1980-2010: i lavoratori raddoppiano, ma a guadagnarci è la rendita
A cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini
Fra il 1980 e il 2010, la percentuale dei proventi destinati al lavoro (salari e stipendi), rispetto a quella per il capitale, è progressivamente diminuita (-7%) nei Paesi ad economia avanzata. Così, mentre cresce il numero di chi lavora, da 1,7 miliardi a 2,9, i lavoratori guadagnano sempre meno. Tutti i dati nella nostra infografica.
È vero, fortunatamente India e Cina hanno portato parte della loro popolazione fuori dalla povertà. La ricerca di McKinsey («The world at work: Jobs, pay, and skills for 3.5 billion people») lo mostra chiaramente: la quantità di lavoratori nel 1980 era pari a 1,7 miliardi ma nel 2010 è salita a 2,9 miliardi.
Un numero che, dice la ricerca, spiega la pressione sui lavoratori meno qualificati dei paesi avanzati e soprattutto sui loro salari. Perché intanto le grandi imprese mondiali hanno fatto massicci investimenti in tecnologia creando una domanda di lavoratori qualificati più alta di quanto il sistema universitario riuscisse ad offrire. La combinazione di questi due fattori ha costituito un'allargamento delle ineguaglianze e ha rafforzato il lavoro rispetto al capitale: nello stesso arco temporale, 1980-2010, la quantità di reddito globale (overall income) andata al lavoro è scesa del 7%.
In India il 70% dei cittadini hanno ancora solo la licenza elementare (e in Cina il 35%) ma nei prossimi anni India e Cina sforeranno circa 200 milioni di laureati. Così l'Asia diventerà centrale anche per capitale umano e innovazione mentre noi europei diventeremo sempre più vecchi. Nelle economie avanzate 12 milioni di lavoratori qualificati andranno in pensione prima del 2030. Per mantenere una crescita dei salari saranno quindi necessari rapidi miglioramenti della produttività. Secondo McKinsey, a questi tassi di participazione al mondo del lavoro, solo per mantenere il tasso di crescita di produzione per addetto, in Italia, Spagna, Grecia e Portogallo sarà necessario un aumento della produttività dell'1,4% l'anno - più del doppio di quanto avvenuto in questi ultimi trent'anni. I lavoratori non qualificati in eccesso in giro per il mondo, nei prossimi 10 anni, saranno 90 milioni, facendo scendere ulteriormente i salari. Un ultimo dato: nel 2030 i lavoratori nel mondo saranno intanto saliti a 3,5 miliardi.
: lavoratori / lavoro

Comments
Direi che il mondo dovrebbero in questo momento di smettere di far nascere i figli nel mondo almeno per pochi anni perchè nessuno si accorge che il mondo di oggi non più come prima di costruire un futuro migliore.
Cosa avete intenzione di fare, di ucciderne un po' per tornare ai valori del 1980?
L'aumento della massa di lavoratori è dovuta chiaramente all'esplosione demografica nel sud del mondo. Chiaro, ci sono molti più lavoratori che nel 1980, ma che tipo di lavoratori? L'aumento della popolazione lavorativa è avvenuta di norma nei paesi più poveri, meno alfabetizzati, meno tecnologici, quindi con bassissima produttività. Un conto è avere un boom demografico nell'Africa Subsahariana, in India, nel mondo arabo, in Sudamerica come oggi, un conto era averlo in Europa, Nordamerica, Russia e Giappone come cento anni fa (ovvero i paese più avanzati dell'epoca). La qualità conta. Ma in Italia siamo troppo catto-comunisti per capirlo.
Dal '75 ad oggi la quota di denari destinati al lavoro, nei paesi occidentali, è scesa di 7 punti percentuali...circa un nono....e questo che dimostra? Il potere d' acquisto dei lavoratori occidentali è sceso o è aumentato?
Ottima cosa, tranne la svista segnalata già dal commento precedente...
Si tratta della premessa essenziale per capire la crisi attuale, senza non si comprendono debiti (pubblici e privati) e relativa finanziarizzaizone/bolle, e l'attuale catastrofe.
Se ne esce solo con 1) una prospettiva di crescita basata sui salari; 2) un salvataggio massiccio dei debiti tramite un'azione di garanzia della BCE (non certo i palliativi della Merkel). La seconda cosa non sarebbe credibile o davvero efficace se non fondata sulla prima. La seconda non arriverebbe in tempo a salvarci dalla rovina senza la prima.
Mi sembra ci sia un problema nell'attacco... il primo periodo considerato, di aumento reddito da lavoro arriva forse al 1980 e tocca punta massima in 1975... poi da 1980 a 2010 calo? e si inverte con la rendita? capisco bene?
Gentili redattori, solo una osservazione marginale:
utile la vostra infografica su ricchezza e lavoro ma forse sarebbe il caso di modificare il "sommario":
" Fra il 1980 e il 2010, la percentuale dei proventi destinati al lavoro (salari e stipendi), rispetto a quella per il capitale, è progressivamente aumentata nei Paesi ad economia avanzata fino a toccare il massimo nel 1975"
Se i dati partono dal ''70, forse sarebbe meglio sostituire 1980 con 1970. Se mantenete il periodo1980-2010 forse non va segnalato il picco che appartiene a un periodo precedente
scusate la pignoleria
un caro saluto, auguri e complimenti per il vostro lavoro
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