Analisi

Pisapia, che fine ha fatto il piano per ridurre lo smog a Milano?

Antonio Sileo*

All’inizio del 2009 il Comune di Milano ha firmato il Piano d’azione per l’energia sostenibile, lanc

Traffico a Milano

Dopo che il travaglio del nuovo Piano di governo del territorio (Pgt) di Milano si è concluso, sarebbe da licenziare un altro, assai meno noto, piano che resta avvolto nel mistero: il Piano di Azione per l'Energia Sostenibile.

Questo è previsto dal Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors), un'iniziativa europea che riunisce autorità locali e regionali impegnati nella costruzione di un futuro energetico efficiente e sostenibile per i loro cittadini. Attraverso il Patto, i firmatari si impegnano volontariamente a superare l'obiettivo imposto dall'Unione Europea di ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Lanciato dalla Commissione Europea il 29 gennaio 2008, il Patto è considerato un esempio di successo per una governance multilivello e un grande aiuto per il conseguimento degli obiettivi dell'UE per il 2020.

Dalla prima cerimonia di avvio del Patto dei Sindaci, nel febbraio 2009, il numero degli amministratori locali firmatari è passato da meno di 400 a più di 3.780. Di questi ben 1.813 sono italiani, quasi il doppio di quelli spagnoli, molto distanti gli altri. Firmare il Patto, però, in fondo non conta molto, ben più importante è il Piano, che deve essere approvato dai consigli comunali, e che fornisce un’ampia panoramica delle principali azioni energetiche sostenibili da intraprendere per il traguardo del 2020. Un vero e proprio piano operativo, quindi, che indica gli ambiti di intervento su cui agire per conseguire l’ambizioso obiettivo di riduzione delle emissioni, dagli edifici ai trasporti, dalla generazione elettrica locale al teleriscaldamento, all’illuminazione pubblica. 

L’importanza del Patto deriva dalle misure concrete adottate dai suoi firmatari: chi non riesce ad adempiere agli impegni presi viene finanche sospeso dall'iniziativa fino all’attuazione degli stessi. Tanto che, ad oggi, i firmatari sospesi sono 102. 

Ma veniamo al mistero Milano. Poteva la città dell’Expo mancare un’iniziativa del genere? Certo che no. Milano, infatti, ha sottoscritto il Patto il 10 febbraio 2009, firmatario l’assessore Edoardo Croci in rappresentanza del sindaco Letizia Moratti. Cosa è successo da allora? 

Indagando su internet, di piani, per la precisione di Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, ce ne sono almeno tre, e nessuno sul sito del Comune di Milano: uno con presentazione dell’allora assessore Croci, datato novembre 2009, un altro con presentazione dell’allora assessore Paolo Massari, datato dicembre 2009; infine, un altro ancora sul sito ufficiale del Patto dei Sindaci, datato dicembre 2009 e senza alcuna presentazione. Diciamolo subito: si tratta dello stesso Piano che individuava le misure di sostenibilità (trasporti, settore residenziale, riscaldamento in particolare, per dirne alcune) che il Comune avrebbe potuto o dovuto adottare, ne quantificava il contributo in termini di riduzione delle emissioni e, per quanto possibile, ne stimava anche il costo. Non se n’è saputo più nulla.

 

*Ricercatore di Economia e Politica per l'Energia e l'Ambiente presso l’Università Bocconi di Milano 

Comments

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
21 July 2012 - 23:08

Beh, la Giunta Pisapia deve darsi una mossa, anche perché sono possibili provvedimenti a costo zero (p.es. accelerazione delle pratiche autorizzative, gare per l'acquisto di moduli e inverter a prezzo calmierato).

fabio corti's picture
Inviato da: fabio corti
18 July 2012 - 19:25

Pisapia e Maran nella testa pensano solo a levar parcheggi, bloccare le auto e fare un sacco di lavori pubblici inutili coi nostri soldi, anzichè controllare la spesa e attuare una politica di rigore nei conti pubblici.

D'inverno ci sono riscaldamenti nei palazzi del centro di Milano che vanno a carbone da locomotiva altro che gasolio!!

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