Analisi

Spread o no, l’Italia è malata e Monti la deve curare

Luca Ricolfi

Fino a qualche settimana fa Mario Monti metteva in dubbio che lo spread fosse un buon indicatore delle condizioni di salute dell’Italia. Ieri, tutavia, ha utilizzato proprio lo spread per rispondere all’uscita di Squinzi. Come ha scritto su queste colonne Luca Ricolfi, è bene che il governo prenda sul serio i segnali dei mercati e dhe curi la febbre (che è alta), invece di chiedere di cambiare il termometro. Riproponiamo lo scritto di Ricolfi per Linkiesta.

Il premier Mario Monti spiega in conferenza stampa ai giornalisti lo spread

Ho l’impressione che l’euforia mediatico-finanziaria che si è scatenata dopo il buon esito del Consiglio Europeo dei giorni scorsi sia un tantino fuori misura. Non v’è dubbio che Monti abbia riportato un notevole successo sulla scacchiera della politica dell’Eurozona, riuscendo ad addolcire, e non di poco, la linea rigorista della Merkel. E ancor meno dubbi vi sono sul fatto che, se vi fosse stata una rottura politica fra Nord e Sud d’Europa, in queste ore saremmo alle prese con le onde incontenibili di uno tsunami finanziario. Nessun risparmio sarebbe più al sicuro, nessun governo sarebbe al riparo dall’ira popolare. E tuttavia l’aver (per ora) evitato la catastrofe non dovrebbe farci perdere di vista che, a dispetto del successo politico di venerdì, tutti i nodi fondamentali dell’Unione monetaria restano – purtroppo – largamente irrisolti.

Sono passati ormai cinque anni dall’inizio della crisi (agosto 2007), ma nulla di risolutivo è stato finora fatto né per ridurre i debiti pubblici, né per far ripartire la crescita, né per mettere il sistema al riparo dal ripetersi di crisi come quella che abbiamo vissuto in questi anni. Finora abbiamo solo comprato tempo, pagandolo ogni volta a un prezzo più caro. Per questo penso che il vero test non sia stato il Consiglio Europeo (quello è “solo” servito ad evitare il disastro), ma risieda piuttosto in ciò che i governi – specie quelli di Italia e Spagna – faranno o non faranno nelle prossime settimane. E questo fare o non fare dipenderà molto, a mio parere, non solo dalle risorse di coraggio di ogni premier, ma anche dalla sua teoria, dalle sue idee sul funzionamento dell’economia, dalla sua visione della meccanica della crisi.

La teoria del nostro premier è preoccupante. Per quel che si capisce dalle sue dichiarazioni, Mario Monti ritiene che l’andamento dello spread, che da metà marzo è stato via via più sfavorevole all’Italia, sia un cattivo indicatore dello stato di salute della nostra economia. Secondo questa teoria i segnali che i mercati emettono quando, per prestarci denaro, pretendono il 6% di interessi, sarebbero gravemente distorti, nel senso di una sopravvalutazione del rischio-Italia.

In estrema sintesi il ragionamento, e il sentimento, dei nostri governanti sembrerebbe essere il seguente. Ma come è possibile? Abbiamo fatto una manovra correttiva imponente, grazie ad essa saremo in grado di anticipare il pareggio di bilancio al 2013, il nostro deficit pubblico è tra i migliori dell’eurozona, stiamo facendo i “compiti a casa” (riforme) che l’Europa ci chiede e, a dispetto di tutto ciò, i mercati osano non fidarsi di noi? Come è possibile una simile anomalia?

Di qui l’idea di correggere i mercati. In che modo? Con la politica, naturalmente: se anche in futuro i mercati dovessero ostinarsi a pretendere (da noi a dalla Spagna) tassi di interesse troppo alti, il fondo salva-Stati dovrebbe intervenire per “sostenere” i titoli di Stato che i mercati giudicano a rischio. Tradotto brutalmente: la politica europea, attraverso vari Fondi, istituzioni e meccanismi decisionali, provvederà a comprare titoli pubblici a un prezzo che il mercato non ritiene conveniente.

