A rivoltarsi contro la Casta sarà la borghesia impoverita
La vicenda di Spider Truman e dei “segreti di Montecitorio” segna un cambiamento nella protesta cont
L‘aula di Montecitorio
Dopo la primavera araba, è forse in arrivo un “autunno italiano”? Provengono molti segnali nuovi dal nostro paese. Gli articoli che parlano di malgoverno e problemi economici sono accompagnati da centinaia di commenti precisi che invitano alla rivoluzione: si fanno già diverse date, come il 15 settembre o il 1° ottobre. Il sito blog di “SpiderTruman” raduna migliaia di consensi, con le notizie che si diffondono fuori dalla rete e conquistano anche le conversazioni dei cinquantenni.
I motivi dell’insoddisfazione sono palesi: la disoccupazione giovanile ha raggiunto la soglia del 30%, con il tasso di inattività (gente che non cerca o non vuole lavoro) superiore al 37%. Il potere di acquisto delle famiglie è tra i più bassi nei Paesi industrializzati, e i poveri stanno aumentando in numero. L’ammortizzazione sociale delle famiglie, insomma, ha toccato i limiti di tenuta per assorbire la questione giovanile. Ci sono poche speranze per il futuro, tanto che le iscrizioni all’Università sono in forte calo.
In questo fermento, l’epica dei “precari” sta lasciando spazio alle pretese di una nuova borghesia povera: una classe sociale di insoddisfatti, senza speranze per il lavoro o per il miglioramento del proprio stato sociale, che condivide valori comuni di giustizia e morale. I precari basavano le proprie pretese su un modello immaginato di posto fisso per tutti, e protestavano perché era loro impedito di poter compiere il passo nell’alveo della busta paga garantita. I nuovi borghesi non sono solo precari, ma anche disoccupati e disillusi, che quindi cercano una ristrutturazione globale del sistema. Si sta diffondendo la percezione che il “posto fisso” ha spaccato il mondo in due emisferi, quello degli “inamovibili” e degli “sfruttati” – e i privilegi della prima classe vengono fatti scontare alla seconda.
L’élite del paese non si sta dimostrando in grado di captare questa insoddisfazione. Il segnale più rappresentativo è probabilmente il penoso comunicato stampa inviato dal Presidente della Camera Gianfranco Fini in risposta alle critiche di SpiderTruman: anziché cercare almeno una scusa l’assunzione di barbieri gratuiti per i deputati, si specifica che percepiscono uno stipendio di “soli 2.400 euro netti al mese”. Anziché spiegare perché la Camera spenda ogni anno decine di milioni di euro per l’affitto di palazzi uffici, Fini sostiene che tanto non si può far nulla perché i contratti sono bloccati per alcuni anni.
L’aula del Senato durante una seduta
Molti altri politici, insieme ad alcuni organi di stampa, anziché interessarsi della questione etica delle rivelazioni di Spider Truman, si sono lanciati in precisazioni sui numeri del tutto secondarie, o in un’inutile caccia all’identità, sostenendo alle volte che il “precario quindicennale” agisca per interesse economico. Altri lo hanno accusato di limitarsi a ripetere questioni già note – come se il fatto che le questioni fossero già note, per l’appunto, non sia ancor più grave.
Della finanziaria del governo si è già detto: una serie di contentini dati alle imprese giovanili è servita solo a distogliere l’attenzione dalla necessità, vera e complessa, di attuare riforme strutturali per lo sviluppo – affogate in un mare di tasse. La protesta della “borghesia povera” si sposta quindi su due piani: c’è un elemento di privazione materiale che spinge alla protesta, e c’è una componente grave di indignazione morale. I 15.000 euro di stipendio mensile di un deputato, oltre al vitalizio pensionistico (ma non dimentichiamoci i barbieri), vengono interpretati come “auto-corruzione di stato”. All’impegno per le proprie idee, allo scontro e al dibattito si sacrifica tutto, pur di poter restare con i glutei ben ancorati alle poltroncine rosse a Roma centro.
