“Il governo Monti sarà anche serio, ma la manovra è tutta sbagliata”
Il presidente pugliese riconosce che «dentro l’esecutivo non mancano interlocutori di straordinario livello e levatura intellettuale», ma boccia completamente la manovra. L’equità di Monti per Nichi Vendola diventa una «grande iniquità che si determina nello scaricare sulle spalle dei ceti medio-bassi il costo di un’opera di risanamento finanziario» dall’esito incerto. E sulla riforma del mercato del lavoro dice: «in nome dei diritti dei precari, si vogliono precarizzare i diritti di coloro che ce li hanno».
Nichi Vendola (Flickr - paride de carlo)
Presidente, come è andato l’incontro di ieri con le delegazioni di Cgil, Cisl e Uil?
In questo momento noi registriamo una totale sintonia con il dissenso, così radicale ed aspro, espresso dai sindacati confederali nei confronti della manovra del Governo Monti.
Su cosa vi siete trovati d’accordo in particolare?
Il punto di questa convergenza di giudizio è presto detto: riguarda la grande iniquità che si determina nello scaricare sulle spalle dei ceti medio-bassi il costo di un’opera di risanamento finanziario che rischia fra l’altro di risultare inutile.
Perché inutile?
Noi siamo dentro le coordinate che in tutti il mondo il cosiddetto club dell’austerity sta scolpendo, non senza qualche fondamentalismo ideologico, con tagli pesantissimi al welfare, dimagrimento dei redditi dei pensionati, innalzamento dell’età pensionabile, tassazioni dirette ed indirette sul lavoro dipendente e sui consumi delle famiglie.
Eppure Monti continua a sostenere che la manovra, pur rigorosa, è necessaria a salvare l’Italia.
Guardi questo disegno di cosiddetto rigore non soltanto interviene pesantemente sui ceti medio bassi, bloccando le aspirazioni legittime al benessere, ulteriormente paralizzando gli ascensori sociali e rendendo sempre più precaria la condizione delle giovani generazioni. Acuisce le diseguaglianze di un paese che, grazie al berlusconismo, è stato la punta di diamante di una colossale operazione di spostamento verso l’alto delle ricchezze e rischia di incrementare le spinte recessive e depressive e per questa via di rendere sempre più irraggiungibile l’obiettivo del pareggio di bilancio.
Eppure alcune delle misure approvate sono contenute nella famosa lettera della Bce.
Rimango dell’idea che i sacrifici reali sono un terremoto nella vita quotidiana per milioni di famiglie, mentre invece rappresentano una simbolica scalfitura nella struttura della ricchezza: la patrimoniale viene aggirata, la lotta all’evasione fiscale viene semplicemente evocata e naturalmente non c’è penuria di meri buoni proponimenti, come il Mario Monti favorevole alla Tobin tax.
A proposito di proponimenti, l’idea di rendere ancora più flessibile il mercato del lavoro la convince?
Guardi, in questo quadro è gravemente sbagliata l’idea che si sta lanciando, per cui questo Governo debba completare l’opera di smantellamento del quadro di regole e diritti del mondo del lavoro: in nome dei diritti dei precari, si vogliono precarizzare i diritti di coloro che ce li hanno!
Però anche ieri la Marcegaglia ha chiarito come l’articolo 18 debba smettere di essere considerato un tabù intoccabile.
Questa idea di modificare l’articolo 18, che corrisponde all’idea di esibire dinanzi all’opinione pubblica lo scalpo del sindacato, è particolarmente irritante. Come a dire: in che modo si costruisce una spinta positiva verso le politiche attive per il lavoro? Con i licenziamenti facili! Mi lasci dire che siamo nell’ambito del surreale e del pazzesco e che se tale prospettiva dovesse essere perseguita sarebbe una dichiarazione di guerra di classe. Come si fa invece a non comprendere che per combattere contro la crisi, contro la prospettiva dell’impoverimento, bisogna dare più diritti?
Oltre ai diritti, servono anche opportunità, Presidente.
Certo, allora faccio presente che tra le questioni rinviate, rimosse o dimenticate da questo Governo c’è anche il tema dello “spread ambientale”: noi ci aspetteremmo che un governo che vuole colpire veramente al cuore una vicenda drammatica, trovasse ragioni di implementazione della ricchezza, creando dunque opportunità di lavoro, con un piano straordinario per il lavoro legato alla messa in sicurezza del territorio.
Misure per la crescita pare arriveranno a gennaio.
