Finiamola con questo teatrino: la Rai va venduta
Vendere la Rai dà fastidio a pochi (Berlusconi, i partiti, i dipendenti del sistema televisivo itali
Guerra e pantano in Commissione vigilanza. Anche oggi non ci sono novità per il rinnovo dei vertici di viale Mazzini. Mentre il Pd alza la voce, il Pdl : "Dobbiamo sostituire il consigliere dimissionario". Si rivoterà domani, ma Paolo Amato (Pdl) ha detto di non essersi dimesso. Il solito teatrino che, una volta di più, ripropone una domanda: “Ma serve davvero una Rai pubblica e tutta gestita dalla politica?”. La nostra risposta, affidata a Michele Boldrin.
Le liberalizzazioni sono andate maluccio, la riforma del mercato del lavoro non promette nulla d’eccitante e di vendere qualche proprietà industriale o immobiliare dello stato italiano non se ne parla nemmeno. Queste erano le cose facili da fare, quelle che la BCE e la UE ci avevano esplicitamente invitato a mettere in moto al più presto già l’estate scorsa. Non è difficile immaginarsi, quindi, cosa ne sarà delle riforme difficili, quelle che forse arresterebbero il declino italiano, come quella dell’apparato centrale dello stato o della scuola o del settore bancario – quel settore per raggiungere il quale Sergio Chiamparino, scopertosi banchiere dopo una vita da funzionario di partito, ha detto che “abbandona” la politica: Houdini, in confronto ai politici italiani, era fatto di ghisa!
Fa lo stesso: essendo gente paziente aspetteremo le elezioni del 2013; il nuovo governo, sostenuto dal mandato popolare, certamente affronterà di petto le grandi questioni pendenti e l’Italia risorgerà, più grande e più forte che prima. Nel frattempo, visto che abbiamo ancora un anno di governo “tecnico”, proviamo a vedere se c’è qualche altra riforma facile facile che possa aiutarci a ridurre il deficit pubblico.
Me ne viene in mente una che, vista da fuori, sembra d’una banalità quasi irraggiungibile: privatizzare la RAI. Sia dal punto di vista economico che da quello del senso comune la questione è banale: non c’è alcuna ragione per cui lo stato italiano debba essere proprietario di un gigante delle telecomunicazioni come la RAI la quale, se collocata intelligentemente sul mercato (tutta d’un pezzo o in parti separate è questione tecnica che preferirei evitare ma, a nasometria, direi che forse si fan più soldi vendendola in due pezzi se non tre), vale di certo qualche miliarduccio. I quali miliarducci, una volta ricevuti, potrebbero essere usati per pagare gli investimenti nella banda larga, quella che il paese non possiede e di cui ha un bisogno che se non fosse drammatico sarebbe ridicolo.
Vendere la RAI è facile: non è un’impresa strategica perdendo il controllo della quale si creino problemi di sicurezza nazionale o effetti esterni su altre imprese che dipendano dalle sue innovazioni. Opera in un settore in leggera crescita ma fondamentalmente maturo e stabile, ha una clientela altrettanto stabile ed il suo potenziale economico non sembra particolarmente incerto se gestita con i criteri professionali che sono standard del settore. La qual cosa, sembra palese, oggi non accade e costituisce una ragione in più per privatizzarla: liberare il suo potenziale di creazione di valore aggiunto. Ed il mondo è pieno di gente che ha sia i soldi per comprarsi la RAI sia le conoscenze manageriali per fare della buona televisione.
Privatizzare la RAI, insomma, è un no-brainer. Perché non lo si è fatto e, oggi mi sento in vena di previsioni, non lo si farà neanche nel prossimo futuro? Domanda ingenua, me ne rendo conto. Privatizzare la RAI infastidirebbe sia il signor Berlusconi Silvio, che nel regime di duopolio televisivo ha trovato un’organizzazione industriale perfetta per diventare l’uomo più potente d’Italia, che il resto del mondo politico, il quale la considera come una propria dependance dove è permesso compiere le sconcezze più vergognose senza doversene poi vergognare. Queste due osservazioni fattuali, ovviamente motivate dall’interesse nazionale e da quello dei cittadini-consumatori anzitutto, chiudono il discorso e raccomandano d’occuparsi d’altri argomenti: in Italia si finirà per privatizzare prima il Colosseo o Piazza San Marco che non la RAI. Ma io, oltre che vivere in un paese dove mostri come la RAI non esistono, sono pure ingenuo quindi permettetemi di insistere per alcune poche righe ancora. Per chiedere: casta politica e Silvio Berlusconi a parte, chi altro ci guadagna dal fatto che la RAI è un’impresa pubblica?
