Opinione di Massimiliano Gallo

Meno Caimano, più poesia. Habemus Nanni Moretti

Con il suo film del 2011 e grazie a un grande Michel Piccoli, Nanni Moretti aveva narrato lo smarrim

Nanni Moretti in Habemus Papam

«Ma non si può fare che io scompaio?». Così, nel suo italiano un filo approssimativo, Michel Piccoli si rivolge al Navarro Valls dell’opera di Nanni Moretti, con la quotidianità dei Fori Imperiali sullo sfondo. Sarebbe stato eletto Papa, Michel Piccoli. Ma di affacciarsi a quella finestra davanti a una piazza San Pietro gremita di sconosciuti adoranti, di comandare quel gregge, quel cardinale amante di Cechov proprio non ha voglia.

La trama di Habemus Papam è arcinota. Il prescelto dal conclave ha una crisi proprio mentre il suo nome sta per essere annunciato. Un grido straziante, anzi due, preludio a un pianto, e poche angosciate parole: «Non ce la faccio». Come un ragazzino qualsiasi alle scuole medie. E per cercare di riportarlo sulla retta via, il Palazzo apostolico recluta colui il quale è ritenuto il miglior psicoterapeuta su piazza. Ovviamente, Nanni Moretti.

Se ne sono scritte tante sul film del regista di Ecce Bombo. Che è un capolavoro, che è contro la Chiesa, che è un’incompiuta, che è il film della maturità, che a un'idea sublime è seguita una realizzazione modesta e infantile. Del resto, come spesso accade, anche in quest’opera il romano di Monteverde non perde occasione di coprire di ridicolo i giornalisti. Se c’è uno che recita una parte palesemente da idiota nei film di Moretti, state sicuri che quell’attore interpreta un giornalista. In questo caso uno pseudo reporter d’assalto a margine del conclave.

Difesa preventiva, oseremmo dire. O deficit educativo, per usare le parole di Margherita Buy, nel film ex moglie di Moretti (lo ha lasciato lei) e, come lui, terapeuta («dopo di me, la più brava»). È a lei che si rivolge il portavoce del Vaticano. È da lei che portano Michel Piccoli. Ed è con lei che il cardinale che non volle farsi Papa piano piano si apre. È con lei che scopre di vivere una vita che in fondo non gli appartiene. Avrebbe voluto fare l’attore, ma agli esami sua sorella fu promessa e lui bocciato. E mentre Michel Piccoli se ne va indisturbato in giro per Roma, Nanni intrattiene i cardinali reclusi nell’infinito conclave tra partite a carte e un torneo di pallavolo che entra di diritto nella storia del cinema.

Cinematograficamente, sembra quasi un richiamo all’Angelo sterminatore di Buñuel. Lì il regista metteva a nudo la follia dell’alta borghesia assiepata in una stanza da cui nessuno è in grado di uscire, pur non essendo la porta chiusa a chiave. In Habemus Papam, invece, l’occhio di bue è sullo smarrimento della Chiesa, con i porporati che vanno a muro (nel senso della pallavolo) in attesa che il prescelto assecondi la scelta di Dio. Ma, e qui sta la differenza, Moretti gira tutto con garbo, leggerezza, poesia, passione cromatica. E, aggiungeremmo, rispetto per Santa Romana Chiesa. In fondo, in questo film, che la crisi abbia attanagliato Michel Piccoli sul soglio pontificio, o alla vigilia di un’incoronazione, o, ancora, del tiro di un calcio di rigore decisivo, può paradossalmente risultare del tutto irrilevante.

Resta, potente, la figura di un uomo maturo che non se la sente di percorrere binari non suoi. Un uomo che i passanti salutano e acclamano mentre un’automobile lo conduce a quello che per lui sembra essere più un patibolo che il coronamento di una vita. Certo, che questo avvenga pubblicamente in una delle piazze più famose del mondo, non può essere secondario. Ma, forse, lo sguardo di Moretti era anche un filo più ampio. Ancora una volta, dopo “La messa è finita”, il regista dimostra di offrire il meglio di sé quando si cimenta con i tormenti di un uomo di chiesa, più che col Caimano. Tanti anni fa, un giovane prete di provincia; oggi, un signore maturo che corona il sogno di ogni cardinale. E scopre di non sentirsi pronto. 

