Per Ricolfi «ha vinto solo l’antiberlusconismo»
Con i referendum del 12-13 giugno si sa chi ha perso ma non chi ha vinto. O meglio, si sa che ha vin
Il referendum ha vinto con il 95% di sì
Chi ha perso, su tutta la linea, è solo Berlusconi. A vincere è stato altro. «È la richiesta di voltare pagina, che ha prevalso. Del resto, dopo vent'anni il ragazzo ha un po' stufato», sorride Luca Ricolfi sociologo e professore ordinario all'Università di Torino, contattato da Linkiesta.
E chi ha vinto? Di sicuro, nessuno dei partiti può mettere il cappello sulla vittoria del referendum. Anzi, tra i leader dell'opposizione c'è stata un'inversione di ruoli «curiosa e divertente». Cioè? «Per esempio, Antonio Di Pietro, di solito populista, ha dimostrato di essere corretto, perché non ha strumentalizzato il referendum». Ma non è che teme la fine di Berlusconi e, con essa, un ridimensionamento radicale del proprio ruolo politico? «Può darsi. Ma io credo sia infuriato piuttosto con Bersani, che si è intestato il Referendum dopo, e non ha fatto nulla prima, mentre Di Pietro si è speso molto».
Tutt'altro si può dire per Pier Lugi Bersani, leader del Pd, che, secondo Ricolfi, ha mostrato di «ignorare le regole più elementari della democrazia liberale, chiedendo le dimissioni del Presidente del Consiglio democraticamente eletto». Con queste dichiarazioni, Bersani avrebbe mostrato tutto il suo «analfabetismo democratico». Tanto che, per Ricolfi, «Di Pietro al suo confronto sembra uno statista».
In ogni caso, il referendum senza vincitori, «non è stato un grande evento». Secondo il professore, si tratta di un voto di protesta, e il successo del sì non ha niente a che vedere con internet, ma molto con Berlusconi. «Un voto anonimo, nel senso che non nomina un successore. Qui prevale il gusto dello sberleffo».
Un punto importante, spiega. «Non ha implicazioni per il futuro». Nelle prossime elezioni, sottolinea, ci saranno i soliti schieramenti: le persone, insomma, si divideranno come hanno sempre fatto, seguendo i partiti, votando per loro. Non cambierà molto.
«E poi non è vero che c'è stato un risveglio degli italiani». Tutt'altro. La partecipazione massiccia «non è, in questo caso, un segno di ritorno alla politica, assolutamente no», dice. «Anzi, è una straordinaria dimostrazione di immaturità politica». E perché mai? «La percentuale del sì, rispetto al no, è schiacciante. Per il sì, la media è del 95%, per il no è il 5%. Percentuali uguali, per quesiti sono del tutto diversi». E come si spiega? «È un caso di conformismo politico», dice. E poi: «Su alcuni, era difficile non votare sì, come per il legittimo impedimento o il nucleare», continua, «su quelli dell'acqua, era più complesso. Una legge complicata, sulla quale anche gli esperti si dividono in parti quasi uguali tra favorevoli e contrari. E invece, tra gli elettori, solo uno su 19 ha detto no».
Ricolfi non crede a un voto informato, e fa a pezzi le celebrazioni dei giornali: «è un voto poco informato, conformistico, gregario. Come ho detto, ha prevalso la logica dello sberleffo. Una modalità infantile», conclude.
Se dai referendum non si può trarre previsioni per la politica, di sicuro di può vedere una conferma al no a Berlusconi: «è la dinamica più forte. L'opinione pubblica si esprime così. Lo hanno fatto nel '91, con Craxi. Nel '74, con la Dc, attraverso il referendum sul divorzio, gli italiani espressero il loro disamore per il partito egemone. Prima ancora, gli italiani voltarono le spalle di colpo a Mussolini. Ora, è toccato anche a lui».

Comments
Ha vinto l'ignoranza.
