Opinione di Gianni Piazzoli*

Dato per dato, perché una patrimoniale si può fare

Gli italiani, forti di 2.700 miliardi di ricchezza finanziaria netta e di 1.700 miliardi di seconde

Helmut Fischer è un giovane gestore finanziario tedesco con discreta padronanza dell’italiano. La sua conclusione: se non ragiona da sistema paese e abbassa i costi, anche con uno sforzo finanziario immane che al limite potrebbe sostenere da sola, l’Italia resterà al palo.

Pienamente immerso nella sua vita lavorativa in Germania, Helmut coglie con tempismo i messaggi che arrivano da Francoforte. A luglio, la Bundesbank nel suo bollettino mensile (da metà agosto anche in inglese sul sito) riportava una lunga analisi su come le esportazioni tedesche, assieme a quelle spagnole, avevano superato i livelli pre-crisi, la Francia era sotto del 3%, mentre per l’Italia il ritardo era del 12%, anche per mancanza di competitività sui prezzi.

La stampa italiana di agosto e settembre, riporta dalla prima alla quarta versione della manovra indicando nella Bce il grande manovratore dei saldi. Helmut, con grande stupore, si chiede perché l’ Italia sembri non capire da sola il rischio che sta correndo. Come in una famiglia restare senza lavoro, ma con il mutuo, sarebbe una tragedia, così per il paese. L’Italia è sul banco degli imputati, criticata per mancanza di serietà nell’attuazione della manovra anche dalla Spagna.

In realtà Helmut aveva già visto sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze Il Documento di Economia e Finanza-Def presentato da Tremonti-Berlusconi il 13 Aprile. Il Def già menzionava un deficit di 45 mld per il 2013 e un necessario analogo aggiustamento per arrivare al close-to-balance nel 2014. Da accorto gestore segue il dibattito sulla stampa tedesca e non si spiega perché la Germania si debba preoccupare di approntare un veicolo finanziario come il nuovo Efsf . Quest’ultimo con potenziali garanzie tedesche per oltre 200 miliardi di euro e definito come la risposta per salvare “anche” l’Italia, quando l’Italia potrebbe cavarsela da sola.

L’Italia che emerge dalla stampa, fino a pochi giorni fa, sembra non avere che il ricorso agli aiuti sovrannazionali come via d’uscita al proprio debito pari a 1.863 miliardi. Ma Helmut ricorda il recente studio di Banca d’Italia, da dicembre sul sito, che vede le famiglie italiane possedere 8.579 miliardi di asset a fine 2009.

Peccato non avere dati più recenti, ma a fine 2008 gli italiani si collocavano al vertice della graduatoria mondiale, assieme ai tedeschi, nel rapporto attività totali/reddito annuo. Forse anche per questa “garanzia” di basso indebitamento delle famiglie - “solo” 860 miliardi, di cui 349 miliardi di mutui – Helmut non si era mai meravigliato che il debito pubblico italiano fosse anche pesantemente in mano straniera.
A fine 2010, almeno per la componente titoli di stato, il 52% era detenuto da investitori esteri, il sito di Banca d’Italia ne riporta l’evoluzione con cadenza mensile. Helmut si chiede, continueranno ora a rinnovare la loro quota che scade sul totale di 318 miliardi da rimborsare dal 1° luglio 2011 al 30 giugno 2012? Beh, se si prospetta uno storico azzeramento del deficit (= close to balance) , perché no? Soprattutto se accompagnata da qualcosa di strutturale.

Per giungere al close to balance nel 2014 oltre all’aggiustamento di 45 miliardi, il Def di aprile riportava anche le ipotesi di crescita dell’economia. Un percorso dal +1.1% di crescita nel 2011 al +1.6% nel 2014. Helmut prova a ragionare su uno scenario più breve limitandosi al 2013, ormai siamo a anno inoltrato, ma il 2014 pare comunque molto lontano. Sui tassi d’interesse Tremonti nel Def era stato lungimirante, i tassi sul decennale italiano sarebbero passati dal 4% del 2010 al 5.7% nel 2013. La principale preoccupazione di Helmut è infatti sempre stata quella di capire la sopportabilità degli oneri finanziari per lo Stato. Intuisce che se in un anno scadono mediamente 300 miliardi di titoli, il maggior costo di 1% comporta 3 miliardi di maggiori oneri per lo stato al primo anno, ca 6 miliardi il secondo e così via se i tassi non aumentano ulteriormente. No, non saranno probabilmente i tassi a metter in ginocchio l’Italia ragiona Helmut, ma più verosimilmente i rischi di minori entrate fiscali.

Le entrate fiscali indicate a 442 miliardi nel 2010, secondo Tremonti, salirebbero a 491,4 miliardi nel 2013 con quasi 50 miliardi di miglioramento equamente distribuito tra imposte dirette e indirette. Sarà verosimile? Nel 2010 le persone fisiche italiane hanno pagato 167 miliardi di imposte. Helmut, abile utente internet, sa che il ministero delle Finanze dettaglia mensilmente i dati sul proprio sito. Il dato dei primi 6 mesi è di 183,2 miliardi +1% grazie ad un aumento di 1,9 miliardi dove il maggior contributo deriva essenzialmente da 1,3 miliardi dei dipendenti pubblici e 1,6 miliardi di maggiore Iva sulle importazioni. Helmut guarda l’Iva sui consumi domestici pari a 42,5 miliardi con crescita zero anno su anno e dice, nel suo animo tedesco, per fortuna! Gli italiani non aumentano i consumi dei loro beni ma quelli dei beni importati sì.

Nel cercare di capire come si evolverà il deficit se cambiassero le ipotesi di base, Helmut scopre pagina 40 del Def di aprile con una tabellina di “sensitivity” fatta dallo stesso Tremonti. Se il Pil del periodo 2011-2013 dovesse avere un crescita dello 0.5% inferiore alle attese (cioè una crescita reale di 0,6%, 0,8% e 1% rispettivamente) allora ogni anno il deficit sarebbe in media 0,6% sopra le attese cioè circa 9 miliardi di euro. A questo punto Helmut prova a verificare come la pensava Tremonti dal lato della spesa, se non funziona il piano A) bisognerà pure avere un piano B)?

