Investire in Italia? Ormai è più sicura persino la Colombia
Roma più rischiosa di Bogotá? Per gli investimenti sì. Secondo il rating di Euromoney, storico mensile finanziario, l’Italia sta peggio della Colombia. Bassa crescita, elevato debito pubblico e lassismo nell’adozione delle riforme strutturali: sono questi i tre motivi principali per cui il giudizio sull’Italia è stato abbassato. A questo, si è poi aggiunto nelle ultime settimane il pericolo di un «deterioramento del clima politico-istituzionale tale da rallentare il Paese».
Il tricolore colombiano su un negozio di prodotti artigianali a Ráquira (foto, da Flickr:momentcaptured1)
L’Italia è più rischiosa della Colombia. Sembra paradossale, ma secondo l’Euromoney country risk (Ecr), il coefficiente di rischio-Paese calcolato dagli analisti di Euromoney, è così. «I rischi politici ed economici sono aumentati negli ultimi dodici mesi, spingendo al ribasso il voto complessivo», si spiega. Il punteggio di Roma lascia poco spazio all’ottimismo: 58,9 punti su 100. Un anno fa esatto era a 70,6 punti, circa 11 punti sopra la Colombia, che si attesta a quota 60. Un declino che sembra irrefrenabile.
Roma peggio di Bogotá? Strano, ma vero. Due volte al mese la rivista Euromoney, fondata nel 1969 e fra i punti di riferimento per gli investitori istituzionali, pubblica gli aggiornamenti alla sua classifica dei Paesi più a rischio. E lo fa in base all’Ecr, che si compone di sette voci, ognuna con un peso diverso: rischio politico (30%), performance economica (30%), valutazioni strutturali (10%), indicatori sul debito (10%), rating creditizio (10%), accesso al finanziamento bancario (5%), accesso al mercato dei capitali (5%). Storicamente l’Italia era uno dei Paesi dell’eurozona più sicuri, ma con l’inizio della crisi tutto è cambiato.
Capire il motivo di questo declassamento non è difficile. L’incertezza politica aumenta sempre più all’avvicinarsi del 2013, anno in cui finirà il mandato del governo tecnico di Mario Monti. Come ha ricordato anche l’agenzia di rating Moody’s nell’ultimo downgrade del giudizio sul debito sovrano, portato a Baa2, l’instabilità del panorama politico dell’Italia può portare a un deragliamento della situazione. Inoltre, pochi giorni fa il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha spento ogni aspettativa di Palazzo Chigi, certificando che il Pil si contrarrà di 1,9 punti percentuali nel 2012 e sono in previsione altre revisioni al ribasso. Bassa crescita, elevato debito pubblico e lassismo nell’adozione delle riforme strutturali: sono questi i tre motivi principali per cui il giudizio sull’Italia è stato abbassato da Euromoney. A questo, si è poi aggiunto nelle ultime settimane il pericolo di un «deterioramento del clima politico-istituzionale tale da rallentare il Paese».
I problemi italiani hanno diversi effetti collaterali, soprattutto sui mercati finanziari. Sono crescenti le difficoltà di accesso ai mercati, a tal punto che il rischio è solo uno: la perdita di questo accesso. I problemi più evidenti sono quelli sul mercato obbligazionario, in cui l’Italia è ancora sotto pressione. Se a inizio giugno 2011 il tasso d’interesse sui titoli di Stato decennali era intorno quota 4,8%, oggi è sopra il 6 per cento. Due anni fa, il divario era ancora più marcato: l’Italia scendeva sui mercati promettendo un rendimento intorno al 4 per cento.
