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Le vacanze prenotale con il pc, con il Mac sono più care

Se devi ancora prenotare le tue vacanze online, evita di utilizzare il Mac. Lo consiglia l’Economist

L’isola di Maupiti, in Polinesia (Foto da Flickr di SF Brit)

Stai cercando un’offerta low cost per la tua vacanza estiva? Se vuoi risparmiare davvero, prenota utilizzando un Pc. Il suggerimento, apparentemente balzano, arriva nientemeno che dall’Economist. Il prestigioso settimanale inglese giunge a questa conclusione analizzando quanto siano in piazza le informazioni su noi stessi che forniamo quando navighiamo. I cookies nei siti di confronto di viaggi online sono in grado di capire dalle altre finestre che lasciamo aperte non solo i nostri gusti, ma anche la nostra età, il sesso e soprattutto la capacità di spesa. Addirittura, se l’Ip è collegato a un indirizzo “fisico”, si riesce a risalire alla zona della città dove siamo connessi, centrale o periferica. Com’è facilmente intuibile, questi dati servono a regolare di conseguenza, al rialzo o al ribasso, le proposte di alberghi, voli e pacchetti vacanze. Ma questo vale anche per altri prezzi flessibili, come quelli delle assicurazioni online. Abiti in centro, usi abitualmente un Mac, e ti sei dimenticato una finestra aperta sul sito della Volkswagen? Evita di vantarti con gli amici su quanto hai risparmiato, avresti potuto ottenere uno sconto maggiore usando il Pc dell’ufficio.

Tra tutti i broker contattati dall’Economist, l’unico ad ammettere apertamente di praticare la personalizzazione delle offerte è Orbitz, che da un lato conferma – chi prenota dal Mac effettivamente spende di più – ma dall’altro precisa di non fornire prezzi diversi per le stesse camere. Ravi Vijayaraghavan di [24]7, società di consulenza con sede a Bangalore che si occupa di sviluppare software di customizzazione per i vari broker – uno dei clienti è United Airlines, che però non conferma né smentisce – spiega al settimanale british che con questo sistema i siti riescono a raddoppiare e in alcuni casi quadruplicare i ricavi rispetto al classico software che propone prezzi ribassati a caso. Un altro trucchetto per segmentare ulteriormente i potenziali clienti, nota ancora Vijayaraghavan, è monitorare il tempo impiegato dagli utenti per arrivare alla pagina di pagamento, più veloce è, più netta è l’intenzione d’acquisto, e quindi superfluo lo sconto. 

Attenzione, però: il software spione deve essere sufficientemente sofisticato da non farsi beccare facilmente dai clienti. L’esempio che fa Werner Reinartz, professore di Marketing all’Università di Colonia e consulente di alcune società che stanno nella lista Fortune 500, riguarda Amazon. La libreria online di Jeff Bezos, già nel 2000, aveva provato a proporre i Dvd a un prezzo differente a seconda del browser utilizzato dall’utente, per capire se ci fosse una correlazione tra il navigare con Safari o Internet Explorer (Firefox arriva nel 2004, Chrome nel 2009) e una maggiore disponibilità a spendere. I clienti se ne accorsero e pretesero il pagamento della differenza, che Amazon fu costretta a rifondere. C’è da dire che l’episodio risale a ben dodici anni fa, preistoria se si pensa alla velocità con cui la rete cambia e si evolve. 

Per lo stesso motivo i social network – Facebook e Twitter in primis – sono maneggiati con estrema cura. Quello che nel linguaggio delle public relation si definisce “rischio reputazionale” è infatti altissimo, data l’immediata e devastante capacità di propagazione di critiche e la sostanziale impossibilità nel fermare l’onda, una volta generata, a suon di comunicati stampa. Soprattutto se di mezzo c’è il sensibilissimo tema della privacy digitale. Il social media da 140 caratteri, in ogni caso, secondo gli esperti è più utile della creatura di Mark Zuckerberg nell’aggregare opinioni e preferenze, forse per la celeberrima massima che vuole Facebook un luogo dove si mente agli amici e Twitter dove al contrario si è sinceri con gli sconosciuti. 

Se non avete ancora prenotato, dunque, ecco come vi conviene comportarvi. Primo, come detto, usate un vecchio Pc. Secondo, non lasciate aperti Twitter e Facebook. Terzo, lasciate invece aperti altri siti di comparazione dei prezzi. Quarto, cercate sempre le offerte più basse. Quinto, non correte subito sulla pagina di pagamento, ma tornate indietro, mostrandovi indecisi. Ovviamente il coltello dalla parte del manico ce l’avranno sempre loro, ma un minimo di contrattazione, come al mercato quando si comprano i pomodori, dovrebbe essere democraticamente concessa a tutte le tasche. Buone vacanze!

