La lotta all’evasione sarà efficace se lo Stato non sarà sopra alla legge
Oscar Giannino
«Tanti evasori totali nei decenni hanno trovato piena giustificazione del loro operato nel comportamento concreto di uno Stato ladro che si voltava dall'altra parte» scrive Oscar Giannino, uno dei promotori di "Fermare il declino”, commentando le parole di Monti. «Il contrasto agli evasori avrà altro successo se ne cambiamo insieme il fondamento, restituendo allo Stato un ruolo meno rapace e asimmetricamente "al di sopra della legge"»
(intervento originariamente pubblicato su Fermare il declino)
Mario Monti ha detto che l'evasione fiscale ci pone in uno stato di guerra, devasta l'immagine nazionale all'estero. È una considerazione aspra, per riflettere sulla quale mi aiuto con una pubblicità che oggi mi ha molto colpito. È a pagina intera sul Corriere della sera, è dell'azienda di filati e tessuti di Brunello Cucinelli, marchio che negli ultimi anni si e' affermato nell'alto di gamma di lane e cachemire associato al pregio di una fattura totalmente made in Italy. La pubblicità propone alcuni modelli che indossano capi Cucinelli, sul lungo ponte che collega Civita di Bagnoregio alla vallata sottostante. "L'essenza dell'etica si realizza nello Stato", declama il claim scelto da Cucinelli. Ma, prima domanda: è così ed è giusto pensarla così? Seconda domanda: a maggior ragione nell'Italia di oggi, è così? Perchè questa è una delle questioni essenziali legate alle parole di Monti sull'evasione.
La scelta di Cucinelli mi ha colpito, perchè conoscendo l'imprenditore e il progetto "umano" della sua impresa al quale tiene molto, sono rimasto quasi allibito da tale soprassalto hegeliano. Cucinelli persegue infatti un modello d'impresa-comunità di valori che affonda le sue radici per metà nello spirito olivetano degli ordini ecclesiali impegnati nel lavoro e nelle cose del modo - vedi come ha recuperato il borgo medioevale in cui l'impresa è insediata - e per l'altra metà nello spirito olivettiano, dell'indimenticato Adriano Olivetti che da decenni è simbolo di un fare impresa compenetrato alla condizione di soddisfazione e compartecipazione del lavoratore e dell'intera comunità di stakeholders (anche al costo di mandare l'impresa all'aria, è da sempre la mia critica a chi rimpiange Olivetti come imprenditore "comunitarista"). In altre parole, il modello-Cucinelli mi è sempre sembrato tutt'altra cosa che un inchino allo Stato, espressione realizzata della suprema etica civile, intesa come quella pubblica e decisa dallo Stato.
Com'è ovvio, per chi come me si è fortificato negli anni nella convinzione hayekiana, lo Stato per definizione non è affatto l'ente che realizza l'essenza dell'etica. Lo Stato è solo il criticabilissimo e transeunte attore che cristallizza in norme, regolamenti, reti di competenze e autorità pubbliche, amministrative e giudiziali, l'evoluzione di un patto sociale che non è affatto liberamente contratto dai cittadini, sui quali lo Stato esplica la sua sovranità. Le verifiche del fondamento di sovranità delegata avvengono ormai a secoli di distanza, non siamo più ai frequenti rivolgmenti costituzionali delle "Trenta Gloriose".
Ma non voglio tediare nessuno con le mie convinzioni in teoria di filosofia del diritto. Basti dire che per chi la pensa come me per definizione lo Stato non è, non deve e non può essere quel che sta scritto nella pubblicità Cucinelli. Tanto meno poi quando lo Stato di cui si parla non è lo strumento generale inverante lo spirito della storia di cui parlavano Hegel, gli idealisti e gli organicisti romantici incubatori del nazionalismo successivo. Quando dall'empireo delle idee scendiamo al concreto e parliamo dello Stato italiano di oggi, allora la frase di Cucinelli è ma-ni-fe-sta-men-te falsa, qualunque cosa possiate pensare di Hegel e di Hayek.