Se non ci fosse stato l'incidente di Fukushima il quorum non sarebbe stato raggiunto; la gente ha votato spinta dalla paura irrazionale delle cose che non capisce, come i selvaggi che scappano vedendo un elicottero.
Gli altri referendum erano assolutamente inutili.
Il legittimo impedimento era stato già smantellato dalla corte costituzionale, e sull'acqua non cambierà assolutamente nulla: prima era obbligatorio privatizzare, adesso invece è facoltativo; ma si privatizzerà lo stesso, e gli acquedotti che erano già stati privatizzati lo resteranno.
probablimente la gente avrà votato spinta dalla paura.. ma ha fatto comunque la cosa giusta, il nucleare è sorpassato da almento 20anni, le centrali attive vengono tenute in vita solo per far guadagnare le società che le gestiscono, Basta vedere il caso italiano, chi avrebbe costruito le centrali? EDF (multinazionale francese), con un know how VECCHIO di almeno 10 anni!! chi ci avrebbe guadagnato? non noi sicuramente (forse Berlusconi e si suoi amici visto quanto era interessato) il futuro sta nelle rinnovabili, non puntando su una in particolare, ma mixando le diverse fonti (eolico, geotermico, solare, maree, ecc. ), che prese da sole non fanno la differenza, ma insieme si. Il problema è che non esiste ancora una potente lobby che le sostiene, almeno non cosi potente come quella del petrolio o del nucleare. Per non parlare della privatizzazione OBBLIGATORIA dell'acqua, ormai di privatizzazioni ne ho viste tante (telecom, treniitalia, ecc..) e hanno tutte una cosa in comune AUMENTO dei COSTI e diminuzione della qualita del servizio, teoricamente le privatizzazioni funzionano, ma in italia, dove vengono concesse ai soliti amici delgli amici non direi proprio, PRIVATIZZARE? NO GRAZIE,
Buongiorno a tutti i lettori.
E' bello e istruttivo leggere i commenti all'analisi di Ricolfi (che è ovvia per chiunque abbia una visione liberal della realtà, non me ne voglia l'Autore) e gli sfoghi pro e contro..... Ma pro o contro cosa?
Forse il fatto che una persona ci dica, e lo scriva, quello che tutti in profondità sospettiamo, cioè che il referendum è uno strumento molto sopravvalutato, ci dà fastidio.
La lettura dei commenti è piuttosto deprimente; fa capire che la strada per fare dell'Italia un paese "normale" è lunga, troppo lunga.
Una proposta, smettiamo di chiamarli "Referendum": chiamiamoli "Primarie delle Politiche" oppure "Trailers delle Votazioni" oppure "Grande Sondaggio con Ricchi Premi", così li provincializziamo un po'.
Ma se ha vinto l'antiberlusconismo, chiedere le dimissioni di Berlusconi non dovrebbe essere una conseguenza logica? Invece si dice che è analfabetismo, mah.
Le analisi politiche sono sempre un tentativo di interpretazione di una realtà magmatica e complessa. Perciò la possibilità di errore è grande: ma chi non ci prova non contribuisce ad una migliore comprensione della realtà.
Poi ci sono "quelli che", avendo espresso un certo voto, magari perché forniti di un'informazione tendenziosa, credono di sapere tutto delle dinamiche sociali. Beati loro!
Infine, ci sono i cittadini che pagheranno tutto ciò: con maggiori tasse o con servizi peggiori. Risultato storico, che va ben oltre la cacciata (?) del tiranno.
Deus dementat quos vult perdere.
bisogna essere professori all'università per lasciare che l'arroganza ti accechi così tanto ...
niente cambierà, tutto come prima? dopo che 27 milioni di italiani per la prima volta dopo 16 anni hanno fatto raggiungere il quorum a un referendum su berlusconi (vedi legittimo impedimento, altro che nucleare)?
ai redattori: questo è un bel sito, ma un'altra intervista professorale di questo tono e avrete perso un lettore, questi predicozzi del tipo 'te lo spiego io dove abiti' sono solo una perdita del mio poco prezioso tempo libero ...
