Analisi

Per il Monti bis servono i moderati Renzi e Alfano

La possibilità di un Monti bis dipende da due fattori: il sistema elettorale e le leadership delle

Circa un mese fa ho discusso su Linkiesta quanto fosse plausibile l'ipotesi di un "Monti bis", da intendersi come l' eventualità che l'Agenda Monti di rigore di bilancio (sperimentata mediante aumento di imposte e per ora solo auspicati tagli di spesa) e sviluppo (ancora latitante) sarebbe stata o meno al centro del programma del prossimo governo del Paese. Il modello probabilistico descritto nell'articolo si basava sull'idea che l'esito dipenda da due fattori: il sistema elettorale e le leadership delle coalizioni in campo.

Un sistema tendenzialmente proporzionale che risulti in un “hung parliament” accresce le chance del Monti bis, perché produce governi di coalizione e deboli sul piano parlamentare, mentre un sistema con forte premio maggioritario ha l'effetto opposto. Inoltre il Monti bis ha maggiori probabilità se prevalgono leadership/alleanze moderate (Alfano e Renzi), mentre ha minori probabilità se prevalgono leadership/alleanze più radicali (Berlusconi contro Bersani-Vendola).

Cosa è cambiato da allora? Due cose importanti.
1. La riforma elettorale in discussione al Senato sembra orientata nel senso di assegnare un premio di maggioranza alla coalizione vincente solamente nel caso essa raggiunga almeno il 42,5% del voto. Il risultato di questa proposta “anti-Grillo” potrebbe essere che nessuno degli schieramenti raggiunga tale soglia e dunque la rappresentanza sia proporzionale, risultando in un equilibrio parlamentare.

2. Sembrano indebolite le leadership più radicali: Berlusconi ha rinunciato a candidarsi per il Pdl, e Renzi sembra oggi più forte rispetto ad un mese fa.

Entrambi i fattori tendono ad accrescere le probabilità del Monti bis
La stima iniziale della probabilità del Monti bis, p(M2) = 43%, si basava sulle seguenti ipotesi:  
• che Berlusconi avesse il 60% di essere il candidato del PdL contro il 40% di Alfano;
• che Bersani avesse il 60% di essere il candidato del PD contro il 40% di Renzi
• che la riforma elettorale producesse un sistema "proporzionale" con il 60% di probabilità, ed uno "maggioritario" con il 40%

Alla luce degli sviluppi più recenti possiamo aggiornare i calcoli con i seguenti cambiamenti:
• Berlusconi ha 10% di essere il candidato del Pdl contro il 90% di Alfano;
• Bersani ha il 50% di essere il candidato del Pd così come Renzi
• La riforma elettorale produce un sistema "proporzionale" con il 90% di probabilità, e uno "maggioritario" con il 10%

Il risultato che si ottiene ora è che la probabilità del Monti bis aumenta di 10 punti al 54 per cento. 

Dal blog di Paolo Manasse
 

Comments

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
8 November 2012 - 21:28

a occhio con i dati ipotizzati la probabilita' dovrebbe essere del 75% invece di 54%