Qualcun altro che ci guadagna, a dire il vero, c’è e sono i dipendenti RAI i quali sono sia troppi, che troppo ben pagati, che troppo protetti rispetto a quello che sarebbero se l’industria televisiva italiana fosse un’industria concorrenziale dove vigesse la libertà d’entrata. Invece è un’industria oligopolistica dove il grasso cola e ne cola così tanto – anche grazie alla tassa occulta nota come “canone televisivo”, quella che qualche genio dell’imprenditoria voleva piazzare anche sul vostro PC o portatile … – che ce n’è per tutti e non solo per il grande tycoon. Ah, sia chiaro: per ovvie ragioni di parziale sostituibilità parte del grasso che cola finisce anche ai dipendenti Mediaset e, in tempi recenti ed in minor misura, a quelli de La7. Il punto di fondo è che, nel settore delle telecomunicazioni, la natura pubblica della RAI è il motore immobile che genera non solo l’orrenda distorsione politica dell’informazione televisiva, ma anche una lunga serie di distorsioni economiche. Dalla natura pubblica della RAI segue infatti non solo che i cittadini italiani, unici nel mondo, sono tassati in modo speciale per il possesso di un particolare elettrodomestico, ma anche l’assenza d’una regolazione del mercato che ne garantisca la libertà d’entrata e la concorrenzialità (quindi efficienza, profitti, posti di lavoro produttivi) ed il basso rapporto qualità/prezzo della produzione televisiva italiana.
In sostanza: il settore televisivo italiano è nelle medesimissime condizioni di quello del servizio taxi o dei notai o dei farmacisti ... Poche decine di migliaia di privilegiati offrono un servizio cattivo a prezzi alti ed il resto del paese ne paga le conseguenze. Mario Monti si è arreso di fronte a tassisti, farmacisti, avvocati e svariati altri professionisti, che sono “tanti” e quindi controllano tanti voti. Ma i dipendenti RAI-Mediaset-La7 sono molti meno, sono decisamente pochi ed elettoralmente non contano. Potrebbe provare a liberalizzare almeno questo settore, così tanto per farci provare il brivido di una piccola liberalizzazione riuscita? O anche chiedere questo è avventurismo massimalista?
*Professore e Chair, Departimento di scienze economiche, Washington University in Saint Louis

Comments
ma quale imprenditore sano di mente comprerebbe un' azienda strapiena di raccomandati ed incompetenti...senza poi poterli licenziare per manifesta incapacità?
Sono d'accordo, la RAI (non so più quanti canali ormai ci propina con Rai4, Rai sport e Rai vattelapesca) è un PACHIDERMICO CARROZZONE d'imboscati che va smembrato e venduto al miglior offrente. Anzi no, manterrei pubblica Rai Yo-Yo, che male può fare?
E quando ci sono le elezioni, comunicati di propaganda a reti nazionali unificate a turno tra i partiti, di pari durate (10 minuti max.) e pagate da un fondo comune per il finanziamento pubblico degli spot e dei comunicati elettorali.
Per il resto non se ne può più di tre TG, ognuno dei quali dice solo una parte della verità e dei talk show fotocopia d'intrattenimento politico , dopo i quali la gente se ne va a letto frustrata e nervosa per non avere potuto controbattere alle idiozie che si sparano in questi dibattiti, dove gli invitati si dividono tra i cocchi del conduttore (sempre di parte) e quelli da massacrare e mettere alla berlina e che si concludono con l'immancabile sondaggio popolare preconfezionato.