Il Def e gli allegati evidenziano che la spesa complessiva è proiettata con un aumento di 43 miliardi rispetto al 2010. L’aumento si spiega con 23,9 miliardi di maggiore spesa pensionistica e 21,1 mld di maggiori oneri finanziari. La spesa pensionistica è il problema nel problema perché il dato di partenza del 2010 indica 236,9 miliardi di spesa ma “solo” 210,5 miliardi di contributi, la differenza di 26,4 miliardi è vista salire a 34,2 nel 2013. Helmut si ricorda della prima riforma Dini delle pensioni e successive modifiche, che darà respiro all’Italia dopo il 2020, ma ora con il sistema retributivo ancora in vigore si creano delle voragini, con l’italiano medio che va in pensione a 58,5 anni senza tanto distinguere tra lavoro impiegatizio o fisicamente logorante.

Peccato dice Helmut che sul gap pensionistico di 30 miliardi circa non si sia fatto nulla, mentre sul taglio costi della sanità la prima manovra di luglio abbatterà la spesa sanitaria di 2,5 miliardi nel 2013 e di 5 miliardi nel 2014 e sul fronte costi del settore statale in “teoria” sono attesi tagli di 6.5 miliardi nel 2012 e 6 miliardi nel 2013.Qualcosa si è fatto! Ma con quale visibilità? I mercati aspetteranno il 2012?

Ad Helmut non resta che guardare i mercati. Se la Bce continua ad acquistare titoli al ritmo di 2.5 miliardi al giorno, potrebbe essere sufficiente a contenere gli spread, ma sul mercato primario il Tesoro italiano non può che procedere con grande cautela ed emettere molti meno titoli rispetto a quanto in scadenza. Le aste di settembre determineranno un saldo negativo di 30 miliardi circa tra nuove emissioni e titoli in scadenza. Per fortuna che il Tesoro aveva circa 50 miliardi sul conto corrente di Tesoreria e superato settembre con scadenze pari a 61.6 miliardi, sarà febbraio 2012 con 45 miliardi il banco di prova.

Ma possibile che dobbiamo aspettare fino a febbraio 2012? Si chiede Helmut. E se si scivola rovinosamente su una delle insidie per strada: recessione oppure Grecia? È possibile che l’Italia non possa togliersi dal banco degli imputati e recuperare dignità aiutandosi da sola?
Banca d’Italia ha calcolato in 8,600 miliardi la ricchezza netta degli italiani su dati 2009, di cui 5,800 miliardi di richezza immobiliare e 2,700 miliardi di ricchezza finanziaria netta. L’agenzia delle entrate ha pubblicato a luglio uno studio dettagliato sulla distribuzione di 29,6 milioni di case/appartamenti sul territorio italiano delle quali 18,1 milioni di prime case e il resto circa 9 milioni (tolto 1,8 milioni di immobili non dichiarati) rappresentato da seconde case. Il fisco ha poi concluso un’analisi regione per regione, evidenziando a) che il valore catastale medio è di 51,400 euro a immobile e b) che il valore di mercato è circa 3,7 volte quello catastale, cioè 190,000 euro a immobile. La ricchezza immobiliare italiana diversa dalla prima casa detenuta dalle famiglie è quindi di 1,700 miliardi.

Per il nostro Helmut è facile vedere che gli italiani forti di 2.700 miliardi di ricchezza finanziaria netta e di 1.700 miliardi di immobili detenuti come seconde case, hanno mezzi per aiutarsi da soli e recuperare dignità in Europa. Perché chiamare in causa l’Efsf e le garanzie tedesche? Helmut si dice sicuro che prima o poi i suoi connazionali arriveranno da soli a questa conclusione.

Toccare il patrimonio? E i consumi? Grande dilemma, ma portando il debito al 100% circa del Pil dall’attuale 119%, l’Italia mostrerebbe credibilità e potrebbe permettersi di mantenere un deficit anche di qualche decina di miliardi fino al 2013 e oltre. Helmut ha ben compreso le parole di Schaeuble della scorsa settimana al Bundestag: “zero-deficit” non è un dogma, occorre ponderarlo per la congiuntura e verificare che non manchino entrate in maniera strutturale, lo ha detto chiaro e tondo. Allora sì che si potrebbe tagliare l’Irap (33,6 miliardi nel 2010 di cui 23,3 miliardi dai privati) abbassare il costo del lavoro e fare un passo verso la maggiore competitività. Se si torna ad avere flessibilità finanziaria, torna anche lo scambio: maggiore Iva a fronte di minore Ires sarebbe pensabile. Soprattutto se, dopo l’introduzione di una patrimoniale, il senso civico degli italiani aumentasse, e i 115 miliardi di Iva 2010 fossero ben di più negli anni a venire grazie ad una maggiore base imponibile.

Allora i tedeschi non avrebbero bisogno di parlare di Efsf per l’Italia. Le aste di Btp e Cct non sarebbero l’asfissia dei prossimi mesi del mercato e del sistema bancario. L’Italia potrebbe sedersi al tavolo delle grandi decisioni europee senza remore o complessi di inferiorità, ma forte di 60 milioni di consumatori e un Pil di 1500 miliardi. Se ce lo dice un tedesco siamo sicuri che dati, aspettative e scostamenti sono in linea con la best-practice, anche in una possibile fase recessiva.

*economista

: Btp / Bund / crisi / Germania / italia / Manovra / patrimoniale / Spread

Comments

Markus's picture
Inviato da: Markus
13 October 2011 - 14:48

Insomma secondo la sinistra, di cui Linkiesta è una delle tante voci, si può fare una patrimoniale perrché gli italiani sono ricchi.

Ma come, non eravamo alla canna del gas?