Sempre complicata anche la situazione degli istituti di credito italiani. Il costo del loro rifinanziamento sul mercato interbancario, come spiegano diverse analisi dei centri di ricerca delle banche internazionali, è ancora troppo elevato. Questo nonostante gli sforzi compiuti dalla Banca centrale europea (Bce), che fra dicembre e febbraio ha concesso l’apertura di linee di credito per oltre 1.000 miliardi di euro alle banche europee con le due operazioni di rifinanziamento a lungo termine (Long-Term refinancing operation, o Ltro). E nonostante l’abbassamento al minimo storico del tasso di rifinanziamento, portato allo 0,75 per cento. Del resto, anche il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, ha rimarcato che «il cambiamento dei tassi d’interesse non ha avuto gli effetti sperati, né si è tradotto in immediati miglioramenti per l’economia reale». In un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, ha spiegato che i rischi dell’uso di questo genere di politica monetaria straordinaria non devono essere sottovalutati. Alla luce dell’insuccesso dell’ultimo taglio del costo del denaro, come detto da Noyer, bisogna evitare che si creino ulteriori squilibri.
Un altro parametro che ha contribuito a peggiorare la performance dell’Italia è stato il mercato dei Credit default swap (Cds). I derivati che proteggono dal rischio d’insolvenza di un emittente ora sono negoziati a circa 500 punti base. Vale a dire che il detentore di un titolo di Stato quinquennale del valore di 10 milioni di dollari deve pagare 500mila dollari l’anno per assicurare il suo bond contro il fallimento sovrano dell’Italia. Più o meno lo stesso livello che ha ora l’Irlanda, che veleggia intorno quota 540 punti base. L’unica differenza è che Dublino, al contrario di Roma, è stata salvata nel novembre 2010 con 85 miliardi di euro.
Euromoney non è la sola entità che pensa che l’Italia sia più a rischio della Colombia. Secondo una ricerca di Danske Bank, «le tensioni politiche italiane, unite allo scenario di un possibile peggioramento della crisi che sta vivendo l’Europa, stanno rendendo assai più interessanti gli investimenti in titoli di Stato dei Paesi sudamericani». Fra questi, anche la Colombia del presidente Juan Manuel Santos, il cui Pil crescerà del 4,7% secondo le stime del Fmi. Tutto un altro ritmo rispetto a quello dell’Italia.

Comments
Il giorno della partenza non arriva mai, specie quando il viaggio che si sta per intraprendere è stato programmato e sognato da tanto, tanto tempo. E' finalmente il 15 agosto; sveglia alle 4 della mattina, taxi, aeroporto di Fiumicino e volo Roma-Madrid-Bogotà; lì ad accogliermi c'è mia moglie (colombiana ed imprenditrice) partita da Roma il 3 agosto; sono di nuovo nella capitale della amata Colombia; respiro un'atmosfera diversa da quella vissuta 9 anni prima; vedo gente più trnquilla, palazzi e strade un pò meglio tenuti, più tranquillità. L'indomani, dopo aver pernottato in albergo, partiamo per Ibaguè, capoluogo della Regione Tolima, ma soprattutto capitale della Musica sinfonica (lì se non erro ha insegnato anche il maestro Pregadio). Ad accoglierci all'aeroporto Perales, troviamo la famiglia di mia moglie, armata di Bandiera e cartelli di Benvenuto. Baci, pianti ed abbracci. Giunti a casa, si accende lo stereo, come si direbbe a Roma a PALLA, Vallenato, Salsa e una decina di bottiglie di Aguardiente rigorosamente di marca TAPA ROJA (il migliore), Sancocho, empanadas, ecc..Dopo circa una decina di ore, stremato dalla fatica...