Vedo che tutte le volte che qualcuno usa il "senso comune", per illustrare pacatamente le proprie opinioni, viene accusato di "Intellettualismo". la cosa non stupisce. La conoscenza ed i sapere sono da sempre oggetto di sospetto, Chi studia e ricerca è ghettizzato,immediatamente etichettato. D'altra parte qualcuno ci accusa, ancora oggi così: "cosa vi aspettate da un popolo che ha condannato Galileo?".
Anche Carnot e Hawkins sono intellettuali? Credo più a lui ed alle sue previsioni che al vuoto pneumatico dei politici.
Auguri a chi legge, studia e s'informa, la Nazione, col tempo ne trarrà beneficio.
Qualcuno ha perso una buona occasione per stare zitto.
Giusto una postilla: il 90enne ha tutto il diritto di dire la sua (basta che magari la pensi come te?!) nelle urne, mentre io non posso dire la mia in una discussione come questa?
Lei dovrebbe rivedere il suo concetto di democrazia e rileggersi l'art. 21 della Costituzione che, tengo a ricordarLe, non vale solo per un pensiero politicamente "corretto".
La legge sulla privatizzazione dell'acqua e sul rimborso del capitale investito aveva un'unica pecca: prevedeva la possibilità di aumentare la bolletta in previsione di un investimento... E sulle promesse lo sappiamo tutti come finisce nel nostro Paese.
Se la legge avesse previsto che prima il privato ottiene i fondi presentando come garanzia il contratto 30ennale di gestione dell'acqua, poi inizia i lavori e solo a quel punto chiede al cittadino l'aumento.
Così per una volta chi paga lo avrebbe fatto per la certezza di un servizio.
Altrimenti io privato mi impegno a fare i lavori, aumento le bollette, dopo 10 anni dichiaro che li farò, e al 20 anno non li faccio più perchè la scadenza del contratto è vicina e non ho i soldi. Per una volta non si poteva fare che io pago a lavori in corso? Giusto per essere sicuro che i miei soldi finiscano dove mi è stato promesso
Ricolfi è diventato un grande analista dicendo cose molto vere e molto critiche sulla sinistra. E io lo apprezzo perchè le voci critiche servono e stimolano. Pero' a fare il maestrino con il dito alzato, alla fine, si ricade negli stessi difetti che poi si criticano agli altri. Prendiamo atto che il voto è stato conformista (il che probabilmente è anche vero ... ma sinceramente, tra tutti quelli che adesso si stracciano le vesti per dei referendum che sono stati vinti dalla disinformazione e dallo sberleffo, hanno forse provato a parlare degli argomenti in questione con "il popolo"? O hanno preferito nascondersi dietro l'astensionismo, sommando la loro visone (l'unica informata, illuminata e progressista, come è ovvio) con quelli che se ne stanno a casa perchè non gliene frega di nulla? A parte qualche articolo nei blog, su l'Inkiesta e due comparsate di Gasparri in TV (ihihih), avete visto qualcuno che argomentasse a favore del no, che spiegasse qualcosa? E quindi (scusatemi) ... non venite a dire che gli altri sono conformisti ... O meglio, se è vero che ha vinto il conformismo, devo altrettanto affermare che hanno perso i conigli che avrebbero dovuto far capire che i referendum erano una truffa e che (dopo aver fatto finta di nulla sperando che la gente se ne andasse al mare) adesso escono col ditino alzato a dirci che ci siamo giocati il progesso....
Cordiali saluti. Xp
Quando il voto è consegue una maggioranza è ontologicamente conformista, tutto il resto sono chiavate e pippe mentali di maestrini frustrati.