Lo Stato italiano è ladro di immani risorse e con le sue norme e la sua griurisprudenza asimmetrica pone il suo furto al di sopra delle impugnative e rivalse ordinamentali che dovrebbero essere riservate a noi cittadini che non tali non siamo più, stante che siamo regrediti alla condizione di sudditi.E ciò è purtroppo ancor più pazzescamente vero proprio nella materia tributaria di cui parla Monti. Il premier ieri ha evocato la guerra proprio per giustificare le "misure forti" - così le ha chiamate - messe in campo contro gli evasori fiscali. Ma qui non siamo affatto di fronte ad alcune forzature recenti, introdotte perchè gli evasori nella loro pervicacia non abbassano le penne. Lo Stato da decenni ha organizzato la struttura del suo prelievo e della sua spesa in maniera opaca e discrezionale, da sempre non rispetta la Costituzione agli articoli 23 e 53 che disciplinano i fondamenti del fisco, lo Statuto del contribuente, il fondamento costituzionale al diritto a un equo giudizio da parte di un giudice terzo, prassi sconosciuta al contenzioso tributario.
Lo Stato fiscale italiano nasce come ladro, non lo diventa per reazione ai cattivi evasori. Tanti evasori totali nei decenni hanno trovato piena giustificazione del loro operato nel comportamento concreto di uno Stato ladro che si voltava dall'altra parte. È probabile che l'imprenditore Cucinelli pensi di svolgere un ruolo da pubblicità-progresso, associando il suo marchio all'inno statalista. Gli faccio i mie auguri. Ma un premier dovrebbe saperlo che solo con un nuovo patto riscritto dalle fondamenta tra Stato e contribuenti, chi sta al comando pubblico potrà forse un domani dare ai contribuenti dei ladri. Perchè al momento chi spoglia di più il Paese è lo Stato, e chi ne è alla testa dovrebbe non dimenticarlo mai. Il contrasto agli evasori avrà altro successo se ne cambiamo insieme il fondamento, restituendo allo Stato un ruolo meno rapace e asimmetricamente "al di sopra della legge"!

Comments
Dopo la lotta all'evasione, passeranno alla lotta al fatturato i compagni.
@Franco: Il fatto che le tasse siano troppo alte rispetto agli altri paesi Europei e' un fatto. Considerando gli immensi sprechi e spese inutili dello stato italiano ci sarebbero i margini per ridurre la tassazione sul lavoro e sulle imprese dando un po' di respiro al tessuto produttivo del paese.
Il problema qui e' un altro, e riguarda la concezione dello stato di Giannino e di FiD. Perche' il senso di questo articolo e' che lo stato impone la tassazione al cittadino ed e' percio' un furto a prescindere dal livello di tassazione stesso e dall'uso che lo stato fa delle risorse raccolte. Questa e' una visione del ruolo dello stato assolutamente legittima, ma se questa e' la visione di FiD bisognerebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente, altrimenti si prendono in giro quelli che, come me, sono almeno in parte d'accordo con le politiche economiche proposte dal manifesto.
Bravo Oscar. Lo stato ladro sta distruggendo il Paese. Bisogna agire prima di essere costretti tutti a fuggire.
Pubblicato ieri o l'altro ieri sul Corriere:
http://imageshack.us/photo/my-images/835/ladrie.jpg/
Poi Giannino ci spiega chi sono i ladri, in questo Paese...
@Davidin
Non potrei essere più d'accordo.
Ci mancava pure il Tea Party de noantri.
Tra un po' arruolano la Santanchè e ce la spacciano per la Palin.
Quindi, fatemi capire: uno dei tizi che vorrebbe salvare "l'Italia da declino" parte dal presupposto che "lo Stato italiano è ladro", e nasce come tale. Chiaramente nemmeno una-parolina-una sugli evasori che, quelli si, sono ladri e criminali.
Ci sarebbe quasi da ridere, se non ci fosse da piangere.
Questo pezzo non è che l'ennesima rifrittura dell'esortazione all'evasione fiscale, ossia a delinquere, di berlusconiana memoria. E questa roba ci dovrebbe salvare da declino ?
