Ma Monti è la soluzione o è parte del problema?
Luca Ricolfi
Per i mercati finanziari quel che conta non è la virtù degli Stati, ma la probabilità che i debiti vengano ripagati interamente allo loro scadenza, scrive per Linkiesta Luca Ricolfi. Ma se la decrescita del Pil spaventa i mercati finanziari aver fatto una manovra che provoca precisamente tale decrescita, potrebbe essere stato un errore fatale. È possibile che quel che è successo negli ultimi due mesi sui mercati finanziari sia successo non solo nonostante Monti ma anche a causa di Monti.
Scritta da Marx ed Engels fra il 1845 e il 1846, ma pubblicato solo postuma nel 1932, l’Ideologia tedesca è una critica minuziosa del modo di ragionare dell’intelligentsia germanica di allora, tacciata di ingenuo idealismo.
Quella ricostruzione era un po’ semplicistica (e ultrapolemica), non v’è dubbio. E tuttavia è interessante che oggi, quasi due secoli dopo, l’Europa si trovi di nuovo a fare i conti con una variante dell’ideologia tedesca, questa volta sotto forma di un complesso di idee sulla crisi economica e i modi per uscirne. Idee che vengono attribuite alla cancelliera tedesca Angela Merkel, ma che in realtà sono condivise (o subite?) dalle autorità europee e, in Italia, sono sostanzialmente accettate dal governo tecnico guidato da Mario Monti.
Qual è il nucleo dell’ideologia tedesca oggi? Il nucleo dell’ideologia tedesca è la credenza che esista qualcosa come la “virtù fiscale” di un paese, e che – se funzionano a dovere – i mercati finanziari debbano premiare tale virtù. Al centro della virtù si trova un solo criterio fondamentale: il deficit pubblico previsto per un dato paese nell’anno in corso e in quelli immediatamente successivi. Se un paese si avvicina rapidamente al pareggio di bilancio è virtuoso, se ne resta lontano o vi si avvicina troppo lentamente è vizioso.
Di tale credenza esistono innumerevoli testimonianze, dirette e indirette. I leader europei passano una notevole quantità del loro tempo a lodare gli “sforzi” dei paesi che cercano di rimettere a posto i loro bilanci pubblici, talora arrivando a definire “impressionanti” i passi avanti fatti dai governi nel tentativo di risanare le finanze pubbliche. E un tempo altrettanto notevole lo dedicano a proclamarsi stupiti, contrariati, amareggiati, se non offesi, ogni qual volta le agenzie di rating o i mercati finanziari sembrano non apprezzare tanto sfoggio di virtù.
È questo, ad esempio, che è successo pochi giorni fa quando l’Italia è stata declassata da Moody’s, suscitando l’immediata e stizzita reazione del governo («siamo virtuosi e i mercati ci puniscono», è stato il grido di dolore dei ministri). Ed è questa la base teorica della proposta (tuttora in alto mare) di congegnare uno scudo anti-spread, capace di intervenire ogniqualvolta i mercati sbagliano le loro valutazioni e chiedono interessi troppo alti a un paese virtuoso, ossia ben avviato sulla strada del risanamento. Per non parlare dei recenti tentativi (Banca d’Italia e Confindustria) di dimostrare che i mercati sono in errore, e che se facessero bene i conti scoprirebbero che i nostri fondamentali non sono poi così malaccio e si accontenterebbero di uno spread 200 o 300 punti più basso.
Insomma, il nucleo dell’ideologia tedesca è la pretesa della politica di sapere quali siano i “fondamentali” economici di cui i mercati dovrebbero tenere conto, una pretesa da cui discende l’idea di correggere il giudizio dei mercati. E si noti che questa visione delle cose, che dà un’enorme importanza al deficit e vede i mercati finanziari come soggetti incapaci di riconoscere la virtù fiscale, non distingue la Merkel da Monti, ma li accomuna profondamente. È vero che nella Merkel c’è un di più di moralismo anti-cicale, cioè una volontà punitiva nei confronti dei Pigs, ma la teoria di base è la medesima: portare il bilancio pubblico in pareggio, costi quel che costi, e se i mercati non apprezzano gli sforzi di un paese-pierino, ossia di un paese che ha fatto tutti i “compiti a casa” che l’Europa gli ha assegnato, sostenere artificialmente il paese-pierino.
