Se Tremonti e Milanese sono una coppia a noi non interessa
Serve un codice per decifrare i quotidiani in questi giorni. Sfornano articoli densi di allusioni ti
Giulio Tremonti e a destra Marco Milanese
Uno dei motivi che ha condotto alla nascita de Linkiesta è cercare di rendere le notizie fruibili al lettore. Non sappiamo se ci stiamo riuscendo, ma non è questo il punto. Da giorni i presunti beninformati scrivono sui loro giornali articoli allusivi sul rapporto speciale che legherebbe Tremonti a Milanese. In soldoni, per chi non l'avesse capito, l'allusione è riferita al presunto rapporto omosessuale tra i due. Rileggere gli articoli con questo codice di decodificazione, fondamentale per un paese omofobo come l’Italia, rende tutto più chiaro. Il Corriere, il Fatto Quotidiano, Dagospia: chi più, chi meno, girano tutti attorno a questo. Dicono e non dicono. Usano parole come “tenerezza”, “debolezza”. Altri, come Il Giornale di oggi, usano linguaggi ancor più duri: al limite della minaccia di rivelazione di «inconfessabili segreti».
Ora, però, noi de Linkiesta vorremmo dire una cosa. Garbata, ma ferma. A noi del rapporto umano tra Tremonti e Milanese non ce ne frega assolutamente niente. Se sono una coppia felice, siamo felici per loro. Se sono tutte illazioni, tanto meglio. Anche i continui riferimenti al «metodo Boffo» ci lasciano esterrefatti: quando in questo paese si smetterà di essere ricattabili in forza di propri orientamenti sessuali pienamente legittimi? Davvero non capiamo, di fronte a quel che leggiamo quotidianamente, come possa essere questo il tema. Il nodo è un altro: può il ministro dell’Economia avere come braccio destro una persona che non solo gli pagava la casa (è ormai un’abitudine) ma agiva in maniera a dir poco ambigua nella gestione del potere e delle nomine, come emerge dall’inchiesta sulla P4? Può il ministro dell’Economia avere come collaboratore privilegiato un ex ufficiale della Guardia di Finanza oggi accusato di corruzione e che tali reati avrebbe commesso proprio svolgendo il suo ruolo di stretto collaboratore del ministro? E ancora, semmai, come si son conosciuti e in che modo sono entrati in così stretti rapporti professionali Marco Milanese, ufficiale della Guardia di Finanza, e uno dei più importanti tributaristi italiani? Faccia chiarezza su questo, Tremonti. Del resto non ci importa nulla. Nei paesi che piacciono a lui (e a noi) le relazioni omosessuali non vietano a nessuno di fare il ministro: il mero sospetto di corruzione all’interno degli apparati dello Stato, invece, obbliga a dimissioni rapide. E, queste sì, coperte dalla pubblica riprovazione.

Comments
concordo con il Prof. Boldrin (e chi ha parlato di conflitto di interessi).
a me non interessa se un ministro è gay (proprio perchè non c'è niente di male -anche se "uno che ha memoria" ha ragione). però a me interessa sapere con chi convive il politico, proprio perchè possono sorgere conflitti di interesse.
una sera a Porta a Porta, qualche anno fa
«Noi non simpatizziamo per omosessuali e transgender. Invece manifestiamo una relativa preferenza per il campanile, la famiglia, il mondo naturale». Giulio Tremonti commenta così la proposta dell' Unione di riconoscere diritti civili alle unioni di fatto. Replica Fausto Bertinotti: «Quindi anche tu condividi la frase "meglio fascisti che froci"?». Risposta del ministro dell' Economia: «Tu evochi una visione da impero romano pagano: parli di diritti alle unioni civili ma non indichi il numero dei conviventi. Consentiteci di avere un' idea del matrimonio diversa dalla vostra».
Il campanile, la famiglia, il mondo naturale sono categorie superate. Quello che noi chiamiamo progresso, le ha dismesse, fatte fuori.Comunque quell'amore non spiega il perchè "il" ministro senta il bisogno di porsi in una condizione di "riconoscenza" accettando una ospitalità, gratuita, come egli stesso afferma, e doni, pare, costosi. E allora è giusto porsi una domanda: perchè? Le tendenze personali appartengono alla sfera privata e nessuno deve metterci becco, solo Dio, chi ci crede, può farlo. Ma si tratta del ministro più importante e la relazione, come sembra, è stata vissuta con la complicità e la copertura di un rapporto istituzionale: quello collaborativo. Se così fosse sarebbe diabolico, non solo, ma avrebbe sconsideratamente mentito in quel dialogo.
Cari linkiestini, sbagliate, perché se sono una coppia io ci vedo un conflitto di interessi grande come una casa.
Fate lo stesso discorsi che fanno i politici bigotti ed ipocriti del Pdl: "nella vita privata si fa quel che si vuole".
Che ipocrisia.
