Monti dà lezione di comunicazione, parla per tre ore senza dire niente
Conia slogan di successo, studia i dettagli della conferenza stampa, critica il Cavaliere senza mai
Mario Monti (Afp)
Logorroico, impacciato, poco televisivo. In una parola: umano. E soprattutto efficace. Nella conferenza stampa di fine anno il premier Mario Monti si conferma un grande comunicatore. Capace di parlare per quasi tre ore senza anticipare nulla. Di lanciare nuovi slogan e accusare a più riprese il suo predecessore senza mai rinunciare ai suoi modi educati e gentili.
L’organizzazione dell’appuntamento è degna di un esperto. Non sono lasciati al caso neppure i dettagli, a partire dall’ambientazione. Per incontrare i giornalisti italiani e internazionali - per esplicita richiesta del premier stavolta sono stati invitati anche loro - Monti sceglie la sala polifunzionale del governo alla Galleria Colonna. Sobria al limite del tetro. Adatta al periodo di austerità che il governo predica da tempo. I fasti di Palazzo Madama, la location voluta da Silvio Berlusconi per le ultime tre conferenze di fine anno, sono un lontano ricordo. E poi gli slogan. Ormai Monti ne sforna uno a conferenza stampa. L’abilità comunicativa del premier aveva già trasformato la manovra lacrime e sangue di un mese fa in un patriottico “decreto Salva Italia”. Per il nuovo pacchetto di misure economiche l’ex commissario Ue si inventa un’altra trovata pubblicitaria. Archiviato il più impersonale “Fase due” Monti presenta alla stampa i provvedimenti “Cresci-Italia”. Nome corto, vincente, facile da ricordare. Buono per una réclame televisiva.
Il colpo di teatro arriva al momento dello Spread. Il termine più usato (e abusato) degli ultimi mesi. Giornali e avversari politici lo prendevano in giro dandogli del professore universitario? E il premier si cala nel personaggio. È il momento accademico dell’incontro. Monti tira fuori un grafico. Dati alla mano, spiega ai presenti la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi. Ovviamente l’andamento del fenomeno conferma il successo del suo governo. «Il 9 novembre lo Spread tocca il massimo storico - illustra il professor Monti - Proprio quel giorno ho ricevuto una chiamata dal presidente della Repubblica…». Da quel momento in poi, guarda caso, «il trend è decrescente». Il tema è di pubblico interesse. Tutti ne parlano, ma ancora in pochi ne conoscono il vero significato. Il presidente del Consiglio sale in cattedra e con la pazienza propria dell’insegnante spiega: «Dobbiamo cercare di acquisire tutti una maggiore padronanza dell’argomento».
Il premier è gentile ed educato con tutti. Ringrazia per le domande ricevute, si rivolge sempre a «esimi» interlocutori. A volte sembra quasi a disagio nel suo ruolo. Sbaglia, si corregge, dimentica quello che deve dire. È impacciato ma non le manda a dire a nessuno. Le frecciate sono numerose, qualcuna particolarmente perfida. Il bersaglio preferito è il predecessore Silvio Berlusconi. Cui Monti evidentemente non ha perdonato le ultime critiche alla manovra. Se nel provvedimento l’Italia si è assunta obiettivi a dir poco ambiziosi - il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 - la colpa è proprio del Cavaliere. «Signori - spiega Monti - non è certo questo il governo che ha sottoscritto quegli impegni». L’esecutivo tecnico è arrivato solo in un secondo momento. Chiamato «nel tentativo di ristabilire dignità, stabilità e autorevolezza per il Paese». Tutte prerogative che evidentemente il precedente governo non era riuscito a garantire. Insomma, il Cavaliere è il responsabile morale della dura manovra economica. Ma è anche un politico poco lungimirante. «Nella conferenza stampa di un anno fa - racconta ancora Monti - il mio predecessore disse che non sarebbe servita una manovra correttiva. Le cose sono andate diversamente, nel frattempo sono state necessarie cinque manovre e solo l’ultima porta la mia firma».