(ho dovuto ballare con tutte..), chiedo la cortesia di potermi andare acoricare un pochino; permesso accordato. Poco dopo, sento una musica in lontananza, che si fa sempre più forte, assordante. Ma questa è musica dal vivo, mi affaccio dalla camera da letto e mi trova davanti un gruppo di Mariachi con cappelloni Messicani e strumenti vari. Nooo non ci posso credere mi hanno fatto la serenata. Reggo ancora un pò, nel frattempo una delle sorelle di mia moglie (borracha completamente) comincia a cantare a squarciagola, rubando la scena alla solista del gruppo dei Mqarichi che ben volentieri la accompagnano. Ragazzi che serata JUEPUCHA!!! Ibaguè è una città molto carina, piena di negozi, centri commerciali, un teatro, una cattedrale e tanta tanta gente che passeggia per le vie del centro. La cosa che più mi ha stupito è la pulizia delle strade e degli edifici. A roma se un palazzo viene tinteggiato, il giorno dopo è già pieno di graffiti. In colombia la gente ama conservare nel migliore dei modi ciò di cui dispone. Dopo qualche giorno, passato a far compere, a giocare a Rana ed a visitare i luoghi più belli della città (il conservatorio, il Museo di arte moderna dove ho potuto ammirare le opere del grande botero, le strade caratteristiche, ecc.), io, mia moglie e la sua famiglia, partiamo per la meravigliosa città di Cartagena de Indias (la perla del caribe). Questa è lacittà dove tra qualche anno, se Dio ci darà "vida y licencia", andrò a vivere con Angie Lucia, la mia amata moglie. Scesi dall'aereo, la prima impressione che abbiamo avuto è stata la seguente: ma quanto caldo fà? poi con il trascorrere del tempo ci si abitua e non ci si pensa più. Alloggiamo all'Hotel Caribe, ritengo uno dei migliori della città, sia per pulizia che per bellezza del posto e della struttura. Dietro consiglio di più persone, ci rechiamo a mangiare presso un ristorantino situato sulla spiaggi EL BONY, gestito da un ex pugile professionista e dalla splendida figlia (molto gorda ma con un sorriso stupendo) Viviana. Ci sfondiamo di pesce e comida tipica del luogo. Dimenticavo di dirvi, naturalmente tutte le giornate sono state "bagnate" dalla mitica Cerveza AGUILA (migliore, senza dubbio del Club Colombia). Parliamo con EL BONY e contrattiamo per le giornate di permanenza a Cartagena un prezzo migliore per tutti i pranzi e le cene. Ragazzi il posto è magnifico, la gente amabile e lo scenario è da mozza fiato. Cartagena è una città magica, dominata dal convento della Popa, dove alla modernità dei grattacieli si unisce il romanticismo della città vecchia, dove hanno casa molti personaggi famosi. Las calles, la gente, la musica, i balconi ricchi di fiori coloratissimi, l'artigianto, le carrozze trainate dai cavalii, la cattedrale, plaza Santo Domingo e le case colorate sono solo un piccolo assaggio di ciò che è realmente Cartagena. Mi raccomando non perdetevi altre attrazioni, quali le isole, il vulcano totumo, le mangrovie, il castello di San Felipe, los zapotos Viejo...Cartagena è in una fase di sviluppo impressionante; la zona della Boquilla si sta trasformando nella parte più esclusiva della città poichè si stanno realizzando edifici con appartamenti di lusso (il cui costo è inferiore all'acquisto di un posto macchina a Roma), piscine, palestre,ecc.. Ragazzi, mi sa tanto che l'Italia è rimasta molto indietro rispetto a quelli che solo un tempo potevano essere definiti paesi del terzo mondo; penso tra me e me, ma come faccio a far capire ai miei amici di Roma che gli streotipi di cui sono ripieni i loro cervelli sono del tutto non veritieri. Le cose sono ben diverse da quelle che si raccontano, o si leggono sui giornali. La Colombia è Bellissima, è una terra che ha molto da offrire e la gente è davvero amabile. Ragazzi io in Colombia ci verrò a vivere, tant'è che fra qualche mese mi aspetta il rogito notarile per l'atto definitivo di compravendita di un immobile. Arrivederci a presto Tierra Querida.