La politica preferisco farla SUL WEB, almeno posso dire la mia e non rimanere sbasito a contorcermi di rabbia. A riguardo Grillo docet.
La TV pubblica usata dai politici che la lottizzano è un mezzo passivo e antidemocratico, dove l’informazione è distorta a loro uso e consumo e quest’abuso è fatto anche con i soldi di chi non la pensa come di loro.
In TV preferisco cultura (spoliticizzata) e intrattenimento vero (sport, spettacoli, musica e belle ragazze che ballano e cantano ancheggiando) dopo il quale mi addormento serenamente senza soffrire d'insonnia e palpitazioni notturne con le facce deformi dei politici italioti che balenano inquietanti nel buio.
Ha ragione l'articolista, la RAI non e' un'azienda strategica. L'opinione pubblica (e di voto) in questo Paese si forma attraverso la frequentazione assidua di biblioteche ed emeroteche, l'abbonamento a tre o quattro quotidiani, qualche pubblicazione peer-reviewed ed un uso avanzato di internet, anche da parte della fascia di popolazione tra i 50 e 70 anni (quattro gatti) che la sera mica guarda la TV pubblica e i tiggi', preferendo invece sciropparsi Dostoevskji... eh no, non e' strategica... Bravo Messier! Continuez! Continuez!
Io dico che qualcuno qui si ascolta quatto quatto Coast to Coast AM.....
Ha ragione quel lettore. E' dalla copertura di eventi come Euro2012 che si misura la validita' del canale televisivo. Ne aggiungo qualche altro, che e' e' allo stesso livello: l'arrivo di Babbo Natale; l'origine misteriosa delle Piramidi; Dove Si Nasconde Bigfoot?; Gli UFO Nazisti; Il Mistero di Atlantide; I Cerchi del Grano: Nuove Rivelazioni.... tutti programmi di qualita' che trasmettono i canali privati a pagamento ogni due per tre, Vogliamo quelli, e naturalmente la copertura capilalre di Euro2016!!!
Bellissimo leggersi i commenti. Grazie Michele anche per questo.
commenti illuminanti della mentalità diffusa.
Qual è il punto. il molto teorico ruolo educativo delle masse da parte della RAI ? Gli anni 70 sono finiti, le masse cambierebbero canale.
Oppure il punto è l'assenza di offerta di programmi di livello e il dilagare del trash? accade già oggi,. Se si abbattono le barriere all'ingresso e se c'è mercato di programmi di livello, sicuramente ci sarà qualche operatore che li offrirà.
La Rai va venduta immediatamente, non c'è una sola buona ragione per rimandare la cessione. E se non siete convinti, basta ricordare la copertura di Euro2012 :)
Non si può riformare la RAI sulla falsa riga delle BBC, invece di privatizzarla e ritrovarsi Giacobbo pure al posto di Piero Angela?
Mi pare quantomeno ottimistico pensare che il libero mercato possa facilmente sopperire al vuoto di valori che permea gran parte delle Istituzioni italiane.
Non posso certo darmi dello statalista, ma in alcuni ruoli chiave, come può essere quello della diffusione della cultura lasciare tutto in mano ai privati è un suicidio. Mi pare che già History Channel stia facendo abbastanza danni (e i più gravi li fa quando non parla di UFO).
Mi piacerebbe sapere quale sia, per Boldrin, un network americano con una programmazione degna di nota, sotto il profilo culturale.
signor Boldrin... perché vuol vendere la Rai a prestanomi di Berlusconi?
ma lei ha mai visto le tv pubbliche europee? la BBC in primo luogo, ma anche la Die Erste, la ZDF e così via?
esistono molte persone che apprezzano la qualità e se ne fregano dell'audience a suon di rutti e peti
Bisogna conservare una o due reti pubbliche senza pubblicità, finanziate esclusivamente dal canone, e vendere il resto a soggetti non condizionabili da Berlusconi.
Non le sembra ragionevole?
Ovviamente concordo con il pezzo. Colgo l'occasione per riproporre un testo che qualche tempo fa avevo scritto sulla questione
http://paesedimerda.wordpress.com/2011/12/20/lo-stronzo-televisivo/
Ha ragione Boldrin, scommetto che a Lei piace ascoltare Cart Talk con Click&Clack il sabato mattina alla radio invece che Fahre il pomeriggio. ;-) Vendiamo tutto!