La differenza fra Merkel e Monti, in fondo, è solo che la cancelliera tedesca vorrebbe che i paesi che hanno bisogno di esser aiutati, sostenuti o salvati fossero obbligati a chiederlo esplicitamente, nonché ad accettare un commissariamento più o meno blando, mentre il nostro premier – come il premier spagnolo – comprensibilmente preferisce la filosofia di Denim, o dell’uomo “che non deve chiedere mai”.
Tutto questo è perfettamente logico, perché rientra negli interessi nazionali dei nostri Stati. L’interesse dell’Italia è di non diventare una provincia della “Grande Germania”, come ora viene chiamata la costellazione dei paesi virtuosi del Nord. La Merkel, a sua volta, ha tutto l’interesse a tirare la corda finché può, perché euro debole e spread alle stelle significano più esportazioni, zero interessi sul debito pubblico tedesco, molto più potere della Germania in Europa.
Quel che colpisce, tuttavia, è l’adesione massiccia dei media e dell’establishment economico all’ideologia tedesca, ossia a una visione moralistico-idealistica del funzionamento dei mercati. Pensare che esista una virtù fiscale, che essa possa essere definita dalla burocrazia politica di Bruxelles, e che mercati ben funzionati dovrebbero premiare tale virtù, è una credenza così ingenua che si stenta a capire come abbia fatto a divenire così diffusa.
La realtà, ahimé, è molto più prosaica. I mercati, in momenti particolari e per brevi periodi, possono anche muoversi secondo logiche irrazionali (panico) o iper-razionali (speculative), ma nel medio periodo operano secondo una visione del rischio che è tutt’altro che priva di logica, o di ancoramento ai fondamentali. Il vero problema è che il calcolo dei mercati non si svolge secondo gli stessi parametri con cui l’ideologia tedesca definisce la virtù fiscale. Per i mercati finanziari quel che conta non è la virtù degli Stati, ma la probabilità che i debiti vengano ripagati interamente allo loro scadenza. E tale probabilità dipende poco dal deficit corrente, molto dall’entità del debito pubblico detenuto da investitori esteri, moltissimo dalle prospettive di crescita. È per questo che i paesi più puniti dai mercati non sono quelli con i deficit più alti, bensì quelli con crescita negativa.
L’Italia, purtroppo, fa parte di questo secondo gruppo, insieme a Grecia, Spagna e Portogallo. E se ne fa parte lo deve certo agli errori del passato, alla congiuntura internazionale, all’incertezza delle autorità europee, alle rigidità della Merkel. Ma non si può escludere che lo debba anche al modo in cui il governo tecnico ha interpretato i “compiti a casa” dell’Europa. Perché se la decrescita del Pil spaventa i mercati finanziari, aver fatto una manovra che – per raddrizzare il deficit – provoca precisamente tale decrescita, potrebbe essere stato un errore fatale. È possibile, in altre parole, che quel che è successo negli ultimi due mesi sui mercati finanziari sia successo non solo nonostante Monti (sicuramente più capace e credibile di Berlusconi), ma anche a causa di Monti, ossia grazie a una manovra che – comprimendo il reddito disponibile e aumentando gli oneri che gravano sui produttori – ha sensibilmente aggravato la recessione, e per questa via ha reso più vulnerabili le nostre finanze pubbliche.
Non sarà né bello né edificante, ma la realtà effettuale è che i mercati non ragionano come i tecnocrati europei, né si curano delle loro definizioni della virtù. I mercati non aderisono all’ideologia tedesca, né sono ossessionati dal deficit quanto pare esserlo Angela Merkel. I mercati, semmai, paiono ragionare secondo il motto di Margaret Thatcher, la più anti-europea fra i grandi leader del continente: “I want my money back”.
Nota. Chi volesse rendersi conto dal vivo di come funziona l’ideologia tedesca può, ad esempio, leggere l’intervista rilasciata dieci giorni fa al Corriere della Sera da Peter Bofinger, uno dei “cinque saggi” economisti della cancelliera Angela Merkel (“Roma ha ragione, serve uno scudo europeo contro la speculazione”, 13-7-2012).
