La sfida di Renzi parte da Verona: “Sulle strade di Dante”
Simone Canettieri
«Voglio fare un tributo a Dante». Ecco perché Matteo Renzi ha scelto proprio Verona per iniziare il
«Voglio fare un tributo a Dante». Ecco perché Matteo Renzi ha scelto proprio Verona per iniziare il suo tour alla conquista del Pd per sognare una Vita nuova, politicamente parlando. Dalla città scaligera, dove il Sommo Poeta visse sette anni in esilio (dal 1303 al ‘304 e dal ‘312 al ‘318) scrivendo parte della Commedia, il rottamatore farà partire la campagna per le primarie. Non solo.
C’è anche un’altra connessione storico-emotiva: proprio la notte tra il 13 e il 14 settembre il padre della lingua italiana morì in esilio (a Ravenna, però). Luogo e data, dunque. Niente di casuale. Anzi, due fattori molto evocativi per il «rottamatore» in vista del suo personalissimo Lingotto. Sempre nel nome della fiorentinità, come culla della cultura, ma anche della democrazia.
Infine, c’è anche una questione politica non secondaria: accendere il motore dei due camper renziani proprio dal Nord Est, cuore produttivo del Paese da troppo tempo dimenticato dal centrosinistra a vantaggio della nuova Lega, sarà un messaggio anche alla classe imprenditoriale. «Potete fidarvi di me». Renzi da sempre mostra una «passionaccia» per il Poeta. Questa estate ha riportato in piazza Santa Croce gli undici show di Roberto Benigni alla scoperta dei gironi infernali e proprio nel libro da Dante a Twitter ha illustrato il proprio concetto di bellezza. E adesso arriva la scelta di Verona, «primo rifugio e ‘l primo ostello» del genio, porto da dove salperanno il sindaco e il suo staff il 13 settembre in auto-esilio da Firenze.
Già ma dove si svolgerà il fatidico primo discorso della discesa in camper? In un asettico palazzetto? Oppure no, in centro storico sotto alla statua del suo idolo o, magari, meglio ancora, nei pressi del balcone di Giulietta? La logistica è ancora top secret, ma chi conosce il nuovismo di Renzi sa che punta molto su una «pacificazione» del Paese (con connesso, certo, un calcione alla vecchia dirigenza democratica). E allora ecco l’assist: «Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, /Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura, /color già tristi, e questi con sospetti», scrisse Dante nel VI canto del Purgatorio invitando l’imperatore Alberto d’Austria a prendere Verona come esempio della litigiosità italiana. Un ponte con il passato che torna presente.
Poi c’è l’epica del viaggio. La «selva oscura» di Renzi, dato sulla carta in svantaggio rispetto al suo principale competitor Pier Luigi Bersani, non si preannuncia affatto semplice: girare tutte le 108 province italiane in tre mesi a caccia di consensi, cercando di erodere voti al segretario democrat, sia tra la base che nella dirigenza più ortodossa. Il tutto – e non è poco - senza perdere mai d’occhio le rive dell’Arno per non prestare troppo il fianco a coloro, grillini in primis, che già lo accusano di aver mandato «un bacione a Firenze per lanciare un’Opa al Pd». Sarà una bolgia? Ora, meglio non esagerare. Anche se in molti critici letterari vedono nell’Area di Verona la porta degli Inferi descritta dal poeta. Portato in scena, lunedì scorso, alla festa del Pd di Reggio Emilia da Benigni. Il quale, durante lo show, scherzando e ridendo non ha mancato di punzecchiare Renzi a vantaggio di Bersani: «Alzati e cammina». Tra citazioni e terzine, omaggi e curve storiche il Pd si prepara a diventare una Commedia. Divina non si sa. Così è come è difficile dire se alla fine qualcuno arriverà in Paradiso, visto che da quando è nato il partito sta vivendo un lungo Purgatorio.

Comments
Stupenda l'intervista al Fatto quotidiano - Renzi si e' arrabbiato perche non gli hanno fatto le domande che voleva. Una barzelletta.
o poveri noi, che fa copia Benigni?
Ma che ha capito questo qua, che fare politica, è fare il comico????
chissà dove lo avrebbe piazzato Dante, con quella faccetta da pizzicarolo, con tutto il rispetto che ho per la categoria, a non credo che la rifondazione di un partito massacratisimo, sia questione ne' di copiare nè di gustose mortadelle, secondo me già ha prenotato l'aperitivo con Maroni Alemanno ecc.
uhm, a testa in giù nel fiume troppa importanza...ci devo pensare
Non credo sarà necessario porre 10 domande a Renzi sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale. Il ragazzo è troppo intelligente per cadere in queste meschinità. Piuttosto sono preoccupanti questi dubbi e queste insinuazioni. Il nuovo, il diverso, chi parla fuori dal coro mette paura.
Le 10 domande vanno poste, eccome, sulle argomentazioni che danno concretezza al programma che Leopolda presenterà durante questa prima campagna elettorale. Sono sicuro che linkiesta avrà modo di farlo.
E' la prima vota che entro nel Vs sito, sull'onda di 3^ Pagina.
Piacevole l'impostazione, la grafica e quant'altro viene toccato.
Continuerò a leggerVi.
Certo sarebbe bello avere un complemento con le informazioni da prendere nota al "volo", e perché no in una edizione milanese?
Cordialità.
P.Longato
SICURAMENTE SARANNO FELICISSIMI I CITTADINI DI FIRENZE.
HANNO ELETTO UN SINDACO CHE INVECE DI FARE IL PROPRIO MESTIERE, FA IL CANDIDATO PREMIER.
SICURAMENTE PERCHE' FIRENZE NON HA PROBLEMI DA RISOLVERE.
FORSE QUALCUNO DOVREBBE SPIEGARE A RENZI IL VERO SIGNIFICATO DI "MANDATO".
- Pronto Giorgio?
- Ciao carlomaria!
- Mi è arrivato lo scatto fotografico del tuo amico...
- Mica male, no?
- Con quello sguardo da triglia non posso farlo lavorare neanche a Tele Camogli!
Doveste incrociarlo, gli potete chiedere con i mezzi di chi finanzierà il suo tour? Se non ci riuscite, provvederò ad indirizzargli una decina di domande. Grazie
Gentile Sig. Crepaldi, il fundraising di Renzi probabilmente proviene dalle aziende i cui proprietari o azionisti di riferimento sedevano nelle prime file dei partecipanti alle due Leopolde.
Vedo con poca verosimiglianza un'uscita di cassa dal bilancio del Pd per finanziare il principale "avversario" di Bersani.
In ogni caso, finanziare la politica è una necessità. Lo chieda a Grillo, magari a Lei risponde.
La domanda che Lei pone nel suo post mi fa sorgere un dubbio "Quali sono le fonti legittime di finanziamento per una persona che si vuole proporre come candidato alle elezioni?"
Detto così sembra un dubbio di poco conto ma - preso già per assurda l'ipotesi che solo i ricchi possono fare propaganda - come risolvere il problema?
Sponsor?
Lobby?
Soldi in prestito?
o... come...?
Post new comment