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
8 November 2012 - 20:18

In tutte le sue argomentazioni il signor Anonimo ne ha scordata una : l'euro.
Non gli passa per la testa che questa crisi, oltre che dalla finanza creativa, è creata dall'euro ?
Sì è dimenticato che con la lira fra noi e la Germania le parti erano invertite ? Noi esportavamo e con una disoccupazione tollerabile e loro soffrivano la nostra competitività.
Il disastro non l'hanno combinato la Camusso, la Fiom etcc., il disastro l'ha combinato l'euro e i suoi sostenitori: Schuman per cominciare, e poi fra i nostri: Prodi, Ciampi, Amato, Napolitano,...
Quando è stato creato, non veniva dopo la federazione degli stati europei come voleva Altiero Spinelli, ma prima di essa, che è ancora assente.
I cambi sono stati fatti su una valuta media: troppo alta per noi, quasi 2.000 lire e troppo bassa per il marco. Sicchè loro adesso sono sottovalutati ed esportano tranquillamente e l'occupazione aumenta, noi siamo sopravvalutati e non ce la facciamo più e la disoccupazione aumenta costantemente.
Altro che Monti-bis ! Ci vuole gente capace di fare ordine in casa, senza essere commissionati finanziariamente dai burocrati della finanza mondiale.
Le sembra che uno stipendio di 1.200 euro italiano, tale nel migliore dei casi, possa essere paragonato ad uno stipendio tedesco di 2.400 euro, tale nel peggiore dei casi.
Il tempo è scaduto ! Ma perchè i nostri figli sono già costretti ad emigrare. Costretti, non volontariamente in cerca di esperienze lavorative !
RIDATECE ER...la lira. E chi vuole, quelli come lei, si tengano pure l'euro per combattere con la Cina.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
8 November 2012 - 18:11

Non so. Appartengo a quel ceto medio alto che molto aveva creduto nell'arrivo del professor Monti a palazzo Chigi. Discutendone con varii conoscenti ci dicevamo che dopo i disastri di Tremonti-Berlusconi ultimo periodo che dovevano accontentare troppi, tutto non poteva che andare meglio. In realtà, cosa abbiamo ottenuto? Anche il governo presieduto dal professor Monti è stato timido e incapace di scelte impopolari, si veda una su tutte la non-riforma del mercato del lavoro. Unica nota di merito il non essere caduti nel tranello della patrimoniale, che sarebbe la vera pietra tombale per il paese. Ma ora vi chiedo, abbiamo proprio bisogno di "moderati" alla Alfano e alla Renzi? Abbiamo bisogno di un Monti bis forse ancora più timido e irresoluto di questo primo Monti? O abbiamo bisogno, finalmente, di meno moderazione e di scelte decise, certo nel solco della democrazia, ma che non debbano per forza accontentare la Camusso e soci? La situazione del paese è grave. Rendiamoci conto che siamo di fronte a un nuovo 1920-1921. Non sono un nostalgico di quello che accadde allora, ma oggi come allora c'è paura nelle classi produttive, che hanno avuto il coraggio e la capacità di investire del proprio e hanno ottenuto dei successi in campo imprenditoriale o più generalmente economico. Vediamo montare la rabbia dei nuovi disoccupati, fino a ieri e in parte ancora oggi ipertutelati a danno delle aziende. Vediamo crescere partiti populisti come i Grillini che propalano posizioni irresponsabili nella politica economica, che potrebbero portare l'Italia al disastro finanziario. Siamo sicuri che di fronte a questi tangibili pericoli serva ancora moderazione? Servano i Renzi, gli Alfano, i Pd e Pdl che fanno rima piaccia o no con Cgil? Io credo che sia il momento di scelte più energiche. Un partito come quello di Grillo in un paese civile dovrebbe essere messo fuorilegge o dovrebbe essergli impedito, con la riforma della legge elettorale, di entrare in parlamento. E il potere dei sindacati, Fiom e affini, limitato una volta per tutti. Siamo nel mezzo di una guerra economica con la Cina e i nuovi paesi emergenti, non possiamo permetterci il lusso di questi nemici interni che indeboliscono ulteriormente la nostra competitività. Purtroppo però queste posiziono di buon senso non trovano risposte nella carta stampata, ferma al 900. Ci sentiamo spaventati e abbandonati. Per fortuna che c'è L'inkiesta ma, per favore, non chiedeteci anche voi ancora "moderazione", il tempo è scaduto!

miki's picture
Inviato da: miki
8 November 2012 - 12:41

Monti bis?
Ma avete letto il rapporto UE sui fallimentari dati economici in quest'anno di governo presieduto dal bocconiano?

Il prossimo presidente del consiglio deve essere eletto democraticamente dai cittadini.

Post new comment

The content of this field is kept private and will not be shown publicly.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.