Gabrio Casati's picture
Inviato da: Gabrio Casati
15 September 2011 - 14:59

Un'ultima notazione: quando si sviluppa un dibattito così denso e affollato, attendersi un commento, una contro-analisi, una parola dall'autore dell'articolo sia il minimo da aspettarsi.

kikale's picture
Inviato da: kikale
14 September 2011 - 23:27

Patrimoniale no grazie!
si fa presto a dire tagliamo del 19% il debito pubblico: basta mettere le mani nelle tasche degli italiani che sono brave formichine e i soldi, magari sotto il tappeto, ce li hanno.
Lo abbiamo già fatto nel 93 (ve la ricordate la finanziaria lagrime e sangue del governo Amato?) allora ci spiegarono che dovevamo metterci le mani in tasca, che dovevamo fare sacrifici per i prossimi venti anni per garantire un futuro ai nostri figli! a cosa é servito? ci hanno spiegato che era tutta colpa di Andreotti, Fanfani e Craxi, che erano stati spreconi, ma da allora in poi basta! si cambiava registro! : seconda repubblica, molto meglio della prima ( sic: "ridateci Andreotti, Fanfani, Nenni, Berlinguer, Saragat; che tristezza, i politicanti odierni a confronto sono degli GNOMI!"). Sono passati ventanni, i sacrifici li abbiamo fatti! e stiamo peggio, molto peggio di prima:
lo stato a venduto (spesso svenduto) i gioielli di famiglia, abbiamo sopportato indici di tassazione i più alti nel mondo,a cosa é servito? a nulla! I nostri figli hanno opportunità molto inferiori a quelle che abbiamo avuto noi!
Cosa hanno fatto i politicanti della seconda repubblica ? Per qundic'anni anno avuto i tassi di interessi più bassi dal dopoguerra, invece di mangiare a quattro ganasce non era il caso di aggredire il debito? sarebbe stato così complicato fare quello che andava fatto:
tagliare i costi della politica (passando dalla prima alla seconda repubblica il numero delle persone che "campa", anche bene sulla politica é aumentato!), cancellare le province come previsto dalla costituzione e la pletora di gente che ci sbarca il lunario, accorpare i comuni; mettere mano alle pensioni! tagliare le spese dei ministeri! Aggredire l'evasione fiscale! L'evasione fiscale più alta nei paesi industrializzati! che da sola risolverebbe il problema!
No, hanno pensato che tanto avrebbe provveduto qualcun altro! loro potevano far finta di niente e mettere la polvere sotto il tappeto!
E ora cosa dovremmo fare? mettere le mani in tasca un'altra volta? per lasciare un po' di respiro ai politicanti, magari della terza repubblica per farli campare altri vent'anni alla giornata! No grazie!
Il problema lo risolvano loro! non noi!
Non lo faranno! pazienza, sarà default! Servirà a far capire qualcosa agli Italiani! I Tedeschi sarebbero i Tedeschi se non avessero avuto Waimar?
E se non capiscono? Pazienza vorrà dire che aveva ragione Metternich:"litalia é solo un esperessine geografica" che ben vengano Austriaci, Francesi, Borboni e chi più ne ha più ne metta! noi faremo i camerieri, gli sguatteri, e camperemo con le loro mancie.
Saluti
Kikale

Andrea Casalini's picture
Inviato da: Andrea Casalini
14 September 2011 - 19:10

Bell'articolo. Come già detto a fronte della proposta di Modiano, concordo sul fatto che una patrimoniale una tantum "grande" si possa e si debba fare.

Sono in sintonia con un paio degli ultimi commenti (Daniele e anonimo) e per nulla d'accordo con molti dei commenti precedenti. Li ho trovati in diversi punti di un "qualunquismo" disarmante, che non mi aspetterei tra i lettori de Linkiesta (e purtroppo questo rende ancor più chiaro quanto impervia sia la strada per costruire il consenso a vere riforme).

Ric, Cbrogliato, di tragicomico io vedo solo alcuni degli argomenti utilizzati per bollare come impossibile la patrimoniale. A partire da quello, davvero surreale, di quanto è il contante in circolazione in Italia. O da quello sui titoli di Stato che crollerebbero (se la patrimoniale va a ridurre il debito, sarà lo Stato a ricomprarli, o no?!?). O quello sulla prevedibile fuga dei capitali dall'Italia, come se uno Stato minimamente serio non potesse imporre il pagamento rispetto alla fotografia patrimoniale a una certa data (quantomeno per l'attivo patrimoniale che non fosse stato nascosto da tempo…). E' invece scontato, ma lo classificherei tra i "dettagli esecutivi", che la patrimoniale non possa consistere in trasferire in un solo momento centinaia di miliardi di Euro dai cittadini allo Stato. Occorrerebbe, è ovvio, un ben articolato piano, basato su diversi strumenti/accorgimenti (es. rateizzazioni d'imposta, anche su più anni, mutui bancari ad hoc, riacquisto dei titoli di debito pubblico, facilitazioni fiscali ad hoc su vendite di immobili o di titoli, …)

Sul tema della riduzione della spesa pubblica: va fatta, e concordo con Daniele che è ora di smetterla con gli slogan. E di prenderci in giro con l'illusione che una riduzione "seria" della spesa pubblica possa avvenire overnight per decreto (ad eccezione della sacrosanta ulteriore riforma delle pensioni). Per esempio, quanto ci aspettiamo che si possa risparmiare, davvero, dalla "abolizione delle province", se le condizioni al contorno sono che non si licenzia nessuno (i dipendenti vengono trasferiti alle regioni) e non si lavora sulla ridefinizione delle cose che le amministrazioni fanno? Sarebbe, all'ennesima potenza, lo stesso film a cui assistiamo da decenni riguardo ai cosiddetti enti inutili… E non c'è più spazio per tagliare semplicemente i trasferimenti agli enti locali; nelle regioni migliori, in molti ambiti siamo già all'osso per dare decenti servizi ai cittadini e decorose condizioni a chi lavora in ambito pubblico (che in molto casi casi non merita la criminalizzazione di cui è attualmente oggetto). Il tema non è allora di approvare decreti magici, ma di impostare un lavoro serio, lungo, in profondità per far emergere le tante sacche di assoluta improduttività e gli sprechi (a beneficio di clientele, di organizzazioni malavitose o di aziende molto intraprendenti – in tanti ambiti, quello sanitario-farmaceutico, tra gli altri). Quindi, per rispondere a Daniele, la mia ricetta su "a chi togliere soldi" è: ai pensionandi giovani (lavorino più a lungo, perché vivranno più a lungo), ai dipendenti pubblici improduttivi (si trovino un lavoro vero), alle imprese che guadagnano troppo col pubblico (si trovino clienti veri, generino vero valore aggiunto e, se non ci riescono, i loro imprenditori smettano di vivere da nababbi), a tutti noi cittadini dandoci qualcosa in meno come servizio sanitario. Certo ci vuole forza per fare questo, vanno abbattuti dei tabù (la non licenziabilità dei dipendenti pubblici, l'intoccabilità dei diritti acquisiti, il diritto "totalmente incondizionato" alle cure mediche). L'attuale classe politica (dell'attuale Governo non parliamo neppure) non ha alcuna credibilità per impostare un lavoro del genere. Per questo occorre voltare pagina. E nel voltare pagina, accettare che si facciano riforme vere, dolorose, in cui dobbiamo collettivamente e individualmente "pagare il conto" anziché continuare a pensare che lo debbano pagare sempre gli altri.

