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Produzione Fiat, il 2011 è già l’anno peggiore

Dai piani operativi di Fiat, che Linkiesta ha potuto visionare in esclusiva, risulta un’ulteriore contrazione della produzione in quasi tutti gli stabilimenti. L’anno scorso l’annuncio di “Fabbrica Italia” si basava su un asserto: raddoppiare la produzione in cinque anni. Ad un anno dall’annuncio il calo è netto, e pesa soprattutto a Mirafiori. Dove continuano a correre voci di una pesante dismissione. Vedi i dati nella nostra infografica in fondo all’articolo.

26 settembre 2011 - 15:11

Per Fiat il 2011 è già il peggiore degli ultimi anni. La domanda legittima è che fine ha fatto il progetto Fabbrica Italia. Linkiesta ha ottenuto e visionato gli ultimi Piani operativi del Lingotto, dai quali si evincono tutte le difficoltà che Fiat sta avendo. E dire che nel 2010, durante la presentazione di quello che i vertici della casa torinese definivano «il più straordinario piano industriale che il nostro Paese abbia mai avuto», le stime erano ben differenti. «Nei prossimi cinque anni la produzione di auto e veicoli commerciali in Italia passerà da 800 mila a 1 milione e 650 mila unità all’anno», spiegavano John Elkann e Sergio Marchionne, rispettivamente presidente e amministratore delegato del gruppo. A oggi, secondo le stime di settembre, siamo fermi a quota 746.000 unità, che diventano 518.500 se si toglie la produzione del Ducato, circa 228.000 unità.

Linkiesta ha preso in esame i maggiori stabilimenti europei del Lingotto: Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, Pomigliano d’Arco, Cassino e Tychy (Polonia). Le cifre non sono esaltanti. Nell’arco di due anni si è passati da una produzione complessiva di 1,224 milioni di vetture l’anno a una di 1,018 milioni di auto previsto ad oggi per il 2011. Inoltre, al netto della Ford Ka, prodotta nel sito polacco di Tychy per 66.790 unità, si scende abbondantemente sotto quota un milione. Ma vediamo stabilimento per stabilimento cosa succede al Lingotto.

Mirafiori. Il dato finale del 2009 segnava una produzione di 172mila unità. La recessione ha portato Fiat a 123mila vetture nel 2010 e la previsione a inizio anno si attestava su volumi intorno alle 83mila unità. Tuttavia, così non è stato. Negli ultimi Piani operativi disponibili si può vedere come la produzione prevista per il 2011 è stata ridimensionata a 68.877 auto. Colpa soprattutto di due fattori. Da un lato il calo di Idea e Musa, due modelli destinati a finire la loro vita commerciale. Ma dall’altro c’è la contrazione dell’Alfa MiTo. Nelle previsioni di inizio 2011 la piccola sportiva del Biscione, derivata dalla Grande Punto, doveva essere prodotta in 56.736 unità. Ora le stime si attestano a 45.882. C’è però un altro aspetto che preoccupa i vertici del Lingotto. Stando a voci di corridoio, si sta cercando una soluzione per quello che è definito dai più come un sito vecchio, poco razionale e lontano dalle moderne tecnologie. Nei mesi scorsi il numero uno di Fiat (e Chrysler), Sergio Marchionne, aveva garantito che per lo storico stabilimento ci sarebbe stato un futuro, presentando un programma di sviluppo alle parti sociali. «Il piano prevede la creazione di una joint venture tra Chrysler e Fiat per portare a Torino una nuova piattaforma dagli Stati Uniti, che servirà per produrre automobili e SUV di classe superiore per i marchi Jeep e Alfa Romeo», spiegava Marchionne. Tuttavia, di questo piano, per ora, nemmeno l’ombra. Anzi, circola voce nell’ambiente dell’automotive torinese che Fiat sia pronta a chiedere 7 anni di mobilità per Mirafiori, in attesa di vagliare tutti i progetti per la sua riconversione. Fra le opzioni sul tavolo rimane quella del museo di casa Fiat, sullo stile di quello Volkswagen. Sono solo voci, per ora, che però ben testimoniano il senso di spaesamento che circola all’interno dello storico stabilimento.

Melfi. Il più proficuo stabilimento italiano vedrà uscire dai propri cancelli circa 250mila vetture per il 2011. Siamo ancora lontani dalle 266mila unità del 2009, ma siamo anche molto lontani dalle 261mila auto previste a inizio anno per il sito dove si producono Grande Punto e Punto Evo, i bestseller del Lingotto. Molto dipenderà dalla congiuntura internazionale, ma lo stesso Lingotto non teme una flessione troppo pesante per uno dei suoi modelli più venduti.

Termini Imerese. Per lo stabilimento siciliano la produzione è in controtendenza rispetto al resto dell’Italia. Il 2009 si era chiuso con circa 48mila unità prodotte e le stime a inizio 2011 non erano positive, 25mila Lancia Ypsilon sarebbero uscite dalle linee. Invece, Fiat ha dovuto rivedere al rialzo le proprie previsioni, portandole a 36.929 unità. Tuttavia, il destino di Termini è già definito, dato che entro poco subentrerà a Fiat la DR Motors.