Adoro questi intellettuali che scendono dal loro piedistallo per spiegarti che le tue azioni e i tuoi pensieri di cittadino in realtà hanno un significato diverso da quello che tu che li compi gli hai dato e che quel significato loro lo capiscono perchè loro sono gli "Intellettuali" e tu no. Sono adorabili, spero che nel futuro verrà costruito un bel museo di statue di cera con tutte le statue dei personaggi che dicevano che il nucleare è buono, l'acqua deve essere regalata alle multinazionali, che il presidente del consiglio non deve essere disturbato dalla giustizia, che i cittadini sono una massa informe di gente che vota senza cognizione di causa eccetera. Un bel museo delle cere ci vuole altrimenti questi chi se li ricorderà mai.
Sono stato scrutatore in un seggio e posso confermare su tutta la linea la riflessione di Ricolfi!
La percentuale di votanti è stata, per oltre il 70%, di ultra-50enni. Molti anziani si sono recati alle urne solo perchè qualcuno (figli, nipoti, vicini di casa), gli avevano detto di andare e, soprattutto, cosa votare!
Sempre in tema di anziani, ho visto coi miei occhi due 90enni che hanno votato solo perchè avevano la "cultura" del voto, da quello per Repubblica vs. Monarchia, ai giorni nostri.
Per favore, non dite che i 25mln di elettori che si sono recati alle urne, lo hanno fatto in piena consapevolezza dei quesiti proposti.
L'unica consapevolezza è stata il voto politico! Contro Berlusconi (l'ex ministro Ronchi, in quota FLI, e padre delle leggi di cui ai questiti 1 e 2, non ha detto una parola nelle due settimane precedenti il voto; questo vorrà pur dire qualcosa), ma a favore di Nessuno!
Io sono stato presidente di seggio e ti posso garantire che nel mio seggio hanno votato tutte le età, qualcuno anche la prima volta (abbiamo dovuto spiegare come si chiude la scheda), poi l'Italia non è proprio un paese di giovani, ed infine anche il 90enne ha diritto di dire la sua ( e non solo la Hack).
Ciao
E cosa ho detto di diverso? Se non erro, ho specificato che il 70% dei votanti era ultra-cinquantenne, ergo, di contro, il resto (circa un centinaio nel mio seggio) aveva un'età inferiore. E' ovvio che tutti hanno diritto di esprimere il voto. La differenza sta nel fatto che questo voto, in una sua buona percentuale, sia stato espresso nella ferma volontà e consapevolezza di abrogare norme di cui si aveva chiara contezza, oppure se ci si è mossi per un mero intento politico, ancorchè legittimo. Cosa che io, nel mio seggio, ho avuto modo di constatare, e Lei non può certo contraddire!
Ricolfi si sta piangendo la fine della sua nicchia di lettori affezionati su quanto la sx fosse antipatica e su quanto il B. poi non facesse cosi' schifo.
E' finita la pacchia anche per lui
Conformismo e gusto dello sberleffo. Sono pienamente d'accordo con l'analisi del prof. Ricolfi. Basti pensare che sul tema acqua si sono dette cose grossolane, che quasi nessuno ci ha capito niente, e che soprattutto non cambierà nulla (le norme europee indicano l'affidamento tramite gara, e la copertura dell'investimento deve sempre essere garantita). E' impressionante come basti una festa mascherata in piazza (significativa la foto di questo articolo) per parlare a vanvera di internet, di società civile, di risvegli, di movimenti ecc. I movimenti - quelli veri pur con tutte le loro storture - erano fatti da persone che studiavano come matti. Ma per piacere
Il Prof. Ricolfi ragiona ed esprime un autorevolissimo parere che in parte condivido. Condivido in pieno il contenuto del suo libro "Perchè siamo antipatici", di cui suggerisco la lettura da pagina 68 a 71, parla della Sinistra e di Senso comune, è stata una profezia! Già che ci siamo suggerisco Raffaele La Capria e Magnus Enzenberger.Tutti contro il "Concettualismo degradato di massa", cui nessun leader è sfuggito nel dopo referendum, la corsa a prendersi il merito, più che corsa mi è sembrata un assalto alla diligenza mediatica, Ascoltando gli umori della gente non settaria e non schierata quindi esclusi i Radicali Benestanti e Chic, Ho percepito una stanchezza totale se non disgusto per la Classe Politica in generale. Tanto non cambia niente è il commento più diffuso.