Del resto da Giannino che cosa ci si potrebbe aspettare? Conservo ancora gelosamente il suo famoso editoriale all'indomani di Fukushima, in cui magnificava la sicurezza dell'energia nucleare...
Se questi sono quelli che ci devono salvare, stiamo freschi, freschissimi...
Giannino ha ragione: affamare la bestia! Lo stato con tutta la sua incapacità di dare giustizia, sanità, ordine pubblico ecc. ha fallito, lo dicono 150 anni di storia. Fate un confronto con qualsiasi altro paese civile, aprite gli occhi! I cittadini devono dire basta.
@Davidin: Lo stato non è cattivo a prescindere se si parla di altri paesi, ma in Italia lo stato è certamente cattivo
Novantaminutidiapplausi!!
Monti vuole fare la guerra all'evasione con un ministro (passera) che ha una pendenza col fisco?!
Più coerenza non farebbe male!
Giannino è solo uno dei tanti ideologi neoliberisti (alle vongole) di questo disgraziato paese...quindi gli evasori sono giustificati..e chi paga le tasse in questo paese è un povero coglione? Ma vergognati buffone...
io non posso evadere. ma se potessi lo farei. perche pagare tutte queste tasse per mantenere uno STATO parassita? comincino da loro, è poi possono veneire anche sulla mia piccola pensione. tanti ticket gratis? pensioni sociali a go gò. ma scusate come hanno vissuto questa gente per 65 anni? e poi tutti a giocare lotto, gratta e vinci e chi più ne ha più ne metta. bravo chi può ed e capace di evadere. 30mila euro di pensione ad amato? 40mila a dini? ma per favore chiudetevi nel cesso a vita se avete ancora un pò di dignità.
quello che non sopporto degli evasori,e' che ora che le cose gli vanno male,(quando andavano bene stavano zitti),spesso e volentieri inveiscono contro i dipendenti pubblici chiamandoli di volta in volta fannulloni parassiti privilegiati etc...dimenticando che loro(gli evasori)hanno rubato alla grande e hanno sfruttato la cosa pubblica (scuola servizi sanita' etc...) gratuitamente.e' vero che l'Italia e' infestata ormai da parassiti e che la meritocrazia e' una parola sconosciuta,ma questo e' dovuto al fatto che la politica e il marciume e' talmente infiltrato nel tessuto sociale da aver contaminato ormai tutti.mi auguro non che gli evasori paghino le tasse(non servirebbe,come non servirebbe licenziare i dipendenti pubblici,poiche' l'Italia e' malata terminale),ma che stiano almeno zitti visto che stiamo affondando tutti costretti, amici e nemici ,in un abbraccio mortale.
La cosa che non sorprende affatto e' che un gruppo di seri e competenti professori universitari (aggiungiamoci pure i giornalisti e gli esperti di finanza aziendale e non) si sia potuto aggregare con un simile carrozzone ideologico.
Com'è ovvio, per chi come me si è fortificato negli anni nella convinzione hayekiana ....
Accipicchia, con questa mirabolante credenziale Giannino si rivela per quello che é: un autentico e dogmatico Pasdaran che venera il fantomatico Dio Mercato (nella sua accezione austriaca), ovvero un Deus ex machina che - in vitro - miracolosamente tutto aggiusta e regola, mentre, nella realtà fa danni (infatti possiamo oggi assistere in diretta ai guai da questo prodotti)
Come si può constatare, gratta, gratta, al di là delle belle parole iniziali, quando si va al sodo si possono scoprire anche gli altarini.
Alla larga !
Sarebbe interessante vedere il rapporto tra contribenti ed imprese nei vari stati industrializzati . Comunque lo stato deve cominciare a fare pulizia in casa propria. Esiste una mappatura delle società offshore di Eni, Enel, Finmeccanica?. Sono i nostri governanti in grado di mappare il tessuto industriale per capire la differenza tra l'incasso dovuto e l'effettivo?Eppure non è un esercizio difficile. Si confrontano società simili e, opportuanemente parametrate, si misura il diverso apporto contributivo che la società versa allo stato di appartenenza. Esempio una società eletrica, una petrolifera, una banca, etc versano di più o di meno allo stato di appartenenza?