Per ora registriamo e denunciamo il fatto che come unico effetto delle politiche anti-crisi rischiamo di avere lo smantellamento del welfare e la privatizzazione di fondamentali funzioni pubbliche.
Lei vuole proprio essere fuori dal coro di consenso, che anche a sinistra, viene manifestato verso Monti.
Semplicemente non mi convince l’idea per cui, come dice il “generale” Eugenio Scalfari, siamo in guerra e dobbiamo sentirci tutti un po’ arruolati, combattere a fianco di Monti senza se e senza ma, senza cioè porsi troppe domande, delegando ai professori il governo della Repubblica per questa legislatura e per chissà quante altre in futuro. Ma a lei non pare paradossale che in questo Paese sia sostanzialmente abrogato il dibattito sull’efficacia delle politiche di austerità? Paul Krugman in Italia sarebbe invitato a tacere!
Il dibattito sarà pur fiacco e senza clamori, Presidente, ma la linea Monti sta esercitando su pezzi del centrosinistra un certo fascino.
Non mi pare che Monti affascini alcuno. Vedo i teorici della stato di necessità entusiasti solo nella destra veltroniana. Il problema è che le soggettività politiche, tutte, saranno chiamate a fare i conti con la società. In questa discussione c’è una sublime rimozione che riguarda la società, questi corpi sociali che vengono con tanta disinvoltura assunti come delle cavie.
A cosa allude Presidente?
Al fatto che tutti dobbiamo stare attenti, perché la virulenza del sentimento di antipolitica sta scivolando sul terreno della antidemocrazia e dopo le quaresime tecnocratiche ci possono essere le pasque del populismo di tipo particolare, costruito sul paradigma della paura, affamato della carne dei capri espiatori, sempre armato di torce per illuminare la scena con i roghi purificatori (gli stranieri, i rom, i diversi tutti): attenzione, attenzione, attenzione!
Mi pare un quadro eccessivamente allarmistico.
Non dimentichi che siamo un paese sempre più allo sbando e che nel corso del 2012 cadranno sulle teste degli italiani le tempeste delle manovre finanziarie di Tremonti, oltre agli effetti di quella del Governo Monti. Credo che nei prossimi mesi il disagio acuto e crescente e la rabbia popolare non troveranno sullo schermo il volto di Berlusconi, che abilmente si sarà tolto da quel fascio di luce, mentre apparirà soltanto la responsabilità dei professori.
E quindi?
Tutto questo rimette pesantemente in gioco la destra e Berlusconi.
Mentre il centrosinistra si interroga se Vasto possa rappresentare una prospettiva di governo.
Vede, quella fotografia appartiene ad un contesto che non c’è più. Il punto è che con tutte le forze che si richiamano al centrosinistra e con quelle che con esso intendono dialogare, bisogna lavorare per definire una strada, un percorso e per chiarire quale è la prospettiva; ciò anche partendo dalla condivisione di un giudizio negativo sulla torsione liberista, ma succube di alcune grandi corporazioni.
Ci dica, allora, almeno lei, quali sono questi poteri forti che detterebbero l’agenda al governo Monti.
Non dobbiamo avere una visione malata di dietrologia; la storia non è fatta di grandi vecchi e burattini, ma di processi molto più complessi, in cui anche gli attori che recitano un copione a noi sgradevole non è detto che lo facciano pilotati. Dentro l’esecutivo non mancano interlocutori di straordinario livello e levatura intellettuale, ma poiché il tema che esso deve svolgere è come affrontare le dinamiche economico-finanziarie, il rischio è che questo governo sia uno dei tasselli di un’Europa che per salvare l’euro sta uccidendo se stessa e insegue illusoriamente medicine che finiranno per uccidere il malato.

Comments
Monti ,non può e non potrà mai fare nulla di buono per aiutare il suo popolo ad uscire da questa crisi sempre e solo a causa del Dio denaro che da secoli domina le leggi dell'uomo, nessuno ne ora ne mai riuscirà a regalare serenità ai popoli tutti , equilibrando le cose e facendo in modo che tutto sia bello e felice, illusione dei poveri di ogni età che continueranno in saecula seculorum a mantenere i ricchi che tali rimarranno, finchè non si avvererà la profezia dei Maya.
"Grande Monti" x fortuna è un professore!!!... un semplice ragionere sarebbe stato capace di andare a prendere i soldi dove ci sono! Monti e i suoi paparazzi sono andati a pigliarli dove non ci sono, per giunta facendo danni irreparabili.Forse non sarebbe degno nemmeno di insegnare a scuola(se gli alievi apprendono nozioni di economia da lui siamo fritti!). Un suggerimento,fossi in lui ,insegnerei italiano o religione cosi il suo talento sarebbe impegnato con profitto.
