In Italia gli indignados hanno i forconi
Il movimento ha paralizzato la Sicilia e l’onda sta contagiando la Calabria. La protesta è stata indetta dagli autotrasportatori per denunciare il caro gasolio, ma le motivazioni ormai sono diventate tutto e il contrario di tutto. Ce l’hanno con Lombardo ma anche con Monti, con Equitalia ma anche con i media. Glissano sulle presenze scomode. Dicono di voler solo fare la rivoluzione. E i politici e gli intellettuali pronti a cavalcarla non mancano. In Spagna occuparono una piazza, da noi proveranno a paralizzare il Paese almeno per qualche giorno. La piattaforma politica non c’è? Poco male.
La premessa è d’obbligo. Professori, benpensanti, intellettuali, giornalisti, assennati o chiunque siate: se cercate una motivazione alla base della cosiddetta rivolta dei forconi che sta paralizzando la Sicilia, rassegnatevi: non la troverete. Volendosi strettamente attenere all’evolversi degli eventi, la protesta è oggi guidata dagli autotrasportatori siciliani contro l’ennesimo aumento del gasolio nella regione dove si raffina il 40% della benzina italiana. Hanno così indetto cinque giorni di stop che stanno paralizzando la Sicilia. In origine peraltro, come l’evocazione dei “forconi” certifica, le prime proteste sono state organizzate da agricoltori e pastori contro un generico “disinteresse delle istituzioni”. Alcuni rivendicano addirittura una data fondativa: una protesta contro il ministro dell’ultimo Governo Berlusconi Saverio Romano nella sua isola.
Ma la motivazione e le origini torneranno buona per gli storici. Di fatto, a quella originaria se ne sono aggiunte già tante altre. Ve ne forniamo qualcuna, così, in ordine sparso. Mariano Ferro, leader della rivolta, dichiara sul sito informarexresistere.fr: «Siamo qui perché questa terra potrebbe essere ricca e invece continuiamo tutti a soffrire. Abbiamo chiesto al governo, a tutti i governi, di ascoltarci: nulla. Adesso speriamo che con questa protesta abbiano un pizzico di attenzione nei nostri confronti». E ancora, Onofrio Carruba Toscano, del Movimento dei Forconi, presidente dell’Aiase (Accademia italiana alta scuola equestre), protagonista di una protesta a cavallo, rivela al sito infomessina.it: «È un’esplosione di gioia e di libertà al grido di: Basta! Dalla Sicilia è partita una grande rivoluzione di coscienze e di anime. Non sono iscritto a nessun partito politico. Ho aderito al movimento spontaneamente perché ci ho sempre creduto. Oggi siamo molto stanchi, ma gioiosi. Peccato che la stampa nazionale si stia comportando in maniera indegna».
Perché, e questo è un altro punto, la tragedia della Costa Concordia e lo schettinismo dilagante hanno sottratto attenzioni alla protesta. E questo costituisce un ulteriore elemento di rabbia. Oggi l’unico quotidiano nazionale che ha piazzato i forconi in prima pagina è stato La Stampa di Torino.
Al momento la situazione in Sicilia è la seguente: la benzina è quasi esaurita, lunghe code alle poche pompe che ancora ne hanno, i tir sono fermi, le provviste alimentari cominciano a scarseggiare, ai dipendenti delle raffinerie viene impedito di raggiungere il posto di lavoro. E sui social network si festeggiano le prime code di camion in Calabria. E sì, perché ormai del prezzo del gasolio quasi non si parla più. Alle responsabilità del governatore Lombardo si sommano quelle del presidente del Consiglio Mario Monti, senza ovviamente trascurare un Parlamento che evita l’arresto a Nicola Cosentino, né il nodo scorsoio che Equitalia sta mettendo al collo di imprese e cittadini. E tanto, tanto ancora.
Insomma, c’è tutto e non c’è niente in questa protesta che sembra essere la versione italiana degli indignados. In Spagna occuparono una piazza e vi dormirono per oltre un mese. Da noi, a questo punto, l’obiettivo diventerà provare a paralizzare il Paese. Una piattaforma politica non c’è, questo è sicuro. Il qualuquismo spadroneggia. Si dichiarano apolitici anche se hanno il sostegno di Forza Nuova. Persino la Lega strizza loro l’occhio. Si paragonano ai Vespri siciliani, ma stavolta quelli da scacciare non sono i francesi. Martino Morsello, leader del movimento dei forconi, va sul sicuro: «Questa classe politica deve andare a casa, tutta senza distinzioni». Parlano di effetto domino: «Stavolta faremo davvero la rivoluzione».
E forse per qualche giorno daranno anche l’impressione di farla. Loro al Sud, i tassisti a Roma. I politici che cercheranno di cavalcare l’ondata non mancheranno (Salvatore Petrotto, ex sindaco di Racalmuto, ne dà un esempio, mutuando lo slogan dal comico Antonio Albanese: «più forconi per tutti»), così come gli intellettuali che faranno a gara per assumere il ruolo di ideologi (Pino Aprile sembra già in pole position). Qualcuno dei protagonisti, quando i media nazionali finalmente si accorgeranno di loro, probabilmente diventerà un personaggio, provando a ricalcare le orme di Francesco Caruso e Luca Casarini; altri, invece, torneranno a casa delusi e amareggiati.
Forse stiamo esagerando, ma il movimento dei forconi non sembra destinato a spegnersi venerdì, ultimo dei cinque giorni di sciopero proclamati dagli autotrasportatori. Manca una piattaforma politica, abbiamo detto. Ma questo non renderà la protesta più governabile. Anzi.
