Record di tasse e niente tagli, Monti fa come gli altri
Innalzando la pressione fiscale oltre il 45%, non è stata salvata l’Italia, bensì lo Stato italiano,
Mario Monti (Afp)
Uno squarcio nel muro di omertà istituzionale che si è eretto negli ultimi mesi su temi come pressione e oppressione fiscale. Questo rappresentano le dichiarazioni rese l’altro giorno dal presidente della Corte dei conti e dal Garante della privacy.
Il presidente della Corte dei conti ha sottolineato come la pressione fiscale sia destinata a superare il 45%, polverizzando ogni precedente record del nostro Paese (43,7% nel 1997) e ponendoci ai primissimi posti delle graduatorie mondiali. Per la precisione, la pressione fiscale dovrebbe attestarsi nel 2012 al 45,15; nel 2013 al 45,70% e nel 2014 al 45,54 per cento. In realtà, causa le revisioni al ribasso delle stime di crescita del Pil, è altamente possibile che, in assenza di correttivi, già dal 2013 si possa superare la soglia del 46 per cento. Guardando agli altri Paesi europei, troviamo ormai davanti a noi solo la Svezia (46,34%), il Belgio (46,40%) e la Danimarca (48,53 per cento). Staccati, alcuni addirittura surclassati, tutti gli altri. Ancora oggi, per i cittadini italiani, questi sono poco più che numeri del lotto.
A parte gli aumenti delle accise sui carburanti e, con le buste paga di questo mese di marzo, la presa di coscienza degli effetti dell’aumento retroattivo delle addizionali all’Irpef, la gran parte dell’aumento delle tasse ha ancora da produrre i suoi drammatici effetti. Il clou è previsto da giugno in avanti, quando, tra Imu ed aumento dell’Iva, gli italiani sborseranno oltre 14 miliardi di tasse aggiuntive e vedranno all’opera anche gli ulteriori, quanto inevitabili effetti inflazionistici sui consumi.
Sarà allora che capiranno come non è stata salvata l’Italia, bensì lo Stato italiano, inteso come struttura, apparati, capacità di spesa e relativo potere esercitabile: tutte cose rimaste sostanzialmente invariate, rispetto allo status quo ante crisi. E, d’altro canto, è indubitabile che una lotta all’evasione, condotta in un contesto ove manca palesemente una pari “feroce” determinazione nella lotta alla corruzione e agli sprechi, non costituisce una battaglia di legalità (perché, evidentemente,m il punto non è la legalità), ma una mera battaglia per accaparrarsi le risorse necessarie a garantire lo status quo, a tutto vantaggio di chi dispensa lezioni di educazione civica e senso dello Stato con stipendi assai più elevati di quelli erogati da altri Paesi ai loro “servitori dello Stato”. Proprio sulla lotta all’evasione si è soffermato il Garante della Privacy, sottolineando come alcune norme introdotte per combattere l’evasione fiscale siano prive di riscontri in altri Paesi europei e tali da mettere a rischio l’assetto democratico del Paese.
È proprio così che stanno le cose. E il problema, ancora una volta, non è tanto che, di fronte alla gravità del fenomeno, si sia scelto di ricorrere a misure oggettivamente eccezionali e tali da trasformare il cittadino in un suddito che confida nell’equanimità del sovrano che lo controlla e giudica, quanto il riscontro che solo ed esclusivamente sul fronte dell’evasione fiscale si è ritenuto di intervenire con questa intensità.
Stupefacenti anche alcune reazioni a queste dichiarazioni del Garante della privacy. Un sindacalista equilibrato e intelligente come Raffaele Bonanni, ad esempio, ha detto che secondo lui le norme contro l’evasione andrebbero semmai intensificate ulteriormente. In altre parole, la stessa persona che, sul fronte dell’articolo 18, pur di tutelare i lavoratori onesti, preferisce correre il rischio di avere una norma che talvolta finisce per tutelare anche chi se ne approfitta, quando passa a parlare di evasione fiscale ritiene insufficienti norme che già ora consentono una trasparenza assoluta e la possibilità di riscuotere ed escutere il cittadino anche in pendenza di giudizio di primo grado.
Per il direttore dell’Agenzia delle entrate, invece, il problema non si pone: l’amministrazione finanziaria si limita ad applicare le norme proposte dal governo e votate dal parlamento. Risposta ineccepibile dal punto di vista formale. Se però consideriamo che, dal 2008 in avanti, al crescere delle difficoltà del bilancio dello Stato, sempre più i governi hanno affidato il confezionamento per loro conto delle norme in materia di riscossione e accertamento ai tecnici di Equitalia e dell’Agenzia delle entrate, forse una replica un po’ più nel merito della critica non sarebbe stata male.

