Opinione di Michele Fusco

Non firmo appelli di pace, evviva i cazzotti tra Boeri e Pisapia

Solo il Pd poteva intestardirsi in una relazione politica impossibile, visto lo scontro delle primar
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia (Afp)

Mi plana un appello sulla casella di posta elettronica. Planano sempre molti appelli sulle nostre caselle mail, cosicché tocca anche il lavoro di scrematura. «IMPORTANTE: raccolta firme», strilla il richiamo e già viene voglia di cestino. Ma una vocina di dentro mi dice di fermarmi. È l’appello di un certo Beniamino Saibene, che mi girano da una galleria d’arte amica. L’oggetto è: «Rapida rappacificazione tra il sindaco Pisapia e l’assessore Boeri». Rapida?

L’appello di questo signor Saibene, già direttore del Milano Film Festival e adesso nel direttivo di Esterni, società di eventi culturali (tutte cose che apprendo da Google), è anche un filo struggente, persino epico nello slancio: «La forza di un pensiero politico nuovo e di un popolo unito nello stesso obiettivo hanno reso possibile “la primavera di Milano”…» E ancora: «Una spaccatura tra i due sarebbe devastante sul piano politico e su quello dell’umore e dell’immaginario dei cittadini milanesi. I sottoscritti cittadini si appellano…»

Appelli di questo tenore, ora meno toccanti ora anche più lacrimevoli, si sono moltiplicati a Milano in queste ore, e tutti con l’obiettivo dichiarato di ricucire uno strappo insanabile.

Prima di questa mail - decisiva - non avevo ancora le idee ben chiare su cosa fosse il Pd oggi. Come tutti voi mi dibattevo tra i se, i ma, i forse. Il giovane Saibene (apprendo che è giovane sempre da Google) mi fa da perfetto traduttore simultaneo, traghettatore impeccabile in un mondo incomprensibile, tortuoso, involuto come quello del Partito Democratico. Il quale, sappiamo bene tutti, aveva identificato Boeri come suo candidato sindaco, nonostante la candidatura Pisapia apparisse molto, molto dignitosa e con una qualche consistenza anche all’interno del mondo borghese di Milano. Lo schiaffo delle primarie, dove l’architetto è andato sotto di brutto, non è stato per nulla compensato dalla grande vittoria dell’avvocato.

Vissuto come autentico sfregio nel tabernacolo di un’onnipotenza politica che non esiste più, il Partito Democratico si è assurdamente intestardito nell’imporre Boeri in Giunta. Si sapeva benissimo che sarebbe finita a pomodori in faccia, era nelle cose, lo avrebbe immaginato anche un bambino di quinta, ma quelli del Pd no, gnucchi hanno insistito fino alla rottura di queste ore. C’era diversità su tutto, sull’Expo in primis, mica bagattelle, e ogni giorno portava la sua pena, con Boeri che sembrava fare apposta a sfruculiare il suo bel sindaco. E Cattelan Ambrogino d’Oro (qui, caro Pisapia, aveva ragione l’architetto, ma quando più ci ricapiterà che un artista italiano vivente venga ce-le-bra-to al Guggenheim di New York) e poi il Museo d’Arte Contemporanea, insomma una via l’altra appena per il gusto di contraddire.

Il sindaco Pisapia ha cannato nel farlo assessore. Colpa (politicamente) grave. Pensava di poterlo gestire, ma sbagliava sapendo di sbagliare. Probabilmente lo riteneva un tributo necessario al partito più grande e un doveroso riconoscimento a quei tredicimila cittadini che gli avevano dato la preferenza. Un compromesso che aveva molto poco di razionale. E che inevitabilmente non ha pagato.

Ma ora che la frittata è fatta, e che finalmente chiarezza si staglia all’orizzonte, militanti e appassionati moltiplicano gli appelli perché i due non si dividano. Come se da quella, possibile rottura, un’intera alleanza non dovesse più risollevarsi. Ecco, ora capisco meglio che cos’è il Pd: è il partito della conservazione, della non-scelta, della non-chiarezza! Stare insieme ancora significherebbe prolungare un’agonia, vorrebbe dire guardarsi in cagnesco su ogni iniziativa, diffidare l’uno dell’altro. È questo che vogliono i cittadini milanesi che hanno votato Pisapia (e Boeri)?