Chi sostiene che gli sprechi politici siano poca cosa, finanziariamente parlando, trascura di ricordare che l’etica è altro rispetto alla ragioneria. La Corte di Francia è caduta perché la nobiltà aveva perso la propria funzione economica, perché c’era una forte crisi finanziaria e perché le tasse erano ingiustamente aumentate; ma la scintilla fu data dalle esuberanze e dal lusso del re. Siamo di fronte a queste condizioni anche oggi? La crisi come contesto, le nuove tasse del governo come motivazione, e i lussi dei parlamentari come scintilla, porteranno a una rivoluzione d’autunno? Se la Rivoluzione Francese è stata l’espressione della prima borghesia storica, forse l’autunno italiano potrebbe essere guidato dalla “borghesia povera” nazionale.
Finora ci sono stati molti freni alle proteste. Prima di tutto, c’era un fattore demografico: da paese “vecchio” quale siamo, la massa di giovani pronti a ribellarsi per caro-affitti e praticantati gratuiti è stata sedata dai soldi di mamma e papà. Adesso, però, anche i genitori sono più poveri e indignati: non dobbiamo pensare che un “Autunno italiano” sarà una protesta giovanile: sarà nazionale e trasversale. Infine, si dice sempre che gli italiani le rivoluzioni non le hanno mai fatte. È vero: il popolo è paziente. Adesso, però, sta avvertendo uno scollamento mai visto prima tra élite e gente comune, in cui i sistemi di capitalismo sociale non riescono più a essere alimentati dalla ricchezza economica, ingabbiata da leggi inadatte e regole ingiuste.
La classe politica sta facendo del suo meglio per ampliare questa scollatura. Non si tratta solo della mancanza di un vero piano di sviluppo – che poi è ciò che tiene unito un popolo a chi lo governa, in quanto suo rappresentante. Si tratta anche di una serie di piccoli sgarbi, chiamati Equitalia, tasse di processo per l’accesso ai processi fiscali, multe Ecopass multiple, schieramenti di vigili posti a far cassa nelle principali vie urbane. Venuto meno il principio di garanzia, è esplosa una lotta tra stato e cittadino. Il contratto sociale è stato strappato.
Del resto, il reinserimento dei privilegi è avvenuto perché i nostri politici si sono sentiti liberi di poterlo fare. La gente non è scesa in piazza. Il disprezzo non è una scusa per il disinteresse: negli spazi di apatia germogliano i soprusi. La democrazia è faticosa, e i diritti dei cittadini devono essere difesi con impegno e presenza. L’indignazione degli ultimi giorni lascia presagire che qualcosa è in arrivo, e auspichiamo che presto l’ élite dei governanti torni ad ascoltare i governati – le rivolte, come insegna il Medio Oriente, non portano necessariamente a maggiori gradi di democrazia.

Comments
Si ma notizie di qualcosa che si organizza contro il sistema e gli appartenenti c'è ?
Come anticipato anke nell'articolo, il contratto sociale e stato lacerato, strappato in 1000 pezzi! Speriamo che non dovremo' aspettare un'altra teoria roussoniana prima di dare il via ad una nuova rivoluzione quantomai necessaria! Certo è che questa società, incardinata sulle corporazioni ed interessi tanto forti quanto antichi, ai giovani non offre nessuna possibilità per il domani....Qua non si vuole essere catastrofici, ma davvero abbiamo tante, troppe analogie con la Francia del 1789....speriamo che un giorno potremmo emulare la presa della bastiglia, e magari garantirci -dopo un'inevitabile periodo cruento- almeno un secolo (ma anche 2)di prosperità a livello sociale economico e politico!!!
