Infografica

L’Italia non è una repubblica fondata sul lavoro

Alessandro Rosina* Infografica a cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini

Il rapporto tra popolazione inattiva e popolazione occupata parla chiaro. Il livello medio nei Paesi sviluppati (Ocse) è pari al 72,5%. Nello Stato dove lavorano più persone, la Svizzera, è pari al 41,4. L’Italia è uno dei pochi Paesi a superare quota 100%. Questo significa che sono più quelli che non lavorano rispetto agli occupati (precari compresi). Peggio di noi fanno solo Turchia e Ungheria. Un po’ meglio fa la Grecia. Il confronto nella nostra infografica.

7 novembre 2011 - 22:10

«L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro»? I padri e le madri costituenti hanno posto questo principio come primo articolo della Costituzione proprio perché il lavoro diventasse la stella polare in grado di orientare le politiche di crescita e benessere per le generazioni future.
Ma è andata davvero così? Vediamolo nei fatti. Abbiamo costruito un indicatore che mette in relazione – tra chi ha superato l’età minima legale per lavorare – la popolazione occupata su quella inattiva. I risultati sono quelli riportati nell’infografica.
Il livello medio dei Paesi sviluppati (Ocse) è pari al 72%. L’Italia è uno dei pochi Paesi a superare il 100%. Questo significa che sono più quelli che non lavorano rispetto agli occupati (precari compresi). Peggio di noi fanno solo Turchia e Ungheria. Un po’ meglio la Grecia.
Non è vero quindi, dati alla mano, che l’Italia è fondata sul lavoro. Chi ha avuto responsabilità di governo negli ultimi decenni non è stato granché in grado di realizzare lo spirito fondante della Costituzione.

* Professore associato di Demografia nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano. Con Antonio Golini, professore emerito di Demografia alla Sapienza di Roma, ha da pochi giorni pubblicato, per il Mulino, Il secolo degli anziani. Come cambierà l’Italia

 

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Commenti

Da quanto leggo avete cannato in piena la descrizione: il rapporto dovrebbe essere disoccupati su occupati e non il contrario (come da voi scritto).
Non mi stupisce la cosa, siete i soliti approssimativi..

Riscriverei, se le cose stanno così " L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro di quelli che lavorano". Visto che i contadini sono numericamente inferiori ai Luigini quando se ne andranno o smetteranno di lavorare, per 1000 motivi, cosa faranno i luigini?
La situazione è destinata a peggiorare, la Monti-Manovra è recessiva, induce la riduzione dei consumi, anche quelli dei contadini. Il ceto produttivo , ovvero produttore di Valore Aggiunto, ( Per Marx, plusvalore), sarà colpito dalla recessione più di altri. Fabbriche senza ordini e senza Clienti chiudono e mandano a casa gli operai. Dato il clima sociale di sfiducia diffusa, l'incertezza del diritto, leggi e decreti che riaprono partite chiuse, non attirano investimenti che vanno altrove, ovvero in altri paesi Europei dove lo "STATO", mantiene la parola data.
Monti vuole il popolo dei Contadini per strada? Lo avrà e presto. Malcontento e sfiducia nelle istituzioni sono diffusi dal Nord al Sud. il PIL è in discesa, i negozi sono vuoti o lavorano poco. Al temine delle "Feste", quando tireremo i conti scoppierà la protesta. E' forse la prima volta che i cosiddetti padroni e maestranze sono uniti da problemi comuni.
Recessione porta,come prima conseguenza disoccupazione, Un meccanismo autorinforzante ( cfr: causa-effetto, o retro-azione negativa).
Auguri a chi avrà la forza di sopravvivere.
Nel frattempo la Caste celebrano i loro fasti e Monti-Nerone suona la cetra mentre il paese brucia.!

A Daniele di Milano e a chi la pensa come lui, vorrei dire che nelle statistiche appare con un unico dato ad esempio il Regno Unito che, come tutti sanno, è composto anche da Scozia, Galles e Ulster. Tu credi che la differenza tra le Highlands e la Greater London o tra Londra e Belfast o Cardiff sia minore che tra la Lombardia e la Basilicata o tra Milano e Napoli? Ma d'altra parte non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e se l'unico scopo è mettere il proprio bagaglio al posto degli altri passeggeri sulla scialuppa della barca che affonda allora non c'è strategia comune che tenga. Buona fortuna alla Padania, che si salverà pure la propria "roba" ma non certo l'anima.

Ma perchè dobbiamo regionalizzare?L'Italia è una nazione UNITA!le statistiche degli altri paesi mica vanno a regioni o a zone!?concordo con chi sostiene che la politica degli anni passati ci ha rovinato.

@ Alessandro

Se l'Italia fosse un paese con una variaza relativamente bassa nei dati sugli indicatori socio-economici, la tua osservazione sarebbe giustissima.

Siccome, al cotnrario, l'Italia è l'unico paese europeo in cui disponi contemporaneamente di aree molto estese con indicatori tra i migliori del continente e aree altrettanto estese con i peggiori, allora la media nazionale non è mai un buon indicatore dal punto di vista analitico perché non ti consente una rappresentazione sufficientemente precisa né per l'interpretazione dei dati, né - consegunetemente - per impostare le soluzioni. E' un caso dove Trilussa coi suoi polli impera incontrastato.