: Angela Merkel / bce / crisi debito sovrano / debito / ideologia tedesca / mario monti / Mercati / Unione europea

Comments
Molto divertente per me leggere nel titolo dell'editoriale la stessa frase che il Presidente dell'Ecuador Raphael Correa, che esordi' sulla scena pubblica come economista esperto di debito internazionale dei paesi emergenti, ripete da molti anni, anche non in forma interrogativa, riguardo ai "tecnici".Cosi' come e' singolare che il prof. Alberto Bagnai si sia occupato della stessa materia, essendo stato presentato ufficialmente come esperto di debito internazionale.Il Presidente Correa,quando e' in visita in Europa, si trova molto a suo agio nelle interviste,sembra uno che abbia superato l'esame per la patente, e che venga interpellato da quelli che ancora ci devono passare.Che caso che Nino Galloni faccia risalire al 1979 l'arrivo dei super pagati tecnici del FMI che "non ne sapevano piu' di noi",ma a causa dei quali se ne dovette andare.Non senza che il tempo poi non gli desse ragione:evidentemente anche quei tecnici erano parte del problema,e lo stesso Monti ebbe rilevanti incarichi e responsabilita' nella politica economica e finanziaria degli anni successivi.Infine, siccome noi siamo piccoli e quindi possiamo fare minestroni, ma uomini veri a differenza di certi professori, aggiungiamo pure Jhon Perkins per il suo "Confessioni di un sicario dell'economia":a...certi professori, a certi politici,compresi quelli non piu' in Parlamento ma presidenti di qualche associazione o fondazione sussidiata dallo Stato, e a cert giornalisti sembrera' non pertinente,ma a noi uomini veri basta aggiungere un filo di olio crudo extravergine, e tutto si lega.
Può anche darsi che questa ideologia tedesca sia sbagliata, ma allora quale sarebbe il comportamento giusto che dovrebbe tenere Monti? forse con il tempo il pil dell'Italia è cresciuto più di quanto valga veramente, e adesso è inevitabile la decrescita. O forse avrebbe bisogno di svalutare fortemente la sua moneta e non può farlo con l'Euro...
Io vorrei fare una domanda veramente grossolana...quella tedesca sarà anche un'ideologia sbagliata, ma la loro economia non mi sembra fallimentare. Quindi non potrà essere che nell'ideologia tedesca qualcosa di valido c'è?
Forse la realtà è più banale: checché se ne dica, gli Italiani preferiscono una crescita delle tasse alle riforme. Per quella massa critica ancora sufficiente a determinare maggioranze parlamentari, conviene ancora, anche a prezzo maggiorato, pagare i propri privilegi (pensionistici, corporativi, clientelari, ecc. ecc.), piuttosto che investire in riforme che rimetterebbero in gioco i diritti acquisiti. Quanto deve salire il prezzo dello status quo perché se ne deprima la domanda?
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Venendo a Monti: è possibilissimo che l'Europa si sia ingessata in posizioni sclerotiche e ripetitive (d'altrone, con istituzioni così polverizzate e confuse...), ma:
1) mi sembra più economico pensare che i mercati vedano quel che poi in realtà già scorgiamo tutti quanti: una classe politica che alle prossime elezioni non arretrerà nemmeno di fronte al baratro;
2) i mercati sanno quel che sanno tutti, che Monti non ha la forza per imporre alla politica e alle forze sociali quelle riforme pro-crescita di cui sopra.
ANDREA, perche urli?
quando non per colpa tua ti porteranno via tutto e non troverai piu' lavoro e fai parte di un sistema costruito per far ricchi solo i soliti che ti comandano,o ti rassegnerai perche' non avrai ancora capito cio' e te ne racconteranno altre,oppure inizierai a capire e giustamente ti incazzerai.A te la scelta.....basta non dare sempre la colpa agli altri perche' la realta' fa comodo non vederla in faccia.saluti.
