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Sicuri di non essere affetti da dipendenza da shopping? Ecco il test

Cristina Tognaccini

Dipendenza da shopping. Ancora non è considerato un disturbo clinico (per fortuna) ma in America inizia a preoccupare gli studiosi, che hanno anche messo a punto un test per controllare il livello di dipendenza. Sui motivi che lo causano si è detto tanto, ma l’unica cosa certa per ora è che comprare qualcosa di nuovo attiva il circuito del piacere e che spesso un nuovo acquisto nasconde un’emozione o una situazione stressante.

Effetto dopo shopping compulsivo

Proprio sicuri di non essere affetti da dipendenza da shopping? Nonostante non sia ancora considerata alla stregua di una vera e propria dipendenza, come quella da alcol o droga, e non sia clinicamente riconosciuta, in America alcuni psicologi hanno messo a punto un test chiamato “Scala di acquisto compulsivo”, che rivela il vostro grado di dipendenza. Oltre il risultato di 42 punti c’è da preoccuparsi. Questo perché tra il 5 e 15% della popolazione americana soffre di questo “disturbo” che colpisce soprattutto gli adolescenti, con una percentuale del 3,5 per cento. E il problema, secondo quanto riportato da un articolo di The Atlantic, sembra colpire soprattutto la popolazione americana.

Ma quali sono i motivi che trasformano una normale pratica come lo shopping in dipendenza? Alcune ricerche scientifiche sostengono che sia da mettere in relazione al regolare consumo di sigarette, marijuana o altre droghe, o a disturbi dell’umore. Mentre altri ricercatori sostengono che sia dovuto a fattori genetici, anche se l’ereditarietà della dipendenza da shopping compulsivo non è stata ancora dimostrata e i dubbi a riguardo sono parecchi.

Non è ancora chiaro quale sia il motivo scatenante di questo disturbo (se così possiamo chiamarlo). Ma di certo si sa solo che esistono delle similitudini con alcuni disturbi comportamentali, come l’ossessivo compulsivo (che possono essere curati con farmaci antidepressivi comegli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), e che nelle persone depresse lo shopping funziona proprio come un farmaco. Perché acquistare qualcosa di nuovo libera dopamina, un neuro trasportatore che attiva i circuiti della ricompensa e provoca piacere.

La maggior parte delle volte poi gli acquisti sono dovuti a stimoli emotivi che potrebbero essere controllati con un po’ di autocontrollo in più. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che si tende a comprare qualcosa per gestire lo stress, prima di una situazione che ci mette a disagio. Ogni acquisto è motivato in una certa misura da emozioni, e il modo migliore per resistere è ricorrere a sistemi drastici, come lasciare a casa la carta di credito o distruggerla, o riconoscere la propria vulnerabilità quando si è al centro commerciale cercando di gestire le emozioni.

Tra gli oggetti più gettonati, per gli acquirenti compulsivi, ai primi posti ci sono scarpe, gioielli e cosmetici. E nonostante gli affetti da shopping compulsivo cerchino di fare economia e comprare beni poco costosi, si perdono poi sulla quantità, comprandone di più.
 

: acqusiti / lklight / shopping compulsivo

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