Comments
Con Monti, lo Stato è diventato nemico dei cittadini onesti.
Perché? Perché Monti non è un uomo di Stato, ma servo delle più ignobili lobby massoniche e finanziarie mondiali.
Questo governo ha un unico scopo: RUBARE ai cittadini onesti per ARRICCHIRE banche e assicurazioni.
Napolitano, Monti e i suoi ministri,i partiti che sostengono Monti dovrebbero essere processati
per ALTO TRADIMENTO della Costituzione italiana e della sovranità popolare.
Monti non ha mai salvato l'Italia come dicono servilmente le TV e i media di regime;
piuttosto con le sue manovre recessive sta affossando l'economia di un'intera nazione:
Recessione record, debito pubblico record, disoccupazione record, impoverimento delle famiglie record, tassazione record, prezzo della benzina record, costo della vita record, introiti fiscali in riduzione ... per non parlare dell'IMU, la tassa più odiata dagli Italiani, esentata alle Fondazioni bancarie.
Monti è semplicemente un DISASTRO.
Una volta avevo fiducia nello Stato.
Ora mi sono accorto che è un nemico che da un momento all'altro può distruggerti l'esistenza.
Che tenta solo di estorcerti i soldi, di trattarti come un delinquente presunto evasore, dalla multa per il 60 Km/h anziche 50, alla patente ritirata come fossi un criminale perchè bevi un bicchiere un po' di vino a cena e centinaia o migliaia di euro di multa sulla base di un test che non ti misura l'ubriachezza, nè l'acool nel sangue, ma quello che hai nell'alito (cosa ben diversa), alle pretese dell'Agenzia delle Entrate che ti chiede soldi anche quando non ne ha diritto...persino la cassazione ha stabilito l'illegittimità di alcuni aggi e/o sanzioni di Equitalia.
Trovano ogni scusa per prendere soldi, e li pretendono con ferocia sempre crescente.
E intanto riempiono le tasche dei partiti e di gente come Lusi di soldi pubblici.
Ottimo articolo, c'e' un unico problema....le tasse servono a pagare le spese e gli interessi sul debito accumulato in questi anni da noi Italiani e dai governi che uno dopo l'altro hanno creato l'enorme debito che pesa sulle nostre spalle.
Governi di destra e di sinistra (e quindi i loro elettori, siamo sinceri) sono sempre stati d'accordo nell'aumentare le spese, contando poi di raccattare il differenziale con l'emissione ogni anno di un po' piu' di debito pubblico.
Ora i nodi sono arrivati al pettine. E chiaramente da bravi Italioti, ci mettiamo a criticare chi il pompiere che e' stato chiamato con l'incendio che divampa.
Vogliamo tagliare le tasse? Sacrosanto, pero' allora bisogna tagliare le spese, cosa non facile in Italia dove anche se si vogliono rilasciare 1000 licenze di taxi nuove si va incontro ad uno sciopero generale. Ci meritiamo veramente che tornino Berlusconi con le sue ballerine del BungeBunga o Bersani e i suoi amici di Vasto.... vederete come andranno meglio le cose, invece di questo governo che sta facendo cosi' male all'Italia!!
anch'io conocordo di istituire un agenzia delle uscite affiancata a quella delle entrate. Ove al controllo siamo noi che con la stessa intensità e potere che hanno ormai le agenzia delle entrate possiamo chiedere la documentazione, movimentazione, motivi di spesa e far emettere cartelle ai soggetti che non sono in grado di dimostrare il perchè della capacità delle uscite.
Il TTR (Total Tax Rate), cioè le tasse sui produttori di ricchezza, in realtà è al 68%!!
Vero che l'evasione è un grave problema del nostro paese, ma perché non rispolverare una vecchia proposta di Enrico Zanetti... istituire un'Agenzia delle Uscite da affiancare all'Agenzia delle Entrate. Con quello che recuperiamo dalla lotta all'evasione, agli sprechi e alla corruzione riusciremo finalmente ad abbassare le tasse!
l'idea è condivisibile, il problema è che se chi è a capo dell'agenzia delle uscite è collega di quella delle entrate....ti lascio immaginare...
dovremmo delegare alla UE o al FMI, forse allora...
