Non c’è crescita senza...“riforma delle pensioni e del fisco”
Settima puntata dell’iniziativa de Linkiesta “Non c’è crescita senza...”, tre domande su come far tornare a far crescere l’Italia inviate a professionisti, uomini d’impresa, docenti universitari e politici. Risponde l’avvocato e socio de Linkiesta Giuseppe Scassellati Sforzolini. Quali sono le prime due cose da fare? Quali sono gli ostacoli? Quali settori dove l'Italia può essere leader? Negli anni '50 l'Italia cresceva a ritmi cinesi, negli anni '70 a ritmi tedeschi e negli ultimi vent'anni senza ritmo. Mai come ora è chiaro che occorre correre ai ripari anche perché al crescere del Pil cala il debito pubblico. Ma cosa occorre fare? Clicca qui per visitare il blog di Non c’è crescita senza.
(a) riforma di: età pensionabile (innalzamento per entrambi i sessi e abolizione delle pensioni di anzianità) e contratti di lavoro (con abolizione dell'art. 18 e dei contratti a tempo determinato) / ammortizzatori (con indennità temporanea di disoccupazione per tutti i settori)
(b) aumento imposizione sugli immobili/riduzione imposizione sui redditi
Lo Stato italiano, soprattutto nelle sue articolazioni territoriali (non dico qualsiasi Stato, ma li nostro sì), si deve ritirare dall'economia.
Industria manufatturiera e relativa ricerca, perchè siamo tra i più forti al mondo; turismo, perché siamo il paese dove tutti vorrebbero andare.
*avvocato e socio de Linkiesta









Commenti
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se tu avessi lavorato per 41 anni come operaio in fabbrica non la penseresti in questo modo c'è gente che aspetta di andare finalmente in pensione dopo una vita di lavoro duro.I soldi prendetelidove sono non dalla povera gente VERGOGNA
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