa strada. La Germania invece, contrariamente a quanto suggerisce il sentire comune, per BofA sarebbe uno dei Paesi che più hanno da perdere dall'uscita dall'euro, e potrebbe quindi essere disposta ad investire dei soldi per non far saltare tutto.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
13 July 2012 - 16:15

Qui si parla sempre dall'ottica degli esportatori e del turismo.
Tutti i risparmiatori avrebbero grandissime perdite. per il ceto medio sarebbe una disgrazia. ci vogliono riforme per rendere competitivo il paese: il hire & fire sarebbe il primo punto da attuare.

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
13 July 2012 - 14:30

UN VENERDI’ DA LEONI

La gigantesca mareggiata dell’estate 2012. Da dove verrà il vento? Dicono che sia il respiro di Dio. Chi dà veramente forza al downgrade? Cos'è che causa questo gigantesco perturbamento che genera bocciature che sembrano muri d’acqua alti 20 metri? Dove hanno origine? Questo era il gran giorno. L'avevamo aspettato tanto. E Fabrizio Goria, come più volte ci aveva avvertito, avrebbe cavalcato queste onde con estrema professionalità e competenza perché alla faccia di tutti (anche degli invidiosi) era, secondo il magazine Foreign Policy, tra i cento personaggi da seguire per capire meglio i fenomeni dell’economia mondiale. Signori, sedetevi tranquillamente sulla spiaggia, aprite il vostro iPad, cliccate su Linkiesta e buttate via Il Sole 24 Ore, Il Corriere e La Repubblica!
 

Vale's picture
Inviato da: Vale
13 July 2012 - 12:55

Bell'articolo!

carlomaria's picture
Inviato da: carlomaria
13 July 2012 - 13:58

La paura di Moody’s è un’Italia senza l’euro (e senza Monti)

Un po' di bendetta autostima non fa mai male! E' la stessa paura (quella di rimanere senza Monti) che ho descritto in un commento in cui descrivevo un'Italia che rischia di perdere la gamba oltre allo Stivale, senza l'attuale prezioso contributo del Professor Monti.

Il Dottor Goria e Moody's hanno perfettamente ragione.

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