È chiaro che ci sarà da patire il giusto. È inevitabile, i grandi errori politici si pagano. Ma anche si risolvono con gesti netti, chiari, limpidi. L’opposizione farà il suo mestiere e cavalcherà (giustamente) questa vicenda desolante. È la democrazia, bellezza. 

: boeri / Milano / pd / pisapia

Comments

Michele Fusco's picture
Inviato da: Michele Fusco
30 November 2011 - 11:09

«fossi il suo editore la sospenderei per come si rivolge a noi».

Gentile FEd, in quale socialismo molto reale pensa di vivere?

un saluto, mf

Gioia's picture
Inviato da: Gioia
30 November 2011 - 01:08

Questo articolo è odioso. A partire dalla profusione di riferimenti inutilmente sarcastici a Saibene - che io, nn sapendo nemmeno chi sia, non so se meriti tutto questo sprezzo: ma certo nn si vede perché, se uno fa una cosa su cui tu nn sei d'accordo, debba essere svillaneggiato nel miglior stile della politica degli insulti. Per non parlare dell'inneggiamento ai cazzotti - la cultura astiosa della guerra ha scocciato me e molti altri. Ma trovo odioso anche che si pensi seriamente si potesse non coinvolgere Boeri (che di sicuro ha le competenze per quel ruolo) nella Giunta quando una fetta così consistente di cittadini che hanno eletto Pisapia hanno dato una così chiara indicazione di fiducia in lui: e dei cittadini Pisapia deve tener conto; è stato eletto sindaco, mica imperatore assoluto. Il che rende più difficile governare, certo. E' la democrazia, bellezza.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
29 November 2011 - 23:02

Cari stefanoC e FEd, ho capito. Siete buoni amici, o almeno conoscenti, o semplici estimatori di Beniamino Saibene. E lo volete far sapere. A me, che non mostro il vostro entusiasmo, e più in generale ai lettori. Non riuscite a capacitarvi di come il mio mondo non ruoti intorno al suo. Legate le sue benemerenze (secondo voi acclarate) al saper far bene o male il mio mestiere. Per poi concludere che se uno non conosce Beniamino non può nemmeno dir nulla su Boeri e Pisapia.
Ma per parlare di Milano, vi ho forse chiesto di dirmi chi è il direttore artistico dell'Hangar Bicocca (di cui peraltro sapete vita, morte e miracoli)?

E comunque, carissimi stefanoC e FEd, da buoni uffici stampa di Beniamino un risultato di marketing lo avete certamente raggiunto. E adesso persino io, vi assicuro pur non volendolo, un pochino lo conosco.

saluti cari, Michele Fusco

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
3 December 2011 - 17:11

caro Fusco,
non ho mai visto in vita mia Beniamino Saibene, non amo particolarmente Esterni (anche se riconosco che il Milano Film Festival è una bella cosa), e l'unico rapporto che ho avuto con lui è una mail di lagnanza che gli ho mandato quando mi è arrivata una mail elettorale per il "partito di Esterni", mandatami sfruttando la mailing list di Esterni in modo, mi pare, decisamente improprio (è seguita risposta, cortese ma un po' fumosa).

La non simpatia verso un apersona non ne esclude la rilevanza, però. Formigoni mi è proprio molto poco simpatico, ma farei ridere se provassi a scrivere un articolo sulla Lombardia senza tener conto che "Lui" c'è. Saibene conta sicuramente molto meno di Formigoni, ma è pur sempre una persona con un profilo pubblico che un giornalista farebbe bene a conoscere.

Poi ciascuno faccia quel che gli pare. Ma le sue supposizioni su chi è amico di chi, e chi fa l'ufficio stampa di chi altro fanno il paio con il tono supponente e mi pare piuttosto fuori luogo per un giornalista. Tono che invece è perfetto se uno fa il blogger, caso questo in cui però non ci si scoccia se qualcuno posta un commento "da bar" in risposta.

