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“Ma il mio numero è su Facebook!”: scoppia il caso

Federico Formica

In questi giorni in molti hanno scoperto che la nostra rubrica telefonica non è solo nostra. È un po' anche di Facebook e spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Ma soprattutto, non lo sanno i nostri amici e parenti che si ritrovano “schedati” sui server del più grande social network del mondo senza aver dato il via libero a nessuno. Tutta colpa della sincronizzazione tra smartphone e l'applicazione mobile di Facebook. E secondo alcuni esperti ci sarebbero gli estremi per un'azione legale. 

La nostra rubrica telefonica non è solo nostra. È un po' anche di Facebook e spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Ma soprattutto, non lo sanno i nostri amici e parenti che si ritrovano “schedati” sui server del più grande social network della Terra senza aver dato il permesso a nessuno. Tutta colpa della sincronizzazione tra smartphone e l'applicazione mobile di Facebook. Quello strumento che – tra le altre cose - ci mostra lo status e l'ultima foto del profilo dei nostri amici dentro la rubrica telefonica del cellulare. Il problema è che in cambio, il nostro telefono “dona” al social network tutti i nostri contatti (fissi o mobili pari sono), che a sua volta li ordina meticolosamente nella nostra pagina Facebook.

Per sfogliarli basta andare su “account”, poi su “modifica amici” e, sul menu a sinistra, su “contatti”. In realtà, chi non ha effettuato la sincronizzazione si ritroverà solo poche decine di numeri di telefono: quelli inseriti di proposito dai nostri amici al momento della registrazione. Fin qui è tutto regolare. Anche se in molti casi, quei numeri non li abbiamo mai chiesti di persona all'interessato. Bene: da domani potremo chiamarli e loro non potranno lamentarsi, visto che hanno acconsentito loro stessi alla condivisione.

Il discorso cambia quando su Facebook cominciano ad apparire anche i cellulari di persone non iscritte al social network. Nostro padre, nostra zia, l'amministratore di condominio, l'operaio che ci ha riparato il tetto. Antonino Polimeni, avvocato ed esperto di privacy lo considera «il più grande censimento telefonico di tutti i tempi». Perché è vero che quei numeri di telefono può vederli solo il titolare dell'account, ma è anche vero che quei dati si trovano sui server di Facebook. Un po', sono anche di Mark Zuckerberg.

«E questo viola il nostro codice della privacy – continua Polimeni - che prevede un principio molto semplice: per trattare dati sensibili di privati cittadini è necessario il consenso esplicito». Insomma, Facebook ha nome, cognome e numero di cellulare di persone che non gli hanno mai dato l'autorizzazione all'utilizzo dei dati personali.

Secondo l'avvocato reggino, nel diritto italiano questa vicenda porterebbe a un numero imprecisato di cause civili contro Facebook. «Non si può prevedere l'esito di questi eventuali procedimenti, ma è sicuro che ci sarebbero le basi per intentarli», anche perché il social network possiede anche un dominio .it. E per attivarlo ha dovuto accettare la normativa italiana tramite la Lar (lettera di assunzione responsabilità).

Ma la questione è ancora più ampia. Investe i nostri diritti di cittadini europei e anche il nostro buon senso. Luca Bolognini, avvocato e presidente dell'Istituto italiano per la privacy, mette l'accento su una pratica che è ormai abitudine tra i colossi del web: «Per l'ennesima volta Facebook ha modificato le condizioni della privacy. E gli utenti sono stati avvertiti solo a cose fatte». La normativa europea è chiara: per cambiare le regole del gioco bisogna prima informare gli interessati. Non solo: bisogna anche ottenere il loro consenso. Facebook non potrebbe comportarsi così con i suoi utenti del vecchio continente. La domanda è sempre la stessa: il gigante di Palo Alto potrebbe essere portato in tribunale? Secondo Bolognini sì: «La nostra normativa sulla privacy si applica agli operatori extra-Ue solo se questi utilizzano strumenti in territorio europeo. Per 'strumento' si intende anche un cookie. E Facebook li usa». I cookie sono quei piccoli file di testo che quasi tutti i siti web installano nei computer per memorizzare alcune nostre informazioni.