Chi reca il maggior danno possibile a questo ente di pubblico servizio strapagato profumatamente dai suoi consumatori è questa pestilenza parassitaria e corrotta del manipolo dei mafiosi della politica. Fuori dalle palle dagli enti pubblici! Voi e tutta la vostra gentaglia raccomandata e responsabile del disastro del bene pubblico. Trovatevi un lavoro maleddi corrotti ladri. Che si comprino una loro televisione con tutti i soldi che hanno rubato e continuano a rubare dalle pubbliche casse!. Ci mancava solo la banda dei magnaccia del PDL, quelli contro la legge anti corruzione. Se non lo capiscono con le buone prima o poi lo capiranno a loro spese: la gente passerà ai bastoni e statene certi che i nomi se li ricordano tutti.
Ma certo. La RAI va venduta e smembrata. In modo che se la compri qualche privato che venda il "boquet" di canali (si dice cosi', no? Fa molto EU/Bruxelles) a caro prezzo e che vengano trasmesse LE CAGATE che le tv private (a pagamento e non) propinano. La RAI trasmette ancora qualche tramissione che invita timidamente la gente a pensare con la propria testa. E questo da' molto fastidio ai nuovi dittatori mascherati da "europeisti".
Purtroppo il Prof. Boldrin si fa trascinare dalle su argomentazioni e si sbaglia su un punto.
In quasi tutti i paesi occidentali esiste una TV pubblica (tra le tante altre, ovviamente) e in quasi tutti viene finanziata con una tassa sugli apparecchi televisivi, il canone.
Fantastico. Con la Rai privatizzata potremo finalmente sentire Radio Tre proporci come libro del giorno Come imparare le marche di detersivi in 5 minuti o Gardening For Dummies, magari con qualche bel fondo tradotto dal WSJ - mai letto uno? li raccomando - si capisce di piu' sullo spessore morale del mondo della finanza da uno di quelli che da duemila pagine di saggistica. La domenica qualche speciale dove invece di dibattere di filosofia, gli ascoltatori potranno chiamare un paio di meccanici e chiedere loro consigli su come cambiare le pastiglie dei freni... mala tempora currunt
Eh già perché adesso invece è tutto un fiorire di kultura vero? Patetici. Se c'è domanda di cultura è nell'interesse del privato fornirla, o crede che tutti i musei del mondo siano pubblici? Protip: alzare il sedere dalla sedia e girare un po' il mondo, allarga un po' gli orizzonti.
La Bbc è strapubblica ed è finanziata da un canone..giri il mondo lei..
Fantastico. Con la Rai privatizzata potremo finalmente sentire Radio Tre proporci come libro del giorno Come imparare le marche di detersivi in 5 minuti o Gardening For Dummies, magari con qualche bel fondo tradotto dal WSJ - mai letto uno? li raccomando - si capisce di piu' sullo spessore morale del mondo della finanza da uno di quelli che da duemila pagine di saggistica. La domenica qualche speciale dove invece di dibattere di filosofia, gli ascoltatori potranno chiamare un paio di meccanici e chiedere loro consigli su come cambiare le pastiglie dei freni... mala tempora currunt
Fantastico. Con la Rai privatizzata potremo finalmente sentire Radio Tre proporci come libro del giorno Come imparare le marche di detersivi in 5 minuti o Gardening For Dummies, magari con qualche bel fondo tradotto dal WSJ - mai letto uno? li raccomando - si capisce di piu' sullo spessore morale del mondo della finanza da uno di quelli che da duemila pagine di saggistica. La domenica qualche speciale dove invece di dibattere di filosofia, gli ascoltatori potranno chiamare un paio di meccanici e chiedere loro consigli su come cambiare le pastiglie dei freni... mala tempora currunt
Che i dipendenti Rai siano super pagati e coccolati... Be', fate un'inchiesta seria e poi ne parliamo. E magari considerate il grande numero di "consulenti" che in realtà sono lavoratori a tutti gli effetti.