Il premier se la prende con il Cavaliere, ma anche con i giornalisti. Categoria che non smette di ringraziare. Salvo poi ironizzare sui retroscena pubblicati dai quotidiani: «Non di rado apprendo quello che ho detto». Alla fine l’ex commissario europeo chiarisce di non avere alcuna voglia di aprire un filo diretto con la stampa. «So bene che dovrei dedicarmi alla pubblicazione di bollettini quotidiani o all’attività di smentite. Ma non lo farò, non c’è tempo». Alcuni giornalisti li prende in giro con il suo educatissimo sarcasmo. Qualcuno gli chiede una conferma del vertice Pdl, Pd, Terzo Polo nel tunnel di Palazzo Giustiniani, Monti risponde con un sorriso: «C’è sempre qualcosa di profondo nelle vostre domande…».
La capacità di Monti è quella di parlare per quasi tre ore senza rivelare troppo dei prossimi progetti del governo. Anzi, senza dire quasi niente. Il premier lo ammette all’inizio dell’incontro senza troppi problemi: «Non ho nessuna misura specifica da annunciarvi». I telespettatori devono accontentarsi dei prossimi capitoli di intervento. Liberalizzazioni e concorrenza, lavoro e ammortizzatori sociali, infrastrutture, ricerca. Mistero sui tempi. Si scopre solo che i primi provvedimenti arriveranno entro il 23 gennaio, data in cui è convocato l’Eurogruppo. Al più tardi per la settimana successiva, quando ci sarà il Consiglio europeo. Sui temi specifici, il premier preferisce glissare. Le frequenze televisive? «Ci stiamo lavorando». Il contratto unico? «Al momento non lo so, se ne sta occupando il ministro Fornero». L’Italia troverà un accordo con la Svizzera per stanare gli evasori? «Sto studiando il dossier, non ho ancora una posizione a riguardo». A tratti la conferenza stampa è surreale.
La sensazione è che Monti abbia definitivamente dismesso i panni del tecnico. Ormai assomiglia a un politico di professione. Lui assicura che un posto alla Camera non gli interessa, anche per questo cerca di prendere la distanze dai partiti. Eppure per garantirsi un futuro a Roma - magari al Quirinale - distinguersi dalla Casta potrebbe essere redditizio. Tanto per non sbagliare il premier precisa che le riforme istituzionali, a partire dalla legge elettorale, sono cose che non lo riguardano. «Di queste cose se ne dovrà occupare il Parlamento».

Comments
Alla conferenza stampa Monti è apparso a tutti molto in difficoltà, impreparato a tutte le domande quando chiedevano qualcosa che non fosse generico. In certe domande Monti è stato davvero imbarazzante, in crisi totale, in altre ancora evitava di rispondere parlando di altro sempre in maniera vaga.
Insomma questo Monti appare sempre più a molti molto sopravvalutato e peggio ancora un difensore del ceto sociale aristocratcvo e completamente indifferente e distante rispetto ai problemi quotidiani dei cittadini comuni. Nemmeno costui vuol fare niente per togliere i privilegi alle caste e alle corporazioni.
Vigliaccamente ha fatto come i predecessori se non peggio, la cosa più banale ma allo stesso tempo ingiusta: prendere il denaro dalle tasche dei cittadini più poveri, quelli senza tutele, senza difese.
Lui come molti altri suoi colleghi vive su un altro mondo, quello del lusso, non ha la minima idea di come vive già male la stragrande maggioranza della gente.
Se ne approffittano perchè la gente è disunita, ingenua, impotente, ignorante, stressata e depressa. Sanno che per il momento almeno i cittadini difficilmente si riverseranno in massa a Roma per fare un'insurrezione popolare violenta, manca in loro qualcosa, un vero leader che li unisca e che sappia inoltre sconfiggere la disinformazione potente e quotidiana dei principali mass-media che è diretta con lo scopo appunto di cercare di mantenere la calma e la tranquillità tra la gente e di distrarre l'attenzione su cose futili e non politiche-economiche oppure con il fine di plagiare e convincere furbescamente coloro che non hanno una loro capacità critica libera.
"Prendete un pappagallo: insegnategli a dire "domanda e offerta" e avrete un economista". Prosit!