Imperativo e distogliere l'attenzione dalle questione veramente importanti....purtroppo e una grande minoranza a nn rendersene conto! Tira sicuramente di più un Gf che un documentario di scienza, meglio vedere 2 persone che litigano in tv che un tg d'informazione degno di tal nome....Nn interessa che abbiamo un altro ministro imputato, soprattutto se si assiste al matrimonio di kate&william o Carlo&camilla.....Siamo in Italia, e la gente adesso vuole sapere se il ministro dell'economia e gay o meno...e purtroppo i media(sciacalli) Marciano su questo...Rinnovo i complimenti a Linkiesta per l'accuratezza dei post....Cordialmente!
Dei politici bisognerebbe sapere di tutto e di più anche su aspetti riguardanti la loro vita privata se questi possono influenzare le loro scelte una volta eletti.
Se mettiamo io sono contrario ai matrimoni gay voglio sapere quali sono gli orientamenti sessuali di chi vado ad eleggere (vale persino con l'attuale legge elettorale dove i nomi me li ritrovo già pronti ma posso rifiutarmi di votarli); questo perchè se poniamo il candidato x è omosessuale probabilmente sarà favorevole ad un provvedimento del genere anche se magari non in maniera esplicita e se invece nonostante questo fosse contrario la sua posizione sarebbe comunque meno forte perchè una volta venuta fuori la notizia egli risulterebbe meno credibile (vedi il Berlusca che andava al Family Day e poi escono tutti i suoi giri di, diciamo, signore e signorine).
Lo stesso vale per un sacco di altri argomenti (ci può essere il tipo contro l'aborto che ha fatto abortire l'amante, quello contro le droghe che sniffa coca a manetta, l'altro ancora che manda la gente in guerra e poi aveva brigato per farsi riformare alla visita di leva e potrei andare ancora avanti per un pò).
Più in generale chiunque abbia incarichi pubblici o, in ogni caso, il potere di prendere decisioni che influenzano la vita di tanti individui, dovrebbe avere il dovere della massima trasparenza anche riguardo la sua vita privata.E se non ti va bene fai dell'altro, di solito in quei posti ci sono tanti onori, che uno abbia pure qualche piccolo onere è proprio il minimo.
Tutto sto discorso comunque solo sulla carta, si sa che la democrazia rappresentativa, tantopiù in un paese come l'Italia, è una notevole presa per i fondelli e i meccanismi del potere sono destinati a restare oscuri ancora a lungo a prescindere dalle storie che ci raccontano sui giornali o in tv (dal punto di vista del modo di pensare sono lontano mille miglia da Chomsky citato nel primo commento ma sulle 10 strategie di manipolazione attraverso i mass media scrive parecchie cose giuste)
Mi sembra una disquisizione un po' oziosa . In questa Italia i bigotti, la Chiesa, i clerico fascisti hanno deciso per tutti (anche per i laici che non sono mai stati d'accordo) la doppia morale quella di facciata e quella vera . In tale situazione di doppiezza dove imperversano ipocrisie, falsità, ricatti e minacce è decisivo che chi riveste incarichi di potere pubblico non avere situazioni di questo tipo. Quando si è provato a dare legalità a certe situazioni di fatto tipo la proposta dei DICO si è scatenata tutta la peggiore Italia perbenista, compresi tutti i divorziati del family day che ancora oggi possono dare lezioni sulla famiglia!!!!. D'altra parte le varie P2,P3, p4 , banda della Magliana, Mafia, Camorra non si perdono nessuna occasione per ricattare e affermare il loro strapotere . Pertanto mi sembra che il ministro Tremonti avrebbe dovuto dare pubblicità al suo rapporto omosessuale (se vero naturalmente) e in ogni caso dovrà dare ora tutte le risposte alle bravate commesse dal suo uomo di fiducia o moroso.
che vi interessa se tremonti e' gay a me interessa che alla fine di questa legislatura ahahahahahah
qualcuno di questi signori compreso il capo venga accolto nelle pubbliche galere........
Scusate, ma io ho l'opinione esattamente opposta. E la chiave e' semplice: conflitto d'interessi.
Proprio perche' occorre smetterla con l'ipocrisia, proprio perche' occorre darci un taglio con l'omofobia (cose con cui, se davvero hanno la relazione sentimentale che da un decennio gli si attribuisce, ne' Tremonti ne' Milanese han pensato di tagliare vista l'apparenza dei felicemente sposati con differenti signore che entrambi mantengono) allora e' cruciale sapere se i due hanno o non hanno una relazione di coppia.
La ragione dovrebbe essere ovvia a chiunque si sia mai posto il problema di come regolare il conflitto d'interessi in sistemi politici complessi come il nostro. Banalmente: se il "moroso" e' equivalente alla "morosa" e la "morosa" e' equivalente alla "moglie" o al "marito" ALLORA una banale regola del conflitto d'interessi richiede che, nell'ordine
1) Il soggetto con potere politico (Tremonti in questo caso) renda di pubblica conoscenza chi sono le sue mogli, morose, morosi, ed equivalenti.