ITALIANI SVEGLIATEVI!!! ci stanno RUBANDO il futuro, invece di andare allo STADIO andiamo a MONTECITORIO e mandiamoli tutti a casa! perchè sono dei DIPENDENTI non solo INEFFICENTI ma anche LADRONI, con paghe e pensioni d'oro.... ed io CAMIONISTA DI TIR dovrei andare in pensione dopo 40 anni di DURO lavoro nel 2013, grazie a questi LADRONI andro' invece nel 2014 + 1 MESE. La nostra categoria non fa' parte dei lavori USURANTI..... e dopo ci chiamano i KILLER DELLA STRADA. Vista l'età giovanile dei nostri politici, dopo averli LICENZIATI... mandiamoli tutti un mesetto anche nell'EDILIZIA, per provare l'EBREZZA DELL'ALTEZZA e la "TEMPERATURA AMBIENTE" o in alternativa in fabbrica alla CATENA DI MONTAGGIO per vedere quanto resistono..... forse così ci LIBERIAMO DEFINITIVAMENTE DI LORO!!!!!!!!
"Inviato da Daniele il 22 luglio 2011 - 13:09"
Complimenti! Lei è riuscito a fare un bel discorsetto di ben 16 righe non dicendo assolutamente nulla !
Un raro esempio di pensiero "sotto vuoto".
Lancio un'idea...
Parto dalla constatazione della enorme potenzialità della rete e faccio appello ad un web developer di buona volontà che predisponga un sito/blog ove sia consentito ad ognuno di poter "spifferare" un privilegio/spreco di denaro pubblico, di cui sia a conoscenza.
Il sito dovrebbe raccogliere descrizione, ente interessato, possibile rimedio e costo annuale presunto.
Il risultato sarebbe la disponibilità di una sorta di "libro nero" degli sprechi (prodotto dalla vox populi) che permetterebbe di fare (per la prima volta) una manovra finanziaria mirata, senza tagli lineari (lavoro che avrebbero dovuto fare e non l'hanno mai fatto, i ministri finanziari fino ad oggi succedutisi).
Nel sito si potrebbe visualizzare un "TOTALIZZATORE" dei costi presunti "recuperabili" così da indicare, in tempo reale, l'entità di questa manovra finanziaria "partecipata".
Un sistema di RSS potrebbe fornire aggiornamenti agli abbonati.... anche sul cellulare.
Un pò di banner pubblicitari potrebbero compensare gli sforzi dei promotori.
Evviva internet.
Belle concrete osservazioni, e poi? Dall'alto della mia tenera quarta età suggerisco da anni ai giovani miei "allievi", di migrare. Di andare via dal paese classificato ad alto indice di corruzione (cf. Transparency International). Di andare e portare le loro capacità e competenze dove saranno apprezzate, pagate e tassate il giusto, senza sorprese, senza novità, senza un rapace apparato KLEPTO-BUROKRATICO che succhia soldi e li dissipa in sprechi,ovvero furti ai danni della comunità.
MA, c'è la famiglia, la mamma, la fidanzata legata al territorio, alle tradizioni, allo zabaione mattutino per i bamboccioni che passata una notte in disco, il mattino non si svegliano.
La rivoluzione culturale arriva con calma dalle classi lavoratrici di reddito accettabile, dalle famiglie ex-borghesi e lavoratrici plurireddito. Madre, Padre, e magari un nonno che malgrado l'età continua a lavorare, i figli via, all'estero sia come operai sia come professionisti, figli che imparano a vivere in uno stato dove c'è la certezza del diritto, ovvero delle regole,aspettiamo il loro ritorno. Ci penseranno loro.
Auguri a chi ci sarà e vedrà il cambiamento.