Pomigliano d’Arco. Le 40mila vetture del 2009 e del 2010 sono solo un ricordo. Il 2011 si chiuderà, secondo gli ultimi Piani operativi, con 17.918 unità. Chiusa la produzione di Alfa 147, sostituita dalla Giulietta, e dalla Alfa GT, rimane in produzione la 159. Per la berlina della casa di Arese, tuttavia, la produzione supera di poco le 12mila unità. L’innovazione è data dalla Nuova Panda, appena presentata. Dopo le cinque vetture prodotte in settembre e le 38 previste per ottobre, la piccola di casa Fiat inizierà a nascere in larga scala. A fine anno ci saranno poco più di 5.700 le Panda che vedranno la luce in provincia di Napoli.

Cassino. Quello che lo stesso Marchionne ha definito più volte ai suoi collaboratori «il miglior stabilimento del gruppo» è quello che ha visto la maggior revisione al ribasso delle stime di produzione 2011. Se a inizio anno si era a quota 182.000 unità, adesso siamo a circa 145.000. La colpa non è solo della dismissione produttiva della Fiat Croma, ma soprattutto delle sbagliate previsioni sulla Alfa Romeo Giulietta. La media sportiva del Lingotto, costruita sulla piattaforma della Fiat Bravo e della Lancia Delta, doveva essere prodotta in quasi 100.000 unità. La vita commerciale, tuttavia, non è così facile per la Giulietta e quindi il Lingotto ha dovuto ridurre i volumi a 90.000 vetture. Ma non solo. Da Via Nizza spiegano, in via informale, che tutti si attendevano un maggior successo. In previsione c’è quindi una ulteriore riduzione. Il calo si è già verificato, invece, per Bravo e Delta. Se per la media Fiat la stima di inizio anno era di 51.268 unità, oggi siamo già a quota 33.000. Analogo il calo per la Lancia, passata dalle 28.473 unità di inizio 2011 alle 20.869 di oggi.

Tychy. Il sito polacco dove si producono le piccole del Lingotto è uno di quelli che subirà le maggiori trasformazioni nei prossimi anni. Da stabilimento modello, Tychy ha visto ridursi la produzione di oltre il 10% da inizio anno. Infatti, il primo Piano operativo di Fiat per il 2011 aveva spiegato che i volumi sarebbero stati superiori alle 563.000 unità. A settembre, l’ennesimo ribasso: 499.664 auto varcheranno i cancelli dell’impianto polacco. Ma non è tutto. A Tychy sono prodotte diverse vetture: Fiat Panda, Fiat 500, Nuova Ypsilon e Ford Ka. Al netto di quest’ultima (circa 66.000 unità l’anno, secondo le ultime stime), la produzione di Fiat scende a quota 432.874 vetture.

Il futuro. Il recente downgrade del rating da parte di Moody’s (da Ba1 a Ba2) riflette tutta l’incertezza che c’è intorno al Lingotto. Le gioie per Marchionne non arrivano nemmeno dalle vendite, in forte calo anche in agosto, quando tutta l’Europa è cresciuta del 7,8 per cento. Colpa dei modelli del Lingotto, considerati di poco appeal rispetto alle compagini francese o tedesche. E il futuro non è roseo. Oltre alle recenti Fiat Freemont, rebranding della Dodge Journey, e della Lancia Thema, ovvero la Chrysler 300C, le novità riguardano solo la Nuova Panda e la Maserati Kubang, il SUV del Tridente. Inoltre, il progetto di lanciare la 500 come brand sul mercato americano incontra serie difficoltà: Fiat puntava a vendere 50.000 pezzi, e al momento è ferma a 10.000. Si pensa già di spostare la produzione della 500 dal Messico al Brasile, più lontano dagli Usa ma dove costruire auto costa meno. Troppo poco per competere alla pari con Volkswagen Auto Group. Ma anche per contrastare PSA e Renault.

fabrizio.goria@linkiesta.it

 

 

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Fiat, trent’anni di errori in Cina

«In Cina non avete le strade, dove pensate di metterle le auto?». Era il 1982 e fu questa la risposta dei vertici di Fiat ai cinesi che proponevano una joint venture per portare le auto di Torino a Pechino. Trent'anni dopo l'85% del mercato cinese è occupato da marchi stranieri. Fiat è così arrivata tardi, ha sbagliato le alleanze e ora punta ad un misero 2%. Per raggiungerlo Marchionne vuole portare in Cina la 500, dopo che già la Smart ha fallito, ad un prezzo che dovrebbe essere di oltre 20 mila euro mentre la rivale cinese costa un quarto.
 

Commenti

Una macchina Italiana per esportarla in Usa ha costi in più, è normale che costi di più

se in italia le fiat costano di piu' anche i concorrenti alzano i prezzi, ma in italia tutto é di piu' per cui,ritengo,anche le auto.La fiat delocalizza tutto meno i marchi con piu' plusvalore che hanno bisogno di maestranze doc.Essendo una multinazionale quotata in borsa, ha bisogno di grossi volumi finanziari per arrivare ai suoi scopi di bilancio.La ricerca costa,per chi la fa.