Mi sembra surreale criticare Monti dopo un mese e poco più fi lavoro, in cui ha dovuto portare a termini impegni già presi da un governicchio di politicanti che per salvarsi la poltrona avrebbe svenduto l'Italia alla Cina senza pensarci 2 volte. Lo capiamo o no che siamo davanti al burrone? Serve l'impegno di tutti, non solo con i sacrifici delle tasse, ma con un passo indietro dai privilegi (che, a suo modo, ogni categoria ha acquisito negli anni) e con la partecipazione attiva. Il Paese è migliore dela classe che lo ha governato negli ultimi 20 anni. Serve lo scatto di orgoglio perchè se crolliamo noi crolla l'Europa tutta e sarà inutile poi dire "è stata colpa della Merkel"...forse interesserà ai libri di storia, ma sicuramente l'Italia confermerà ancora una volta la sua proverbiale inaffidabilità.
E soprattutto, che i partiti (inutile, sconfitti dalla Storia, veri colpevoli di questo lassismo di sistema) lascino lavorare Monti: i veti incrociati e la difesa arroccata dei diritti delle parti contro il bene comune saranno i veri killer del nostro Bel Paese. Se ieri non ha dato dettagli è perchè questo Governo di galantuomini è ovviamente ostaggio del più becero mercanteggio politico.
Lunga vita a Monti. Che Dio ci assista.
Amen.
sto coverno ci sta levanto il pane dalla bocca almeno berlusconi non aveva messo le mani nelle nostre tasche
Costretto a cambiare canale!!!!!!! Che tristezza, in che mani siamo finiti!!!!!!
CrescItalia = SmontItalia
Osservo che il Berlusconismo ci ha abituati a volere a tutti i costi che qualcuno ci racconti delle balle...altrimenti non siamo capaci di andare a nanna.Monti sta cercando di impostare con la I maiuscola i nostri problemi economici e strutturali , lo capiamo questo?
A francesco, ma invece il "NULLA" che ti racconta Monti ti basta ?
francesco, a me pare che le "BALLE" ce le racconta Monti, altro che berlusconi!!
È arrogante come tanti professori. Ed è pure permaloso. Cosa dovremmo dire noi a cui stà svuotando le tasche. L'economia riparte se girano soldi. Ma quali se non ne abbiamo più?
"L'economia riparte se girano i soldi"
un motto che era molto vero negli anni 60, quando l'economia era differente, io temo che tutte queste credenze non valgano più oggi, la situazione è molto più complicata e non esistono ricette, gli economisti navigano a vista in questa fase che sembra tanto la caduta dell'impero ottomano...
certo che questa storia delle buste di plastica...è indubbiamente qualcosa di veramente grave, attualmente ci danno, al super, queste buste che sembrano condom pericolosi...si lacerano e sai...ma se è stata eliminata dal mille proroghe come dice il Barone allora si che sono...a...i amari....ma come si fa, come si fa
Comunque la si veda preferisco 100 volte un Monti che la marmaglia di bassa risma che ci governa da 50 anni, se non altro si tratta di qualcuno con una reputazione diversa.
accidenti...in Italia abbiamo tutti parenti economisti, Bonanni lo zio...Federico addirittura la nonna...
io non ho nessuno che faccio? Mi faccio adottare da Di Pietro....?
@Ulisse
io invece ci ho il gatto. Questa Fase 2 del 'put' (detta anche 'Alzati Lazzaro') la poteva benissimo concepire lui.
Per parlare tre ore senza dire ci vuole, di tutta evidenza, un professore della Bocconi. Ma certo per svuotare le tasche degli italiani con una manovra tutte tasse e niente tagli, tutta contro i lavoratori del privato e a difesa del parastato, bastava mia nonna...
scusate l'intromissione:se ci sono presidente della corte dei conti,governatore della banca d'italia più un'ottantina di economisti di fama mondiale che dicono che la manovra fatta da monti ci porterà ai livelli del dopo guerra,si può sapere cos'ha salvato?e com'è che da ieri lo spred che ha fatto cadere berlusconi all'improvviso non è così importante?onestamente devo dire che quando sento da lui la parola EQUITà,mi viene l'angoscia.ma chi vive con 30 mila euro al mese cosa ne può sapere di noi poveri comuni mortali,ancora più poveri grazie all'ultimo pessimo compito assegnatogli.
Si parla che la legge cancella buste della spesa di plastica sia stata eliminata dal milleproroghe, se questo è un assaggino della "fase 2" siamo a posto...
me sa che anche questo nn ariva a pasqua!!!!!
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