FEd's picture
Inviato da: FEd
30 November 2011 - 10:17

mi prendo la briga e di certo il disturbo di chiarire che NON conosco personalmente Beniamino né tantomeno sono il suo ufficio stampa

caro Fusco lei continua con la tecnica della misdirection a focalizzare su fatti irrilevanti e non veri, di ciò quello che conta è il tono da saputello snob che manco nei peggio ritrovi di Capalbio, allora forse sono io quello che adesso ha capito tutto: lei è un esiliato che come unica riflessione ci sa proporre "lo sapevo che andava male, era chiaro" con livelli di insulto alla propria audience che ambiscono a imitare il peggior Silvio, quello dell" a sinistra sono tutti coglioni"

dica pure quello che vuole, la pagina è sua, ma non si lamenti di venire poi criticato: se le danno tanto fastidio li tolga i commenti all'articolo che capisco aiutino il SEO ma come vede non stanno per niente in sostegno della sua "tesi" se non altro perché non è una tesi utile

rifletta sul suo ruolo di informatore perché un conto è una svista, un conto è difendere la propria ignoranza e magari si dedichi a qualcosa che conosce un pochino più a fondo

fossi il suo editore la sospenderei per come si rivolge a noi

tanti auguri

stefanoC's picture
Inviato da: stefanoC
29 November 2011 - 22:22

gentile dottor Fusco,
da un giornalista che scrive di fatti politici che riguardano la città di Milano ci si aspetta che conosca le persone che si sono candidate a Sindaco nell'ultima decina d'anni, e magari anche coloro che hanno posizioni rilevanti in associazioni che nell'area metropolitana organizzano eventi.
Saibene appartiene contemporaneamente a entrambi gli insiemi, e non conoscerlo mi pare denoti scarsa attenzione a ciò che capita in città, il che fa dubitare della profondità dell'analisi politica.
E comunque ha ragione FEd: a tutt'oggi i motivi dell'abbandono di Boeri non sono esattamente chiari, e sarebbe bello che qualcuno si dedicasse a chiarirli.

Michele Fusco's picture
Inviato da: Michele Fusco
29 November 2011 - 18:32

Gentile Angel, ho un'antica consuetudine con chi è uso elevare la sua stanca minaccia (di andarsene, di sbattere la porta, di non leggere più, di cambiare canale, di dire agli altri di smetterla e molto altro ancora) e negli anni ho sempre dato la stessa risposta: quella è la porta, si accomodi, la democrazia ha spazi molto larghi.

un saluto, Michele Fusco

marco l's picture
Inviato da: marco l
29 November 2011 - 14:37

Pisapia si sta rivelando un sindaco più democristiano dei democristiani. Nessun guizzo tutto compromessi al ribasso e direi che l'affermazione di Moretti fata a D'Alema può valere anche per Pisapia.
Fai qualcosa di sinistra.
Boeri sicuramente è andato fuori dalle righe ma almeno da voce a tutti quelli che vedono con sconforto l'immobilismo e il grigiore di questa giunta.
Pisapia è una grande delusione e anche sulla partecipazione una volta insediato ci sarebbe molto da dire.

Anna 1's picture
Inviato da: Anna 1
29 November 2011 - 17:26

Sono d'accordo con il tuo commento. Boeri ha fatto cento passi indietri, il Sindaco ne faccia almeno uno!
In fin dei conti se non fosse stato per i voti presi da Boeri e dal PD, credo che ci troveremmo ancora come Sindaco la Signora Letizia! Questo occorre ricordarlo. I Milanesi hanno voluto la Primavera, ovvero il rinnovamento e non il ritorno dell'Inverno e degli yesman!