 

Comments

Andrea's picture
Inviato da: Andrea
27 August 2012 - 00:26

Io ho un PC da 4000€ assemblato da me con i migliori componenti in commercio per gaming spietato...così sono meno benestante perché non compro un mac? Dai dimmi di più su chi compra il mac perché il prezzo è più alto e crede che l'hardware sia migliore...a parte questa intro ridicola e parecchio offensiva per far sentire dei barboni chi di mac non può prenderlo o non glie ne frega...fanno bene a fargli trovare hotel più cari nella ricerca...tanto fanno i gradassi quando comprano mac...su avanti spendi!!!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
17 November 2012 - 17:42

ma vai a cagare... io ho un mac e non perchè sono miliardaria ma semplicemente perchè è lo strumento richiesto dal mio settore lavorativo.. che ad oggi mi ha lasciato a casa e quindi non ho i soldi neanche per piangere..

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
26 August 2012 - 11:34

Di sicuro l' app di autoscout24 su iPad fa pagare le mails vper i risultati di ricerca, mentre su android ė gratis, anche su pc. Non per nulla Apple ė la società più " ricca" avendo Hw e SW chiusi ed a pagamento.

competenza0's picture
Inviato da: competenza0
4 August 2012 - 15:51

Ma veramente stai consigliando di usare un vecchio pc? ma come stai messo?

Ghostery (addon per firefox e chrome) e passa la paura

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
2 August 2012 - 10:40

Dal punto di vista tecnico questo articolo è sconcertante.
Per capire se usi un Mac o un PC non serve nessun "software spione", è lo stesso browser ad inviare la propria descrizione dello User Agent (che si può nascondere e anche modificare). Un sito non ha modo di leggere i cookies degli altri siti, aperta o chiusa che sia la finestra, perché il browser non glie li invia. Una scheda di rete ha sempre un indirizzo fisico, indipendentemente dall'IP, ma non ha niente a che fare con la geolocalizzazione (che si basa solamente sull'IP).
Tutto il resto è normale ed è giusto che venga fatto. Il targeting della clientela nasce ben prima di internet: se arrivi in banca con una Ferrari nuova di pacca ti faranno delle proposte diverse da uno che arriva con una Duna dell'83.
Se non abbiamo in redazione giornalisti competenti, anche se è agosto, non scriviamo certi articoli solo per fare volume. E poi un articolo del genere ha senso ad aprile quando la gente prenota, non ad agosto quando tutti hanno già prenotato o magari sono anche già tornati.
E poi, questo luogo comune che chi ha un Mac è più ricco....

Luke's picture
Inviato da: Luke
1 August 2012 - 16:20

Ottimo articolo, anche se bisognerebbe entrare meglio nei dettagli "tecnici". Il tema di acquisire informazioni sempre più dettagliate sui consumatori diventa sempre più attuale, e del resto è la base del business model di facebook. Per un marketing manager è infatti oro colato definire la cd "segmentazione psicografica", quella cioè basata sullo stile di vita a 360° dei consumatori: cosa piace/non piace, commenti positivi/negativi su certi temi o prodotti o brand, abitudine e persino orientamenti politici o socio-umanitari. Rilasciamo ogni giorno tantissime informazioni su Web, Social e Mobile e tutto viene registrato e poi incrociato. Andiamo sempre più verso il grande fratello.

Marco Meneghello's picture
Inviato da: Marco Meneghello
1 August 2012 - 11:36

Credo che l'autore di questo articolo abbia qualche difficoltà nella comprensione dei testi in inglese.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
31 July 2012 - 21:37

ma che puttanata...

Andrea's picture
Inviato da: Andrea
31 July 2012 - 18:29

Non avete letto bene l'articolo. Orbitz dice che all'utilizzatore Mac vengono presentati risultati diversi, con hotel piu' costosi in cima alla lista immagino. Il che e' senz'altro discutibile ma nn diverso dal search retargetting. Il titolo e' fuorviante.

Daniela Patrucco's picture
Inviato da: Daniela Patrucco
31 July 2012 - 15:21

Un suk virtuale? Vai in giro malvestito e fai finta di andartene finchè il mercante non ti richiama e abbassa il prezzo! Ma che storia!

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