Comments

REXLEX's picture
Inviato da: REXLEX
11 February 2013 - 14:30

Il film di Moretti è un bel film con un grandissimo Michel Piccoli. E credo che non fosse stato guardato con particolare ostilità dalla Chiesa alla sua uscita. Ora poi che inaspettatamente diventa pure profetico...a maggior ragione rimarrà come una delle opere più importanti di Moretti. Anche il Papa è un uomo. Incredibile come proprio un teologo ortodosso introduca nella storia della chiesa ( moderna ) un fattore di rilettura del ruolo che sembrava cristallizzato. Ora avremo un Conclave durante il quale , per assurdo , si potrebb andare a chiedere al predecessore chi vedrebbe bene al suo posto. Condivido lo stupore del gesto e della persona che lo ha compiuto. E sente i commenti a botta calda di molti credenti che sono sconcertati .

Gianluca Lulli's picture
Inviato da: Gianluca Lulli
25 April 2011 - 11:04

Ho visto "Habemus Papam" e l'o trovato poetico, struggente e triste.E' il film di un uomo, Nanni Moretti, che desidera la fede come fatto vitale.Una fede che affronti il male che si insinua nella vita dell'uomo, rappresentato dal corrompersi dell'amore tra l'uomo e la donna, oppure dall'arrivo della follia.Qui Nanni Moretti prende congedo dal "morettismo" e si guarda da lontano con un sorriso amaro.Questo è un uomo che desidera incontrare Dio nello scoprirsi amato prima di tutto.
P.S.: purtroppo la visione del film è stata disturbata dalla presenza vociante dei "morettiani" che ormai vanno a vedere i suoi film come tifosi che vanno allo stadio o borghesucci che fingono di capire le opere d'arte astratte ai buffet delle presentazioni delle mostre.

Beppe Roncari's picture
Inviato da: Beppe Roncari
23 April 2011 - 16:09

Mah... andrebbe guardato anche solo come film, piuttosto che come polemica pro o contro la Chiesa cattolica. Come film è carino, dài, meno pesante di altri di Moretti.

Sergio Gallo's picture
Inviato da: Sergio Gallo
23 April 2011 - 14:46

All'anonimo che ha inviato un commento alle 23:09 del 22 aprile 2011 ricordo che non è molto a conoscenza della storia della Chiesta cattolica : ha dimenticato Celestino V° che "per viltate fece il gran rifiuto", non volle diventare Papa. Quindi quella di Nanni Moretti non è un'opera che ha dell'impossibile.

roberto's picture
Inviato da: roberto
23 April 2011 - 10:11

l'idea a prima vista è originale, non sembra male; il film è però infantile non come il Papa, ma come il regista ... Sceneggiatura insulsa, col solito Moretti narcisista che dovrebbe psicanalizzare se stesso e il suo deficit di accudimento. Inverosimile la partita a pallavolo, così come il Conclave che elegge un cardinale del quale non si è prima accertata l'assenza di agorafobia. Non mi pare un attacco alla Chiesa: non ne ha lo spessore. Semplicemente ridicolo.

maroc's picture
Inviato da: maroc
23 April 2011 - 07:03

mi sembra che Moretti sia andato con i guanti di gomma a parlare di Chiesa. se avesse voluto indagare sullo schifo che si trova ne avrebbe potute dire tante.
Invece direi che chi si ferma alla Chiesa si ferma al primo livello di lettura. Non è un film sulla Chiesa. E' un film sull'inadeguatezza e la fragilità dell'uomo in alcune circostanze della vita e il suggerimento per uscirne può essere semplice, accettare con un umiltà questo stato e cambiare strada.
Un bel film, poetico ed elegante, come sempre.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
22 April 2011 - 23:09

E' il classico film da 'cassetta' di Nanni Moretti. E' un'opera che ha dell'impossibile perché il Papa è predestinato e sostenuto dallo Spirito Santo. Chi non crede come Moretti può solo inventarsi cose impossibili come quella che ci propone e fantasticare su una cosa che non è in grado di valutare. Invadere un campo così delicato ed importante senza avere una minima preparazione è solo offendere tutti i credenti Cristiani che amano la Chiesa e di conseguenza i successori di Pietro, il primo Papa.
Dio lo perdoni.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
23 April 2011 - 08:33

Come nel gioco delle carte ,di cui non ricordo il mome,lo psicoanalista dichiara subito di non essere
credente.
Pertanto, il perdono di Dio, non è necessario.

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