Ho definito “preoccupante” questa teoria per due ordini di ragioni. Innanzitutto perché non sembra supportata da un’evidenza empirica forte. Più che sbagliare i propri calcoli, è possibile che i mercati diano importanza a cose diverse da quelle che stanno a cuore ai tecnocrati europei. Questi ultimi sono ossessionati dal debito pubblico, dal deficit, e dai rituali degli impegni scritti: memorandum, raccomandazioni, lettere di intenti, piani di risanamento. I mercati appaiono più attenti ad altre cose: non solo l’ammontare del debito pubblico (specie se detenuto da investitori esteri), ma le prospettive di crescita e la velocità delle riforme. Quando un governo annuncia riforme che poi non fa (o rimanda, o semplicemente annacqua), quando impone tasse che migliorano i conti pubblici ma al prezzo di provocare una recessione, i mercati possono non apprezzare. È precisamente questo che potrebbe essere successo negli ultimi tre mesi, quando i mercati hanno cominciato a fidarsi sempre meno della capacità dell’Italia di ripagare i suoi debiti, una capacità che dipende molto di più dalle prospettive di crescita del Paese che da qualche decimale in più o in meno nei suoi conti pubblici.

Ed ecco dunque il secondo motivo di preoccupazione. Come cittadino, sarei molto più tranquillo con un governo che prende sul serio i segnali dei mercati, che con un governo che pensa che la speculazione stia distorcendo prezzi e rendimenti dei titoli di stato. Perché un governo che adotta la prima teoria (i mercati sono un termometro del mio stato di salute) tenderà a curare il male che i mercati segnalano, e sarà tanto più determinato quanto più la temperatura sale. Mentre un governo che adotta la seconda (i mercati sbagliano, perché drammatizzano la mia malattia) cercherà innanzitutto di riparare il termometro, e sarà meno consapevole della necessità di intervenire subito sulle radici del male.

Si dice che Mario Monti e i suoi ministri, in caso di fallimento del Consiglio Europeo, fossero pronti a riunirsi domenica notte per annunciare, lunedì mattina, una spending review incisiva e un pacchetto di misure per accelerare le riforme strutturali. Ora sappiamo che quella riunione d’emergenza per fortuna non è stata necessaria e che, verosimilmente, i ministri avranno passato la notte scorsa a guardare la finale Italia-Spagna del campionato Europeo di calcio. Ne siamo felici per loro e anche per noi stessi, perché tutti quanti abbiamo evitato una catastrofe. Ma ne saremmo ancora più felici se, dopo la partita, e senza l’affanno di una situazione di emergenza da fronteggiare, sentissimo annunciare – da un governo che in questi giorni ha guadagnato ulteriore autorevolezza – misure altrettanto incisive di quelle che avrebbe adottato se le cose fossero andate storte. Perché il vero rischio, oggi, è che i mercati riprendano il sopravvento non perché i fondi salva-Stati e la banca Centrale Europea non riescono a fare il loro lavoro, ma perché i governi dei Paesi mediterranei cedono alla tentazione si adagiarsi, cullandosi nelle illusioni dello scampato pericolo.

 

: Angela Merkel / crisi / mario monti / Spread

Comments

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
20 July 2012 - 17:02

Nel frattempo il maggior quotidiano nazionale parla di.... Batman! AHAHAHAH!

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
20 July 2012 - 16:45

Bravo! Bravo Monsieur, continuez!

PartitoCrazio's picture
Inviato da: PartitoCrazio
20 July 2012 - 16:33

Far presto a fare che? Ma lo vogliamo ammettere una buona volta che questi sbalzi improvvisi di spread sono pilotati. Si vuole guidare l'Europa verso un nuovo assetto politico di cui il MES è il preambolo, cioè un super stato governato da tecnici nominati e non eletti, un super stato in perenne emergenza fino a chè il nuovo ordinamento non si sarà assestato, destabilizzare per stabilizzare.