.....domandona........ma davvero devo credere che chi sta al governo adesso ha una mega laurea alla Bocconi, esperienze estere importantissime e di altissimo livello, una conoscenza capillare dei cambiamenti sociali che avvengono nel nostro paese e nel mondo...????.....e con tutti 'sti presupposti sono veramente convinti che la situazione si risolverà togliendo i servizi basilari alle persone, impoverendo le famiglie e le aziende che hanno il vizio di essere oneste e di pagare le tasse mettendogli in conto anche quelle degli evasori, fare a pezzi la scuola e la ricerca, battersene allegramente la ciolla dell'ambiente e, giusto per rendere tutti uguali di fronte alla legge, rendendo precario anche chi non lo era....... ma 'ndo l'hanno presa 'sta laurea.....ai CEPU!!!!!!......
Gentile professore,
finalmente la giusta conclusione: ridatemi il mio denaro.
Ora tuttavia, i denari prestati nel corso degli anni al sistema Italia, hanno visto diverse persone sottoscrivere i prestiti, a nome di un sistema che pur operando nel male di diverse amministrazioni governative,dava comunque segni di vitalità.
In questi ultimi tre anni la situazione è precipitata.Il prof. Monti è stato limitato nell'azione da una destra conservatrice di prebende, privilegi e anacronismi economico-finanziari. Non potendo contare su una sinistra,minoritaria in parlamento e maggioritaria nel paese reale (a prescindere dalla elaborazione pseudo politica di Bersani) non si è potuto dar corso ad un rilancio della economia reale.
Dunque: il debito va rimesso; ma il debitore, colui che si assume l'impegno,non appare.(ci vuole troppo coraggio politico)
Pertanto ci si appresta ad un pasticcio elettorale che partorirà i medesimi personaggi che hanno creato il danno.Anzi, le elezioni anticipate sono ormai viste come il toccasana contro gli alti tassi derivanti dallo spread. Ma diciamoci la verità: le medesime menti che hanno creato il problema, possono risolverlo? Non crede professore che il problema non è solo economico-finanziario, ma anche della qualità del delegato amministratore del debito?
Angelo D'anna
Bologna
B se ne e' dovuto andare quando lo spread e' salito oltre i 500p. Oggi lo spread e' a 522. Questo signore se ne deve andare. DIMISSIONI. Ma chi credete di prendere in giro...
I mercati... i mercati.. non è che i mercati fanno il confronto tra quanto viene pagata la merkel e gli altri ministri e dirigenti tedeschi OGGI, e con quello che si fanno pagare ministri e deputati e dirigenti italiani OGGI, lasciando perdere il passato, e dicono, da dove saltano fuori questi soldi se l'italia produce sempre meno?
altro che ingenuità della filosofia detesca, sarebbero ingenui se dessero la pur minima fiducia a italia, grecia e compagnia bella
Secondo me invece non è assolutamente vero. Ad esempio la Francia non cresce e ha un deficit peggiore del nostro. Stessa cosa per Uk. Perchè la speculazione non agisce lì? In tutti e due casi ci sono due banche (quella Svizzera e quella inglese) che stanno acquistando in maniera massiccia i "BTP" di quei due paesi. Uno Stato senza potere sulla propria moneta è strutturalmente esposto ai mercati che ci speculano sopra fino a farlo andare in default. Non c'è alternativa.
Secondo me invece non è assolutamente vero. Ad esempio la Francia non cresce e ha un deficit peggiore del nostro. Stessa cosa per Uk. Perchè la speculazione non agisce lì? In tutti e due casi ci sono due banche (quella Svizzera e quella inglese) che stanno acquistando in maniera massiccia i "BTP" di quei due paesi. Uno Stato senza potere sulla propria moneta è strutturalmente esposto ai mercati che ci speculano sopra fino a farlo andare in default. Non c'è alternativa.
Oh, ma guarda un pò si comincia a cambiare cavallo, avanti con il prosimo riciclo. Peccato che ci sietecostati una riforma delle pensioni e del lavoro che sono serviti solo a massacrare i lavoratori.