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Commenti
Ma tu sei folle! non hai neanche idea di quello che stai dicendo! vatti a fare una cultura va! INFORMATI!
E chi soffre, chi ha bisogno di cure, di spostarsi per vivere, il senso di questo disagio, qual'è? Abbiamo bloccato i siciliani, non la Sicilia! Il senso di questo sciopero, di questo fermare per 5 giorni la Sicilia, qual'è? Il disagio ce l'ha lo Stato oppure noi siciliani? Supermercati quasi vuoti, lo sgarbo a chi lo facciamo? Io penso che il disagio è solo per noi siciliani perchè altrove ridono di noi, non dobbiamo mandare i nostri prodotti fuori e non dobbiamo importare i loro, comprare solo siciliano, produrre e rifornire solo siciliano, la benzina visto che abbiamo le raffinerie va solo in Sicilia e non fuori, bloccare le giocate di superenalotto, lotto, gratta e vinci, non pagare il canone rai e tutto ciò che riempie le tasche dello stato, quindi bloccare si, ma le spese che vanno allo stato, ma non bloccare la Sicilia in questo modo. Se supermercati saranno vuoti, farmacie vuote, non possiamo neanche a prendere una boccata d'aria, il disagio chi ce l'ha?
Questo è il mio pensiero non copiato da nessuno, quindi per il Signor del movimento dei forconi, dobbiamo fare qualcosa per non disagiare noi siciliani.
Liberissimi di credere o meno, questo è quanto dichiarato tramite il suo profilo di Facebook il leader del Movimento dei Forconi.
CHE SIA PARTITA LA MACCHINA DEL FANGO LO ABBIAMO GIA' CAPITO. LO DICO E LO RIPETO FORSE PER L'ULTIMA VOLTA PERCHE' ANDARE AD INSEGUIRE QUESTA STORIA MI ANNOIA. IL MOVIMENTO DEI FORCONI NON HA E NON AVRA' NULLA A CHE SPARTIRE CON TUTTI I PARTITI DELL'ARCO COSTITUZIONALE COMPRESA FORZA NUOVA ALLA QUALE CHIEDO DI CHIARIRE PUBBLICAMENTE COME SI TROVA A CATANIA ALLA MANIFESTAZIONE DEL 15.12.2012. RISPONDE PURE IL MOVIMENTO A CHI HA DICHIARATO CHE DIETRO DI NOI CI SAREBBE LA MAFIA E LA DELINQUENZA ORGANIZZATA: VAFFANCULO FIGLI DI PUTTANA, FIGLI DEL SISTEMA. STATE TRANQUILLI TUTTI: IL TEMPO E' SEMPRE STATO E SEMPRE SARA' L'UNICO GALANTUOMO SICURO RIMASTO AL MONDO. CHI SI E' INSOSPETTITO CERCHI PURE GLI SCHELETRI NEGLI ARMADI, LE APPARTENENZE PARTITICHE E SOPRATTUTTO SI INFORMI DI QUESTI QUATTRO "STRACCIONI IGNORANTI" CHE HANNO, SENZA UNA LIRA, FATTO IL MIRACOLO SICILIANO: SVEGLIARE I SICILIANI. CON GRANDISSIMO ORGOGLIO ED INFINITA UMILTA'. MARIANO FERRO
Anche fosse forza nuova è sempre meglio di questo stato succhiasoldi!forza ragazzi! ci voleva aria fresca! tenete duro!!!
Questo articolo mette diverse cose su questo movimento, che in realtà non ha alcun contenuto. Innanzitutto non dice chi sono i leader di questi Forconi, chi è quel Mariano Ferro e quale ruolo abbia la politica. Altro che cavalcare, altro che movimento spontaneo: questo è un movimento che nasce all'indomani della rottura Lombardo Pdl. Molti sono esponenti politici in quota Mpa, poi ci sono gli ex Fi e Mpa come Mariano Ferro, poi ci sono gli ambigui leader dei padroncini come Richichi, poi c'è il rapporto promiscuo tra i Forconi e Forza Nuova, La gente comune non c'è. E la maggior parte degli esercizi commerciali ha chiuso per minacce ricevute. Se volete vi mando l'intervista che ho realizzato ad uno dei tanti commercianti minacciati, a Lentini, e che ha voluto parlare e denunciare. Ci sono frange di ultras che terrorizzano la gente, ci sono minacce continue e lo strano immobilismo delle forze dell'ordine. Chiamare questo atto di forza e arroganza "rivoluzione" è una bestemmia. Bisogna raccontare quello che sta avvenendo davvero e quale regia c'è in una Sicilia che in questo momento ha equilibri politici fragilissimi e decisivi. Altro che sommovimento popolare spontaneo. Siamo molto lontani dalla verità. Se questi sono indignados...
Siamo con voi!!! Vi aspettiamo a Roma per unirci alla protesta!
Questi meridionali forcaioli si sono svegliati all'improvviso, perché non vogliono pagare le tasse, evase per lungo tempo. Invece dovrebbero minacciare con le loro forche i mafiosi e i politici corrotti che hanno votato per decenni. Vergognatevi.
PS. io sono un meridionale esiliato in terre lontane.
Spero che si uniscano anche i tassisti e tutti coloro che si sentono angariati dal super raccomandato Monti senza qualità che pensa solo a portare avanti gli interessi dei poteri forti (ricerca economisti svizzeri) ed è per questo che tutti i pessimi rappresenanti della classe dirigente politici giornalisti burocrati intellettuali radical chic corteggiano il potere per mantenere i privilegi , sveglia .... la realtà è fatta di uomini e donne bambini, anziani tutti incazzati neri con i parassiti della società PARASSITI ANDATEVENE DALL'ITALIA
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