Giannino datti all'ippica si diceva una volta, Cambia spacciatore si dice ora
Quindi questa sarebbe la filosofia su cui si basa "Fermare il Declino"? "Starving the beast" perche' lo stato e' cattivo a prescindere?
Inoltre, che differenza c'e', a parte una spruzzatina di pensiero libertario, tra questo articolo e Berlusconi che "autorizzava moralmente ad evadere" se le tasse erano troppo alte? Discutiamo pure della pressione fiscale, che anche io penso sia troppo elevata, ma discutiamone in maniera seria! Spiegate come intendete sviluppare nel concreto i vostri dieci punti, piuttosto.
La cosa veramente stupefacente e' che un gruppo di seri e competenti professori universitari si sia potuto aggregare con un simile carrozzone ideologico.
Senza voler rispondere a nome di altri perché sono solo un lettore, Davidin dovrebbe fermarsi a riflettere su un paio di punti, prima di commentare riprendendo implicitamente la vecchia favola del "pagare tutti per pagare meno", e i punti sono i seguenti:
1) La lotta all'evasione non ha nulla a che vedere con l'equità, ma con il gettito. Se ha successo l'effetto netto è quello di accrescere la pressione fiscale, non di ridurla e nemmeno di mantenerla allo stesso livello. E' questo che vuole Davidin? Fare come il famoso marito che per dispetto alla moglie se le tagliò? Oppure il suo dire che la pressione fiscale è troppo elevata è solo "lip service"?
2) Quello che Giannino dice in questo articolo è che lo Stato ha il dovere di porsi sullo stesso piano del contribuente e che questi non deve essere trattato come se fosse un potenziale mascalzone. Roba da pericolosi libertari? Oppure elementare rispetto per i cittadini?
Mah, l'impressione è che Giannino non voglia tanto uno Stato "non al di sopra della legge", bensì uno Stato "al di sotto dei ricchi".
Cioè uno Stato che non tassi chi guadagna (onestamente o meno) molto.
Saluti,
Mauro.
Mi sarei aspettato che Giannino motivasse maggiormente l'affermazione "lo Stato è ladro". Invece si limita a dire che è al di sopra della legge e non rispetta la Costituzione, senza giustificarle.
Uno che ogni anno bussa alla tua porta e ti prende la metà di quello che hai faticosamente guadagnato aniche a costo di farti crepare come lo chiami ?
L'evasione nell'economia è dettata dall'istinto di sopravvivenza e scatta nel momento in cui il rischio a cui ci espone rinunciando alla somma evasa supera il rischio di essere beccati e puniti.
In altre parole se le tasse fossero ad un livello giusto (pressione fiscale tot <30%) nessuno si sbatterebbe caricandosi dei rischi e delle ansie di evadere.
La legge per funzionare deve incentivare i comportamenti buoni non punire i cattivi.
È molto più facile e meno dispendioso chiedere ai buoni di mostrarsi per essere premiati che controllare, scovare, giudicare e punire i cattivi.
Nel nostro paese al contrario ci si ostina a regolare, regolamentare, limitare sulla carta senza pensare a come e con quali risorse far rispettare queste norme quando invece basterebbe in tanti casi solo premiare chi merita per stimolare le buone abitudini.
La miglior lotta all'evasione la si combatte facendo vedere che i nostri soldi non vengono, per gran parte buttati nel cesso di un esorbitante numero di deputati, senatori, pubblici amministratori che, trombati alle elezioni vengono remunerati con l'ingresso in consigli di amministrazione vari.
La si combatte evitando di finanziare regioni (a statuto ordinario o speciale) che dilapidano soldi in regalie elettoralistiche varie. O risanando bilanci di aziende decotte.
Francamente comprendo tedeschi e governi del nord Europa contrari ad elargire aiuti a paesi spendaccioni e mal amministrati.
E dire che i tedeschi dovrebbero provare gratitudine per i nostri governanti, ottimi acquirenti delle loro vetture sui cui sedili poggiano le loro teste pensanti ...
In realtà il cuoio su cui poggiare le terga sarebbe quello delle nostra scarpe.
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