Diceva un illustre politico americano che sarebbe bello se per consultarsi con gli europei ci fosse un solo numero di telefono da chiamare, ebbene quel numero unico telefonico sta diventando realtà, solo che nessuno ha avvertito i cittadini europei del cambio di numerazione telefonica.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
20 July 2012 - 16:20

Ho incontrato il sig. Mercati ieri (e' il cugino del sig. Sony)... dice che sono tutte manovre per spillarci i soldi.... devo credergli?

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
20 July 2012 - 16:18

... qualcuno non ha ancora capito che tutto questo serve alle banche per "succhiare" gli ultimi soldi che sono rimasti nelle tasche delle famiglie (rimasti in modo legale e non). Il recupero dell'evasione fiscale e' servito fin'ora, di fatto, solo a pagare le banche. Non un centesimo e' arrivato all'economia reale. Continueranno cosi' fino alla fine, fino all'ultimo centesimo... o forse credete che il mondo della finanza sia popolato di gente con un alto senso etico e morale? Per loro vale solo la legge della giungla...

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
20 July 2012 - 16:12

... e sarebbe M. ad avere in mano la medicina che "ci" fara' guarire?!? AHAHA!!! ... mi vien da ridere, mi viene...

Troppe Spese's picture
Inviato da: Troppe Spese
20 July 2012 - 15:11

Direi che però manca sempre il puntare il dito sul concetto principale del problema. L'italia sta spendendo troppo e da troppi anni. Si è caricata di un eccesso di spese fisse in particolare l'apparato pubblico che è mastodontico e irreversibilmente pieno di sprechi. Inoltre è un paese che non spende da decenni nell'acquisto di risorse energetiche, siamo peraltro i primi sovvenzionatori della Francia atomica. Per cui anche qualora si acchiappassero tutti gli evasori, l'Italia continuerebbe a spendere troppo e un aumento di gettito fiscale non ridurebbe il debito ma solo aumenterebbe gli sprechi.

guerrierodipace's picture
Inviato da: guerrierodipace
10 July 2012 - 19:43

in risposta all'anonimo:
-Krugman ha argomentato in modo molto più efficace di me come le "ricette" attuli sono obsolete
-io non detengo capitale ma "lavoro",vogliamo rileggerci Marx anche?
-perchè il "detentore di capitale" va protetto (ricordo che perderebbe solo gli interessi non il capitale) mentre chi produce può finire sul lastrico?
-Non si va dicendo che bisogna rilanciare l'economia produttiva invece della rendita?

ps:le banche stanno crollando lo stesso e i cittadini sono già espropriati dei loro redditi.Indi tuteliamo solo chi campa di rendita.

sstefano's picture
Inviato da: sstefano
10 July 2012 - 05:07

Leggo che solo una economia di libero mercato è in grado di guarire i mali della nostra società. Bisogna essere matti o disonesti per sostenere tesi di questo genere di fronte a quanto sta accadendo. La speculazione internazionale, le aberrazioni del sistema economico/finanziario internazionali hanno dimostrato che, abbandonati a loro stessi, i mercati perseguono il profitto in modo spietato. Sembrano dei cani famelici che si avventano contro prede indifese e quando non esistono in misura sufficiente a sanare la loro ingordigia le creano ad arte. E' facile farlo. I nuovi sistemi informatici operano con immediatezza e non consentono spazi di riflessione di alcun genere. Appena viene fiutata la presenza di una preda si scatena la caccia. Costi quel che costi. A questo modo la speculazione finanziaria prende il sopravvento sulla politica economica, scuote le condizioni di vita di tutti i paesi e condanna alla fame i più deboli. Rimettere ordine nella situazione di caos prodotta da una mancanza di regole è impossibile perchè ogni paese è tentato di operare in modo da salvare se stesso. I risultati conseguiti a breve termine, positivi per sè negativi per gli altri, possono indurli a credere di essere sulla strada giusta. Non è così. Persino la Cina lo ha capito e sta modificando i suoi comportamenti. India, Brasile, Sud Africa, Giappone hanno compreso che solo una politica coordinata a livello mondiale e la creazione di regole rispettate possono rallentare la crisi e creare le condizioni per risolverla nel tempo. Rimettere le cose a posto costituisce una impresa cicloplica che richiede senso della realtà e della storia. Di quaraquaqua ne abbiamo avuti tanti e ne abbiamo ancora nel nostro sistema politico e sociale. Persino nelle università. La libertà di mercato e la politica del pieno impiego hanno prodotto danni di cui non abbiamo ancora capito la vastità.

