Opinione di Enrico Zanetti*

Il governo Monti? Si muove soltanto sotto minaccia dell’antipolitica

Nonstante l’intervento di Monti a Piazza Pulita abbia ancora una volta dimostrato il suo spessore, scrive Enrico Zanetti, direttore di Eutekne.info, soltanto l’antipolitica emersa dalle ultime amministrative ha accelerato le misure per sbloccare i crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pa. Per il resto questo governo dei tecnici non è altro che il custode dello status quo. 

Mario Monti

L’intervento di Mario Monti alla trasmissione televisiva di La7, “Piazza Pulita”, lo scorso giovedì sera, ha evidenziato una volta di più l’aplomb e l’oggettivo spessore dell’attuale Primo Ministro.
Tanto di cappello, per la scelta dello scorso novembre, al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Se Luigi XVI, dopo l’ennesima gaffe di Maria Antonietta, avesse a suo tempo nominato come reggente un Mario Monti, la presa della Bastiglia sarebbe probabilmente avvenuta due o tre anni dopo.
Il punto, però, è che, alla fine, sarebbe comunque avvenuta. Al netto del Ministro Fornero, cui va ascritta l’unica misura coraggiosa diversa dalla pura e semplice introduzione di imposte (il retributivo per tutti, quanto meno pro rata: misura assai tardiva rispetto al 1995, ma certamente non per sua colpa) e cui va riconosciuto di essere la sola ad esprimersi con chiarezza sulla necessità di una parificazione di trattamento tra pubblico e privato, in termini di mobilità e licenziamenti, questo Governo è per il resto la migliore vestale possibile dello status quo.

A novembre 2011 non vi era dubbio che vi fosse da salvare l’Italia dal default. Il salvataggio, tuttavia, doveva costituire il prologo per la radicale trasformazione del suo apparato pubblico e di rappresentanza politica, non per la sua preservazione nei limiti del politicamente sostenibile.

Proprio i recenti decreti emanati dal Governo, per dare finalmente attuazione alla possibilità per le imprese di compensare i debiti iscritti a ruolo con i crediti che esse vantano nei confronti della pubblica amministrazione per le forniture eseguite e non pagate, sono un accadimento tanto eccellente quanto rivelatore. Meno di un mese fa questa ipotesi è stata ascritta dal tra quelle meritevoli di suscitare indignazione. Cosa è successo in mezzo? La ripresa dell’economia?

No, solo il consenso popolare alle elezioni amministrative per un movimento che si dichiara apertamente antisistema, oltre ad analoghi smottamenti elettorali in occasione delle elezioni politiche di altri Paesi europei. E poi dicono che l’antipolitica fa male. Un Governo tecnico si presume non gestisca il consenso popolare, ma faccia quello che si può fare, se ci sono le condizioni tecniche per poterlo fare.

Questi decreti sono però la prova provata che, anche per questo Governo tecnico, la bussola, per discernere ciò che si può fare da ciò che non si può fare, è evidentemente il consenso politico.
Seppur, va detto, con un’ottica diversa: non quella della destra, sinistra o centro, ma quella del Palazzo rispetto a chi ne è fuori.
Fino a quando il sistema regge, nell’eterno gioco delle finte contrapposizioni tra partiti, si tira la corda con i sudditi.
Quando è il sistema stesso a rischiare di venire messo in discussione, l’impossibile diventa possibile e l’inattuabile diventa attuabile.

Per forza, se l’approccio è questo, il risanamento si fa a colpi di tasse e la spending review si usa invece con il contagocce.
Per forza, si liberalizzano settori dell’economia privata che magari sono già assai liberi nei fatti e non si incide sulla struttura dello Stato e del parastato. Per forza, ci si scatena nella lotta all’evasione a colpi di decreti e spettacolarizzazioni e si procede al rallentatore sul fronte della lotta alla corruzione. Per forza si riforma il mercato del lavoro privato e ci si muove con i piedi di piombo sul pubblico impiego.

L’Italia non può certo permettersi il lusso di un ritorno dei partiti che l’hanno portata nel vicolo cieco in cui si trova, ma non può nemmeno sperare di uscirne affidandosi a un Governo tecnico che, ormai è evidente, nella maggioranza dei suoi componenti interpreta il proprio mandato come quello di nume tutelare, per quanto politicamente possibile, dello Stato a discapito del Paese. Serve la sintesi di una società civile che, pur non essendo organica al sistema, abbia sufficiente lungimiranza per sapere che esso va profondamente riformato, non qualunquisticamente abbattuto. E serve assai più in fretta di quanto non si creda.

*direttore di Eutekne.info
 

 

Comments

miguel's picture
Inviato da: miguel
26 May 2012 - 19:03

Un dettaglio (non nei contenuti economici, finanziari e politici) :)
Il retributivo o il contributivo per tutti?