wikipolis's picture
Inviato da: wikipolis
14 September 2011 - 18:27

Daniele, non ci sono basi per sostenere che il 10% degli italiani che più mangiano su questo sistema si prenda la fatica di andarlo a votare. E' possibile, forse perfino probabile (non credo) ma non lo sappiamo. Per il resto sono d'accordo con i tuoi commenti, sensati come sempre.
Non sono invece d'accordo con la sbrigativa liquidazione di quello che mi pare il senso profondo dell'opposizione alla patrimoniale, opposizione che condivido al di la del linguaggio inappropriato.
Quando l'autore dell'articolo (è lei l'anonimo vero?) dice che sono "intrappolati in automatismi furiosi del pensiero, legati a schemi puramente ideologici, sfortunatamente non più supportati dallo scintillio delle magnifiche sorti e progressive della versione recente del Capitalismo" sta semplicemente schierandosi con l'altro mainstream, non certo battendo sentieri nuovi. Questo moral high ground non può spettare a chi non capisce che lo Stato e la "sua" spesa è catturabile dagli interessi speciali almeno finchè non decida di cambiare Regole&Incentivi, di togliersi prerogative (cosa che non si vede come/perchè dovrebbe voler fare).
Ma supponiamo pure che il rumore dei forconi sul selciato e l'instinto di conservazione spinga la classe politica a lasciare da parte i loro giochini di "he said, she said". Anche il giorno in cui questo avvenisse tutti rimarremmo comunque soggetti ad una verità che nemmeno Paul Krugman potrebbe negare: il singolo imprenditore fa un uso del capitale molto più efficiente rispetto ad un burocrate.(lo sanno tutti che l'India ha una produttività del capitale doppia rispetto alla Cina!). Nessuno è riuscito a coniugare efficacemente la verità micro di Hayek e quella macro/aggregata di Keynes. L'unico modo per uscire dalla crisi e trovare quella quadra. Trovare è il verbo sbagliato. I frammenti sono in bella vista e le persone più lucide li vedono. Il problema è che quelle persone lucide lavorano nell'ombra, separate le une dalle altre e ingnorate dalla Status Quo perpetuatore di false dialettiche. Ci siamo fatti troppo agevolmente intrappolare nella facile opposizione binaria Patrimoniale vs.Privatizzazioni&TagliOrizzontali. Abbandoniamo la falsa dialettica tra Austerità per i Poveri vs. Patrimoniale per i "ricchi". Tra cunei fiscali per i giovani vs. Pensioni per i vecchi. Tutti ovvi strumenti di balcanizzazione sociale.
Ci sono state voci, perfino all'interno di questo governo indifendibile (Crosetto, Corsaro, etc.) che hanno provato ad uscire da un dibattito artificiale che i media ci propinano, circa l'ineluttabile dialettica tra due soluzioni sbagliate.
E' necessario un Fondo che ricompri debito pubblico e abbassi i tassi. Quel fondo finanzierebbe e darebbe visibilità a esperimenti di democrazia deliberativa e metterebbe pressione per una maggiore trasparenza.La mobilitazione insieme alla trasparenza produrrebbero le riforme e alla classe politica non rimarrebbe che approvarle o fare i conti con un mercato dal quale, nel frattempo, sarebbero spariti tutti i cavalieri bianchi. (Il vero rapporto debito/pil della Cina è dell' 80% e Roubini vede un hard landing per il 2013 al più tardi). Nè assegni in bianco nè privatizzazioni, quindi. E' ovvio che non si devono vendere assets strategici ma nemmeno palazzi per i quali si finirebbe per pagare affitti salatissimi che peggiorerebbero la situazione.
Si persegue un obiettivo alla volta senza perdere di vista il quadro strategico e la società verso la quale vogliamo muoverci. Eguaglianza di opportunità, mobilità sociale etc.
primo obiettivo è evitare il default. Il debito, lo sanno tutti, non è fatto per essere ripagato, è fatto per il roll over. Anche se lo portassimo al 100 % cosa avremmo risolto? Il mercato ci è avverso per qualche ragione intrenseca alla ratio 120%? E' assurdo! D'altra parte se proprio vogliamo avere il feticismo dei numeri, Carmen Reinhart e Ken Rogoff dicono che la soglia critica, negli ultimi 600 anni è stata il 90%. E allora? Tra due soli anni gli USA arriveranno al nostro attuale livello. E allora?
Il nostro primo obiettivo è rinnovare il debito ai tassi che il mercato ci offriva prima. La soluzione che ci offrono coloro che dicevano che l'Euro avrebbe fatto scendere i tassi (prego astenersi dal dire che i tassi si sono abbassati le cause sono troppe e fareste una figuraccia) è di ridurre il rapporto debito/pil.
Che autorevolezza possono avere dopo essersi sbagliati su tutta la linea?
Eppure continuiamo a permettere loro di forgiare il framework concettuale all'interno del quale tutte le "proposte" sono compresse. Nessuno ci può garantire che ai mercati basterà una libbra di carne.
Basta vedere che già ora vogliono di più! Quello che i media tacciono è che i Mercati (cioè i Fondi che posseggono le Agenzie di Rating e partecipano tutte le banche e le imprese di una qualche importanza) vogliono inflazione in Cina e wage deflation in USA e EU, internal devaluation.
Sapendo chi vuole cosa e perchè è il primo passo che capire in che misura i nostri interessi particolari, apparentemente così inconciliabili, siano in realtà molto più allineati di quel che i media ci lasciano intendere.