guerrierodipace's picture
Inviato da: guerrierodipace
9 July 2012 - 14:26

Calcolando che il 75% del nostro debito è in Italia e quasi tutto il resto dentro la UE bisogna dedurne che ci suicidiamo?!
mettetevi nei panni di uno dei "mercati": se hanno trovato il trucco per "spennare gli stati con renddimenti del 6% perchè dovrebbero rinunciarvi? perchè Monti ci mette una buona parola?
Krugman, se lo ascoltassero.
infine una modesta proposta: congelare il rimborso dei debiti.Con il nostro avanzo primario e il risparmio interessi in 10 anni restituiamo tutto il capitale e azzeriamo il debito pubblico.Tutto questo grazie alnostro avanzo primario,per cui non avremmo bisogno di finanziarci.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
9 July 2012 - 15:22

la sua proposta consiste in una bella espropriazione dei creditori, che sono in gran parte italiani.
crollerebbero tutte le banche, assicurazioni e finanziarie.
buona proposta di uno che non ha un patrimonio

Gurdulù's picture
Inviato da: Gurdulù
9 July 2012 - 22:35

Se continua così, nessuno avrà più niente... non resta che valutare anche le ipotesi più fantascientifiche, perchè mi sa che nel 2013, la fantascienza sarà l'unica alternativa a questa situazione XD

Gurdulù's picture
Inviato da: Gurdulù
9 July 2012 - 14:02

Un bel futuro ci sta apparecchiando Monti con la complicità degli ABC, elezioni nel 2013 con una legge che rende inutile il voto, perchè poi avremo di nuovo una maggioranza profana ci sinistra-centro-destra nel nome della salvezza del paese dallo spread brutto e cattivo. Ecco come si fa ad aggirare una Costituzione che ha garantito per quasi 70 anni la democrazia, si da la colpa alla libertà di critica se lo spread sale; basta criticare se no i mercati si risentono, come se ai mercati fregasse qualcosa delle chiacchere.

L'Europa sta prendendo una brutta china, la Merkel chiede unione politica, ma il dubbio è che non sia per farrorzare l'Euro ma per impedire ai paesi come l'Italia di alzare la voce quando sarà arrivata la resa dei conti.

Francesco's picture
Inviato da: Francesco
9 July 2012 - 11:53

Il problema è di fiducia dei mercati, l'Italia non da garanzie per il futuro, non sul piano strutturale, ma POLITICO. Ancora non è stata messa in piedi una legge elettorale che garantisca stabilità, e la classe politica italiana è ridicola. Anche se c'è Monti alla guida, in parlamento si vota sempre a maggioranza, e la maggioranza ragiona sempre secondo le classiche logiche affaristiche e clientelari..

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
2 July 2012 - 20:46

il modello statunitense non sembra in crisi come lo dipingono in italia e qualche lettore che scrive sopra.
Benzina a 0,70cent/litro
Case in vendita a 1000USD/SQM
25% di tasse
Reddito medio 39000USD Procapite 40-50% in piu' dell'Italia,per intendersi
Liberta' e giustizia
Sussidi per disoccupati
Tassazione 0% per operazioni commerciali estero su estero etc
Sara' un sistema che cresce in PIL di un misero 1,5% contro il -2,6% dell'Italia pero' ci vorranno secoli prima che si raggiungano valori di reddito come in USA.
NOTE:e vedrete che la politica di Monti non portera' a niente mentre il divario con gli USA continuera' a crescere...

valteb's picture
Inviato da: valteb
9 July 2012 - 12:18

Manca una sola cosa in USA : la nostra evasione fiscale !
Oltre al fatto che quando si beccano certi evasori abbiamo anche il coraggio di fargli lo sconto anzichè ingabbiarli come in USA !!

