Analisi

Viva la legge elettorale francese: i big perdono e restano a casa

Il sistema elettorale francese obbliga tutti i candidati al giudizio degli elettori. E così anche i

La leader del Front National Marine Le Pen (Afp)

La Francia ha eletto i membri dell’Assemblea nazionale. Il presidente François Hollande può tirare un sospiro di sollievo: i socialisti conquistano la maggioranza assoluta dei seggi. Resta fuori dal Parlamento la grande rivelazione delle ultime Presidenziali: Marine Le Pen. Ma anche l’ex compagna di Hollande, Ségolene Royal - già sconfitta da Sarkozy nel 2007 - il candidato centrista all’Eliseo François Bayrou e l’ex ministro dell’Interno Claude Guéant. Quasi tutti sconfitti nel proprio collegio elettorale.

A Parigi vige un sistema maggioritario uninominale a doppio turno. Da noi un proporzionale con liste bloccate (il famigerato Porcellum). Ecco la differenza: oltre le Alpi, per ottenere un posto, i candidati all’Assemblea Nazionale devono conquistare il proprio collegio. Da noi no. Basta farsi inserire dal dirigente di turno abbastanza in alto al momento della compilazione delle liste. Il risultato? In Francia i politici non hanno grandi problemi a presentarsi davanti agli elettori. In Italia i partiti soffrono di un grave problema di legittimazione popolare. E allora, dato che in questi mesi i nostri parlamentari stanno tentando di mettere mano alla riforma elettorale, perché non partire proprio da qui?

Le conseguenze potrebbero essere sorprendenti. Basta rispolverare i risultati delle elezioni dal 1994 al 2001, anni in cui vigeva il Mattarellum. Quando anche in Italia i candidati a Camera e Senato erano costretti a presentarsi in collegi uninominali (anche se già all’epoca era stato ideato un piccolo escamotage per garantire un posto agli eventuali big “trombati” sul territorio: il 25 per cento dei seggi di Montecitorio veniva attribuito con il proporzionale a liste bloccate).

Il primo a farne le spese è stato proprio Mariotto Segni, il grande promotore del referendum che aveva introdotto in Italia il maggioritario. Sconfitto nel collegio uninominale di Sassari alle Politiche del 1994 dall’esponente di centrodestra Carmelo Porcu. Due anni dopo, una serie di clamorose sconfitte. È il caso di Maurizio Gasparri, superato nel collegio di Roma Ciampino da Willer Bordon. Ma anche dell’avvocato Carlo Taormina, altro esponente del Polo per le libertà, sconfitto a Roma Montesacro dall’ulivista Ennio Parrelli. Ma il Ségolene Royal del 1996 è senza dubbio Clemente Mastella, allora candidato berlusconiano: battuto nel collegio beneventano di Sant’Agata de’ Goti da Michele Abbate (48,12 a 46,80 per cento). A due passi da Ceppaloni.

2001, altri risultati inattesi. Viene malamente sconfitto il ministro dell’Interno Enzo Bianco nel collegio di Catania Picanello, città di cui è stato sindaco fino a poco tempo prima. Battuto anche il ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco, candidato al Senato nella sua terra d’Abruzzo. Il vicesegretario del Pd Enrico Letta viene superato a Grosseto, per una manciata di voti, dall’esponente della Casa delle Libertà Roberto Tortoli. Franco Frattini perde a Bolzano, Achille Occhetto - candidato al Senato - è sconfitto a Cosenza. 

La vera sorpresa, però, è Antonio Di Pietro. L’ex pm candidato alla Camera nel collegio uninominale di Termoli, in Molise, arriva addirittura terzo. Conquistando solo il 27,14 per cento delle preferenze. Prima di lui gli esponenti della Casa delle libertà Remo di Giandomenico e dell’Ulivo Luigi Occhionero. Quattro anni dopo, arriva il Porcellum. E gli imprevisti finiscono. 

Comments

Roberto Orsi's picture
Inviato da: Roberto Orsi
18 June 2012 - 17:03

Ritengo il sistema francese, e il maggioritario in generale, semplicemente aberrate. In Germania hanno un proporzionale con sbarramento, che mi pare il sistema migliore in assoluto. Che come in Francia un partito con il 34% dei voti possa avere la maggioranza assoluta, non ha senso. Lo stesso se consideriamo il peso di partiti magari all'8-10% che non sono minimamente rappresenatati. Il sistema francese favorisce nettamente lo status quo rispetto a qualunque istanza di cambiamento. In questo, il sistema elettorale è fortemente sbilanciato.

salvatore's picture
Inviato da: salvatore
18 June 2012 - 14:36

ambiguo questo articolo; tenta di far passare l' opinione che il mattarellum ed il porcellum siano diversi e che il primo consente all' elettore di poter scegliere il candidato. Niente di + falso: sia nell' uno che nell' altro sistema elettorale il candidato viene scelto sempre dalla segreteria di un partito o da una coalizione; nel caso del mattarellum il candidato di un partito è unico(uninominale) e si contrappone agli altri candidati di partiti o coalizioni. l' unico modo per consentire all' elettore di poter scegliere da una lista di candidati dello stesso partito è il vecchio sistema proporzionale.tutto il resto è imbroglio

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
18 June 2012 - 14:27

è un' analisi falsata...anche nel mattarellum il candidato(uno per collegio) di un partito o di una coalizione
veniva scelto con lo stesso sistema del "porcellum". Un candidato venive sconfitto dalla parte avvers come in francia... ma nn come sibillinamente vuole far intendere il giornalista, tra candidati della sterssa coalizione

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