Oramai il vero potere (banche, multinazionali, alta finanza internazionale e sovranazionale) non ha più bisogno della politica nazionale (italiana, spagnola, greca etc) perché stiamo andando verso la formazione di un'elite politica, plutocratica e burocratica europea (Bruxelles e Strasburgo) franco-tedesca che impoverirà senpre di più i paesi periferici (Spagna, Italia, Grecia, Portogallo etc etc) rendendoli simili a paesi del terzo mondo e farà gli interessi e arricchirà sempre di più i paesi "core" (Francia, Germania, Benelux, Austria, Finlandia etc). Oramai il destino di un paese non dipende più dai politici, che negli ultimi 30 anni hanno perso sempre più potere a vantaggio dell'alta finanza, della speculazione internazionale, degli organismi e degli accordi internazionali, delle multinazionali. Io sono comunque ottimista nel futuro perché la nuova generazione di italiani è molto meglio della precedente (i cosidetti "baby boomers" nati negli anni 40 e 50) perché parla inglese, ha molti scambi ed esperienze internazionali, sa muoversi in un mondo globale, conosce l'Europa (siamo la prima generazione Erasmus, non dimentichiamolo) anche se ciò non toglie il mio euroscettiscismo e la mia sfiducia verso un certo tipo di istituzioni europee antidemocratiche (BCE, Commissione Europea etc).
complimenti, un'analisi geniale
Bravi ! Voi dell'inkiesta siete un acuto think-tank . Una intelligente lettura anticipata dei potenziali sommovimenti che si agitano nella società, magma questo che potrà anche condurre a esiti non scontati.
Le forze politiche, specie quelle che si autodefiniscono progressiste,sono del tutto impreparate.
Impreparate, perchè non più capaci di ascolto,ma soprattutto condannate dal loro stesso perpetuo tatticismo nel quale, in assenza di weltanshaung, inutilmente si trastullano si dilacerano.
Questa volta il cappello che tenteranno, come hanno sempre fatto, di mettere sui movimentismi non funzionerà.
Non sappiamo se i lussi saranno la scintilla. Personalmente ho il terrore di ogni disordine.
Il passato ci insegna che le classi dirigenti, specialmente quelle corrotte, hanno la capacità di capitalizzare anche il Caos. Solo un processo ordinato merita di essere intrapreso.
La sensazione è che non abbiamo ancora visto nulla. Fino ad ora gli hacker hanno dimostrato più destrezza tecnica che immaginazione sociologica. Colpire non è edificare. Ottenere dati è importante ma non basta. Occorre avere obiettivi di rilevanza sistemica, cercare i dati a partire da quegli obiettivi ed incrociarli per otterenere informazioni necessarie all'azione.
Faccio una domanda: a chi non interesserebbe sapere chi sono i Tarantini d'Italia, gli appaltatori che hanno vissuto della spesa dello Stato o protetti dalla concorrenza grazie a regolamentazioni comprate? Per non parlare del fatto che ancora non abbiamo avuto un MafiaLeaks o un BudgetLeaks, un sito per whistleblowers finanziari che ci permetta di recuperare evasione, patrimoni sommersi e perseguire la corruzione legata all'interazione pubblico-privato. Sono certo che in questo momento ci sarebbero moltissimi dipendenti pubblici onesti ansiosi di gettare luce sulle malefatte dei loro superiori, dirigenti corrotti che inquinano la vita economica italiana.
Inutile dire che potrebbero accedere al servizio solo coloro che potessero produrre documenti utili in un aula di tribunale. L'esposizione pubblica permetterebbe di raccogliere più risorse per il (ri)acquisto di titoli. In fondo uno Stato che fa default nei confronti degli impegni precedentemente presi nei confronti dei suoi cittadini, può, per la stessa ragione, chiedere a coloro che hanno vissuto della sua liberalità di finanziare il suo debito a tassi reali negativi (almeno fino a quando non avremo fatto le riforme).