Un indizio su dove partire: un numero eccessivo di dirigenti/portaborse mangia e dorme a cinue stelle guadagnando su trasferte e non facendo nulla. E se fanno qualcosa combinano guai. Quelli andrebbero tagliati, no?
Mi sembra un'ottima idea. Cosi' con la RAI puramente commerciale avremo programmi di ottimo livello, come i filmetti di Hollywood, le paperissime, la pseudoscienza alla discover e cosi' via.... genialata.
già, perderemmo l'Isola dei Famosi, le ricette della Clerici e pure Giuliano Ferrara...pensa un po' che danno irreparabile...ma va dar via el cül, collegate il cervello prima di scrivere troiate....
Si dia una calmata ! Ci sono anche programmi interessanti alla RAI e la faciloneria del suo modo di scrivere (offendendo per giunta) denota che è proprio lei che non collega il cervello prima di parlare. Forse ne è carente?
Pensa che un privato offra di meglio?
La RAI và dimagrita ma non venduta del tutto. Una sola rete come la BBC e dedicata, veramente, al servizio pubblico.
Perché, adesso cosa trasmettono? Ah già, san scemo...
Egregio Marco Giovanniello, è esattamente ciò che Boldrin lascia (neppure troppo) sotteso con le sue domande... pareva chiaro: è strategica per la classe politica e gli annessi che ci mangiano. Non per la maggioranza degli italiani. Mi stupisco che non se ne accorga.
Non basta una cattedra alla Washington University in Saint Louis per impedire di scrivere delle sciocchezze. Stupisce che ormai in piena era digitale sfugga il ruolo strategico dell'informazione, soprattutto in Italia con analfabetismo di ritorno e posizione predominante della televisione.
Credo che il modello di riferimento debba essere la BBC, un servizio di broadcasting non inquinato da obiettivi commerciali ma con una 'mission' culturale.
Caro Boldrin, la RAI è l' azienda strategica per definizione, mi stupisco che non se ne accorga.
Avrà notato certamente il misero turnover della classe politica italiana, dove passa per nuovo anche Di Pietro che compare nei TG da vent' anni.
Si chieda perché questi politici non vengono sostituiti, la mia risposta è che c' è una barriera all' entrata invalicabile, la brand recognition di cui gode chi viene citato giornalmente nei TG e viene regolarmente invitato da Bruno Vespa.
La RAI è lo strumento con cui chi è ai vertici di un partito riesce a rimanerci anche dopo una o più sconfitte elettorali, al contrario di uno Zapatero che deve abbandonare l' attività politica.
Egregio Marco Giovanniello, è esattamente ciò che Boldrin lascia (neppure troppo) sotteso con le sue domande... pareva chiaro: è strategica per la classe politica e gli annessi che ci mangiano. Non per la maggioranza degli italiani. Mi stupisco che non se ne accorga.
Il titolo non c'entra nulla con l'articolo. E' una pessima abitudine tipicamente italiana
UFFICIO DEL DIRETTORE GENERALE DELLA RAI
- Carlaaaaaaaaaaaaaa!!!
- Mi dica Dottoressa Lei!
- Mi chiami subito Jacopo Tondelli!!!
- Tondelli, il direttore de Linkiesta?
- Sì! Voglio parlare subito con quel lestofante. Gliene voglio dire due di persona! Lo strozzo con le mie mani… lui e Boldron!
- Dottoressa, forse voleva dire Boldrin?
- Carla, non osi mai più correggermi… se non vuole andare ritrovarsi con quel pancione immediatamente a casa! Ci siamo intese?
- Certo Dottoressa, non succederà mai più. Adesso mi metto subito in contatto
con Linkiesta e cerco di passarle il Direttore.
- Faccia il più veloce possibile perché non vedo l’ora di ribaltarlo! Di urlargli cosa penso veramente di lui. Si sbrighi Carla!
- Dottoressa Lei, c’è in linea il Dottor Tondelli de Linkiesta
- Me lo passi e chiuda la mia porta perché fra qualche secondo qui dentro scoppierà la terza guerra mondiale!