Dardo's picture
Inviato da: Dardo
2 July 2012 - 18:24

Ok, ottimo articolo di Ricolfi.
Però non ho capito bene: cosa avrebbe dovuto fare Monti al consiglio Europeo, affrontare il problema della crescita dell'Italia?
Ovviamente non era quella la sede.
Una cosa per volta.
Messo al sicuro il risultato (anche se con qualche riserva) del consiglio europeo magari, forse, si accingerà ad affrontare il problema della crescita.

e.b.'s picture
Inviato da: e.b.
2 July 2012 - 13:35

BASTA. ancora con le solite ricette del liberismo piu sfrenato... ma non vi rendete conto che i paesi che oggi sono in crescita sono proprio quei paesi che il liberismo non lo hanno mai applicato. Ci chiedono di seguire il modello americano proprio ora che quel modello è in crisi. Per quanto lo spread basta nazionalizzare la banca d'italia e permettere al tesoro di fissare l'interesse, se non ci fosse stato il divorzio fra tesoro e banca d'italia o ggi il debito pubblico sarebbe il 20% del pil.
basta liberismo. privatizzazione ecc.. BASTA
e.b.

andrea61's picture
Inviato da: andrea61
2 July 2012 - 16:49

Un paese iperregolamentato in cui lo Stato ingoia oltre il 54% del PIL legale che c'azzecca col liberismo ?
E, vista la classe dirigente ( specchio di una discreta fetta del paese), con la BI in mano allo Stato avremmo magari un debito piu' basso, ma un litro di benzina costerebbe 10.000 lire e bersi una cola sarebbe roba da sciuri con l'inflazione stile sudamerica.
Quanto ai paesi che crescono..... Cina, licenzi chi vuoi in un secondo, India uguale, Brasile che peraltro cresce solo in virtu' delle materie prime non conosce alcun tipo di tutela per i lavoratori vagamente assimilabile anche solo agli USA. Facciamo cambio ?

andrea61's picture
Inviato da: andrea61
2 July 2012 - 16:43

Un paese iperregolamentato in cui lo Stato ingoia oltre il 54% del PIL legale che c'azzecca col liberismo ?
E, vista la classe dirigente ( specchio di una discreta fetta del paese), con la BI in mano allo Stato avremmo magari un debito piu' basso, ma un litro di benzina costerebbe 10.000 lire e bersi una cola sarebbe roba da sciuri con l'inflazione stile sudamerica.
Quanto ai paesi che crescono..... Cina, licenzi chi vuoi in un secondo, India uguale, Brasile che peraltro cresce solo in virtu' delle materie prime non conosce alcun tipo di tutela per i lavoratori vagamente assimilabile anche solo agli USA. Facciamo cambio ?

Marco  Giovanniello's picture
Inviato da: Marco Giovanniello
2 July 2012 - 12:28

Clap, clap

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
2 July 2012 - 10:36

Se non si vuol rispondere al "Dio Mercato" basta non indebitarsi per migliaia di miliardi di euro.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
2 July 2012 - 10:15

la riforma del lavoro è inadeguato. ci vuole un hire and fire!!!

Tommaso's picture
Inviato da: Tommaso
2 July 2012 - 09:07

Chi fosse interessato ad un indicatore realistico sullo stato di salute economica degli italiani, si vada a cercare l'indicatore 12 della consumer conficence survey mensile della commissione europea. Appena ho tempo lo metto anche sul mio blog.

guerrierodipace's picture
Inviato da: guerrierodipace
2 July 2012 - 08:49

Ancora con questo "DIO MERCATO".....

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