Sono stato in colombia 3 mesi e un paese stupendo veramente la colombia si e fatta una cattiva fama in passato.ma dire persino?persino?ma sei fuori credi che la colombia sia messa cosi male?qui ti sbagli,mi spiace dirlo ma l'italia sta fallendo noi dovremmo iniziare gia a guardare la colombia e non fare queste c****o di comparazioni la colombia e un paese pieno di patriotici al contrario dell'italia.ci dovremmo vergognare che solo per il fatto che l'italia e una delle potenza mondiali possiamo permetterci di fare comparazioni con altri paesi.credete che l'italia ultimamente e riconosciuta per le auto l'arte e il cibo?be non e cosi ora l'italia e riconosciuta piu che altro per la criminalita(che e pari a quella colombiana)e per la crisi,per cio caro mio non vantarti troppo dell'italia perche ormai stiamo fallendo col governo che abbiamo.ADDIO
Ok, capisco il momento di buono sviluppo della Colombia, al di là del Pil. Però per favore, non si può sparare a zero su qualsiasi cosa non vada in Italia e poi passare sopra ad un paio di cosette sulla Colombia, per esempio: che sia il primo produttore al mondo di coca (in lizza con il Perù), che abbia un livello annuale di omicidi e rapine paragonabile quello di un qualsiasi stato europeo in dieci anni, che nella classifica dello sviluppo umano sia intorno alla 100esima posizione, che ci sia la guerriglia delle Farc, con il connesso scandalo dei militari che uccidono civili vestendoli poi da paramilitari/guerriglieri per avere soldi, fama e dare prestigio alla lotta del governo, che abbia un livello di disuguaglianze con pochi eguali al mondo, che abbia distese di baraccopoli, che abbia giornalisti uccisi ogni mese... e possiamo continuare, magari citando il livello dei servizi pubblici o i livelli di corruzione politica.
Capisco la giustificatissima mal sopportazione dell'orrenda situazione italiana attuale e della classe che governa, però un pochino di equilibrio, o magari di informazione in più...
Con tutto il rispetto, chi non conosce un paese non può e non deve, perchè non ne ha il diritto, di parlarne male facendo paragoni davvero ridicoli tra un paese e l'altro, nella fattispecie Italia/Colombia paese che in quanto a numeri non vede la concorrenza dell'italia quanto a disoccupazione, istruzione, cultura, finanza, organizzazione e amministrazione statale, forza pubblica, ministero della difesa e anche a livello umano e di educazione elemeto abbastanza raro in italia... e ne saprei enunciare tante altre ma preferirei fermarmi per non mortificare le precedenti affermazioni antiche ( parlo del fenomeno dei falsi positivi a cui si faceva riferimento sopra), della coltivazione di stupefacenti al quale il governo pone rimedi seri ed efficaci da molti anni prima con Uribe poi oggi con Santos. I servizi pubblici in Italia specialmente al sud non vanno di moda da anni mentre in Colombia sono quasi perfetti nonostante i limiti posti dall'area geografica. Poi non tutti sanno che esiste una bella differenza tra guerrilla ,Farc e Paramilitares en Colombia cosa che evidentemente si trascura. Per concludere di baraccopoli in italia ne esistono molte di più a partire dai vertici compresa la tv, che rispecchia fenomeni molto più gravi che non rispettano e non fanno rispettare il paese in europa e nel mondo.Parlare di disuguaglianze qui in italia mi sembra davvero un colpo basso sotto ogni aspetto e forse é meglio non parlarne nemmeno...
E' davvero molto triste che si possa diffamare con tanta sfacciatezza un paese senza conoscere nemmeno in modo mediocre la sua politica a cui sento di attribuire un gran merito, quello di essere Nazione. Anzichè difendere l'Italia con dei ridicoli paragoni diretti a malfamare altri paesi è bene che ci si legga la storia passata e presente del propio e dell'altrui Stato ( che oltretutto non ha mai subito l'influenza di uno stato dittatoriale e vanta una delle prime carte costituzionali al mondo) e imparare a migliorare con critiche ed azioni costruttive, un paese assente e ininfluente come l'Italia dal secondo dopoguerra. Esprimo la mia vicinanza agli amici colombiani e mi congratulo per l'impegno che lo Stato propone per migliorare ogni giorno di più il propio paese, un paese dal quale noi italiani possiamo solo imparare qualcosa come ad esempio imparare a studiare.