Grazie dello spazio,grazie a Vendola, e Niki mi raccomando se governerai ricordati la posizione che sostieni ora!
Carissimi, sono un lettore del Blog di Niki e leggendo anche l'ANSA mi fa piacere evidenziare una notizia di un certo rilievo che non mi pare abbia trovato lo spazio che meritata. Infatti per la prima volta, credo nella storia recente della Repubblica, un rappresentante dell'ufficio di presidenza del PDL, Mario Baccini, ha affermato che è disponibile a sostenere l'aumento degli stipendi per i lavoratori dipendenti. Questa mi sembra una svolta epocale e una occasione di dialogo che Niki dovrebbe cogliere, perchè se anche in un "angolino" del centrodestra è germogliato il fiore dell'equità sociale, bene, è proprio il caso di fare fronte compatto e allearsi con chi, di sinistra o di destra, la pensa come noi. Di seguito il comunicato ANSA:LAVORO: BACCINI, BENE CAMUSSO, PRECARI SIANO PAGATI DI PIU'
(ANSA) - ROMA, 20 DIC - "Condivido il pensiero delLa
segretaria della CGIL, Susanna Camusso, quando sostiene che i
lavoratori precari debbano, in termini di retribuzione oraria
del lavoro, percepire di più rispetto ai lavoratori con
contratto a tempo indeterminato": lo afferma Mario Baccini,
presidente dei cristiano popolari del PdL.
"Dato il sostanziale azzeramento della crescita del PIL il
lavoro precario diventa necessario per la dinamicità del mercato
del lavoro per la formazione e il ricambio generazionale dei
lavoratori. Non condividendo in toto la realtà del precariato,
che non garantisce quella stabilità necessaria ai giovani, alle
coppie e alle famiglie per progettare un futuro, ma analizzando
la realtà si avvisa la necessità che almeno questa situazione
possa essere bilanciata da un maggior compenso".
"Per il bene dell'Italia - conclude Baccini - ritengo oggi
più che mai necessario aprire un confronto, non ideologico, con
le parti sociali sui temi del lavoro e dello sviluppo
economico".
(ANSA).
Sono d'accordo con questa splendida intervista di Nichi Vendola..la manovra fatta dai professoroni è tutta sbagliata..ci stanno solo caricando di tasse..come farà l'italia ad andare avanti? e a pagare le tasse dato che siamo tutti disoccupati?
Non capisco cosa c'entri la riforma del lavoro, con l'emergenza del debito sovrano. La posizione sul art 18. del Governatore Vendola non e' uno sloogan, bensi' una posizione di buon senso.
Le imposte che colpiscono i redditi da lavoro dipendenti, poi, sono un vero taglio ai diritti delle persone, come quello della casa, nella societa' di oggi.
Aspetto invece tagli per giungere al pareggio di bilancio, che anch'esso e' un diritto degli adolescenti di oggi....ma non ci saranno, mi creda.
NON HA MAI DETESTATO NESSUNO MA ORA ODIO LA FORNERO E TUTTO IL GOVERNO DEI TECNOCRATI FOLLI che ci hanno rovinato il presente e il futuro, cosi in un colpo.Governo serio, si certo, chi non ha COSCIENZA é solo serio, razionale ma il POPOLO ITALIANO E' FATTO DI PERSONE NON DI NUMERI E GRAFICI SALVA FINANZA, GLI ITALIANI ORA SOFFRONO PER LA LORO INGIUSTIZIA.
LA RIFORMA ANDAVA FATTA MA CON GRADUALITA' E LE RISORSE URGENTI ANDAVANO TROVATE DA ALTRE FONTI, A LORO SCONVENIENTI.
Per noi del 1952 a cui hanno abolito QUOTE e VECCHIAIA , quando non manca neanche 1 mese al 2012, LO SCALONE E' PRATICAMENTE ABOLITO e ciò é insostenibile.
Come me ci sono poi anche DISOCCUPATI o persone che si sono congedate dalla azienda perché la pensione sarebbe stata percepita di diritto l'anno prossimo.
Se non ce la faremo a tirare avanti, visto che il mercato del lavoro non ci vuole più, andremo a rubare (tanto stanno svuotando le prigioni) non certo faremo i pezzenti a causa loro e PERCHE PROPRIO LORO CI HANNO RUBATO I NS SOLDI con il consenso di Napolitano che doveva limitarsi a fare il presidente della res publica. Come vorrei trovarmi faccia a faccia con la Fornero e guardarla negli occhi...di vetro, bionici.
