E per unire Parma, il grillino Pizzarotti pensa a Peppone e Don Camillo
Simone Canettieri
Il dna grillino? Nasce da Giovannino Guareschi, e le due anime emiliane di Peppone e Don Camillo. Al
Don Camillo e Peppone
Metodo Guareschi. L’immaginario collettivo grillino inizia ad arricchirsi di padri nobili. E nel pantheon dei Cinque Stelle, almeno di quelli dell’Emilia Romagna, si staglia l’autore di Don Camillo e Peppone.
Non a caso il giornalista bastiancontrario e anticomunista è stato citato, insieme a Pietro Calamandrei, dal sindaco Federico Pizzarotti il giorno dell’insediamento in Consiglio comunale: «Maggioranza e minoranza devono essere come nel Mondo piccolo quando le due parti si azzuffavano e si scontravano, ma poi si ritrovavano per il bene comune».
Un peana, nei confronti del baffuto Giovannino, interpretato dagli osservatori come un proclama consociativo da parte di Pizzarotti. Ma come: il sindaco più slow del Paese da incendiario è diventato già pompiere? La questione può essere letta sotto diversi punti di vista. Il primo è territoriale: Guareschi, anche se il grosso della sua opera letteraria si colloca a Brescello, e cioè nel Reggiano, è uno dei figli illustri di Parma. Dove nacque (a Fontanelle di Roccabianca) nel 1908 per muovere poi i primi passi nella Gazzetta. Sicché nell’ex ducato lo vedono come uno di casa, e per i grillini l’humus territoriale è una roba seria, un po’ come fu per i primi leghisti.
Poi c’è un’altra questione, legata appunto al personaggio e al messaggio trasmesso dall’epopea di Don Camillo e Peppone. Così lontani e così vicini, caparbi nel saltare i rispettivi steccati ideologici quando c’era il ballo il bene comune.
I due per certi versi rappresentano la base magmatica del Movimento a Cinque stelle. Possibile che dalla loro unione sia nato, più di mezzo secolo dopo, il dna grillino? «Questo non lo so ed è ancora presto per fare certe analisi – dice Alberto Guareschi, primogenito dello scrittore e curatore della mostra-museo permanente dedicata alla vita del padre – di certo la citazione di Pizzarotti mi ha lusingato e spero di dirglielo di persona appena lo vedrò».
Ma insomma, il nuovo sindaco di Parma è il frutto della mutazione antropologica di Peppone sessant’anni dopo con spruzzate di catto-comunismo? «Sono domande complesse a cui non mi sento di rispondere, in compenso in queste settimane ho notato un’altra cosa. Ho visto nell’Emilia terremotata tanti sindaci e parroci tirarsi su le maniche e lavorare insieme per la ricostruzione per tamponare l’emergenza. Questo era lo spirito del Mondo piccolo: due autorità che da sponde diverse si mettevano a servizio della collettività, che sia poi il gregge di don Camillo o la comunità di Peppone poco importa».
Intanto, il "Pizza" rilancia. Nell’instant-book scritto con il giornalista Matteo Incerti (Cittadini a cinque stelle. La partecipazione in rete che vince sui partiti edito per i tipi di Aliberti) un capitolo è dedicato proprio al fondatore del Candido. E a Parma il giorno del ballottaggio sembrano aver riadattato il celebre motto guareschiano in «Dio ti guarda, Bersani no».

Comments
Erroraccio: Pizzarotti è totalmente estraneo alla scrittura del libro di Matteo Incerti. Matteo Incerti, giornalista e attivista del Movimento 5 Stelle, all'uscita del libro, ha subito precisato che Pizzarotti non centrava nulla, non aveva collaborato nè era a conoscenza di questo libro, che è stata solo e soltanto un'idea dello stesso Incerti che l'ha realizzato in proprio. Comunque a quanto sembra, il libro costa 12 euro e il ricavato sarà devoluto al fondo per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma. Mi sembra un bel gesto.
Gentile Milena,
Vero che il sottoscritto ha scritto il libro.
L'ho fatto intervistando l'amico Federico Pizzarotti e raccontando la storia della sua elezione come di quella degli altri tre sindaci a 5 stelle. Federico Pizzarotti è perfettamente a conoscenza del libro per ovvi motivi essendo stato intervistato :)
W Giovannino Guareschi :)
errore da sottolineare in blu..... Le storie di Don Camillo si situano nei pressi del Pò proprio vicino a Roccabianca. Brescello fu scelta per l'ambientazione cinematografica
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