Nella crisi economica che non passa e non passerà la gente, il popolo (me compreso), vuole ascoltare poco e vedere molto. I giochi di palazzo non interessano. Un Segnale potente. Che i giovani politici si presentino e facciano, soprattutto facciano! Avranno il consenso.
Auguri a chi prova a prendersi in mano la "patata bollente", per ora non vedo nessuno.
Già dopo i risultati delle amministrative, l'esponente di Verso Nord Andrea Causin aveva evidenziato come si era ormai giunti ai titoli di coda del berlusconismo.
http://www.versonord.eu/portal/notizie/articoli/92-i-titoli-di-coda-del-...
La gente oggi ha bisogno di realtà e non di sogni e slogan.
Anche secondo me Ricolfi ha toppato l'analisi. La grande novità -- che nessuno nota -- è che i due quesiti sull'acqua sono stati portati da un'associazione di comitati, e non da un partito «referendario» a là Mariotto Segni. La mobilitazione per questi due quesiti è stata largamente spontanea e auto-organizzata, ed è quella che ha fatto da traino per gli altri due quesiti. Internet ha certamente reso questa cosa possibile, ma i volantini che venivano dati per strada erano per la maggior parte sull'acqua, non sul legittimo impedimento. Quindi secondo me pensare che gli Italiani siano andati a votare solo perché volevano dare una sberla a Berlusconi è limitativo. Toppata anche l'analisi sulle percentuali: è il meccanismo del quorum che decreta quella distribuzione tra «sì» e «no», non il conformismo. Poi scusate, ma dire che un fenomeno di scelta collettivo è un fenomeno «gregario» è come dire che il movimento è un fenomeno «dinamico», scusate.
Prevedo per Ricolfi un posto come opinionista de "Il Giornale" o "Libero"....davvero patetico
D'accordo sul voto conformista, ma per un azionista - e ricolfi lo è - il voto è sempre conformista. insomma bisogna qualche volta correre il rischio del troppo conformismo. quanto all'analfabestismo demcratico di bersani beh l'accusa mi pare ingenerosa. le dimissioni - dopo un voto così - tutti le avrebbero chieste. ve lo immaginate berlusconi con prodi che prende due "sberle" come queste? ho l'impressione che ricolfi sia troppo ingessato nella sua critica a prescindere contro il pd
Ricolfi ripropone la tesi che aveva formulato dopo le amministrative (ha vinto la protesta più sterile). Penso che sbagliasse allora e che sbagli oggi. Il voto non indica un'alternativa, che allo stato ancora non c'e, ma penso rappresenti un ripudio netto e forse definitivo del berlusconismo.
Il fronte dei nuclearisti e il governo (nuclearista anch'esso) hanno snobbato il dibattito e fomentato l'astensione e questi sono i risultati, la vittoria del sì è stata schiacciante e i no se ne sono stati a casa.
Ora non devono pretendere di fare il dibattito.
Ricolfi sbaglia dicendo che il voto è stato segno d'immaturità, in democrazia la partecipazione è fondamentale quanto necessaria e deve includere il maggior numero di persone possibili, a differenza della settaria Comunione & Liberazione alla quale Ricolfi è vicino.
Comunque gli italiani erano chiaramente contrari al nucleare, ben prima di Fukushima.
Inoltre, cosa vuol dire «Un voto anonimo, nel senso che non nomina un successore. Qui prevale il gusto dello sberleffo»? Ma non era un referendum abrogativo? Cosa c'entrano i successori di Berlusconi?
Nel precedente commento aveva associato Ricolfi a Comunione e Liberazione, ma sembrerebbe che Ricolfi sia di sinistra (su wikipedia c'è scritto così), anche se in molti articoli ciellini trovati in rete il suo nome compare spesso.
Chiedo venia per questa imprecisione.
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