Marina Ulzi
Il fattore importante che sconvolge l'intera situazione non è la contrarietà di Vendola & c. ma del PD e del PdL che hanno appoggiato una manovra radicata in controversie ventennali, peraltro così come è stata varata non servirà a nulla!!!!
Quale sarebbe la visione moderna dell'economia: licenziare con giusta causa, avere un sistema imprenditoriale che investe solo in operazioni finanziarie, farsi guidare dai meccanismi perversi del sistema bancario. Non dimentichiamo che dovrebbe essere l'uomo e il suo futuro al centro dell'economia e dello sviluppo. Il nord Europa può essere un modello, anche se è necessario contestualizzare la questione italiana: tendiamo a quel modello (se lo riterremo necessario), con equità e giustizia, senza morti e feriti.
Mi esprimo per frammenti, notizie:
- Il sistema di welfare italiano è quello che è per una mancanza di un progetto del presente e del presente in funzione del futuro.
E questo vale per la sanità, la scuola, per tutto.
- Bisognerebbe uscire dalla logica dell'emergenza, che tutto permette.
- La presenza dei tecnici continua a legittimare una strategia dell'emergenza ormai in vigore da decenni in Italia. Il messaggio dei tecnici è che loro fanno il loro dovere, che devono risanare una situazione che nessun altro avrebbe potuto affrontare. Ed è vero.
Bisognerebbe parlare apertamente di una voluta programmazione dell'emergenza.
Ma che conseguenze avrà questa ennesima risoluzione di emergenza, questa manovra?
- Quello che a mio parere più preoccupa del post governo di tecnici non è tanto "la virulenza del sentimento di antipolitica", quanto un ritornare a dover rispecchiarsi in una imbarazzante sinistra, debole e divisa.
- Il governo del Paese, soprattutto ora, deve vedere la collaborazione di tutti, non siamo, come dice Scalfari "in guerra e dobbiamo sentirci tutti un po’ arruolati, combattere a fianco di Monti senza se e senza ma, senza cioè porsi troppe domande".
Invece le domande devono esserci, bisogna pensare che tutti lavorano al loro meglio, che tutti hanno diritti e doveri per salvare la comunità in questo difficile frangente del presente. Anche questo Governo di tecnici.
Insomma, quello che mi piacerebbe sentire ora, da tutti, sarebbe: "Ok, ora la situazione è difficile, ma che sia l'ultima volta. Basta alle emergenze!"
Con le emergenze tutto costa di più, che siano vite umane (vedi precari, pensionati, donne, ecc) o soldi da spendere.
Vorrei proporre a tutta la sinistra un'unica grande sfida: non accettare le provocazioni di un'emergenza perenne.
Vendola si rassegni, il sistema di welfare italiano non è insostenibile adesso perché c' è la crisi dell' euro e della finanza cattiva, è sempre stato insostenibile, lo Stato non ha mai avuto i soldi per pagare le prestazioni frutto delle "grandi conquiste dei lavoratori".
Negli anni '70 le ha pagate con un' imposta patrimoniale molto pesante chiamata inflazione, che ha distrutto non certo i risparmi dei ricchi, ma di chi non poteva permettersi di portare i soldi in Svizzera.
Negli anni '80, si vede chiaro nell' infografica de Linkiesta, la fine dell' inflazione e della patrimoniale che rappresentava ha fatto esplodere il debito. Dal Governo Amato del '92 si sono alzate le tasse, soffocando l' economia, rendendo l' Italia un Paese poco attraente per chi investe e non evade il fisco. Non si stupisca della flebile crescita da allora. Monti ora alza ulteriormente le tasse, con pochi tagli.
L' Italia si deve disintossicare da un sistema di welfare sbagliato, costoso e inefficiente, da una visione dell' economia antiquata e sclerotica. Il nord Europa ha risultati ben migliori, imitiamolo.
Fare come in Europa significa far pagare le tasse a chi non le ha mai pagate!
Chi deve finanziare il welfare? I lavoratori che percepiscono 1.200 € il mese ?o i pensionati che arrivano a malapena a 1000 € euro al mese?
Il welfare non è mai stato sostenibile per la corruzione e l'incapacità della classe politica che ha sempre governato in Italia. Solo nelle regioni rosse si è avuto un buon governo della cosa pubblica. Come mai?
Post new comment