Perchè in italia la fiat costa di più ed all'estero di meno? ecco perchè in italia circolano alte percentuali di auto straniere. Semplice, perchè la Fiat sbaglia politica, in Italia vuole guadagnare molto, non è concorrenziale, apre il mercato agli stranieri, i prodotti non sono un gran che. Si bada troppo al profitto e c'è poco orgoglio patriottistico. La Fiat in Italia dovrebbe abbassare i prezzi, migliorare la qualità ed usare più cortesia con i clienti, solo così gli italiani si riaffezienorebbero alla casa Italiana (Fiat).
Arrivederci e speriamo bene.

La capacita' produttiva mondiale annua di autovetture supera i 90.000.000, la domanda non supera i 60.000.000. Sono sicuro che Marchionne conosce questi dati, credo che la FIAT abbia piu' interesse a mungere il governo che creare occupazione, naturalmente il sindacato approva, e il contribuente paga. E cosi' s'inquadra il cerchio.

Una cosa mi ha meravigliato, qualche settimana in Canada fa passavo vicino ad un autosalone FIAT-Chrysler. La 500 era listata sui $ 23.000 canadesi, un modello Chrysler della stessa grandezza, assomigliava alla Uno, prezzo listino $ 12.000 canadesi.

basta con le macchine, che cosa dobbiamo fare con decina di migliaia di macchine, quando le città sono intasate e super inquinate anche per colpa delle autovetture.

@Anonimo (Daniele?)

mah, penso che la vita dei siti produttivi dipenda dalla domanda. se si vende tanto si produce tanto e si tollerando anche le inefficienze... per gli investimenti il discorso è diverso ma non troppo, dipendono sempre dalle prospettive a lungo termine....

pensavo ti riferissi in qualche maniera alla questione contratto aziendale, questione che secondo me è più generale e va tenuta ben distinta dalla situazione specifica (FIAT, Fabbrica Italia, Marchionne, ecc.)

p.s. si parla sempre di FIAT Auto ma com'è la situazione per FIAT Industrial?

@Francesco Fornisano

per fortuna dai destini di FIAT non dipendono (nel bene e nel male) quelli dell'intera industria italiana! ... forse neppure quelli del settore automotive, esistono aziende italiane che sono apprezzate fornitrici dei gruppi francesi e tedeschi...

@Marco. la fiom è da anni che non presta credito alle sciocchezze di marchionne, a cui tutti hanno tributato onori, e ancora lo fanno, nonostante l'evidente bluff. la fiom è stata la prima a dire che marchionne non faceva investimenti e che avrebbe chiuso mirafiori.

Ho appena finito di discutere con un amico a proposito della questione lavorativa che attraversa l'Italia, e questo post va nella stessa direzione....cercheranno-i grandi leader industriali- di investire ancora meno, e con il blocco delle assunzioni nel pubblico la vedo nera per tutti trovare uno straccio di occupazione....Quale futuro ci attende?

di preciso cosa la FIOM avrebbe visto prima e meglio degli altri?

Caro Nickmari,
abbiamo fornito numeri e dati non pubblici. Se puoi smentiscili.
A presto

ecco un fanboy!
spero che la situazione si evolva in positivo se no mi toccherà buttare la collezione di pullover (ovviamente tutti uguali, come dylan dog)...

Mi dispiace per la redazione, ma io non ho mai letto un articolo che é cosí tanto di parte, in questo caso di quelli che sono contro Fiat e l'industria italiana. A volte mi domando se non siete controllati dai tedeschi.

Fate i bravi !!!!!!!!!!!!!!!!!! Le tesi che sostenete, giuste o sbagliate che siano, motivatele un po' meglio, non ci affidiamo troppo ai "si dice si mormora", per loro natura non verificabili............Non è raro riscontrare notizie (o presunte tali) quali-quantitative decisamente contrastanti a seconda delle fonti consultabili (se nazionali od estere, di settore o meno).

Non desta stupore, la nota notizia, molto molto sottaciuta, poco diffusa. Dicevano: quando la Fiat va male, l'Italia va male. E vi stupite? Ho un reddito discreto,e sono un privilegiato pagatore di tasse. Una volta ero considerato "abbiente". ho un'automobile del 2.500, con 90.000 Km. Euro 4 senza Fap.
Valore dell'usato: forse 9.000 €. vorrei cambiare macchina con un'ibrida non inquinante. Non ho i soldi e non lo faccio. Me la tengo fino ad esaurimento, mio, o della macchina.
Se mi comporto così io, cosa fanno gli "altri".
A l'Inkiesta: fate un confronto tra la caduta Fiat e l'aumento delle importazioni delle Coreane ec. Tra un po' arriva la "TATA", con il mio usato ed una piccola sostenibile aggiunta mi posso permettere un'INDICA.
Il 2012, sarà peggio e a Torino lo sanno benissimo.
Auguri a tutti noi.

Come sempre la FIOM ha visto prima e meglio degli altri.

daniele,milano

Il motto Fiat:socializzare le perdite...privatizzare i profitti......ma i fan boys di Marchionne...che fine hanno fatto?

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