Gabrio Casati's picture
Inviato da: Gabrio Casati
15 September 2011 - 13:28

Scusate, ci era sfuggito. Il commento di anonimo è nostro, ci siamo dimenticati di scrivere il nome. Per wikipolis, dispiace doverla contraddire, ma non ci siamo seduti proprio da nessuna parte (anche se avessimo voluto, non ci sembra ci siano molte sedie in circolazione). Al contrario, stiamo cercando di tornare a capire qualcosa con occhi nuovi e occhiali puliti. Legga il nostro libro, crediamo aver per lo meno cercato di darne testimonianza. Solo che non sopportiamo più il tono saputello e sbrigativo di questi ideologi senza risultati.

Grazie

wikipolis's picture
Inviato da: wikipolis
14 September 2011 - 18:27

Daniele, non ci sono basi per sostenere che il 10% degli italiani che più mangiano su questo sistema si prenda la fatica di andarlo a votare. E' possibile, forse perfino probabile (non credo) ma non lo sappiamo. Per il resto sono d'accordo con i tuoi commenti, sensati come sempre.
Non sono invece d'accordo con la sbrigativa liquidazione di quello che mi pare il senso profondo dell'opposizione alla patrimoniale, opposizione che condivido al di la del linguaggio inappropriato.
Quando l'autore dell'articolo (è lei l'anonimo vero?) dice che sono "intrappolati in automatismi furiosi del pensiero, legati a schemi puramente ideologici, sfortunatamente non più supportati dallo scintillio delle magnifiche sorti e progressive della versione recente del Capitalismo" sta semplicemente schierandosi con l'altro mainstream, non certo battendo sentieri nuovi. Questo moral high ground non può spettare a chi non capisce che lo Stato e la "sua" spesa è catturabile dagli interessi speciali almeno finchè non decida di cambiare Regole&Incentivi, di togliersi prerogative (cosa che non si vede come/perchè dovrebbe voler fare).
Ma supponiamo pure che il rumore dei forconi sul selciato e l'instinto di conservazione spinga la classe politica a lasciare da parte i loro giochini di "he said, she said". Anche il giorno in cui questo avvenisse tutti rimarremmo comunque soggetti ad una verità che nemmeno Paul Krugman potrebbe negare: il singolo imprenditore fa un uso del capitale molto più efficiente rispetto ad un burocrate.(lo sanno tutti che l'India ha una produttività del capitale doppia rispetto alla Cina!). Nessuno è riuscito a coniugare efficacemente la verità micro di Hayek e quella macro/aggregata di Keynes. L'unico modo per uscire dalla crisi e trovare quella quadra. Trovare è il verbo sbagliato. I frammenti sono in bella vista e le persone più lucide li vedono. Il problema è che quelle persone lucide lavorano nell'ombra, separate le une dalle altre e ingnorate dalla Status Quo perpetuatore di false dialettiche. Ci siamo fatti troppo agevolmente intrappolare nella facile opposizione binaria Patrimoniale vs.Privatizzazioni&TagliOrizzontali. Abbandoniamo la falsa dialettica tra Austerità per i Poveri vs. Patrimoniale per i "ricchi". Tra cunei fiscali per i giovani vs. Pensioni per i vecchi. Tutti ovvi strumenti di balcanizzazione sociale.
Ci sono state voci, perfino all'interno di questo governo indifendibile (Crosetto, Corsaro, etc.) che hanno provato ad uscire da un dibattito artificiale che i media ci propinano, circa l'ineluttabile dialettica tra due soluzioni sbagliate.
E' necessario un Fondo che ricompri debito pubblico e abbassi i tassi. Quel fondo finanzierebbe e darebbe visibilità a esperimenti di democrazia deliberativa e metterebbe pressione per una maggiore trasparenza.La mobilitazione insieme alla trasparenza produrrebbero le riforme e alla classe politica non rimarrebbe che approvarle o fare i conti con un mercato dal quale, nel frattempo, sarebbero spariti tutti i cavalieri bianchi. (Il vero rapporto debito/pil della Cina è dell' 80% e Roubini vede un hard landing per il 2013 al più tardi). Nè assegni in bianco nè privatizzazioni, quindi. E' ovvio che non si devono vendere assets strategici ma nemmeno palazzi per i quali si finirebbe per pagare affitti salatissimi che peggiorerebbero la situazione.
Si persegue un obiettivo alla volta senza perdere di vista il quadro strategico e la società verso la quale vogliamo muoverci. Eguaglianza di opportunità, mobilità sociale etc.
primo obiettivo è evitare il default. Il debito, lo sanno tutti, non è fatto per essere ripagato, è fatto per il roll over. Anche se lo portassimo al 100 % cosa avremmo risolto? Il mercato ci è avverso per qualche ragione intrenseca alla ratio 120%? E' assurdo! D'altra parte se proprio vogliamo avere il feticismo dei numeri, Carmen Reinhart e Ken Rogoff dicono che la soglia critica, negli ultimi 600 anni è stata il 90%. E allora? Tra due soli anni gli USA arriveranno al nostro attuale livello. E allora?
Il nostro primo obiettivo è rinnovare il debito ai tassi che il mercato ci offriva prima. La soluzione che ci offrono coloro che dicevano che l'Euro avrebbe fatto scendere i tassi (prego astenersi dal dire che i tassi si sono abbassati le cause sono troppe e fareste una figuraccia) è di ridurre il rapporto debito/pil.
Che autorevolezza possono avere dopo essersi sbagliati su tutta la linea?
Eppure continuiamo a permettere loro di forgiare il framework concettuale all'interno del quale tutte le "proposte" sono compresse. Nessuno ci può garantire che ai mercati basterà una libbra di carne.
Basta vedere che già ora vogliono di più! Quello che i media tacciono è che i Mercati (cioè i Fondi che posseggono le Agenzie di Rating e partecipano tutte le banche e le imprese di una qualche importanza) vogliono inflazione in Cina e wage deflation in USA e EU, internal devaluation.
Sapendo chi vuole cosa e perchè è il primo passo che capire in che misura i nostri interessi particolari, apparentemente così inconciliabili, siano in realtà molto più allineati di quel che i media ci lasciano intendere.

daniele,milano's picture
Inviato da: daniele,milano
14 September 2011 - 14:54

Ottimo pezzo. Finalmente.

