Passera, davvero ha trovato una poltrona per Malinconico?
Domanda: può capitare che Carlo Malinconico, obbligato a dimettersi appena a gennaio da sottosegreta
Si legge con una certa curiosità un pezzo di Libero a firma Maria Giovanna Maglie, nel quale è raccontata una storia un po’ bislacca (già anticipata ieri da Panorama on line) che farebbe capo – nel senso che a decidere è lui – a Corrado Passera, il ministro dello Sviluppo Economico. Gira intorno, il raccontino, a una tal Fondazione Valore Italia, a me del tutto sconosciuta, e sin qui passi, ma sconosciuta anche a tutti quelli a cui ho posto il solenne interrogativo. Tale fondazione, nata nel 2005 per volere del Ministero medesimo, aveva lo scopo di mettere in piedi «l’esposizione permanente del Design Italiano e del Made in Italy» nel Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur.
Qui, se permettete, e lo dico da milanese che vive appunto a Roma da un certo numero di anni, c’è un primo, primissimo errore. Nel senso che se pronunciate nella Capitale la parola «design», il minimo che vi potrà capitare è che le persone vi scansino come un appestato. Sarà utile ricordare, giusto per stare nei pressi e comprendere la mentalità, che il sindaco di questa povera città, Gianni Alemanno, alla visione dell'Ara Pacis ripensata da quel bravissimo architetto che è Richard Meier, commentò semplicemente che era da radere al suolo. Tecnicamente un incompetente. Dovete anche sapere, voi che non vivete a Roma, che l’Ara Pacis è probabilmente l’unica struttura moderna della città di una certa vivacità e a cui torna anche qualche conticino economico. Ma comunque è primissima quanto a presenze. A Roma ci è già morto tra le mani il Maxxi, quando parli di moderno, di arte contemporanea sotto il Cupolone, la piantina di intristisce e immancabilmente defunge. Questo per dire che mettere in piedi una fondazione per il design italiano a Roma e non a Milano è qualcosa da psicanalisi. Ma questo è ancora niente.
La storiella raccontata da Libero prosegue così. Il comasco ministro Passera avrebbe azzerato il vecchio consiglio di amministrazione senza un vero perchè. La Fondazione, scrive il giornale, non sarebbe il solito carrozzone, non perderebbe soldi, non ha assunto i soliti parenti di, insomma vivrebbe di luce propria. Ma come vi abbiamo detto poco sopra, la luce non doveva proprio vederla. Vabbè.
Il nodo, la notizia, il colpo di scena, stanno tutti nella scelta del commissario, nientepopodimenoche Carlo Malinconico! Cari lettori, non vi appaia una persecuzione, la nostra, con il dottor Malinconico. Perchè già mesi fa, al riapparire di imbarazzanti intercettazioni, ne chiedemmo le dimissioni al professor Monti, nelle quali emergeva con una certa chiarezza che il nostro civil servant, designato come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, aveva sgavazzato a spese della cricca in simpatici alberghi cinque stelle lusso. Ne chiedemmo le dimissioni al presidente del Consiglio, il quale per essere sicuro di non sbagliare volle aspettare che anche il popolo della carta dicesse la sua. E andava nella nostra stessa direzione. Fu così che il dottor Malinconico, convocato a Palazzo Chigi, offrì «spontaneamente» le sue dimissioni.
Ora, secondo quello che raccontano Libero e Panorama, ci risiamo. Uscito dalla porta carraia, Malinconico rientrerebbe dalla finestra di un'oscura fondazione. Il comasco Passera ne sarebbe lo stratega. Pensiamo sia uno scherzo di cattivo gusto. Perchè questa volta, visto che di Malinconico ci siamo giù occupati, cambieremmo cavallo. E le dimissioni le chiederemmo direttamente a Passera.

Comments
Passera fuori! Si dimetta subito!
