Vittime innocenti, gli scatti che raccontano la guerra dei bambini
Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D'Angelo e Miran Hrovatin sono morti nel 1994. Uccisi, a Mosta
Soldati israeliani (Giuliano Camarada)
Nora (Giuliano Camarada)
Mario, il bambino rom (Edvard Ciani)
Glue Generation: bambini di strada in Colombia (Luciano Del Castillo)
Somali Famine (Giulio Di Sturco)
Mongolia, fuga dal grande freddo 1 (Alessandro Grassani)
Mongolia, fuga dal grande freddo 2 (Alessandro Grassani)
La fabbrica di cioccolato (Sebastian Liste Vicario)
Bambine che raccolgono il carbone (Erik Messori)
Nelle celle di Freetown, Sierra Leone (Fernando Moleres)
Bambino ferito a Misurata (Francesco Filippo Monteforte)
I bambini di Kinshasa (Piero Pomponi)
Boy with a cat at Caracas slum (Jorge Silva)
Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D'Angelo e Miran Hrovatin sono morti nel 1994. Uccisi, a Mostar e a Mogadiscio, mentre facevano il loro lavoro di giornalisti e cameraman. Dal 2004, a Trieste, la città dove sono nati, c'è un premio giornalistico che li ricorda ogni anno, dedicato agli operatori dell'informazione che meglio hanno saputo svolgere, con il loro lavoro, un'opera di sensibilizzazione verso quei valori che avevano ispirato la professione di Marco, Alessandro, Dario e Miran.
È un premio di giornalismo che approfondisce le tragedie che coinvolgono le popolazioni. Con una considerazione particolare per i bambini. La troupe Rai assassinata nel '94 da una granata a Mostar, composta da Luchetta, Ota e D'Angelo, stava girando infatti un servizio sulle condizioni dell'infanzia bosniaca nella durissima guerra dell'ex Jugoslavia.
Ecco alcune delle foto in concorso per la sezione Miran Hrovatin, riservata ai fotoreporter per la migliore fotografia, vinta da Alessandro Grassani. Per le altre categorie, il 12 luglio verranno premiati Fergal Keane (televisione), Giancarlo Oliani (quotidiani e periodici), Elio Colavolpe (telecineoperatori) e Josè Miguel Calatayud (quotidiani e periodici non italiani).

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