In fondo cos'è il peggio che potrebbe succederci? Che ci retrocedano nella classifica della Banca Mondiale? Che ci piazzino dietro al Rwanda? Ci siamo già! In ogni caso lo Stato (o Equitalia) non avrebbero un ruolo nella vicenda. Sarebbero i cittadini a "chiedere" a quanti abbiano dimostrabilmente ricevuto benefici ingiustificati di farsi carico di detenere BTP per 12, 24 o più mesi.
complimenti a Stefano Casertano impareggiabile commentatore dell'attuale disagio sociale,
sottoscrivo ma aggiungo che non credo che questi politici sapranno riformare il paese: ottusi corrotti indeboliti da privilegi che perpetuano senza meriti e da passaggi generazionali che preferiscono i 'pupilli' a scapito dei meritevoli... e cosa che fa veramente ...azzare! continuano imperterriti a comportarsi male..
invito tutti a riflettere su questo aspetto; che valore dimostrano di avere, che considerazione hanno nei nostri confronti che stiamo sempre peggio; ci guardano con distacco dall'alto delle loro torri d'avorio; una serie di privilegi scandalosa in un paese in crescente difficoltà; si giustificano dicendo che non è questo il problema, e dov'è se non li dove si annida chi (stando comodamente seduto in poltrona) ci ha guidati in un vicolo cieco..
non è tutta colpa LORO mi auguro che anche quelli (e sono tanti) che hanno sfruttato le clientele politiche per entrare in una riserva protetta fatta di stipendi garantiti a vita e poco lavoro unitamente a quelli che vorrebbero fare la rivoluzione solo per entrarvi ( ma che rivoluzione è...), si rendano disponibili senza meschino ostruzionismo ad un nuovo patto sociale; dove tutti sono chiamati a pagare le tasse per un RAGIONEVOLE CARICO FISCALE che debba mantenere un RAGIONEVOLE STATO SOCIALE nei limiti di quello che possiamo permetterci, senza soffocare il lavoro l'iniziativa e la possibilità di salvare un guadagno decente per sé stessi e la propria famiglia.
credo che molto si potrebbe fare se solo ci fosse una generale presa di coscienza sulla situazione del paese, tutti assieme possiamo farcela o tutti cadremo nel baratro
ribadisco l' inadeguatezza dell'attuale classe dirigente, non credo che saranno loro a guidare il cambiamento, hanno già dimostrato quello che valgono
a questo paese manca un sogno e un leader e una nuova classe dirigente che sappiano guidarlo..
sacrifici in cambio di un sogno da realizzare.. un NUOVO RINASCIMENTO .. possiamo farcela
Questo paese non potrà reggersi a lungo su crescenti squilibri sociali
Io credo invece che la politica i suoi conti sappia farli bene. Conta solo il voto e quello e' necessariamente spartito fra i soliti noti PDL, Lega, PD, ... I politici sanno bene che la rabbia da sola puo' essere cavalcata. Daltronde, immaginando di andare alle urne domani quali serie opzioni restano all'elettore per una alternanza o cambiamento? Ci si dimentica che in democrazia l'unica arma e' il voto.
Un editoriale che, per la prima volta a quanto a me risulti, coglie perfettamente il senso profondo - le ragioni strutturali - di ciò che sta avvenendo. Complimento sinceri a Stefano Casertano.
L'unica cosa pienamente corretta e sensata che esprime questo articolo è riguardo al superamento del concetto di precarietà e della percezione di stacco forte tra posto fisso e non.
Il resto, da Spider Truman (deputato frustrato non rieletto in questo giro che cerca visibilità x le prossime elezioni raccontando storie note a tutti da anni e che si trovano ovunque per chi sa cercare) alle ipotesi di rivolta sono pianti che lasciano il tempo che trovano
In Italia il contratto sociale c'è sempre stato solo x alcune persone, e ora anche queste lo hanno perso.
L'unica soluzione è nel lavoro, quello vero, che molti italiani viziati dalle premiate ditte "Mamme, Famiglie & Co." non vogliono più fare, avendo preferito fin d'ora accontentarsi nell'usare il nulla che hanno sempre avuto. Questo non potrà essere più, perchè l'Asia incombe, e presto ne sentiremo tutti il vero peso su di noi.
Lavorare, lavorare, lavorare seriamente, evitare articoli che parlino di cose poco utili come questo, e raccontare per voi invece la vita quotidiana, che non è questa. Alla gente di questo non importa, o meglio non dovrebbe importare. Aiutate il mondo a far si che la gente si interessi delle cose che + contano.