2) Si astenga nel modo piu' completo dall'affiadare loro incarichi e responsabilita' che egli e' in grado di assegnare solo in forza del suo potere politico.
Per questo ci interessa, eccome se ci interessa, sapere che relazioni intercorrano tra Tremonti e Milanese. Esattamente per le stesse ragioni che ci interessa(va) conoscere quelle fra BS e Carfagna, BS e Minetti, eccetera, eccetera.
Si chiama, ripeto, conflitto d'interessi. Richiede trasparenza TOTALE sulla vita privata e le relazioni personali del politico, finche' fa il politico e controlla potere statale. Cose quest'ultime che fa per libera scelta e che impongono dei costi. Se i costi non gli sono graditi non ha che da ritornare alla vita privata, come facciamo in tanti. Io la mia morosa posso metterla a carico di qualsiasi faccenda mia privata, sono soldi mie ed affari miei personali. Ma Tremonti no, non puo' mettere gli amici suoi personali a gestire 1/3 dell'economia nazionale che, purtroppo, questo stato peronista controlla. Proprio non puo' e noi abbiamo il diritto di sapere che relazioni intercorrono fra di lui e le persone che seleziona per tali compiti.
Fuori d'Italia la cosa e' ovvia a tutti, ma proprio a tutti. Com'e' possibile che nemmeno all'Inkiesta ve ne rendiate conto? Fa parte dell'ABC della liberal-democrazia. Tempo d'importarla anche nel bel paese.
Solo per precisare che il commento che appare come "Inviato da Anonimo il 13 luglio 2011 - 15:58" non e' di anonimo ma mio, Michele Boldrin.
Avevo posto tutti i dati, non so perche' non siano apparsi.
Michele,
sono convinto che tutti quanti vogliamo sapere se certe nomine e certi incarichi sono frutto di clientele interessate di stampo parentale e/o affettivo; ciò che non ci interessa è la solleticazione di un morboso interesse da gossip per cui diventa più importante sapere se i due personaggi in questione sono "amanti omosessuali" piuttosto che i motivi per cui uno dei due occupa quel posto potendosi permettere comportamenti illeciti garantiti da impunità.
Si tratta di sfumature che non mutano per nulla il senso generale della questione.
Non sono certo di cogliere il punto. Faccio una domanda diretta, cosi' vediamo se siamo d'accordo o meno.
A voi/te pare rilevante sapere se X ed Y sono "morosi", nel caso in cui X sia Ministro (o Sindaco, o Governatore) di qualcosa?
La mia risposta e' un incondizionato ed assoluto SI.
Questo anche nel caso in cui X non ha assegnato ad Y alcun incarico esplicito, semplicemente per evitare che sorgano conflitti d'interesse.
Poi, di come X ed Y vanno a cena, come si vestono e cosa fanno (ossia, il gossip) mi frega molto poco. Ma m'importa assai sapere che sono "morosi" o "coniugi di fatto".
L'articolo dice, invece, che:
"A noi del rapporto umano tra Tremonti e Milanese non ce ne frega assolutamente niente. Se sono una coppia felice, siamo felici per loro. Se sono tutte illazioni, tanto meglio."
Tralascio di fare la battuta su quel "tanto meglio" finale, ma la mia lettura di questa frase e' che la vostra risposta alla mia domanda e', invece, NO.
Non c'entra nulla il gossip. Assolutamente e totalmente nulla.
C'entra, ripeto, il conflitto d'interessi e la sua prevenzione.
Ottimo. Così si ragiona.
Dalla lettura dei quotidiani, differenti nel titolo ma non nei contenuti, mi conferma ancora una volta che siamo un Paese provinciale: invidioso, egoista e millantante. Concordo con l'articolo de Linkiesta.
In effetti il problema non è la vera o presunta omosessualità di un ministro e/o del suo braccio destro ma l'intreccio di abusi di potere che, a quanto sembra, quest'ultimo avrebbe intrattenuto "a insaputa" (anche questo ormai sta diventando una cattiva abitudine) del ministro in questione.
Viene il dubbio che in un parlamento nel quale siedono pluri-indagati, pluri-pregiudicati, pluri-imputati coloro i quali non fanno una piega temano di essere i prossimi a finire nel ciclone del "metodo Boffo" anche senza becere implicazioni inerenti l'orientamento sessuale.
Semplice: se si concentra l'attenzione sull'omofobia (STILE BOFFO) SI DISTRAE L'ATTENZIONE dalle vere questioni interessanti per i cittadini: hanno rubato? hanno imbrogliato?
Noam Chomsky: le 10 Strategie della Manipolazione attraverso i mass media
1 – La strategia della distrazione.
L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
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