Michele Fusco's picture
Inviato da: Michele Fusco
29 November 2011 - 14:02

Caro FEd, della sua assenza speriamo di potercene fare una ragione. Dal punto di vista musicale, questo è praticamente certo, ricordare i Duran Duran per celebrare David Zard (molto vivente, auguri!) dopo che il medesimo è stato il primo a portare in Europa Aretha Franklin e poi in Italia i Rolling, i Pink Floyd, Lou Reed, Bob Dylan, Donovan e molti altri giganti, è come dire - appunto - che il Pd è un partito in pienissima salute.
Mentre invece, questo è altrettanto certo, lei ci mancherà, e molto, come lettore politico. Noi amiamo ai limiti del masochismo chi dissente.

un caro saluto, Michele Fusco

Angel's picture
Inviato da: Angel
29 November 2011 - 18:23

Fusco... si pigli una camomilla, per cortesia. E' vero che non tutti pagano per leggerla ma il tempo è una risorsa scarsa (ergo è denaro) ed è un costo il semplice incomodo di scansare l'irritante pop-up che suggerisce di abbonarsi.

Ora Fusco, lei è un fornitore e il lettore che commenta è un cliente del suo giornale, la smetta di usare un tono da call center Telecom o saremo in molti a cambiare fornitore.

FEd's picture
Inviato da: FEd
29 November 2011 - 13:03

Io non ho usato nessun tono colloquiale, pretendo che un giornalista proprio in quanto tale e non blogger di una paginetta di pensieri proprio su Facebook si informi e CI informi. Altrimenti è uno sfogo personale, non giornalismo. Non sapere a Milano cosa è Esterni è come non sapere che nel governo ci sono i sottosegretari (non i nomi...che esistano). David Zard può anche ricordarci i grandi concerti degli anni '80 con i Duran Duran, ma allora invece che un giornale siamo in un memoriale.

Detto questo ho solo espresso, da lettore interessato, che non leggerò più il giornale.
E un editore risponde ai propri lettori, nel senso della responsabilità non del commento ancora più irritante e ingiustificatamente snob dell'articolo stesso.

Saluti e buona fortuna per il proseguimento di questa attività.

PS: Non mi piacciono i sacrari, né mi interessa "la sinistra" o sentirmene parte.

daniele's picture
Inviato da: daniele
29 November 2011 - 11:00

i tutto questo sul perché abbiano litigato ancora non si è capito.
Spero non fosse per questioni di carattere personale e caratteriale, come emerge
dalle dichiarazioni di boeri a repubblica, perché sarebbe molto molto grave.
PS. Non sapere troppo di Saibene per me ci sta pure.

Davidin's picture
Inviato da: Davidin
29 November 2011 - 00:42

Beh, se e' vero che Boeri non era disposto a discutere con la giunta delle proposte che voleva portare avanti, hanno fatto bene a mandarlo via. Suppongo che i milanesi che l'hanno votato volessero una persona propositiva e collaborativa, non una primadonna rompiscatole.

Michele Fusco's picture
Inviato da: Michele Fusco
28 November 2011 - 23:07

Gentile stefanoC, sono naturalmente lieto delle sue semplificazioni dialettali, che fanno, per così dire, colore e dunque, se le piace, allietiamo i lettori della Toscana con il concetto che la sinistra non ha capito una fava. Non l'avrei scritto, ma le vengo incontro.

Quanto a Saibene, lei mi perdonerà se come organizzatore di eventi, io sono fermo a David Zard.

un saluto gentile, Michele Fusco

stefanoC's picture
Inviato da: stefanoC
28 November 2011 - 22:42

gentile dottor Fusco,
mi suona strano sentire la lamentazione contro le critiche "nientemeno che" a un giornale (o a un giornalista), o contro il tono troppo colloquiale delle stesse.
Dopo un articolo scritto con questo tono, in cui sostanzialmente si sostiene che nessuno, nella sinistra, ha capito una fava, come direbbero in Toscana, mentre l'articolista e qualsiasi bambino di quinta elementare (o scuola primaria, in italiano moderno) sarebbero stati capaci di comprendere tutto e attuare strategie inappuntabili, mi pare che un paio di critiche, col tono che si preferisce, ci possano pure stare.
E per dirla tutta se si parla di Milano e non si conosce Beniamino Saibene, che peraltro male fece alla sinistra nelle elezioni precedenti candidandosi con una propria lista, allora è difficile avere le credenziali per giocare ai bene informati; se invece si sa chi Saibene sia e si finge di non saperlo, allora ci si comporta come Emilio Fede quando finge di non conoscere l'interlocutore e ne storpia il nome, e non è bello.