Il ragionamento è valido persino sull'occupazione femminile (in cui i paesi latini sono normalmente messi peggio) dove l'Italia segna una media del 46,1%, molto più bassa della media UE27 (58,2%), ma continene, per esempio, il 59,9% dell'Emilia Romagna (valore identico a quellod ella Francia e superiore alla media dell'area EURO oltre che dell'intera UE) e il 28,7% della Sicilia (cioè molto ma molto peggio del 48,1% del peggior paese europeo, la Grecia).

E se dunque può essere certamente vero - e ci mancherebbe! - che anche l'Emilia Romagna potrebbe migliorare ancora salendo oltre il 60% adeguandosi ai livelli dei paesi del Nord Europa, è altrettanto vero che qui il problema non si chiama "Italia", ma si chiama "Mezzogiorno", un'area di sottosviuluppo così arretrata e così consistente dal punto di vista demografico da abbassare drasticamente la media italiana facendola scivolare sotto la media europea. E allora, forse, nbell'immagnianre ricette - sul lavoro, quanto sulla previdenza, ecc. - forse questa indicazione è un po' più utile che non la media nazionale che fa apparire tutto uno schifo quando invece non lo è affatto.

Insomma, nel caso italiano - vista l'ampiezza dei differenziali e la consistenza delle aree di picco e di valle nei valori -. la media nazionale è indicatore inservibile all'analisi.

daniele,milano

Come sempre è assolutamente inutile considerare il tasso nazionale per capirci dentro qualcosa in un paese con differenziali del tutto sconosciuti agli altri paesi OCSE.
Non ce la fate a regionalizzare i dati? Il tasso di inattività in Emilia Romagna è intorno al 35% (probabilmente meglio che in Germania), in Campania quasi al 70% (probabilmente peggio che in Turchia). Senza regianlizzazione dei dati le infografiche sull'Italia non servono a un tubo, se non a martellarci le palle pensando di essere sempre i peggiori, cosa che invece, in tanti territori di questo disgraziato paese non siamo affatto.

daniele,milano

nelle statistiche presentate è presente una stima dei lavoratori in nero? Anche io sono assolutamente d'accordo che bisogna regionalizzare i dati.

Sono confuso dalla grafica... ma il tizio seduto non doveva stare sulla destra??

Ma che ragionamento e', daniele? Si trova sempre una regione o una sottocategoria in cui le cose vanno meno peggio, dobbiamo consolarci cosi'? Con la stessa logica posso dire che nel mio condominio tutti stanno bene e quindi la crisi non c'e'. Da considerare poi che l'alta quota di inattivi e' dovuta soprattutto a bassa occupazione femminile e giovanile e su questo anche I valori delle regioni del nord Italia non sono all'altezza delle aree piu' avanzate d'Europa.

Ma che ragionamento e', daniele? Si trova sempre una regione o una sottocategoria in cui le cose vanno meno peggio, dobbiamo consolarci cosi'? Con la stessa logica posso dire che nel mio condominio tutti stanno bene e quindi la crisi non c'e'. Da considerare poi che l'alta quota di inattivi e' dovuta soprattutto a bassa occupazione femminile e giovanile e su questo anche I valori delle regioni del nord Italia non sono all'altezza delle aree piu' avanzate d'Europa.

@ Stefano Brenna
Gli inattivi sono tutti quelli che non fanno parte della forza lavoro, ovvero tutti quelli che non sono né occupati (gente che lavora) né disoccupati (gente che non lavora ma è in cerca di lavoro). Comprendono pensionati, studenti a tempo pieno, invalidi al 100% che non possono lavorare (o persone per niente invalide che percepiscono ugualmente una pensione di invalidità e campano di quella), lavoratori scoraggiati (cioè gente che non lavora ma non è in cerca di lavoro) ecc.

@vdc
Nelle statistiche sono considerati "occupati" sono tutti quelli che percepiscono una retribuzione per aver prestato qualche attività lavorativa, indipendentemente che questa sia regolare o in nero. Quindi in quei dati sono già compresi i lavoratori in nero.

La sostanza dell'infografica non cambia: siamo un paese che scoraggia l'occupazione in tutti i modi possibili, e quelli che sono occupati vengono spremuti come limoni. Mi piacerebbe vedere un'infografica con i livelli di tassazione sul reddito da lavoro e da impresa. Scommetto che la classifica si invertirebbe.

Opinione rispettabilissima, ma l'avete considerata la percentuale di lavoro nero (soprattutto al Mezzogiorno)?

D'accordo, modifico Buro-klepto-krazia . A parte i soliti tangentari, corrotti, concussi ed altr, klepto significa rubare, tempo e quindi vita a chi e' vittima di norme e pandette, leggi e leggine ec.

Come sempre è assolutamente inutile considerare il tasso nazionale per capirci dentro qualcosa in un paese con differenziali del tutto sconosciuti agli altri paesi OCSE.
Non ce la fate a regionalizzare i dati? Il tasso di inattività in Emilia Romagna è intorno al 35% (probabilmente meglio che in Germania), in Campania quasi al 70% (probabilmente peggio che in Turchia). Senza regianlizzazione dei dati le infografiche sull'Italia non servono a un tubo, se non a martellarci le palle pensando di essere sempre i peggiori, cosa che invece, in tanti territori di questo disgraziato paese non siamo affatto.

daniele,milano

L'Italia è una repubblica fondata sui pensionati e sugli assistiti (che a loro volta si fondano sul lavoro degli altri..)

...scommetto che cambierebbe molto se tenesse conto dei lavoratori in nero...

L’Italia è una Repubblica (democratica) fondata sulla burocrazia!

La categoria degli Inattivi da quali grandi sottocategorie è composta?

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