Nella storia il popolo, il popolo vero e cioè il popolo che lavora, ha sempre corrisposto al padrone, non una parte, ma quasi l'intero di ciò che produceva col sudore della propria fronte. Sempre il popolo, tratteneva per se solo quanto era sufficiente, quando andava bene, per il proprio sostentamento (stato di miseria). Sino alla metà del XX secolo, il sistema del potere era assicurato dalla proprietà feudale e i latifondisti lo amministravano attraverso i loro gregari che, a loro volta, lo esercitavano sulle cose e sulle persone, in nome e per conto del loro diretto padrone : il barone, il patrizio. Alla sottrazione coatta dei frutti, spesso, si aggiungeva l'espropriazione dei modesti beni che il contadino era riuscito a realizzare risparmiando la "lira", per gli eventuali debiti contratti. Cosa è cambiato oggi? Alla frammentazione dei poteri si è sostituito un potere centrale, un unico latifondo in mano di pochi, nelle mani della cosiddetta "CASTA", "I PRIVILEGGIATI", che, in Italia, domina ed esercita il potere riscuotendo coattivamente quanto produce un intero popolo. Appunto, dicevo, cosa è cambiato oggi? I gregari? Che cosa è l'Equitalia? La Serit? Non sono loro gli strumenti in mano dei "BARONI"che provvedono alla riscossione della tangente sui beni prodotti da un popolo? Non sono loro che operano per mettere in liquidazione i pochi averi accumulati, con enormi sacrifici, da tanti modesti lavoratori? In tutti i casi, di che cosa ci lamentiamo oggi? Non il 90%, ma soltanto il 50% o il 60%, sempre meno, comunque, rispetto ad una volta, il prelievo forzoso. Evviva la DEMOCRAZIA!!!!!
Purtroppo , anche grazie alla pubblicità ideata dallo strozzino di stato con stipendio a cinque zeri , pare che in Italia lo sport nazionale sia diventato fare i conti in tasca agli imprenditori ladroni da parte di chi non ha la minima idea di come funzioni un'impresa.
E allora facciamoli i conti in tasca ad una microimpresa di 1-2-3 soci che provino a campare col lavoro di imprenditore.
1) pressione fiscale al 50% ( sottostimata .. ma tant'è )
2) reddito netto per campare decentemente 20.000€ ( 1.500€ e rotti per 13 mensilità)
A) : da 1) e 2) --> reddito lordo necessario 40.000€
3) ricarico medio sul materiale del 35% --> margine di circa il 25% ( nota bene : in alcuni settori ad alta concorrenza come l'informatica certe ricariche se le sognano , ma tant'è .. teniamoci volutamente larghi anche qui )
4) costi fissi aziendali al 15% del fatturato
B) : da 3) e 4) --> margine ante imposte del 10%
da A) e B) una ditta individuale per garantire un reddito decente all'imprenditore dovrebbe fatturare 400mila € , una impresa di 2 soci 800mila , una di 3 soci 1milione 200mila
800mila € di fatturato per una stima di 250 giorni lavorativi all'anno ( 365- sabati , domeniche e festività ) sono 3200€ di fatturato al giorno.
Un Bar condotto da due persone fattura 3200€ al giorno? E un ristorante condotto da marito e moglie? Un negozio di informatica? Quanto deve fatturare per camparci in 2-3 soci?
Conclusione : andiamo tutti a fare i lavoratori dipendenti/statali/impiegati dell'agenzia delle entrate. Un giorno potremo magari diventare il Befera di turno e comprarci il BMW senza aver paura di essere tacciati come dei delinquenti.
Ma lo fa con sobrieta', ohibo'! Apprezzeranno lorsignori almeno il cambio stile, nevvero?!
Sempre il solito errore: la pressione fiscale è ben più alta del 45% (siamo in realtà nell'intorno del 56%), infatti al denominatore della formula della pressione fiscale vi è il PIL. Ora è risaputo che nel calcolo del PIL viene considerata anche una quota di nero che, a quanto mi risulta è circa il 20%. Siccome sul nero di tasse se ne pagano pochine, tutta la pressione è concentrata sul restante 80% di PIL.
purtroppo siamo in 6 ( 5 commenti + l'autore dell'articolo) contro i 3.200.000 circa dipendenti pubblici a tempo indeterminato.
guerra persa in partenza.
lo stato mostro che è stato creato negli anni è ormai un moloch inarrestabile
non faremo una bella fine
Benvenuti nella vita reale: tasse da Svezia e servizi da Maghreb.
Nel panorama politico e governativo italiano le regole importanti sono poche: vecchi, pieni di rughe, pelati , con i capelli bianchi -gli uomini; le donne anche senza la pelata (non è una concessione, ma un regalo di madre natura): è come sui campi da football, cambiano le magliette ma la minestra è sempre quella.
A chi non è in età da pensione e con delle capacità che all'estero sanno riconoscere, una sola opzione: emigrare.