Ciò detto, spero che la giunta sostituisca presto Boeri con altra persona più allineata alle scelte degli altri componenti, e mi guardo bene dal lamentarmi per la dipartita.

Un saluto
stefano

Michele Fusco's picture
Inviato da: Michele Fusco
28 November 2011 - 22:26

C'è un aspetto - persino modesto nella sua marginalità - che i signori FEd e Ubikindred sembrano dimenticare, quando commentano un articolo di giornale (Linkiesta è un giornale).
Credono di rivolgersi a un amico, a un sodale politico, a un vecchio frequentatore di circolo Arci o di sezione, insomma a uno a cui si sentono in diritto di dire: ma che caspita combini, come ti permetti di criticare la nostra sinistra, la sinistra che ci fa battere il cuore, come ti viene in mente di benedire una spaccatura così devastante per il nostro popolo addolorato.

Bene, a questi due signori intendevo segnalare che il sottoscritto fa solo il giornalista e del presunto sacrario della sinistra non gli interessa un fico secco, come peraltro gli interessa zero del sacrario della destra (evito tutte le altre sigle, ma le comprendo in un unico fico secco).

con stima, Michele Fusco

Marco Giovanniello's picture
Inviato da: Marco Giovanniello
28 November 2011 - 21:57

Ci sono voluti cinque mesi per capire che non ci possono essere due galli nello stesso pollaio.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
28 November 2011 - 21:52

Basta con Boeri architetto che grazie alla politica si è fatto lustro, via e al più presto, meglio un avversario che un sornione contrario in casa.

Ubikindred's picture
Inviato da: Ubikindred
28 November 2011 - 21:10

Ma come si fa a dare una lettura così superficiale della situazione (davvero non sai cos'è Esterni? Pensavo lo sapessero tutti girando un minimo di Mostre e/o eventi culturali a Milano, comunque, non è essenziale)? Io non ho votato Boeri, ho votato Pisapia, ma mi pare ovvio come questa scissione sia terribilmente controproducente, sia a livello di immagine che di sostegno della base. Ti ricordo che Boeri è quello che ha preso più preferenze a Milano, alle elezioni. E' come dire agli elettori: sai che c'è? Della vostra evidente dichiarazione di volontà, io me ne frego. Senza contare che è l'ennesima mancata occasione di mostrare coesione di fronte alla destra che accusa il centrosinistra di essere troppo litigioso e incapace di governare. E invece noi, per dimostrargli che hanno torto, che facciamo? Litighiamo. Geniale. Se credi che siano solo gli elettori del PD a premere perché non si consumi l'ennesima carnevalata politica nella sinistra, davvero hai capito poco o nulla.

Giacomo (@TrendlessFlux)'s picture
28 November 2011 - 23:07

Preferenze? L'unica preferenza con cui si poteva misurare Boeri era quella espressa durante le primarie: elezioni che lo hanno visto perdere nettamente.

Addurre il numero di preferenze conseguite durante le elezioni non solo é abbastanza ridicolo (o intellettualmente disonesto), ma anche abbastanza umiliante per il candidato sconfitto che si vorrebbe difendere.

E' chiaro che un ex-candidato (non di testimonianza) piglia verosimilmente molte preferenze in sede di elezioni. Mi pare altrettanto chiaro che gli elettori siano in grado di comprendere che se i candidati sono due (e non uno), delle differenze programmatiche sostanziali se le possono aspettare.

Insistere sulla "sintesi" equivale a rifiutare il senso e la funzione delle primare. Altra caratteristica che descrive IMHO molta parte dei militanti e dei dirigenti Pd.

FEd's picture
Inviato da: FEd
28 November 2011 - 20:19

certo che parlare così di Beniamino...è un indicato di non sapere niente di Milano e delle persone rilevanti della città

e poi è facile arrivare sempre a dire "oh era chiaro che non sarebbe andata bene"

questo era uno spazio interessante, ma credo sarà l'ultimo articolo che leggo, mi spiace

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