Quanto ai commenti, 2 osservazioni:

1) "taglia lla spesa pubblica". Qualificare prego. Perché è ora di piantarla di usare definizioni astratte. Tagliare la spesa pubblica significa togliere soldi a qualcuno. Dite a chi e come. E senza menarla ancora su 'sta baggianata dei "costi della politica" o della "casta" che può avere un valore simbolico ma dal punto di vista dei conti dello Stato è semplicemente irrilevante. Tagliare la spesa pubblica significa per esempio non intervenire per salvare dal default il Comune di Roma che ha una decina di miliardi di debito cumulato. Al di là della possiblilità legale di farlo (che non esiste), chi si prende la responsabilità di mettere sul marciapiede qualche decina di migliaia di dipendenti ATAC e COTRAL e lasciare Roma senza servizi? Oppure ridurre il numero di operai forestali calabresi da 11.000 ai forse 100 che basterebbero a svolgere il servizio di controllo e cura dei boschi di quella regione: chi è in grado di farlo e quali sarebbero le conseguenze anche, vista la regione di cui parliamo, in termini di ordine pubblico? Dei circa 50 miliardi di "aiuti" alle imprese vogliamo parlare? E dei 15 miliardi di debito sanitario del Lazio o dell'80% di debito sanitario cumulato da Lazio, Sicilia, Campania e Calabria sul totale nazionale? Cosa facciamo, chiudiamo gli ospedali? Come reagirebbero non solo i cittadini - che peraltro in quelle regioni hanno già servizi suffcientemente schifosi - ma l'enorme schiera di impresuccole più o meno legate alla criminalità organizzata che si sono ingoiate quei soldi? Questo è un paese dove saltano epr aria 500 metri di autostrda con sopra i giudici, non è la Svizzera. rendetevene conto.

2) la "casta" e i "maiali che ci governano" (@ Mercato e Libertà). Si dà forse il caso che i famigerati politici non finiscano in Parlamento perché una bella mattina decidono di recarsi colà. Quei "maiali" stanno dove stanno perché un nnumero di "maiali" assai maggiore ce li mette: si chiamano elettori. E questi "maiali" elettori si scelgono quei "maiali" governanti non perché sono scemi, ma perché alla stragrande maggioranza di loro va benissimo così, hanno concretissimi interessi per farlo. Tra cui - giusto per mparlare di patrimoni -à anche quello di evadere come fossimo in Uganda per costruirsi una casetta abuisiva da condonare successivamente. Il patrimonio degli italiani è fatto anche (non solo, ma anche) così, come con i capitali portati all'estero e risanati con l'oboletto del 5%... e siccome controlli così laschi e provvedimenti così magnanimi sono adottati dai "maiali" governanti, i "maiali" elettori se li votano con entusiamsmo, tanto da registrare i più alti livelli di partecipazione al voto del continente.
Non vale la scusa del "porcellum": i "maiali" al governo c'erano anche con il "matterellum" e con il proporzionale, esattamente come ci sono nei consigli regionali, provinciali e comunali oltre che al Parlamento Europeo, nonostante i "maiali" elettori abbiano in quei casi ogni facoltà di mettere la loro preferenza.

La conclusione è che non sono i governanti a essere "maiali" (a proposito, che linguaggio!) ma è il paese a essere una gran porcata, salvo una sparuta minoranza che si fa il mazzo per comprare ghiande a tutti gli altri. Sveglia!

daniele,milano

ric's picture
Inviato da: ric
14 September 2011 - 16:52

Ripeto tagliare il debito dal 119% al 100% del Pil significa fare una patrimoniale da 400 mld!!!!!!
E' semplicemente un assurdo che non si può nemmeno discutere...
Leggete l'articolo su questa proposta folle (già fatta peraltro da Profumo) sul fatto:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/08/forse-la-patrimoniale-di-prof...
Questo un passaggio:

Gli ultimi dati di Bankitalia su “La ricchezza delle famiglie italiane” dicono che il patrimonio totale dei privati cittadini è di ben 8.600 miliardi di lire. Dentro c’è tutto: case, posti auto, immobili commerciali, beni strumentali degli artigiani, Bot e Cct, polizze vita, azioni e obbligazioni, soldi in banca e sul libretto postale o della coop. Dice la Banca d’Italia che il 10 per cento della famiglie italiane possiede il 45 per cento di tutti i beni. Ecco i ricchi che Profumo vuole tassare: 2 milioni e 400 mila famiglie, un patrimonio di 3.870 miliardi di euro, 1,6 milioni di euro a famiglia. In media ciascuna delle famiglie ricche dovrebbe versare al ministro Profumo 160 mila euro. Ma non li hanno. Infatti ci sono in giro 930 miliardi di euro. Una quota importante appartiene alle società, diciamo il 30 per cento. Del 70 per cento rimanente alle famiglie, diciamo che i ricchi “tassandi” ne hanno il 45 per cento, quindi 290 miliardi. Ne devono dare 400 a Profumo. Non potendo restare senza neppure un euro da dare al lavavetri, prelevano dalle banche 200 miliardi e ne lasciano depositati 90. Le banche, private di colpo di un quinto dei depositi, rischiano la bancarotta, ma pazienza.