Ma al di là dell'aspetto legale c'è un problema di cultura. Quando sincronizziamo le nostre rubriche mail o telefoniche sui server di Google, Facebook, Yahoo e via dicendo, nella cassaforte di questi colossi immettiamo dati che non ci appartengono. «Proprio questo è il punto: ognuno è libero di fare ciò che vuole con la propria privacy. Ma non con quella di terze persone» conclude Bolognini.

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Commenti

caspita è vero! io sono piuttosto attento alla mia privacy, ma FB mi aveva silenziosamente fregato!
ci ho messo un po' a trovare il tutto e poi... ho cancellato tutti i nr...
cmq così non si fa...

Questo e' quello che vedi tu, ma in realta' Facebook quei dati se li tiene e li usa pure. Io non mi sono mai iscritto proprio perche', in quanto professionista di Internet da ormai 17 anni, so come questi siti sono nati e so come usano tutto cio' che ci viene caricato; cio' nonostante, faccialibro mi ha piu' volte mandato in mail inviti ad iscrivermi, aggiungendo in fondo un bel riquadro con tre nomi di iscritti che secondo loro sono miei amici... e purtroppo era vero: li conoscevo tutti! Come ha fatto Facebook ad arrivare a me, estraneo, e a mettermi in relazione con quelle persone? semplice, quella gente ci aveva sincronizzato dentro la propria rubrica email, dove compaio con nome e cognome, ed ecco che magicamente Facebook conosce me, conosce i miei amici/parenti, ed analizzando le LORO preferenze e tutto cio' che LORO fanno puo' anche farsi un'idea di cosa piace A ME e, Dio non voglia, persino di come la penso su tante cose.

I cosiddetti social-network come Facebook, MySpace, ma anche la rete di servizi Apple e tutte queste belle cose qua, sono tutti creati come giganteschi "carpitori" di informazioni personali, che possono rivendere a chiunque perche' iscrivendosi si da' il proprio consenso - come pensi che possano campare fornendo un servizio gratis? proprio mettendo a disposizione di aziende i loro utenti, pecore pronte ad essere colpite da campagne di marketing mirate. E' il Grande Fratello, bellezza: Internet di per se' e' difficilmente tracciabile fino in fondo, ma una volta che entri in questi giganteschi scatoloni colorati diventi un insetto sotto la loro lente di ingrandimento, con tanto di numero di matricola stampato sul groppone. E finche' la lente e' solo quella dei markettari pazienza, ma pensa che figata usare tutti quei dati (e il social network tout-court) a scopo di controllo sociale - in Cina gia' lo fanno.

Anche Linkesta puo' fare lo stesso: lasciando questo mio commento, ho lasciato il mio nome e cognome e il mio indirizzo email, che volendo possono semplicemente cercare su Google (altra piovra niente male) e farsi un'idea di chi sono e quali interessi ho - per questo ho usato un'identita' fittizia, sorry guys :)

E non parliamo poi degli acquisti via bancomat/carta di credito, anche li' siamo tracciati abbestia e il supermercato puo' conoscere nome e cognome di chi ha appena comprato un pacco di spaghetti n.5 - con la scusa della lotta all'evasione, la progressiva scomparsa dei contanti puo' essere un altro modo per essere continuamente tracciati, oltre ai cellulari. E non parliamo poi dei simpatici RFID appiccicati alla roba che compriamo, nati per la gestione magazzino e per l'antitaccheggio ma gia' si sta lavorando per renderli capaci di tracciarti per un bel po'. E non parliamo poi ecc. ecc. ecc., the sky is the limit.

Pure a me non succede...

Sarà, ma a me non succede. Ho sincronizzato la rubrica, ma trovo solo i numeri di chi, nel suo profilo facebook, ha deciso autonomamente di inserire il cellulare ed ha deciso di mostrarlo a tutti. Il numero di chi non l'ha inserito nel profilo di facebook o di chi non lo mostra pubblicamente,non compare nella mia lista contatti. Così come ho numeri in rubrica di persone che non hanno profilo su Facebook e, ovviamente, non compaiono per nulla su facebook.
E così anche per mia moglie ed un paio di colleghi e le loro rubriche telefoniche sincronizzate con l'account facebook.
MAH!!!!

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