PERCHE' LAVORARE FINO A 65 ANNI,PAGARE TASSE ELEVATE ANCHE SULL'ARIA CHE RESPIRO,NON AVERE SERVIZI EFFICIENTI MA CHE TI FANNO PERDERE SOLO TEMPO INUTILMENTE,AVERE UNA GIUSTIZIA E UNA SCUOLA CHE FANNO SCHIFO,SALVARE BANCHIERI E BUROCRATI CON STIPENDI D'ORO???ALLORA DITEMELO IN FACCIA E NON NASCONDETE LA VERITA': "PERCHE' SEI UNO NOSTRO SCHIAVO!!!"
Articolo interessante.
Non è facile interpretare le scelte degli investitori...ma effettivamente la crescita sembra ricoprire un ruolo più importante di quello riservatole dai nostri eroi...come è logico che sia.
Non condivido la definizione "ideologia tedesca"...io la definirei "dirigista rigorista"...è vero che è la classe politica tedesca quella che meglio la rappresenta..ma direi che le teorie pseudokeynesiane che impereversano in Europa come opposizione al rigore germanico siano ancor più lontane dalla realtà...
Articolo interessante.
Non è facile interpretare le scelte degli investitori..ma direi che l' interpretazione di Ricolfi sebr
Articolo interessante.
Non è facile interpretare le scelte degli investitori..ma direi che l' interpretazione di Ricolfi sebr
Purtroppo è esattamente così. E ribadisco un suo concetto: è incredibile che ancora nessuno se ne sia reso conto (di quelli che stanno a governare).
SENZA RIFORME ED UNA CLASSE POLITICA CIALTRONA CHI SI FIDA DELL'ITALIA?NANCHE I SUOI CITTADINI SI FIDANO PIU'.IN SECONDO LUOGO IL SISTEMA POLITICI-BANCHIERI E' COLLASSATO IN QUANTO NON ESISTONO REGOLE E PUNIZIONI:SI FORAGGIA SEMPRE UN SISTEMA BANCARIO CHE' E' ESPLOSO PER MANCANZA DI REGOLE E LO SI CONTINUA A SALVARE COI SOLDI DEI CITTADINI.BISOGNEREBBE FAR SALTARE LE BANCHE DECOTTE GARANTENDO LO STATO I DEPOSITI DEI CITTADINI.INVECE NO,SI CONTINUA A SALVAREBANCHE DECOTTE AFFINCHE' ALTRE BANCHE O STATI O GRANDI INVESTITORI NON PERDANO I LORO SOLDI.E' COME UN CANE CHE SI MORDE LA CODA E SI CONTINUA A DISTRUGGERE L'ECONOMIA REALE E DELLA GENTE.ADESSO ATTACCHERANNO L'ITALIA PER SPECULARE E PORTARCI VIA LE AZIENDE E BANCHE MIGLIORI.MA QUELLO CHE MI DICO IO E' CHI HA PERMESSO TUTTO CIO',I POLITICI DOVE ERANO???LA VERITA' E' CHE SIAMO COME IN GUERRA,E LA GENTE PERDERA' QUESTA GUERRA,PERCHE' IL SISTEMA E' SPORCO,LE REGOLE SE LE FANNO LORO,I COLPEVOLI NON PAGANO MAI,ANZI GLI SI DANNO ANCORA SOLDI,ED A NOI CI PORTANO VIA TUTTO.COMPLIMENTI CI AVETE FATTO CREDERE ALLA BALLA VITA ED ADESSO CI PORTATE VIA TUTTO FACENDOCI PAGARE GLI INTERESSI!!!!!! CERTO CHE L'ITALIA FATTA DA POLITICI INCAPACI E DA AZIENDE MEDIO PICCOLE SARA' CERTAMENTE TERRA DI CONQUISTA ESSENDO UNA FACILE PREDA....QUESTI POLITICI HANNO INGANNATO IL POPOLO,ANDREBBERO SBATTUTI IN GALERA.E BASTA SALVARE LE BANCHE!!!SALVINO L'ECONOMIA REALE CHE E' LA VERA MEDICINA PER USCIRE DA UNA CRISI CREATA DA FURFANTI PROTETTI E SALVAGUARDATI E CHE USANO I SOLDI DEGLI ALTRI
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