- Certo Dottoressa
- Pronto, parlo con il Direttore Tondelli?
- Sono io, mi dica…
- Salve caro Direttore, sono Lorenza Lei della RAI…
- Che piacere, mi dica?
- L’ho chiamata per farle i complimenti per il suo magnifico giornale!
- La ringrazio molto Dottoressa
- Oltre a farle i miei più sinceri complimenti desideravo sapere se si trova bene alla Direzione de Linkiesta?
- Mi sembra una domanda pleonastica Dottoressa… mi trovo molto bene!
- Guardi Tondelli capisco poco di pneumologia… volevo soltanto sapere se poteva essere interessato al magico mondo della televisione e magari a qualche nuova avventura prestigiosa. Ci siamo capiti Tondelli…
- Si spieghi meglio Dottoressa Lei…
- Bene Tondelli, come potrà sentire dalla mia voce io sono completamente serena, calma e felice di sentirla, a tal punto di proporle nuove e sicuramente più blasonate cariche professionali di quella che sta attualmente ricoprendo. Sto parlando di vere realtà dell’informazione. Le faccio un piccolo esempio? Potrebbe interessarla la Direzione del TG1 oppure del TG2 o del TG3? Guardi che qui alla RAI si fanno strappi alla regola ogni minuto, quindi sarò ancora più schietta e sincera. Le offro la Direzione di tutti e tre i TG. Ma non è tutto. La sua retribuzione annua contemplerà lo stipendio di tutti e tre gli attuali Direttori!
- La ringrazio infinitamente Dottoressa. La sua offerta mi lusinga ma sinceramente non posso accettarla. Sono felice dove sono.
- Va bene Dottor Tondelli, le faccio una proposta che non potrà rifiutare. Come lei ben sa la RAI non ha nulla da invidiare alla SPECTRE. Siamo anche noi un organizzazione criminale che è collusa fino al collo con la politica. Alla luce di questa breve premessa voglio assicurarle che entro questa sera faccio sparire Garimberti da Viale Mazzini per farlo riapparire come d’incanto a Repubblica. Questo per dirle che la carica di Presidente della RAI da domani mattina è sua!
- Guardi Dottoressa Lei, la ringrazio nuovamente ma vediamo di chiudere qui
questa telefonata decisamente imbarazzante…
- Tondelli, sarà imbarazzante per lei ma non per me. Sono anni, dico anni, che sguazzo qui dentro e mi sono costruita una carriera e una montagna di soldi!
- Dottoressa, non posso che farle i miei non complimenti
- Va bene Direttore, le faccio un’offerta inimmaginabile!
- A lei e a Boldron offro la prossima conduzione del Festival di Sanremo… le faccio mandare il contratto via fax entro un minuto! Cosa ne pensa Tondelli… non può dirmi di no!?
- Premesso che l’autore dell’articolo si chiama Michele Boldrin, ora voglio
cordialmente salutarla perché in redazione siamo davvero molto impegnati
- E allora perché mi ha chiamato Dottor Tondelli? Si può sapere perché siamo
qui a cincischiare al telefono?
- Dottoressa Lei, in verità mi ha chiamato la sua segretaria…
- La mia segretaria? Attenda un attimo in linea Dottor Tondelli…
- Carla… mi scusi sa dirmi con chi sto parlando al telefono…
- Con il Dottor Tondelli de Linkiesta… me l’ha fatto chiamare lei poco fa!
- Carla… ha per caso visto se ho preso le mie medicine a mezzogiorno?
- Quelle per la dissociazione mentale sono ancora sul suo tavolo Dottoressa...
- Grazie Carla! Un piacere, secondo lei c’è sempre Tondelli al telefono?
- Direi proprio di sì Dottoressa!
- Lo saluti cortesemente da parte mia e mi chiami subito Adriano Celentano!
ULTIMA PROPOSTA
Caro Dottor Tondelli,
ecco la mia ultima offerta. L’Ufficio di Corrispondenza tanto amato da Maria Giovanna Maglie. La mitica, favolosa e incantevole Sede RAI di New York!
La prego, attendo quanto prima un suo cortese riscontro.
Cordialmente
Lorenza Lei
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