Roma peggio di Bogotá?
Yes Sir. Absolutely.
Welcome to the real world.
p.s.
i vecchietti nostrani potranno anche gridare pieni di stizza, ma questo non cambia di una virgola la realtà.
Si, economicamente parlando e' piu' probabile che fallisca l'italia che la Colombia, l'Italia e' in una situazione economica di stagnazione, anzi di recessione, la Colombia invece cresce, e' normale, deve crescere, ha tante risorse ed e' ancora piuttosto sottosviluppata, ma PER CARITA' NON FACCIAMNO QUESTI PARAGONI!!!! non cambierei mai l'Italñia per la Colombia!! Avete mai fatto un giro per Bogota' dopo le 21 nel centro della citta'? UN FAR WEST!! iNOLTRE i nostri vecchietti a 65-67 anni anche se hanno mai lavorato una pensioncina, anche piccola la prendono. In Colombia ci sono vecchietti di 80 anni che non vivrebbero se non avessero i figli all'estero che li mantengono. Anzi molti di loro, per questo motivo muoiono di fame. Sono italiano e vi scrivo dalla Colombia: SI, l'Italia ha tanti problemi, ma ringraziamo Dio per come stiamo (con l'obiettivo di risolvere i problemi che senz'altro abbiamo) e non guardiamol'erba del vicino, in questo caso non e' piu' verde, ve lo assicuro!!! Forse tra 20 anni potremo passeggiare per Bogota' la sera con serenita', cosi' come invece `possiamo fare a Roma..
Non è tanto il Sudamerica europeizzato. Certo, ha segnali di rilancio e freschezza demografica.
Valutazioni dettagliate su questo aspetto meriterebbero interesse.
Di sicuro si può dire però che, tranne scosse non ancora individuabili, l'Italia si sudamericanizzerà. Grande disparità di ricchezze, periferie degradate, vaste masse di popolazione espulse dal benessere collettivo del ceto medio del secondo dopoguerra.
Be, ci meravigliamo???
Guardiamo l'ultimo caso, Fonsai-Unipol, un caso esemplare di illegalità e corruzione continua, a danno di due assicurazioni importanti e solide, tutto studiato dalle benche, in assenza totale di controlli delle autorità...
Finale: si scarica il tutto sulle spalle dei piccoli risparmiatori, tramite due aumenti di capitale super-diluitivi, che in altri paesi sono di fatto illegali!!!! I risparmiatori perdono tutti i propri risparmi e le banche rientrano allegramente dei crediti concessi agli amici senza alcun controllo o garanzia, è una paese civile il nostro??? Non penso proprio...
La consob che ci sta a fare (per non parlare dell'Isvap)? Questi dovrebbero stare in carcere da un pezzo, altro che prendere fior di stipendi!!!!
Vergogna, la classe dirigente ha permesso che il nostro paese diventasse una giungla e un far west, investire qui è impossibile, perchè arrivano i poteri forti e ti lasciano in mutande nel giro di pochi giorni!!!!
Non è che forse quella foto rappresenta una tipica abitazione italiana tra 10 anni?
Interessante l'articolo, però forse si potrebbe evitare di usare termini di paragone "da terzo mondo". Roma peggio di Bogotà? E allora? Bogotà in questo momento è un posto decisamente interessante e vitale, Roma, lasciamo perdere. La Colombia è un Paese che sta cambiando e sta crescendo molto, pur avendo da gestire un'eredità difficile, quindi un maggiore rispetto sarebbe auspicabile. Anche la foto alla "Cent'anni di solitudine" insiste su degli stereotipi che sarebbe meglio aggiornare.
Un saluto
Non capisco il strano ma vero?
Sicuramente è opinionabile il fatto che l'Italia è considerata cosi a rischio ma il confronto è totalmente fuori luogo e anacronistico. Provi a fare un giro nei principali paesi del sudamerica e sicuramente cambierà.
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