...ma va', non ci eravamo accorti di nulla !!! pensa un po' che strana storia !!
ma vi siete svegliati solo ora ??? pensavate che si potesse usare la bacchetta magica ?
la realta' e' che non siete capaci di scrivere la realta' , per paura di chissa che cosa ......
La situazione e' molto peggio di quella che si descrive.......I Dati seguenti sono della banca mondiale e rappresentano il sistema di tassazione dei maggiori paesi mondiali....Andare a pagina 31 per avere un conato di vomito....
www.doingbusiness.org/~/media/fpdkm/doing%20business/documents/special-r...
I dati di "doing business" non sono corretti o comunque non rappresentano le imposte. Comprendono ad esempio il TFR, che, come tutti sanno, non è una imposta da calcolare dopo il profitto, ma un costo differito da calcolare prima delle imposte. Se venisse abolito il TFR -- se prescindiamo da questo momento di crisi in cui la forza negoziale dei lavoratori è bassa, ma prima o poi le cose cambieranno -- il relativo importo andrebbe a sommarsi ai salari e/o a contributi a fondi previdenziali contrattuali. Il TFR manca nella maggior parte degli altri paesi (dove però il datore di lavoro non risparmia: semplicemente paga tutto subito). Questo crea una distorsione del confronto tra Italia e altri paesi, che rende i dati di "doing business" viziati.
concordo con quanto detto anche se devo dire che siamo già "sudditi" di questa nuova nobilità, corrotta, avida e meschina.
Il 45%, media italiana, pur essendo in se un dato ignobile, non la dice tutta. Quanto paga chi paga? Quant'è la pressione effettiva nelle regioni dove si paga? Forse è meglio non saperlo.
finalmente un articolo quasi trasparente!!!
bé noi popolo ce ne siamo accorti abbastanza prima. quando arrivare a fine mese bisognava stringere ancora di più.
ma anche questa é solo un'altra frase. bisognerebbe veramente provare cosa vuol dire!!!
quando si tratta di mettere le tasse sul popolo, si sottolineo popolo, perché i sovrani problemi non ne hanno (tranne di tenere i loro sporchi interessi e complotti!), ma quando si parla trasparenza! ecco li che si alza la voce. ma non quella del popolo!
mi rivolgo a tutti, ma siamo o non siamo in democrazia (o quella che dovrebbe essere una vera democrazia)? quelli ci stanno realmente rappresentando?
non dimentichiamoci che IN TEORIA sono li perché sono stati eletti (scrivo in TEORIA perché sappiamo benissimo che giri ci sono nella politica. non viene scritto, ma tutti sanno!)
e siamo noi i veri sovrani, non loro.
ditemi, come possiamo fare vedere che non siamo d'accordo con decisioni presi dal parlamento?
con scioperi? con mezze guerriglie? con vandalismo? con gridare?
ormai non ci prendono proprio più in considerazione a noi popolo!
Visto che sono anni che aumentiamo sempre tasse e varie (perché dato che si emettono sempre più soldi dalle banche centrali, e la nostra inflazione e debiti salgono sempre di più) perché non proviamo al contrario??!!!!
Trasparenza su tutti i conti (ma tutti!) rendiamo tutto pubblico (tanto abbiamo internet), leggi anti corruzione (vere leggi, non quelle che fanno il parlamento!), abbassiamo le tasse complessive (così evitiamo sempre più l'evasione fiscale e inviteremo a pagarle tutti), rendiamo vivibili la vita delle piccole-medie imprese, beni confiscati riutilizzarli per il bene del popolo, efficienza delle strutture pubbliche, investire nella sanità e nelle università (non tagliare le gambe e sostenere le strutture private), non investire nelle speculazioni nere!!!
basta! siamo un paese con tante risorse, ma grazie ad una casata del genere, siamo fermi, anzi ci stiamo scavando la fossa!!!
parlamento tecnico?...se mai parlamento privato!!!e purtroppo sarà sempre più privato...ma non solo il parlamento, tutto quello che ci circonderà!!!
domanda: da anni si parla del debito pubblico...etc. tutti sparano qualche anno futuro, dove andremmo a pareggiare i conti.
ma qualcuno si é mai degnato di mostrare pubblicamente una tabelle, la dove si possa vedere in che modo andremmo a pareggiare i conti?
nella storia abbiamo visto che solo le guerre hanno portato ad un cambiamento. ma le parole, promesse, le blabla dei nostri "cari" parlamentari non hanno mai cambiato niente di concreto. solo piccole mini cavolate per conquistarci!
e ora ci troviamo con quest'ultimo a fare i calcoli a casa....e dopo di lui?
buon lavoro a tutti!
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