Francesco Formisano's picture
14 September 2011 - 13:08

Mi allineo a quanto espresso nei commenti precedenti; ben venga la patrimoniale come mezzo per recuperare le risorse, ma prima devono essere effettuati corposi tagli alla politica, il finanziamento all'editoria, e limare gli sprechi nella pubblica amministrazione...solo così, dopo si possono chiedere(ulteriori) sacrifici alla popolazione italiana, che già paga il prezzo di una pressione fiscale molto onerosa senza adeguati servizi. Per ciò che rigurda il buon Helmut, consiglierei di non prendere troppo alla linea i dettami contenuti nel Def di Tremonti, in quanto sono frutto di considerazioni sin troppo ottimistiche; un solo dato, la crescita economica prevista per il prossimo anno è 1,1% mentre stime attendibili hanno rivisto la crescita allo 0,6%.....se tanto mi da tanto, non vedo margini per arrivare ad un buon 1,6 % fra 4 anni....I SACRIFICI DOVRANNO NECESSARIAMENTE TOCCARE OGNI SINGOLO CRISTIANO DELLA REPUBBLICA, ALTRIMENTI E' OVVIO CHE SI CREA NUOVO MALCONTENTO!!!!!!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
14 September 2011 - 11:45

Come giustamente evidenziato nei commenti di Mercato e Libertà e GG, non è giustificabile alcun aumento della tassazione, men che meno con patrimoniali che colpiscono le "formiche", prima di una riduzione DRASTICA della spesa pubblica.

Se le cose rimangono così, se la manovra verrà approvata così com'è, cioè fatta per l'80% di più tasse e nessun taglio strutturale e mirato, serviranno altre manovre. E anche queste probabilmente saranno piene di tasse e patrimoniali.

Beh, a questo punto forse l'evasione fiscale è legittima difesa. Stasera a Matrix se ne parlerà:

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/09/evadere-le-tasse-leg...

cbrogliato's picture
Inviato da: cbrogliato
14 September 2011 - 11:44

Articolo tragicomico.
La parte di ricchezza finanziaria: 2700 mld di €, è per 1000 € composta da bond italiani. Una patrimoniale sulla parte finanziaria porterebbe molta gente a mettere bond in vendita nel mercato secondario. Il risultato di tali massicce vendite le vediamo oggi. O preferite vendite massicce di azioni e obbligazioni di aziende italiane, con la borsa ai minimi da due anni si produrrebbero una tale massa di crediti d'imposta (per capital gain negativo) da ridurre significativamente il guadagno della patrimoniale.
Inoltre le ricchezze finanziare, e specialmente quelle ingenti, sono mobili per definizione e quindi suscettibili ad essere spostate di fronte a queste rapine di stato. Pensate che staranno tutti qui ad aspettare di essere tosati dallo stato?
Ma lo scopo è ancora più tragicomico, pareggiare il bilancio una volta sola per poi tornare a usare spesa in deficit per far ripartire l'economia. Ma che senso ha? Ma se è stata proprio la spesa in deficit la nostra rovina. Negli ultimi 15 anni siamo passati dal 105% al 120% di rapporto debito/PIL, siamo cresciuti in modo significativo? ASSOLUTAMENTE NO.
Pertanto piantatela con queste assurdità che sono pure dannose.

Verso Nord's picture
Inviato da: Verso Nord
14 September 2011 - 11:06

Concordiamo con il commento di GG. La manovra approvata non contiene le scelte strutturali di contenimento della spesa pubblica improduttiva che sarebbero richieste non solo per dare un segnale ai mercati finanziari, ma soprattutto per mettere mano con efficacia ai problemi di bilancio dello Stato.
Questo il pensiero del Senatore di Verso Nord, Maurizio Fistarol: http://www.versonord.eu/portal/articoli/news/153-questa-manovra-finanziaria
Tutto ciò non è che la testimonianza dell'imbarazzante impotenza della politica italiana: http://www.versonord.eu/portal/articoli/riflessioni/152-prodi-visco-berl...

Mercato e Libertà's picture
Inviato da: Mercato e Libertà
14 September 2011 - 11:01

Comunque, questi tedeschi entusiasti della patrimoniale mi fanno pensare che hanno paura di subire perdite sul debito pubblico italiano e dunque vedono di buon grado che lo Stato Italiano per evitare loro le perdite se la prenda con le famiglie italiane...

Mercato e Libertà's picture
Inviato da: Mercato e Libertà
14 September 2011 - 10:51

Mi spiegate perché salvare il deretano a quei maiali che ci governano dobbiamo sacrificare il frutto dei nostri risparmi e della lungimiranza delle famiglie italiane? Che i risparmi scappino all'estero invece che essere gettati nella latrina della spesa pubblica...

Pensate forse che salvando le casse dello Stato poi i nostri governanti la smetteranno di sprecare soldi e mettere in pericolo il nostro futuro? Se chi non è in grado di controllarsi ha il diritto di depredare chi è lungimirante e responsabile, siamo fregati.

Se gli italiani avessero un po' di dignità, chiederebbero di non introdurre nessuna tassa prima che la spesa assoluta dello stato italiano scende di 50 miliardi e si fanno privatizzazioni per 200 miliardi. Inutile dire che se così fosse non sarebbe necessaria nessun aumento delle tasse.

Già oggi la pressione fiscale rischia di essere tra il 45 e il 50%, introduciamo nuove tasse, se proprio vogliamo morire per sacrificarci in nome di uno Stato corrotto inefficiente e bulimico.

Però sappiate che quando si tasseranno i patrimoni sopra il mezzo milione di euro, tutti coloro che hanno una casa in città saranno costretti a pagare la patrimoniale, oltre a molti che hanno una seconda casa altrove, e chiunque abbia anche un po' di risparmi investiti. Vogliamo disincentivare il risparmio? Bene, facciamolo, ma la bilancia commerciale italiana è già in rosso, prima o poi saremo costretti a chiedere l'elemosina per quadrare i conti.

O si taglia la spesa, cosa mai successa nella storia d'Italia recente, o siamo morti. Le nuove tasse posticipano solo la morte e rendono più dura l'agonia.