Toro's picture
Inviato da: Toro
26 May 2012 - 16:10

Ma davvero c'è qualcuno che credeva che il presidente della Bocconi, parodia italiana del neoliberismo senza regole, avrebbe presieduto un governo vicino agli interessi dei cittadini e non delle banche e delle multinazionali?

repo's picture
Inviato da: repo
26 May 2012 - 13:15

Giusto l'articolo e giusto il commento di Giuseppe.
Dopo un inizio promettente, il governo Monti si è impantanato sulla riforma più importante da fare in Italia: il drastico ridimensionamento del costo della politica tutta, vergognosa per i livelli raggiunti.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
26 May 2012 - 13:12

Non credo proprio che al Governo sia necessario il consenso pubblico, in quanto non si presenterà alle prossime elezioni. Bisogna rendersi conto che Monti sta facendo molto bene, sta cercando di sistemare i conti del paese, anche con politiche impopolari (pensioni, riforma del lavoro), e ora dovrà intervenire sulla crescita con politiche in aiuto di imprese e aumento dei consumi sul mercato interno (prodotti italiani), da parte delle famiglie. gli italiani diano un aiuto, COMPRINO PRODOTTI ITALIANI, invece di comprare auto tedesche, prodotti alimentari francesi etc etc...

Serena's picture
Inviato da: Serena
27 May 2012 - 17:23

Ma quale cosa, Monti sta facendo bene?? Quello di mettere tasse su tasse, e addirittura sull'unico vero bene che è rimasto agli italiani...quello della casa? Ma per favore, non prendiamoci in giro!
Come è possibile rialzare l'economia se non ci sono i soldi? E come è possibile dire alla gente: "Gente comprate"... se non ci sono i soldi? E se non ci sono i soldi perchè aumentare le tasse? Non vedo la logica..
Molto bello però il discorso: Comprate Prodotti Italiani!! Molto bello davvero, anch'io mi associo, anzi, non compro finchè non ho la certezza (documentata) che il prodotto sia veramente italiano, sia alimentare, che di vestiario! Non sopporto più mangiare alimenti che oltre tutto (senza entrare nel merito della qualità) arriva sui nostri mercati vecchia o addirittura acerba e che x mangiarla devi aspettare più di una settimana, ma alla fine avvizzita e solo pronta per essere gettata!
Non ne posso più di tessuti ultra sintetici, ultra gommati che di lana e di cotone non c'è neppure l'ombra, e quando in estate ci sudi dentro sei costretta anche aspirare il nauseante odore chimico che esala!
Non sopporto più indossare abiti dall'aspetto sciacquino, e questo purtroppo, vale anche per gli uomini...Abbiamo perso di vista il nostro antico gusto, l'eleganza, che era l'emblema indiscusso ma anche invidiato in tutto il mondo!
Che altro dire, c'è solo scontentezza, sia ad essere giovani che vecchi, il mondo sta davvero cambiando in tutte le sue forme, ma è solo colpa nostra perchè abbiamo consentito da troppo tempo di chiudere gli occhi, accettando che una parte politica desse il "via" non solo all'invasione umana, ma più tardi, di conseguenza, all'introduzione dei mercati stranieri di cui noi, in definitiva, non avevamo bisogno perchè AMBITI da sempre nel corso della storia, sia nell'arte, nella moda che nell'alimentare!
Ma ahimè, sopratutto con l'introduzione dell'euro il nostro buon nome è stato sacrificato a beneficio di altri paesi. Basterebbe poi pensare alla moda! Ora ci vestiamo non più con i nostri sani prodotti, ma di prodotti cinesi, indiani, ecc. ecc.... Purtroppo, abbiamo perso la nostra entità!
Ma la cosa più desolante e che proprio noi sciocchi italiani abbiamo accettato questo. Rifugiandoci nella puerile frase: "Tanto ormai lo fanno tutti..."
E ora, arrivati al punto che siamo, cosa fare, qualcuno sa rispondermi?

giuseppe's picture
Inviato da: giuseppe
26 May 2012 - 11:54

Se Monti aveva in mente una "cura”, doveva imporla alla maggioranza che lo sorregge e in caso di sfiducia dimettersi, ma non lasciarsi impastoiare dal "sistema" in questo modo ignominioso. Invece ha navigato a vista (come Schettino) tra la vigliaccheria della sinistra, ritrosa ad assumersi il compito di governare (forse) sulle macerie e le manfrine del Pdl.
L'Italia ha già il cammino segnato perché l'"antipolitica" al momento non ha alcun progetto lungimirante, ce l'aveva la Lega, ma il sistema l'ha fagocitata e San Default, "incurante" di tutti, è dietro all'angolo, pronto a resettare o, se preferite, riformattare l'Italia.

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