Tutto bene il commento e l'articolo, salvo il secondo paragrafo su Roma. Di questi tempi essere milanesi a Roma non giova. Tuttavia meglio documentarsi prima di sparare giudizi trancianti quanto infondati sulla Capitale. Forse l'estensore non conosce la città, ma allora prima si faccia un giretto. A Roma, l'hotel Jolly a porta pinciana (oggi Nh) è stato un esempio di inserimento di architettura moderna che ha fatto scuola in Europa per decenni, per citarne uno. C'è l'ambasciata di Inghilterra di Neemier, nata molto prima del palazzo di Segrate, per non parlare dell'istituto di cultura Giapponese. Ci sono le riqualificazioni del mattatoio e dell'area del gasometro,. La moschea di Portoghesi e l'auditorium di Renzo Piano, due gallerie permanenti di arte moderna, prima del Maxxi, il ponte della Musica, per non parlare del palazzetto dello sport e della stazione termini di Nervi., nonché dell'auditorium vaticano, E fra poco anche la Nuvola di Fuksas...Potrei andare avanti a lungo, molto a lungo. A Roma, in sintesi c'è più arte e architettura moderna che in tutta la Lombardia, il Veneto e il Piemonte messi insieme. A Milano dopo il Pirellone, il palazzo Lombardia; ne abbiamo un paio verso Fiumicino, in periferia. Ma dove vivi, milanese?
e te pareva ..
p.s.
si aggiunga nella guerra Roma versus Design: il logo della città premiato da Alemanno (un gattino su una trave), il cono di natale, la statua di papa a stazione termini .. #unacatastrofepsicocosmica
Settembre 1888
Caro Theo,
il tempo qui resta bello, e se fosse sempre così, sarebbe qualcosa di ancora meglio che il paradiso dei pittori, sarebbe pienamente Giappone. Quanto penso a te e a Gauguin e a Bernard, in ogni momento e ovunque! A tal punto è bello e tal punto vorrei vedervi qui tutti!
Ti includo un piccolo schizzo di una tela quadrata da 30, finalmente il cielo stellato dipinto questa notte sotto un lampione a gas. Il cielo è verde-azzurro, l'acqua è blu reale, i terreni sono malva. La città è blu e viola, il lampione è giallo e i riflessi sono rosso oro e degradano fino al verde bronzino. Sulla volta azzurro-verde del cielo: la Grande Orsa ha un scintillio verde e rosa, il cui discreto pallore con l'oro deciso del lampione. (...) Avrei voluto fare anche altri girasoli, ma erano già finiti. Sì, durante l'autunno vorrei proprio fare una dozzina di tele quadrate da 30 e credo che sia possibile, per quanto possa prevedere. (...)
tuo Vincent
post scriptum
Non era solo uno dei più grandi pittori del mondo era anche uno straordinario poeta, dipingeva prima con le parole poi sulla tela. Ha venduto un solo quadro nella sua vita e la brama del potere non l'ha sfiorato neppure per un istante, neanche per un secondo. Vorrei direte "ma era pazzo"? Alla stessa stregua vi domando "non siamo noi i pazzi?".
Caro Dottor Fusco,
non sapevo che il Ministro Corrado Passera si occupasse anche del riciclaggio dei rifiuti!
Cordialmente
P.S
Non ho ben capito Ministro Passera. Tra lei ed Enrico Tomaso Cucchiani avete aperto un’agenzia interinale? Lei piazza spudoratamente le sue persone di fiducia nei posti che non devono ricoprire, l’altro invece fa il diavolo a quattro con faccendieri della peggior specie per farle cacciare? Cos’è la scuola di Banca Intesa?
Caro Professore Fabio Conforti,
ho risolto immediatamente il problema. Ho chiamato ora Renzo Piano nel suo studio di Vesima. Lui ci dà l’aeroporto galleggiante di Osaka che piazzeremo all’istante sui Navigli e non diamo ai romani la Malpensa, quell’orribile cattedrale nel deserto progettata da Vittorio Gandolfi.
Caro Ministro Passera,
il Governo al quale lei appartiene ci chiede tanti sacrifici (aumento delle tasse sulla casa, sulla benzina, riforma del lavoro e chi più ne ha più ne metta.) e noi, usando una metafora, cerchiamo di fare una meticolosa "raccolta differenziata" di tutte le nuove incombenze che ogni giorno ci piombano sulla testa, senza buttare via nulla ovviamente. Poi lei di punto in bianco ci viene a mettere un bel sacco della spazzatura in casa nostra (si ricordi che il suo stipendio e le tasse le pagano noi). Mi permetta di dirglielo Signor Ministro, ha una bella faccia come il culo.
Cordialmente
carlomaria
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