La patrimoniale è il sogno di una casta che vuole perpetuare i suoi privilegi e il proprio strapotere: mettere le mani sui risparmi dei cittadini per salvare le loro inefficienze e la loro corruzione.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
14 September 2011 - 23:29

Esatto la patrimonile forse tappa un buco , scoraggia gli investimenti in Italia di capitale e lavoro e non affronta il problema della competitività che è la radice del problema , manca ricerca e flessibilita del lavoro perche abbiamo distrutto la grande industria , sia pubblica che privata. La patrimoniale autorizza a non fare i necessari tagli agli sperperi di denaro pubblico sotto gli occhi di tutti. Oltre alla fuga dei cervelli assisteremo di nuovo alla fuga dei capitali.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
14 September 2011 - 14:19

Per mercato e libertà,

il suo linguaggio è obiettivamente irricevibile, "maiale" è appellativo buono per una rissa tra ubriachi o per il più becero qualunquismo. Scelga lei a quale categoria iscriversi. La sua analisi invece, pur contenendo qualche elemento per noi di interesse (il nesso tra tasse, rappresentanza e legittimità dl potere impositivo dello stato), ci pare debole e ridicolmente apolitica:

1. Il Paese non è tutto uguale, né territorialmente né produttivamente. Per favore basta, una volta per tutte, parlare di Italiani e di Italia quando si pretende di condurre analisi sistemiche! Leggete Ricolfi e, se mai, partite da lì. Siamo invece d'accordo sul fatto che qualsiasi intervento sostanzioso sul debito non accompagnato dalla riforma della spesa, creerebbe di fatto nuove praterie per altri debiti. Tuttavia, dato che tali debiti sappiamo dove saranno in gran parte prodotti, siamo scettici assai sulla sostenbilità politica e sociale di un taglio della spesa (o anche solo di un suo definitivo contenimento). Se anche quella pallida leggina che chiamavano federalismo fiscale si è rivelato privo di una maggioranza, politica e sociale, niente può essere attuato senza aprire a scenari rivoluzionari.

2. La contrapposizione tra Politici e cittadini, maiali i primi, santi i secondi, è semplicemente ridicola. Sprechi e ruberie, resi possibili dai politici e dagli amministratori della cosa pubblica, ma non solo, generano flussi di risorse che non finiscono nelle tasche solo di chi li ha perpetrati, ma alimentano giganteschi circuiti di rendita e spesa improduttiva che coinvolgono migliaia di persone, aziende, professioni liberali. In realtà una larga fetta del Paese reale, quello che tanto vi piace invocare, si nutre, letteralmente, solo di questo. Forse è anche questa la ragione per la quale quei supposti "maiali" vengono sistematicamente rieletti, qualunque sia il sistema elettorale. Per favore incrociare i dati sulla sanità regionalizzata con quelli del parassitismo netto definiti da Ricolfi e ripresi nel nostro libro.

3. Prima di invocare 200 miliardi di privatizzazioni, varrebbe la pena di fare un'analisi politica sull'equilibrio dei poteri in Italia, un'analisi che parta dagli esiti disastrosi delle privatizzazioni anni 90, un processo che, per quanto necessario all'epoca, ha comunque finito per distruggere valore, impoverire il sapere industriale e tecnico di quelle imprese, farle finire per diventare mucche da spremere per l'arricchimento di pochi. E questo perché, sarebbe ora di piantarla di applicare modelli teorici a realtà effettuali fatte soprattutto di equilibri di potere e condizionamenti, rapporti personali, interessi e connivenze. Alla luce dei fatti, nessun Governo in Italia e nessuna Pubblica Amministrazione è in grado di esercitare alcun potere di controllo e di indirizzo effettivamente vincolante su qualsivoglia grande impresa, anche se lo volesse.

4.L'impressione leggendo questi commenti e i vostri post, è che siate intrappolati in automatismi furiosi del pensiero, legati a schemi puramente ideologici, sfortunatamente non più supportati dallo scintillio delle magnifiche sorti e progressive della versione recente del Capitalismo. Uscite, fuori c'è molta aria da respirare, e molto da tornare a imparare. Però basta con le ricettine datate oltre 20 anni fa, ripetute come mantra. E basta con col "grande cuore d'Italia".

riccardo's picture
Inviato da: riccardo
14 September 2011 - 10:16

Aiutatemi a capire visto che non sono un economista.
Il nostro debito è circa 1900 mld, il pil 1500 mld. Per arrivare al rapporto debito/pil servono quindi 400 mld di patrimoniale.
Se non ho capito male io, allora equivale alla proposta fatta da Profumo e già abbastanza ridicolizzata numeri alla mano qui:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/08/forse-la-patrimoniale-di-prof...

GG's picture
Inviato da: GG
14 September 2011 - 05:19

Se si fa una patrimoniale senza prima tagliare gli sprechi nell'eccessiva spesa pubblica, ci si ritrova solo a dare più spazi a chi sperpera le nostre risorse per continuare a sperperare come ha fatto sinora. Per ritrovarci fra qualche anno nuovamente con lo stesso problema.
Per non parlare dell'iniquità intergenerazionale di pensioni non sostenibili ai danni delle future generazioni che riceveranno pensioni insufficienti e si troveranno con un paese meno competitivo a causa degli insufficienti investimenti.
La patrimoniale si giustifica solo dopo un cambio di registro sulle spese e gli investimenti, come modo per ricomnciare, ricreando condizioni di maggiore competitivita', anche grazie a tassi piu' bassi (i tassi elevati che paghiamo oggi hanno un impatto molto negativo sulla crescita)
I tagli alla spesa inefficiente, oltre ad avere un impatto modestamente più restrittivo sul PIL (molto meno di aumenti di imposte) sono graditi ai mercati e possono aprire spazi per utilizzi più efficaci delle stesse risorse (investimenti infrastrutturali, supporto al sistema impresa piccola e media per renderlo più competitivo a livello internazionale, etc.).
In un quadro di minori spese ed utilizzo più efficiente delle risorse la patrimoniale si giustifica

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