Vita, Morte, Lavoro, Divertimento, Amore, Amicizia. Parliamo di questo, parlate di questo.
"L'unica soluzione è nel lavoro". > conosce qualcuno che sostiene il contrario? Io no!
"l'Asia incombe, e presto ne sentiremo tutti il vero peso su di noi"> Lei crede che agire in modo coerente e con una scala apprezzabile sia possibile senza uno straordinario lavoro di coordinamento? E chi dovrebbe coordinare questo gioioso sforzo nazionale? (lo dico senza ironia, perchè personalmente è così che lo vivo) La classe dirigente più ignorante e servile che l'Italia repubblicana abbia conosciuto? http://goo.gl/2lDmm
" Alla gente di questo non importa..." > sicuro di aver sondato un campione rappresentativo?
"...o meglio non dovrebbe importare" > Questa frase è francamente terribile. Spero di aver frainteso o che non sia un'atteggiamento diffuso. L'enorme gap di produttività che c'è tra noi e la Germania o il Giappone non dipende solo dal fatto che si lavori di più ma dal fatto che si lavori meglio.E questo è possibile solo si risolvono problemi strutturali che il singolo lavoratore, impresa o comparto non possono risolvere da soli. In assenza di queste riforme, mi creda, non le rimarrà tempo da dedicare al Divertimento, all'Amicizia e all'Amore e tutta la Vita sarà soltanto Lavoro fino alla Morte.
Saluti cordiali
Un amico spagnolo mi aveva spiegato che, da loro, la rivolta degli indignados è iniziata quando la popolazione si è resa contro che tra Zapatero e Rajoi (centro Sx e Centro Dx) non c'erano poi molte differenze, almeno per quanto riguarda la politica economica e (di riflesso) quella sociale. D'altra parte come non essere d'accordo ? Ad esempio, il Precariato è stato introdotto nel 1996 con il "Pacchetto Treu!" e poi, ulteriormente stimolato con la legge "Biagi", che di Biagi ha solo il nome dato che gli estensori (rimasti astutamente nell'ombra) sono ben altri ...
Da noi direi che, più o meno, ci stiamo avvicinando a quella fase.
Il Precariato non é ancora esploso per motivi demografici ma, con il progressivo impoverimento che colpirà le classi medio basse, farà un tutt'uno con la rabbia sociale che sta covando sotto la cenere. Basta andare al supermercato, in farmacia o salire su un treno, quel treno che sta - per la seconda volta nel giro di 7 mesi - per costarci ancora di più.
Buon autunno a tutti
p.s. sto facendo la lista dei sassolini(oni) da togliermi dalle scarpe.
Quella araba era PRIMAVERA perché erano i giovani a ribellarsi.
Quello italiano sarà un AUTUNNO perché siamo un paese vecchio e chi si ribella sono i 40-50enni improvvisamente impoveriti ed esclusi.
Questa è geniale. La copio in modo inverecondo. Cordialità.
Come non darvi ragione su tutta la linea.In effetti ho l'impressione che questa classe politica non abbia idea di quale rabbia stia montando in questo paese.E' un clima da resa dei conti senza dubbio.
La classe klepto-kratica dorme sonni tranquilli: è autoreferenziale, ovvero produce leggi e pandette, norme e regolamenti che come primo obiettivo hanno la difesa dei loro privilegi, ovvero furti alla comunità dei pagatori di tasse e balzelli. Giusto definirli oltreché ladri anche papponi, ovvero sfruttatori di fasce deboli della popolazione, mignotte incluse di stato o meno, sempre mignotte, con tutto il rispetto per la categoria, che in cambio di soldi, almeno ti dà qualche momento di relax. Loro no. Prendono soldi e ti restituiscono angoscia, malessere, incertezza e rabbia!
Auguri a chi si ribella, io sarò tra i rivoltosi!
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